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	<title>Wakeupnews &#187; L&#8217;arte e la storia</title>
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		<title>Forlì scommette su Wildt</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Al San Domenico un ricco corpus di opere per valorizzare l’arte di un genio incompreso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72470" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/Installazione-delle-sculture-alla-mostra-su-Wildt.jpg"><img class="size-medium wp-image-72470" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/Installazione-delle-sculture-alla-mostra-su-Wildt-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Installazione delle sculture alla mostra su Wildt</p></div>
<p style="text-align: justify"><strong>FORLI’-</strong> <strong>Adolfo Wildt (Milano 1868 – 1931)</strong> è il protagonista della mostra che, inaugurata pochi giorni fa, è ospite negli spazi dei <a href="http://www.cultura.comune.forli.fc.it/upload/cultura/gestionedocumentale/Wildt_784_3181.pdf"><strong>Musei di San Domenico di Forlì</strong></a> fino al <strong>17 giugno</strong>. Curata da <strong>Fernando Mazzocca e Paola Mola</strong> affiancati da un comitato scientifico presieduto da <strong>Antonio Paolucci</strong>, l&#8217;esposizione è da considerarsi il primo tempo del <em>Progetto Novecento. Percorsi – Eventi – Interpretazioni</em>, che si svilupperà nel 2013 con la grande mostra <em>DUX, arte italiana negli anni del consenso</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.mostrawildt.it"><em><strong>Wildt. L’anima e le forme da Michelangelo a Klimt</strong></em></a> segue altre mostre di scultura che, ai Musei di San Domenico, hanno portato dal 2005 un’affluenza di <strong>450 mila visitatori</strong> in una città che solitamente non è meta per le grandi mostre.<br />
<em>Wildt a Forlì</em>, curata da <strong>Sgarbi</strong> nel 2000, aveva già puntato i riflettori su quel genio incompreso che è stato Adolfo Wildt, non sempre valorizzato per il suo spirito eclettico e la sua capacità di guardare anche ai modelli nordici e gotici, di assimilare il meglio di ogni epoca, classica, rinascimentale, barocca, contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify">Con <em>Wildt. L’anima e le forme da Michelangelo a Klimt</em>, Forlì celebra lo scultore una seconda volta, evitando di focalizzare l’attenzione sulla sola opera del maestro nato a Milano, professore dell’Accademia di Brera, ma facendolo <strong>dialogare con altri straordinari nomi della storia dell’arte</strong>, citati puntualmente: dai grandi del passato come Fidia, Cosmè Tura, Antonello da Messina, Dürer, Pisanello, Bramante, <a href="http://www.wakeupnews.eu/leonardo-e-michelangelo-confronto-tra-i-due-maestri-del-rinascimento-italiano/">Michelangelo</a>, Bramantino, Bronzino, Tanzio da Varallo, Bambaia, Cellini, Bernini, Canova, ai moderni come Previati, Dudreville, Mazzucotelli, Rodin, Klinger, Meštrovič, Klimt, Brancusi, De Chirico, Casorati, Martini, Messina, Fontana, <a href="http://www.wakeupnews.eu/natale-al-madre-l%E2%80%99universo-scultoreo-di-fausto-melotti/">Melotti</a>.<br />
Il percorso al San Domenico, allestito dal parigino <strong>Wilmotte et Associès</strong> e dallo <strong>Studio Lucchi e Biserni</strong>, disvela così un <strong><em>corpus</em> di 250 opere</strong>, di cui <strong>190 solo di Wildt</strong>.<br />
L’antica <em>Forum Livii</em>, fondata dai Romani nel II secolo a.C. lungo la Via Emilia, è legata allo scultore grazie al <strong>mecenatismo della famiglia Paulucci De Calboli</strong>, protagonista della storia della città: Raniero Paulucci De Calboli infatti, nel 1925 aveva donato alla comunità forlivese ben <strong>sette sculture del maestro Wildt</strong>, in ricordo del figlio Fulceri. Ma molte delle opere esposte provengono anche dall’<a href="http://www.sba.unimi.it/Biblioteche/apice/2812.html"><strong>Archivio Scheiwiller</strong></a>, il noto editore milanese che per via familiare ha ereditato molte opere e materiali dello scultore.</p>
<div id="attachment_72471" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/wildt.jpg"><img class="size-medium wp-image-72471" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/wildt-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle opere in mostra</p></div>
<p style="text-align: justify">Questa di Forlì si rivela una rassegna unica e originale, finalizzata a riportare alla luce l’opera di questo genio dimenticato, attaccato sia dai conservatori, che non lo ritenevano allineato per i contenuti pervasi dal Simbolismo e per i richiami Nordici, sia dai sostenitori del moderno, che mettevano in discussione la sua fedeltà alla figura, la vocazione monumentale, il continuo dialogo con i grandi scultori e pittori del passato.<br />
L’opera di Wildt deve essere rivalutata e collocata al di là di ogni semplicistica schematizzazione, per restituirne l’unicità: una scultura pura, in grado di <strong>cogliere l’anima e l’espressività dei soggetti</strong>, congelata in un materiale freddo come il marmo che, grazie alla <strong>maestria dello scultore</strong>, conduce le figure umane a una nudità essenziale e ad un’<strong>indiscutibile armonia</strong>.</p>
<p>INFORMAZIONI</p>
<p style="text-align: left">Sede: Forlì, Musei San Domenico piazza Guido da Montefeltro<br />
Periodo: 28 gennaio &#8211; 17 giugno 2012<br />
Biglietto: INTERO € 10,00, RIDOTTO € 7,00<br />
Orari visite: da martedì a venerdì: 9.30-19.00; sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00; lunedì chiuso. 9 e 30 aprile apertura straordinaria. La biglietteria chiude un’ora prima</p>
<p style="text-align: right"><strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
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		<title>Gioni Direttore della Biennale Arte 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Orgoglio italiano per il nuovo direttore della vetrina d’arte più antica al mondo: lombardo di nascita ma di fama internazionale ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72083" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/massimiliano_gioni.jpg"><img class="size-medium wp-image-72083" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/massimiliano_gioni-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Gioni</p></div>
<p style="text-align: justify">MILANO- Italianissimo il <strong>nuovo Direttore della 55esima edizione della <a href="http://www.labiennale.org">Biennale di Venezia</a></strong> per la sezione <strong>Arti Visive</strong>: <strong>Massimiliano Gioni</strong>, classe 73, è stato infatti nominato a maggioranza con tale ruolo dal Cda presieduto da Paolo Baratta. L’edizione del 2013, dopo quattro Biennali d&#8217;Arte guidate da stranieri, torna a riporre fiducia in un italiano emergente; dopo il successo dell’ultima Biennale curata da Bice Curiger, la Biennale, “fra le possibili soluzioni in campo internazionale ha individuato in Massimiliano Gioni una personalità giovane, che ha già accumulato importantissimi incarichi che egli ha svolto in modo da conquistare autorevolezza tra gli artisti e i critici di tutto il mondo&#8221;, commenta il Presidente Baratta.<br />
Attualmente Gioni è niente poco di meno che <strong><em>Associate Director</em> del <a href="http://www.newmuseum.org">New Museum</a> di New York</strong> e dal 2003 <strong>direttore artistico della <a href="http://www.fondazionenicolatrussardi.com">Fondazione Trussardi</a></strong>, per la quale quest’anno ha curato la mostra <a href="http//www.wakeupnews.eu/pipilotti-rist-all%E2%80%99ex-manz"><em>Pipilotti Rist</em></a>, all’ex cinema Manzoni. Per la nota fondazione ha deciso di recuperare luoghi dimenticati, ma storici, del capoluogo lombardo: dalla sala reale della Stazione Centrale al Circolo Filologico, dal Palazzo della Ragione al Cinema Manzoni.<br />
Come <strong>Francesco Bonami</strong>, l&#8217;ultimo italiano che ha curato l&#8217;edizione 2003 della Biennale, Gioni nasce da <a href="http://www.flashartonline.it"><strong><em>Flash Art</em></strong></a>: fu il primo a cui venne affidata con un vero stipendio la caporedazione della rivista a New York, dal 2000 al 2002. Ha collaborato come editor con case editrici come <em>Charta, Mondadori, Phaidon, Les Presses du Reel, Dijon</em> e <em>Rizzoli</em>; già nel 2003 Bonami lo aveva chiamato a curare <em>La zona</em>, quella sorta di Padiglione Italia ai Giardini della <strong>50esima Biennale</strong>.<br />
Si è occupato della realizzazione di diversi progetti curatoriali tra cui, in collaborazione con l&#8217;artista <a href="http://www.wakeupnews.eu/cattelan-al-guggenheim-di-new-york/"><strong>Maurizio Cattelan</strong></a> e la curatrice <strong>Ali Subotniak</strong>, la cura della <strong>biennale di Berlino del 2006</strong>, la creazione della rivista <strong>Charley</strong> e della mini galleria itinerante <strong>Wrong Gallery</strong>, inizialmente allestita nel 2002 a New York e spostata nel 2005 alla Tate Modern di Londra.<br />
Nessun commento del giovane curatore, che al momento è in India. Siamo curiosi di sapere come Gioni risveglierà il sistema italiano dell’arte contemporanea, e se lo farà con Cattelan…</p>
<p style="text-align: right"><strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
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		<title>A Milano l&#8217;arte è low cost</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 18:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Cabiati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 2 al 5 febbraio l'arte contemporanea diventa davvero per tutti: opere in vendita a meno di 5000 euro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71916" class="wp-caption alignleft" style="width: 283px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/a-milano-larte-diventa-low-cost/04_352-288/" rel="attachment wp-att-71916"><img class="size-medium wp-image-71916" style="border-width: 5px;border-color: black;border-style: solid;margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/04_352-288-300x245.jpg" alt="" width="273" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">L&#039;originalità stavolta non sta solo nel contenuto</p></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%"><strong>Milano</strong> – Nata nel 1999 a Londra, da un’idea del gallerista <strong>Will Ramsay</strong> ed esportata poi in giro per il mondo &#8211; mietendo successi in città come Londra, Parigi, Bruxelles, New York, Sidney e Melbourne &#8211; sbarca ora a Milano <strong><em><a href="http://www.affordableartfair.it/">The Affordable Art Fair</a></em></strong>. Non si tratta della solita fiera d’<strong>arte contemporanea</strong>, bensì della prima dedicata a <strong>opere in vendita rigorosamente a meno di 5000 euro</strong>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%">Sicuramente un’occasione per scoprire nuovi talenti e scovare nuove tendenze in un ambiente che cambia alla velocità della luce, ma soprattutto un evento internazionale dedicato agli appassionati del settore, soprattutto a quelli che finora hanno amato senza mai potersi permettere di comprare. Non c’entra solo l’aspetto economico; spesso chi si avvicina all’arte per la prima volta è spaventato anche da quella certa sensazione di inadeguatezza che coglie sulla soglia di una galleria, responsabilità di un ambiente che tiene troppo a rimanere arroccato nella sua torre d’avorio. Ecco, il concetto di questo evento sovverte invece lo snobismo di molti ambienti artistici contemporanei, convinti che l’arte sia roba per pochi eletti e che i prezzi esorbitanti siano garanzia di assoluta genialità e buon gusto e che per di più evitino che l’arte diventi roba troppo “popolare”.</p>
<div id="attachment_71919" class="wp-caption alignright" style="width: 293px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/a-milano-larte-diventa-low-cost/senza-nome-3/" rel="attachment wp-att-71919"><img class="size-full wp-image-71919" style="border-width: 5px;border-color: black;border-style: solid;margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Senza-nome2.bmp" alt="" width="283" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">La provocazione è quella tipica dell&#039;arte contemporanea, i prezzi tutt&#039;altro</p></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%">Spiacenti per loro ma a Milano sembra davvero iniziare un’opera di <strong>“democratizzazione artistica”</strong> che forse allontanerà lo spettro dell’incancrenimento del settore. Che si sia <strong>galleristi </strong>convinti alla ricerca di un nuovo pezzo o <strong>collezionisti</strong> alle prime armi decisi a puntare su un investimento diverso dal solito, <em>The Affordable Art Fair </em>sembra il posto giusto. Un luogo pragmatico, lineare, <em>very british</em>, con prezzi esposti in chiaro e calmierati (da 100 a 5mila euro, quando mai si è visto qualcosa del genere?), la fiera “abbordabile” arriva a Milano con 60 gallerie, di cui 20 straniere: ci sono i nuovissimi multipli, realizzati dall&#8217; <a href="http://www.wakeupnews.eu/“from-here-to-ear”-all’hangar-bicocca/"><strong>Hangar Bicocca</strong> </a>con artisti come <strong>Alfredo Jaar</strong> e <strong>Carlos Casas</strong>, le foto della <strong>galleria Forma</strong>, i disegni di <strong>Marzio Tamer</strong> o le stampe vintage di <strong>Angelo Frontoni</strong>, maestro del ritratto fotografico da Cinecittà a Hollywood. Non mancano pittura, collage, scultura, una mostra di <strong>Young talents</strong> con opere di neolaureati di <strong>Brera</strong>, ma anche spazi e laboratori per i bambini, workshop per scoprire le principali tecniche artistiche e persino il coinvolgimento dei social network. Insomma, innovazione e dinamismo ci sono e l&#8217; ingranaggio pare essere quello giusto per mettere l&#8217;opera sottobraccio al visitatore.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%">Finalmente in controtendenza rispetto al dorato mondo dell&#8217;arte contemporanea più spesso simile a un circolo privato,  la fiera allestita al <strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/milano-adesso-e-mia/">Superstudio Più</a> di via Tortona</strong>, <strong>dal 2 al 5 febbraio</strong>, sembra destinata a replicare a Milano il successo ottenuto altrove. Diecimila i visitatori attesi, molti dei quali compreranno arte originale per la prima volta, contribuendo a scardinare luoghi comuni e a liberare l’arte da un ambiente da tempo troppo polveroso.</p>
<p class="MsoNormal"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong>INFORMAZIONI</strong></p>
<p class="MsoNormal">AAF -The Affordable Art Fair, Superstudio Più, via Tortona 27, Milano</p>
<p class="MsoNormal">Tel. 02 422501, e-mail info@superstudiogroup.com.</p>
<p class="MsoNormal">Orario d&#8217;apertura: giovedì 2 febbraio dalle 11.00 alle 18.00, venerdì 4 febbraio dalle 11.00 alle 20.00, sabato 4 febbraio dalle 11.00 alle 20.00 e domenica 5 febbraio dalle 11.00 alle 18.00. Biglietti: 12 euro al pubblico, 10 euro in prevendita come ingresso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right" align="right"><strong>Marina Cabiati</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right" align="right"><strong> </strong></p>
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		<title>I Ghetti nazisti, una mostra per sensibilizzare sul tema razzismo ed emarginazione</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[emerginazione e razzismo]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, Il complesso del Vittoriano di Roma ospita una mostra sui ghetti ebraici fino al 4 marzo. L’ingresso è gratuito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/i-ghetti-nazisti-una-mostra-per-sensibilizzare-sul-tema-razzismo-ed-emarginazione/untitled-38/" rel="attachment wp-att-71848"><img class="alignleft size-full wp-image-71848" style="margin: 5px;" title="untitled" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/untitled12.png" alt="" width="275" height="184" /></a>Roma– I Ghetti nazisti è il titolo della mostra ospitata nel Salone Centrale del Complesso del Vittoriano di Roma fino al 4 marzo 2012, a ingresso gratuito. L’esposizione si inserisce <a href="http://http://www.wakeupnews.eu/al-via-da-domani-la-settimana-della-memoria-le-iniziative-principali-a-roma-e-milano/">nelle celebrazioni realizzate per la Giornata della Memoria,</a> è promossa e voluta da Roma Capitale ed è curata da Marcello Pezzetti<em>, </em>direttore scientifico della Fondazione Museo della Shoah di Roma, da<em> </em>Bruno Vespa e Sara Berger, insieme alla direzione e al coordinamento generale di<em> </em>Alessandro Nicosia.</p>
<p style="text-align: justify;">La rassegna<em> </em>intende ripercorrere <strong>la storia dei ghetti nazisti in Polonia, dal 1939 al 1944</strong>: la loro istituzione, la vita quotidiana al loro interno, la fame, le malattie, la violenza, il lavoro coatto, le deportazioni, la resistenza, le liquidazioni finali. Tantissime fotografie, giornali, manifesti, documenti e filmati (provenienti da istituzioni pubbliche e private e musei e archivi internazionali) compongono il percorso espositivo suddiviso in quattro sezioni che raccontano uno dei momenti più bui della nostra storia recente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione si apre con una <strong>premessa</strong>, un breve racconto del ghetto nella storia, una panoramica sulla storia degli ebrei in Polonia e la loro persecuzione nella Germania nazista fino alla seconda guerra mondiale. Si arriva poi alla <strong>prima sezione</strong>, che prende le mosse dall’occupazione della Polonia e  descrive le prime espulsioni degli ebrei fino ad arrivare all’istituzione dei ghetti. La vita degli ebrei nei ghetti fra regolamenti e restrizioni, saccheggi e distruzioni, maltrattamenti e uccisioni singole, è raccontata, invece, nella <strong>seconda sezione</strong> che costituisce il nucleo centrale della rassegna. Qui si evidenziano le condizioni di vita degli ebrei,<br />
come esse siano segnate dalla fame e dalle malattie e come gran parte degli ebrei sia costretta al lavoro forzato, ma allo stesso tempo come, nell’ambito delle limitazioni imposte dai nazisti, gli ebrei trovino lo spazio per una vita religiosa, sociale e culturale, cercando di condurre una vita normale, anche trasgredendo agli ordini dei nazisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue poi <strong>un focus sulla propaganda antiebraica nazista in Polonia</strong>. E’ qui che trova spazio la narrazione del caso di ‘Theresienstad’, la città ideale costruita da Hitler per gli ebrei. Una serie di documenti e materiali espositivi illustrano la reazione del mondo di fronte alla tragedia. Infatti, alcune notizie dell’istituzione dei ghetti e delle violenze in atto raggiungono sia gli Alleati che l’Italia. Infine, <strong>l’ultima sezione</strong> riguarda il tema della liquidazione dei ghetti e degli abitanti attraverso le fucilazioni di massa e le deportazioni versi i campi di sterminio. Non si parla solo dei persecutori, ma anche dei soccorritori. <a href="http://www.wakeupnews.eu/i-ghetti-nazisti-una-mostra-per-sensibilizzare-sul-tema-razzismo-ed-emarginazione/imagescat4lzhy/" rel="attachment wp-att-71844"><img class="alignright size-full wp-image-71844" style="margin: 5px;" title="imagesCAT4LZHY" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/imagesCAT4LZHY.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La mostra ha lo scopo evidente di sensibilizzare il visitatore su temi quali il razzismo e l’emarginazione, facendogli vivere momenti di forte impatto emozionale–comunicazionale, anche attraverso la creazione di scenografie che ricordano specificatamente i Ghetti nazisti (il muro, il filo spinato, le pareti scure, ecc). Tutto questo per sottolineare la crudeltà di quel momento storico e <strong>per fornire</strong>, soprattutto <strong>ai giovani,</strong> <strong>gli strumenti necessari per non dimenticare</strong>, consapevoli dell’importanza dei valori di pace, di tolleranza e comprensione reciproca. Infatti, nelle numerose didascalie presenti nella rassegna viene utilizzato un linguaggio comprensibile a tutti, soprattutto agli studenti e alle nuove generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente  la scelta dell’ingresso gratuito all’esposizione deriva proprio dal fatto che si vuole coinvolgere il più possibile il pubblico davanti a queste atrocità e davanti ad un passato che ci consegna un trauma insuperabile. Tuttavia, c’è la consapevolezza che si può sconfiggere l’orrore in un solo modo: ricordare e non dimenticare mai. E l’esposizione vuole evidenziare proprio questo…</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via romaebraica.it; beniculturali.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>An Italian Perspective: la ricerca dell&#8217;identità fotografica nazionale in mostra a NY</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apre il 2 febbraio una mostra fotografica alla Howard Greenberg Gallery di New York. Protagonisti 4 maestri italiani della fotocamera: Ghirri, Basilico, Vitali e Castella]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71791" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Luigi-Ghirri.jpg"><img class="size-medium wp-image-71791" title="Luigi Ghirri" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Luigi-Ghirri-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">Luigi Ghirri (1943-1992)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ha un doppio titolo inglese (anzi meglio anglo-americano) e italiano, la mostra fotografica che inaugura giovedì 2 febbraio alla Howard Greenberg Gallery di New York (41 E 57 Street, 14th Floor): <em><strong>An Italian Perspective/Una prospettiva italiana.</strong></em> Questo sicuramente perchè &#8211; considerata la location &#8211; deve parlare ad un pubblico internazionale, ma anche per il senso duplice che la anima.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;allestimento e la curatela della critica e storica dell&#8217;arte specializzata in fotografia, Angela Madesani, vuole infatti stimolare proprio nel visitatore straniero che si approccia all&#8217;Italia, alle sue città e ai suoi paesaggi (ritratti negli scatti di 4 maestri come <strong>Luigi Ghirri</strong>, <strong>Vincenzo Castella</strong>, <strong>Gabriele Basilico</strong> e <strong>Massimo Vitali</strong>), una riflessione sull&#8217;esistenza &#8211; possibile o meno &#8211; di una qualche identità fotografica nazionale. Ci si pone la domanda se esista o meno nel lavoro di questi artisti che &#8211; nati nel secondo dopoguerra &#8211; hanno raccontato per immagini il Paese degli ultimi decenni, un qualche elemento che come un <em>fil rouge</em> ne segni i percorsi in direzione di una lingua comune, propria in un certo senso  dell&#8217;Italia e dell&#8217;italianità quale nessun altro potrebbe avere.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>&#8216;prospettiva&#8217; italiana</strong> cessa quindi di essere solo un punto di vista su un oggetto o un luogo, ma assume un valore differente e concettuale.</p>
<p style="text-align: justify;">La curatrice ha portato a New York 4 artisti che in molti progetti e reportage hanno scelto <strong>luoghi e città</strong> &#8211; non sempre entro i confini nazionali &#8211; come soggetti privilegiati di indagine e analisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno è <strong>Luigi Ghirri</strong>, nato a Scandiano (RE) nel 1943 e scomparso nel 1992, autore negli anni &#8217;80 di &#8216;cicli&#8217;  poi divenuti allestimenti espositivi come come <em>Iconicittà</em> (a Ferrara, 1980), <em>Esplorazioni sulla via Emilia</em> (a Bologna, nel 1986) o <em>Viaggio in Italia</em> (a Bari, 1984) in cui non è mancato mai l&#8217;approccio concettuale che ne identifica il lavoro. Alla Howard Greenberg Gallery ci saranno immagini riconducibili all&#8217;attività di Ghirri a partire dagli anni Settanta e fino agli ultimi progetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Coetanei tra loro, di appena un anno più giovani di Ghirri e ancora in attività, sono<strong> Gabriele Basilico</strong> e <strong>Massimo Vitali</strong>: classe 1944 sono entrambi lombardi &#8211; il primo è milanese, mentre il secondo è nato a Como -  e rappresentano a livello internazionale la prima linea della fotografia italiana. Loro lavori hanno già incontrato il grande pubblico fuori dai confini della penisola in istituzioni di rilievo come il San Francisco Museum of Modern Art e il <a href="http://www.wakeupnews.eu/cattelan-al-guggenheim-di-new-york/">Solomon R. Guggenheim di New York</a> &#8211; solo per rimanere in ambito statunitense &#8211; e in Europa i loro scatti hanno trovato spazio ad Amsterdam (Stedelijk Museum), Parigi (Musée Européen de la Photographie, Centre Pompidou, Fondazione Cartier),  e ancora a Valencia, Madrid, Francoforte, Dusseldorf.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Basilico saranno in mostra, tra le altre, le fotografie realizzate nel 1984 per la <strong>Mission Photographique de la DATAR</strong> (Délégation à l&#8217;Aménagement du Territoire et à l&#8217;Action Régionale): come specialista in fotografia documentaristica, Basilico fu infatti chiamato insieme ad altri noti fotografi a servizio del governo francese, per una vasta operazione di mappatura per immagini delle trasformazioni del paesaggio urbano e rurale. Ne risultarono alcuni tra gli scatti più significativi nella carriera di Basilico, in linea con la sua predilezione per i paesaggi industriali e le aree urbane. Con un uso esclusivo del <a href="http://www.wakeupnews.eu/henri-cartier-bresson-la-fotografia-tra-immagini-e-parole/"><strong>bianco  e nero</strong></a>, l&#8217;artista ha esplorato l&#8217;identità e l&#8217;anima anche di molte altre città del mondo come Roma, Mosca e San Francisco.</p>
<div id="attachment_71804" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/massimo_vitali.jpg"><img class="size-medium wp-image-71804" title="massimo_vitali" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/massimo_vitali-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle &quot;Spiagge&quot; di Massimo Vitali</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tipologia differente di luoghi di aggregazione sono quelli cui, negli ultimi 20 anni, ha dedicato la sua attenzione Massimo Vitali. Forse senza saperlo qualcuno può essersi imbattuto in una delle foto del suo <strong>ciclo sulle spiagge</strong> (ricordate la copertina Garzanti del romanzo di Giuseppe Culicchia, <em>Un&#8217;estate al mare</em>?). In questi spazi collettivi, dove le masse si riuniscono, il fotografo ha riconosciuto uno <strong>spaccato sociologico</strong> di eccezionale interesse e per questo li ha resi suoi soggetti prediletti, sviscerati in centinaia di scatti tutti simili e tutti differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma alla Howard Greenberg Gallery il visitatore potrà trovare non solo le opere storiche di Ghirri, Basilico e Vitali, ma anche alcuni <strong>lavori inediti</strong> nonchè un&#8217;immagine della città italiana forse più fotografata e visitata al mondo, Venezia, realizzata appositamente per l&#8217;esposizione. Si tratta degli scatti del napoletano <strong>Vincenzo Castella</strong>, il più giovane del quartetto (classe 1952) ed artista poliedrico, cimentatosi nel 2009 anche con la tecnica video (<em>Amsterdam</em>, <em>Cronache da Milano</em>).  Istanbul, Malta e Venezia sono i tre luoghi raccontati da Castella attraverso la sua fotocamera: i primi due durante progetti risalenti al 2010, l&#8217;ultimo &#8211; come già detto &#8211; in esclusiva per la mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esposizione è organizzata dalla<a href="http://www.studiolacitta.it/"> galleria Studio La Città</a> di Verona e l&#8217;appuntamento con il vernissage è per giovedì 2 febbraio alle ore 17,30.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>An Italian perspective/Una prospettiva italiana</strong><br />
</em>2 febbraio &#8211; 13 marzo 2012</p>
<p>Howard Greenberg Gallery<br />
41 E 57 Street, 14th Floor, NEW YORK<br />
www.howardgreenberg.com<br />
info@howardgreenberg.com<em></em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene </strong><em></em></p>
<p>Foto nadirnews.altervista.org; nearte.blogspot.com</p>
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		<title>Henri Cartier &#8211; Bresson: la fotografia tra immagini e parole</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 18:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Bastione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'arte e la storia]]></category>
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		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[A Roma, a Palazzo Incontro, la retrospettiva di uno dei più grandi protagonisti della fotografia in bianco e nero del secolo scorso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71483" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/henri-cartier-bresson.jpg"><img class="size-medium wp-image-71483" title="henri cartier bresson" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/henri-cartier-bresson-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Henri Cartier-Bresson</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non un semplice fotografo, <strong>Henri Cartier &#8211; Bresson</strong> fa della <a href="http://www.wakeupnews.eu/eros-e-poesia-mapplethorpe-a-milano/">fotografia</a> un modo di vivere. Per lui fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. Ammirando una fotografia dell’autore francese è facile emozionarsi e intravederne l’anima, l’umanità, la curiosità più che la tecnica in quanto &#8211; a detta del maestro stesso &#8211; quest’ultima è importante solo se si riesce a controllarla al fine di comunicare ciò che si vede.</p>
<p style="text-align: justify;">L’essenza del lavoro del <strong>fotografo francese</strong> è racchiusa in una frase: «Osservare lì dove gli altri sanno solo vedere». Questo assunto stilistico è sapientemente  trasposto nel suo modo di fotografare. Davanti alla realtà che decide di immortalare, infatti, Bresson non si sente asettico e incontaminato osservatore ma, al contrario, è convinto che «per <em>significare </em>il mondo bisogna sentirsi coinvolto in ciò che si inquadra nel mirino». Al contempo, però, la semplicità espressiva, secondo lui, può essere raggiunta soltanto attraverso l’abnegazione di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Una particolare cifra stilistica quella del <strong>maestro del <em>carpe diem</em></strong> che le parole o le immagini da sole, probabilmente, non sono in grado di spiegare.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra <strong><em>Henri Cartier-Bresson. Immagini e parole</em></strong> &#8211; promossa dalla Provincia di Roma nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, organizzata da Contrasto, Magnum Photos e Fondation Cartier-Bresson in collaborazione con Civita &#8211; si rivela, così, un’occasione imperdibile per godere di alcuni tra i capolavori più toccanti e realistici dell’artista. Inaugurata il 20 gennaio scorso, resterà aperta fino al prossimo 6 maggio nella sede di Palazzo Incontro, nel cuore del centro storico della Capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Basata &#8211; come suggerisce il titolo &#8211; su una suggestiva commistione tra immagini e parole, la retrospettiva ospita <strong>quarantaquattro fotografie</strong> tra le più coinvolgenti del maestro, accompagnate dal commento di molti autori importanti. Questa originale sperimentazione rappresenta uno dei punti di forza della mostra, in quanto permette al visitatore di penetrare a fondo il pensiero del fotografo e i commenti si fanno prolungamento dei frammenti di realtà immortalati, proprio come Bresson fa della sua <strong>Leica</strong> il prolungamento del suo occhio.</p>
<div id="attachment_71484" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/cartier-bresson-mostra-roma.jpg"><img class="size-medium wp-image-71484" title="cartier bresson mostra roma" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/cartier-bresson-mostra-roma-250x300.jpg" alt="" width="250" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Immagini e parole. la mostra su Cartier-Bresson a Roma</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il progetto è nato qualche anno fa, quando un gruppo di amici ha pensato di festeggiare il compleanno del maestro chiedendo a fotografi, intellettuali, scrittori, critici o semplicemente grandi amici, di scegliere e chiosare affettuosamente ognuno la sua fotografia preferita tra le tante, eterne scattate da Bresson. Alcuni degli autori dei commenti sono: <strong>Aulenti, Balthus, Baricco, Cioran, Gombrich, Jarmusch, Kundera, Miller, Scianna, <a href="http://www.wakeupnews.eu/libriuniamoci-ilgiornodellacivetta-sciascia/">Sciascia</a>, Steinberg e Varda</strong>. In mostra a <strong>Palazzo Incontro</strong> a Roma il visitatore troverà una selezione di capolavori unici, aggiornata con nuovi contributi rispetto al progetto originario.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione – che vuole omaggiare il fotografo francese &#8211; offre una panoramica delle più celebri e incisive fotografie dell’immortale autore e ne racchiude in un sintetico ma esaustivo compendio tutta l&#8217;opera. Attraverso i capolavori in mostra il visitatore avrà il privilegio di <strong>carpire lo sguardo</strong> profondo, puntuale, originale e attento del maestro sul mondo, sugli attimi decisivi, ricchi di una vita che solo lui riusciva a cogliere e ad approfondire in un unico scatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché come egli stesso racconta: «Il tempo corre e fluisce e solo la nostra morte riesce ad afferrarlo. <a href="http://www.wakeupnews.eu/il-mondo-di-steve-mccurry-al-macro-di-roma-dal-3-dicembre-2/">La fotografia</a> è una mannaia che coglie nell’eternità l’istante che l’ha abbagliata». In questa similitudine è racchiusa l’essenza del lavoro e dell’originalità dell’approccio di un rivoluzionario dell’essenza della creatività fotografica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Henri Cartier-Bresson. Immagini e parole</em></strong></p>
<p>Palazzo Incontro &#8211; Via dei Prefetti 22, Roma</p>
<p>20 gennaio 2012 – 6 maggio 2012</p>
<p>Orario d’apertura: ore 10-19 (chiuso il lunedì).</p>
<p>Ingresso: 6 euro (4 il ridotto).</p>
<p align="right"><strong>Anna Bastione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>foto. fotoup.net, gds.it, henricartierbresson.it</p>
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		<title>Pelle di donna in mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'arte e la storia]]></category>
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		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[In Triennale per esplorare le varie facies della pelle, tra parole, immagini, pellicole e oggetti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71353" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/pelle-di-donna-logo-2102402_650x0.jpg"><img class="size-medium wp-image-71353" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/pelle-di-donna-logo-2102402_650x0-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><p class="wp-caption-text">Il logo della manifestazione</p></div>
<p style="text-align: justify">MILANO – primo week end di apertura per la mostra <strong><a href="http://www.triennale.it/it/mostre/incorso/672-pelle-di-donna"><em>Pelle di Donna. Identità e bellezza tra arte e scienza</em></a></strong>, inaugurata negli spazi della <strong>Triennale</strong> milanese lo scorso 24 gennaio e visitabile <strong>fino al 19 febbraio</strong>. L’esposizione, a cura di <strong>Pietro Bellasi</strong> e <strong>Martina Mazzotta</strong>, nasce da un progetto di <a href="http://www.mazzotta.it">Fondazione Antonio Mazzotta</a> e <a href="http://www.boots-laboratories.it/">Boots Laboratories</a> (marchio-icona del benessere in UK distribuito in Italia da Procter &amp; Gamble) che fa convergere due settori, l’arte e la scienza, su un unico tema. Il soggetto è l’organo più esteso e visibile del corpo umano, la <a href="http://www.wakeupnews.eu/cambio-pelle/">pelle</a>, sul quale ovviamente ha lavorato anche un comitato scientifico di dermatologi e cosmetologi. Tramite opere d’arte di stile, tecniche, epoche differenti, documenti e oggetti antichi, pellicole cinematografiche e interventi <em>site specific</em>, vengono esplorati <strong>i molteplici aspetti della pelle, della femminilità, della bellezza</strong>, sino a condurre lo spettatore in un laboratorio scientifico.<br />
Alcuni dei nomi in mostra sono <strong>Giacomo Balla, Franz von Bayros, Vanessa Beecroft, Adriana Bisi Fabbri, Andrea Chisesi, Giuliana Cuneaz, Gillo Dorfles, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Grazia Gabbini, Robert Gligorov, Abel Herrero, Roy Lichtenstein, Luigi Maio, Lazhar Mansouri, Piero Manzoni, Alberto Martini, Bruno Munari, Giuseppe Penone, Marinella Pirelli, Pietro Pirelli, Karl Prantl, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, Omar Ronda, Mimmo Rotella, Maia Sambonet, Alberto Savinio, Andreas Serrano, Toulouse-Lautrec, Andy Warhol, Tom Wesselmann, Vanessa Beecroft</strong>, ma il percorso, introdotto da un gioco di corrispondenze tra macro e microcosmo, tra immagini della superficie di astri e pianeti e immagini dell’epidermide vista al microscopio, è articolato in sei sezioni.<br />
La prima sezione è intitolata <em>La scoperta della pelle</em> e presenta le rarissime cere settecentesche della scultrice e anatomista <strong>Anna Morandi</strong>, le miniature delle farmacie antiche di <strong>Ettore Sobrero</strong>,e “marchingegni d’igiene” di ieri e di oggi, provenienti da musei aziendali.<br />
Un “tunnel di mostri”, realizzato in collaborazione con la <a href="http://www.cinetecamilano.it">Cineteca Italiana di Milano</a>, funge da raccordo con la sezione cuore dell’esposizione: il <em>Volto della bellezza</em>, che ripercorre la storia della cosmetica e il mutare del concetto del bello. Dalla classica bellezza del gesso di <strong>Canova</strong> e delle donne <em>Art Noveau</em> di <strong>Alfons Mucha</strong>, alle visioni oniriche di<strong> Odilon Redon, Alberto Martini, Adriana Bisi Fabbri</strong>, sino ai bellissimi incarnati delle donne-icone immortalate da <strong>Man Ray</strong>, al <em>Ritratto di Daniela Morera</em> (1981) e <em>Ladies and Gentlemen</em> di <strong>Andy Warhol</strong>, alla preziosa <em>Maquette for Monica in the Bedroom</em> di <strong>Tom Wesselmann</strong> (1986); tra le testimonianze più recenti sul tema, spiccano le opere di <strong>Andreas Serrano</strong> e <strong>Yoshie Nishikawa</strong>.</p>
<div id="attachment_71354" class="wp-caption alignright" style="width: 308px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Yoshie-Nishikawa-Bambole-1995.jpg"><img class="size-medium wp-image-71354" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Yoshie-Nishikawa-Bambole-1995-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Yoshie Nishikawa, Bambole, 1995, fotografia</p></div>
<p style="text-align: justify"><em>Metamorfosi di pelle di donna</em> è un’installazione luminosa realizzata <em>ad hoc</em> per la mostra, che presenta la trasformazione dell’immagine di una stessa donna, truccata e acconciata a seconda del <em>trend</em> dell’epoca (dagli anni Venti fino ai Duemila). Il binomio pelle e identità è analizzato grazie a testimonianze del <strong>Museo del Tatuaggio di Milano</strong>, che punta l’attenzione al tatuaggio femminile come complemento all’identità della persona, mediante una selezione di straordinarie fotografie di <strong>Lazhar Mansouri</strong>.<br />
Infine il visitatore giunge in un <strong>laboratorio scientifico interattivo e in una stanza polisensoriale</strong> dove è possibile ammirare opere di <strong>Bruno Munari, Karl Prantl, Pietro Pirelli e Giuseppe Penone</strong>, nonché pezzi provenienti dall’<a href="http://www.istciechimilano.it">Istituto dei ciechi di Milano</a> e dal <a href="http://www.cavazza.it/museoanteros/">Museo tattile Anteros</a> di Bologna. Ogni donna può inoltre “metterci la faccia”, con lo scatto di una foto istantanea del proprio volto destinata ad un’installazione a parete.<br />
Nei quattro fine settimana di apertura della mostra Boots Laboratories invita un gruppo di cosmetologi dell’<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma</strong> ad approfondire insieme al pubblico varie tematiche riguardanti l’epidermide.<br />
Non solo arte nelle diverse forme quindi, ma conferenze, vere e proprie consulenze sul derma, e check up di coppia. Una costante attenzione all’involucro e all’apparenza, specchio o schermo della nostra identità.<br />
<strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
<p><strong></strong><br />
<em>Pelle di donna. Identità e bellezza tra arte e scienza</em><br />
sino al 19 febbraio 2012<br />
sede: Triennale di Milano, Viale Alemagna 6, Milano<br />
orari: martedì-domenica 10.30-20.30, giovedì-venerdì 10.30-23.00<br />
ingresso: libero</p>
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		<title>Bologna Art First 2012: una città che dell’arte contemporanea va…fiera</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 21:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'arte e la storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 27 al 30 gennaio il capoluogo emiliano ospita la XXXVI edizione di Artefiera]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70966" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/artefiera-bologna-art-first-2012.jpg"><img class="size-medium wp-image-70966 " title="artefiera bologna art first 2012" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/artefiera-bologna-art-first-2012-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">Arte Fiera 2012: dal 27 al 30 gennaio</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel sistema dell’arte contemporanea ci sono alcune parole chiave, indispensabili per comprenderne – se non proprio i significati – almeno le dinamiche. Una è <strong>mercato</strong>, attorno a cui ruotano una serie di eventi, personaggi, luoghi, appuntamenti: si tratta di un <em>pot pourri</em> di gallerie, critici, curatori, collezionisti e mercanti che offrono il meglio di sé in alcuni grandi contesti fieristici, ormai affermatisi come irrinunciabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vertice resta occupato senza dubbio da <strong>Documenta</strong>, ogni anno a Kassel in Germania (dal 9 giugno al 16 settembre 2012 la prossima edizione), o dalla fiera di Basilea, ma anche l’Italia ha un suo punto di forza, a Bologna, dove <strong>Arte Fiera</strong> aprirà i battenti venerdì 27 gennaio. E’ dal 1974 che la città felsinea si anima, una volta l’anno, a suon di arte contemporanea, ma da quelle prime esperienze in cui come ricorda la stessa <strong>direttrice, Silvia Evangelisti</strong>, «le opere d’arte erano esposte accanto a attrezzature agricole camere da letto, baracchini che vendevano panini e crescione», è passato tanto tempo ed oggi Art First catalizza le attenzioni delle gallerie leder nel settore e non è più qualcosa di limitato agli spazi della zona fieristica, ma un evento che <strong>conquista la città</strong>, ogni angolo, ogni piazza, ogni museo, ogni negozio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>A bordo con il Cuore d’Oro</strong></em> è il titolo di questa XXXVI edizione, che richiama l’astronave nata dalla penna di Douglas Adams nel suo <em>Guida galattica per autostoppisti</em>. Per quattro giorni il capoluogo emiliano vedrà la sinergia delle istituzioni pubbliche e private per dare vita ad una kermesse che davvero nulla ha da invidiare ad analoghi appuntamenti internazionali. Una rassegna che parlerà <strong>tutti i linguaggi della cultura</strong>, non solo quello dell’arte, a partire dal vernissage d’inaugurazione giovedì 26 alle ore 17 al Teatro Comunale, con le note della <em>Turandot</em>. Certo l’attesa – soprattutto degli addetti ai lavori, degli appassionati e di chi, magari, è un collezionista o ha intenzione di diventarlo – è tutto per le <strong>150 gallerie</strong> che porteranno in Fiera sia i soliti noti (Fontana, Manzoni, Carrà, <a href="http://www.wakeupnews.eu/natale-al-madre-l%E2%80%99universo-scultoreo-di-fausto-melotti/">Melotti</a>, Pistoletto, Hartung, <a href="http://www.wakeupnews.eu/de-chirico-burri-pomodoro-negli-scatti-di-amendola/">Burri, De Chirico, Pomodoro</a>, Kounellis, Kentridge) sia tanti artisti emergenti, alcuni davvero giovani: tantissimi talenti trentenni sparsi negli stand, dai nomi sconosciuti ai più (Ozzola, Baruzzi, Consani, Schoultz, Cavinato), con opere a prezzi più che accessibili e destinate, forse, a diventare domani i capolavori con quotazioni proibitive.</p>
<div id="attachment_70970" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Bologna-art-first.jpg"><img class="size-medium wp-image-70970" title="Bologna art first" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Bologna-art-first-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Visitatori in fiera</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il corollario di eventi è un turbine di incontri, convegni, presentazioni di libri, concorsi, momenti musicali, proiezioni, capaci di offrire pane per tutti i denti e occasioni per tutti i palati. Ad ospitare artisti, curatori, editori ed esperti di ogni settore sarà l’area fieristica (lo spazio Art Talks per le conferenze anche di tipo tecnico e specialistico, l’Art cafè per gli incontri più ‘leggeri’), ma Art First conquisterà anche lo spazio urbano, raggiungendo l’apice nella <strong>Notte bianca dell’arte-Art White Night</strong> la sera di sabato 28 gennaio: musei, gallerie ed esercizi commerciali aperti, una miriade di micro e maxi eventi tutti targati Arte Fiera.</p>
<p style="text-align: justify;">La collaborazione con il Comune di Bologna ha reso possibile alla fiera allungare i propri rami verso luoghi come il Museo della Musica, la cappella di Palazzo Re Enzo, il Museo Medievale e il Museo Archeologico, l’Archiginnasio, Palazzo d’Accursio, la Pinacoteca e l’Accademia delle Belle Arti, dove si potranno ammirare <strong>installazioni <em>site specific</em></strong>, ma anche invadere la Sala Borsa – sede dell’omonima biblioteca civica – in cui venerdì 27 gennaio alle 21 sarà ospite <strong>Luigi Ontani</strong> con una performance che non farà rimpiangere le ormai storiche presenze, negli scorsi anni, di Marina Abramovich o Bill Viola.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto il programma e il calendario, ovviamente sul sito della manifestazione <a href="http://www.artefiera.bolognafiere.it/">http://www.artefiera.bolognafiere.it<br />
</a></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto http://www.artefiera.bolognafiere.it/eventi/bologna-art-first/, informa.comune.bologna.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Al via, da domani, la settimana della memoria. Le iniziative principali a Roma e Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 17:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La persecuzione degli ebrei in Italia: ecco come la capitale e il capoluogo lombardo la ricordano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/al-via-da-domani-la-settimana-della-memoria-le-iniziative-principali-a-roma-e-milano/index-43/" rel="attachment wp-att-70662"><img class="alignleft size-full wp-image-70662" style="margin: 5px;" title="index" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/index10.jpg" alt="" width="271" height="186" /></a>Roma &#8211; 27 gennaio 1945: l’Armata Rossa apriva i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rivelando al mondo gli orrori che vi erano stati consumati. Una data storica, tanto che nel 2000 il Parlamento italiano ha istituito <strong>il Giorno della Memoria</strong> (ogni 27 gennaio appunto) per ricordare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest’anno sono <a href="http://http://www.wakeupnews.eu/giornata-della-memoria-2012-al-museo-di-via-tasso-si-ricorda-la-resistenza-nel-lager-di-bolzano/">tantissime le celebrazioni in tutta Italia </a>per ricordare il triste evento, in particolare a Roma e a Milano. Per quanto riguarda la capitale, la Casa della Memoria e della Storia conferma il suo ruolo di primo piano per queste celebrazioni con un ricco programma,<strong> a partire da domani, 23 gennaio fino al 30 gennaio 2012</strong>: incontri con le scuole, letture presentazioni di libri, proiezioni di film e documentari, testimonianze, interviste e una mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa, è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale. Domani, lunedì 23 gennaio si aprirà con una maratona di lettura dal titolo ‘Ad alta voce per non dimenticare’; a seguire alcune letture dalla scuola con brani proposti dagli studenti.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Martedì 24 gennaio alle 16.00,</strong> per arricchire le iniziative proposte, sarà inaugurata <strong>1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia</strong>, una mostra che illustra la persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945, ricostruendo le tragiche vicende di quegli anni: la minorazione dei diritti e la persecuzione sociale sotto il governo fascista del Regno d’Italia nel periodo dal 1938 al 1945, gli arresti, la deportazione e lo sterminio, nelle regioni poste sotto l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana, dal settembre 1943 fino alla Liberazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mercoledì 25 Gennaio 2012, </strong>dalle ore 10.00, è la volta della proiezione del film ‘Vento di primavera’. La pellicola mette in luce la complicità attiva del governo collaborazionista di Vichy nella deportazione degli ebrei francesi attraverso gli occhi del piccolo ebreo Joseph Weysmann di dieci anni e dei suoi due amici, i fratellini Simon e Nono Zygler. Il giorno successivo ci sarà la proiezione integrale del film documentario ‘Shoa’: realizzato in undici anni di lavoro, oltre nove ore di durata, è considerato un evento cinematografico insostituibile, un’opera fondamentale nella ricostruzione della memoria della deportazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro cortometraggio, <a href="http://http://www.wakeupnews.eu/27-gennaio-2012-giornata-memoria-della-shoah-dove-viverla-a-new-york/">‘Aktion T4’</a>, sarà proiettato il 27 gennaio alle ore 10.00 in memoria della strage di bambini disabili o dichiarati tali dai nazisti tra gli anni 1942/44. Il documentario si compone di un’intervista ad un testimone sopravvissuto e di una ricerca del prof. Michael von Cranach, direttore della Clinica psichiatrica Kaufbeuren, luogo di sterminio dei pazienti disabili. Infine, il 30 gennaio dalle 17.00, ci sarà la presentazione del libro ‘Non avevo letto la stella. La testimonianza di una bambina deportata per errore’: la storia di una famiglia travolta dagli ultimi, terribili avvenimenti della Seconda guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre, in occasione delle celebrazioni realizzate per la Giornata della Memoria, giovedì 26 gennaio sarà inaugurata sempre a Roma, presso il Complesso del Vittoriano, <strong>la mostra I ghetti nazisti</strong>, ospitata nel Salone Centrale fino al 4 marzo. La mostra intende ripercorrere la storia dei ghetti nazisti in Polonia, dal 1939 al 1944: la loro istituzione, la vita quotidiana al loro interno, la fame, le malattie, la violenza, il lavoro coatto, le deportazioni, la resistenza, le liquidazioni finali.<a href="http://www.wakeupnews.eu/al-via-da-domani-la-settimana-della-memoria-le-iniziative-principali-a-roma-e-milano/images-153/" rel="attachment wp-att-70666"><img class="alignright size-full wp-image-70666" style="margin: 5px;" title="images" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/images11.jpg" alt="" width="161" height="211" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo agli eventi di Milano: <strong>giovedì 26 gennaio 2012, ore 20.00</strong>, presso Sala Verdi del Conservatorio, ci sarà un concerto, alcune riflessioni e testimonianze, con la partecipazione del Coro delle Voci Bianche e dei Musicisti del Conservatorio di Milano. Introdurrà la serata Ferruccio De Bortoli, Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah. Il 27 gennaio, alle ore 17.30 alla Loggia dei Mercanti, avrà luogo una manifestazione pubblica con letture di testimonianze della deportazione nei Lager nazisti. Ci sarà il saluto di Gianfranco Maris, presidente Fondazione Memoria della Deportazione e Aned e di Giuliano Pisapia, sindaco di Milano. Interverranno Venanzio Gibillini, deportato a Flossenbürg e Dachau, gli attori Elio De Capitani, Roberto Carusi e Fabrizio De Giovanni, testimoni della deportazione e rappresentanti delle associazioni del Comitato permanente antifascista.<strong> Ultimo appuntamento milanese</strong> è la manifestazione pubblica con letture di testimonianze della deportazione femminile nei Lager nazisti il 31 gennaio 2012, alle ore 17.30 presso la  Loggia dei Mercanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un calendario ricco di appuntamenti da non perdere!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via romaebraica.it;culturaroma.it; wakeupnews.eu</p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>De Chirico, Burri, Pomodoro negli scatti di Amendola</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 17:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli artisti del XX secolo in mostra alla Fondazione Marconi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70646" class="wp-caption alignright" style="width: 225px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/alberto-burri-citta-di-castello-1976.jpg"><img class="size-medium wp-image-70646" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/alberto-burri-citta-di-castello-1976-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Alberto Burri, Città di Castello, 1976</p></div>
<p style="text-align: justify">MILANO – inaugurata da pochi giorni la mostra <strong><em>Happenings</em></strong> e <em><strong>Pinacoteca di ritratti d’artista</strong></em>, selezione di scatti dell’opera di <strong>Aurelio Amendola</strong>, fotografo pistoiese. Negli spazi della <a href="http://www.fondazionemarconi.org"><strong>Fondazione Marconi</strong></a>, attiva nel capoluogo lombardo dal 2004, sono esposti <strong>fino al 17 febbraio</strong> due percorsi tematici che immortalano, con circa trentotto immagini in bianco e nero e a colori scattate tra gli anni Settanta e il 2000, alcuni noti <a href="http://http://www.wakeupnews.eu/new-york-regina-delle-aste-d%e2%80%99arte/"><strong>protagonisti dell’arte contemporanea</strong></a>. È così che Amendola, che con l’obiettivo ha indagato i molteplici aspetti della realtà, spaziando tra diversi generi, dal paesaggio alle architetture, dal reportage alle amate sculture del Rinascimento italiano, si focalizza sulla persona e sull’opera di fotografi e pittori del XX secolo.<br />
<em>Pinacoteca di ritratti d’Artista</em>, al primo piano della Fondazione, focalizza la nostra attenzione, tra molti, su <strong>Giorgio De Chirico</strong> seduto in una gondola a Venezia, <strong>Marino Marini</strong> sulla spiaggia di Forte dei Marmi con un cavallo, <strong>César</strong> di fianco a un’enorme scultura, <strong>Fausto Melotti</strong> nel giardino accanto allo studio, <strong>Mario Schifano</strong> che si copre gli occhi con un pennello, <strong>Piero Dorazio</strong> all’opera, <strong>Arnaldo <a href="http://http://www.wakeupnews.eu/chiude-la-fondazione-arnaldo-pomodoro/">Pomodoro</a></strong> e altri. <em>Happenings</em>, al secondo piano, documenta invece le fasi di ideazione ed elaborazione di importanti opere; così vediamo il volto di <strong>Alberto Burri</strong> celato da una fiamma, <strong>Emilio Vedova</strong> coperto di pittura, quasi una naturale continuazione della tela, <strong>Antonio Recalcati</strong> sdraiato, nell’atto di dipingere la tela con gli occhi bendati, <strong>Claudio Parmiggiani</strong> in uno dei labirinti di cristallo, <strong>Marcello Jori</strong>, mentre si ricopre interamente di colore, <strong>Enzo Cucchi</strong> mentre lavora a Pietrasanta.<br />
Immagini avvolte da un’aura poetica, che svelano non solo il volto professionale dei soggetti ritratti, ma anche l’intimo rapporto tra questi e il fotografo pistoiese.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
<p><strong>Informazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify">Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea<br />
Via Tadino, 15, Milano<br />
Durata mostra: 19 gennaio – 17 febbraio 2012<br />
Da martedì a sabato 10,30 – 12,30 e 15,30 &#8211; 19<br />
Ingresso gratuito</p>
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		<title>Giornata della memoria 2012. A via Tasso si ricorda la resistenza nel lager di Bolzano</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 16:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Museo storico della Liberazione di Roma già da domenica 22 gennaio inaugura una mostra legata alla Giornata internazionale della memoria della Shoah]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70532" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Oltre-quel-muro-mostra-lager-bolzano.jpg"><img class="size-medium wp-image-70532" title="Oltre quel muro mostra lager bolzano" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Oltre-quel-muro-mostra-lager-bolzano-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">La locandina della mostra</p></div>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; In occasione del prossimo<strong> 27 gennaio 2012</strong>, <a href="http://www.wakeupnews.eu/27-gennaio-2012-giornata-memoria-della-shoah-dove-viverla-a-new-york/">Giornata internazionale della memoria della Shoah</a> e di tutte le vittime della violenza nazifascista nei campi di sterminio, la città di Roma ha in programma un ricco cartellone di eventi cui WakeUpNews dedicherà un approfondimento, ma già domani, <strong>domenica 22 gennaio</strong>, si inaugura il calendario di appuntamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Museo Storico della Liberazione</strong>, con sede in via Tasso 145, anticipa infatti al fine settimana la sua iniziativa proprio per offrire a tutti la possibilità, giovedì prossimo, di prendere parte anche ad altri eventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle ore 10 il Museo parteciperà al momento commemorativo dell&#8217;<a href="http://www.deportati.it/">ANED (Associazione Nazionale ex deportati politici)</a> davanti al Muro del Deportato che si trova al Cimitero Monumentale del Verano, nel quartiere di San Lorenzo, mentre alle 15 sarà proprio nei locali di via Tasso che si svolgerà l&#8217;inaugurazione della mostra<strong><em> Oltre quel muro &#8211; La Resistenza nel campo di Bolzano 1944-4</em>5</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esposizione fotografica e documentaria, allestita e realizzata da Dario Venegoni e Leonardo Visco Gilardi per conto della Fondazione Memoria della Deportazione, consta di <strong>26 pannelli didattici</strong> contenenti  eccezionali documenti storici inediti, testimonianze della resistenza che si organizzò &#8211; grazie a uomini e donne sia tra gli internati che all&#8217;esterno &#8211; intorno al campo di concentramento di via Resia a Bolzano. Si trattò di un&#8217;attività clandestina di portata non indifferente, ricostruita grazie a fotografie, lettere e documenti rinvenuti  sia in diversi archivi italiani, sia tra le <strong>carte personali</strong> dei familiari di molti ex deportati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto espositivo, che ha beneficiato di un contributo della Commissione Europea, comprende anche <strong>un video</strong> con la ricostruzione del Lager di Bolzano, particolarmente utile per chiarie ed illustrare il contesto in cui si svolsero gli eventi raccontati attraverso la documentazione presentata ai visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra resterà aperta ed accessibile al pubblico &#8211; sempre ad ingresso gratuito e negli orari di apertura del Museo (visita il sito o la <a href="http://www.facebook.com/pages/Museo-storico-della-Liberazione/75660880761">pagina facebook</a>) &#8211; <strong>fino al prossimo 26 febbraio</strong>, occasione importante perchè la memoria non si esaurisca con il 27 gennaio, giornata ufficiale ed istituzionale, ma continui e si allarghi, da Roma Capitale, fino ad una terra, come quella di Bolzano, che talvolta qualcuno già sente come &#8216;straniera&#8217;.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
<p>foto www.museoliberazione.it</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giornata memoria della Shoah: dove viverla a New York</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/27-gennaio-2012-giornata-memoria-della-shoah-dove-viverla-a-new-york/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 21:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella Grande Mela il 27 gennaio 2012 vi segnaliamo due i luoghi in cui si ricorderanno le vittime dell’Olocausto: il consolato italiano e il Museum of Tolerance ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70121" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Museum-tolerance-new-york-hall-of-memory.jpg"><img class="size-medium wp-image-70121" title="Museum tolerance new york hall of memory" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Museum-tolerance-new-york-hall-of-memory-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">New York - Museum of Tolerance</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>NEW YORK</strong> &#8211; Durante gli anni cruciali del Terzo Reich, quando ormai i piani di Adolf Hitler stavano trovando piena attuazione a partire dalla tristemente nota <strong>soluzione finale</strong> (<em>Endlösung</em>), tra i perseguitati che fuggirono verso gli Stati Uniti – ricevendovi asilo ed accoglienza – <strong>gli ebrei</strong> occupano senza dubbio un posto di primo piano. Si potrebbero fare tanti nomi di cittadini europei di origine ebraica, non solo tedeschi, costretti a lasciare la patria per non essere deportati nei campi di sterminio nazisti, alcuni famosissimi, come Albert Einstein. E proprio nella città simbolo dell’immigrazione negli <em>States</em>, <strong>New York</strong>, dove arrivavano le navi dal vecchio mondo, nella Giornata internazionale della memoria della Shoah, che ricorre ogni anno il 27 gennaio e si celebra in tutto il mondo, due saranno i luoghi in cui si potrà trascorrere un po’ di tempo, minuti oppure ore, raccolti nel ricordo di coloro che non riuscirono a salvarsi e nei lager persero la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un pizzico di orgoglio nazionale uno di questi sarà la sede del <strong>Consolato Generale d’Italia</strong> (690 Park Avenue), dove in collaborazione con il <a href="http://www.wakeupnews.eu/primo-levi-forum-2011-l%E2%80%99autore-italiano-fino-al-21-novembre-conquista-l%E2%80%99america/">Centro Primo Levi</a>, l’Istituto di Cultura italiano, la Casa Italiana Zerilli Marimò e altre istituzioni, sarà proprio il console Natalia Quintavalle a guidare la cerimonia in memoria delle vittime della persecuzione nazifascista. Dalle 9 del mattino fino alle 15 ci sarà una lunga e toccante <strong>lettura di tutti i nomi degli ebrei deportati</strong> nei campi di concentramento dai territori italiani, una lista che comprende allo stato attuale più di 8000 nomi e viene con costanza aggiornata grazie agli studi e alle ricerche, tra gli altri, della <strong>Fondazione Cdec di Milano</strong> (Centro di documentazione Ebraica contemporanea).</p>
<p style="text-align: justify;">Sul tema il testo di riferimento è quello di Liliana Picciotto [<em>Il libro della memoria. Gli Ebrei deportati dall’Italia (1943-1945)</em>, pubblicato da Mursia] edito per la prima volta nel 1991 e aggiornato nel 2002: un libro singolare, fatto di migliaia di nomi e cognomi che riempiono ben 1000 pagine, capace di comunicare con una forza inusitata quanto a volte neppure il più ragionato dei saggi storici riesce a trasmettere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo e memoria saranno le parole chiave anche al <strong>Museum of Tolerance &#8211; Simon Wiesenthal Centre Museum</strong> (226 East 42nd Street), dove dalle 11 alle 13 nel teatro multimediale Hall of Memory si svolgerà uno spettacolo basato sulla proiezione di filmati e documenti audiovisivi utili a ricostruire la cronologia dell’Olocausto e del processo di liberazione dei lager. Scopo dell’iniziativa, evento speciale creato per la giornata del 27 gennaio, ma inserito in un programma di attività del Museo che lavora in maniera continuata sul fronte della conoscenza storica dei <strong>grandi genocidi</strong> dell’umanità, è quello di offrire una riflessione sulla storia come <em>magistrae vitae</em>, invitare a meditare sulla possibilità stessa della storia di offrire lezioni – quasi sempre drammatiche – capaci di impedire il ripetersi degli orrori.</p>
<p style="text-align: justify;">La sede newyorkese è, come quella di Gerusalemme, una costola del Museum of Tolerance di Los Angeles, nato nel 1993 e a sua volta legato al Simon Wiesenthal Centre: fondato nel 1977 prende il nome dall’ingegnere civile di origine ucraina Simon Wiesenthal, sopravvissuto al campo di Mauthausen, che dopo la Seconda guerra Mondiale dedicò la vita alla raccolta di  documenti sullo sterminio, molti dei quali fondamentali durante i processi contro i gerarchi nazisti.</p>
<div id="attachment_70122" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Museum-of-Jewish-Heritage3.jpg"><img class="size-medium wp-image-70122" title="Museum-of-Jewish-Heritage3" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Museum-of-Jewish-Heritage3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">New York - Museum of Jewish Heritage</p></div>
<p style="text-align: justify;">Si può collegare alla Giornata della Memoria perché dedicata all’analisi dell’idea di base che in sostanza ispirò la soluzione finale hitleriana, quella della selezione della razza, un terzo appuntamento che sempre a New York si svolge però domenica 29 gennaio al <strong>Museum of Jewish Heritage</strong>. Alle 2 p.m. Francesco Cassata, dell’Università di Genova, terrà la conferenza <em>Forging the “new man”. Italian Eugenetics in Perspective: 1900-1945</em>. Abbracciando un arco cronologico più ampio rispetto a quello delle teorie eugenetiche nazifasciste, prendendo avvio quindi dal primo Congresso internazionale di Eugenetica di Londra del 1912, Cassata tratterà degli stessi legami tra l’eugenetica e la <strong>scienza della razza</strong>, una delle linee ideologiche proprie e peculiari del Ventennio che l’Italia condivise con il Terzo Reich, spiegando quale sia stato il contributo della comunità scientifica italiana alla nascita di quelle <strong>teorie razziste su base genetica e biologica</strong> che determinarono poi non solo lo sterminio di ebrei, zingari, portatori di handicap e omosessuali, ma anche operazioni forzate di sterilizzazioni di massa e programmi di eugenetica come l’<strong>AktionT4</strong> – finalizzato eliminazione dei bambini disabili o affetti da paralisi cerebrale e applicazione dell’eutanasia sugli adulti portatori di malformazioni congenite – e il <strong>Lebensborn</strong>, con lo scopo invece di tutelare le ragazze madri di pura razza ariana ed impedire che abortissero.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evento è promosso ancora una volta dal Primo Levi Center (vi parteciperanno il direttore, Natalia Indrimi e il presidente, Alessandro di Rocco) e dall’<a href="http://www.wakeupnews.eu/150-anni-di-genio-italiano-da-genova-a-new-york/">Italian Cultural Institute </a>(rappresentato dal direttore Riccardo Viale).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
<p>Foto via http://www.museumoftolerancenewyork.com; http://www.mjhnyc.org</p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York regina delle aste d’arte</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 19:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[L'arte e la storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Sotheby’s a Christie’s, milioni di dollari stimati per gli artisti italiani, contemporanei e non]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70115" class="wp-caption alignleft" style="width: 413px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Arcimboldo.jpg"><img class="size-full wp-image-70115" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Arcimboldo.jpg" alt="" width="403" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Testa reversibile con canestro di frutta, Arcimboldo</p></div>
<p style="text-align: justify;">NEW YORK – Un inizio anno assolutamente grintoso quello della <strong>Grande Mela</strong> per quanto riguarda le <strong>aste</strong>, in particolare ovviamente quelle di <strong>arte</strong>. A partire <strong>dal 25 gennaio</strong> affrettatevi per sentire il colpo del martelletto che rimbomberà nelle teste di collezionisti e appassionati, alleggerendo notevolmente le loro tasche. Certo non si parla delle stesse cifre da capogiro dell’asta di <a href="http://www.christies.com/"><strong>Christie’s</strong></a> che poco più di un mese fa (3-16 dicembre 2011) ha scatenato delle vere e proprie battaglie al prezzo per aggiudicarsi <strong>vestiti e gioielli di <a href="http://www.wakeupnews.eu/addio-a-liz-taylor/">Liz Taylor</a></strong>, la regina del XX secolo. Solo per dare un’idea, quattro minuti di gioco al rialzo, sino ad arrivare a <strong>11,8 milioni di dollari</strong>, per la perla <em>La Peregrina</em> (stimata 2-3 milioni di dollari): il gioiello risale al XVI secolo, montato su una collana di diamanti e rubini disegnata per Liz da <em>Cartier</em>. Re Filippo II di Spagna fu il primo possessore della perla, tramandata poi alla Regina Margherita Elisabetta, ritratta da Velazquez con il prezioso oggetto. Richard Burton acquistò la perla per Liz nel 1969 per 37.000 dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando a questo nuovo anno, ecco che tra pochi giorni vedremo New York ancora protagonista, questa volta però del <strong>mercato dell’arte contemporanea e non</strong>. Ovviamente spiccano anche nomi di <strong>artisti italiani</strong>. Ancora <strong>Christie’s</strong> prepara infatti, il <strong>25 e 26 gennaio</strong>, <em>Old Master Paintings</em> e <em>Old Master Drawings</em>, dove sono febbrili le aspettative per <em>Testa reversibile con canestro di frutta </em>di <strong>Arcimboldo</strong>, stimato <strong>tra i 3 e i 5 milioni di dollari</strong>. Il dipinto del pittore milanese del Cinquecento ritrae probabilmente l’Imperatore Rodolfo II, e ha la caratteristica di essere reversibile: visto di fronte è un cesto di frutta, visto allo specchio rivela i tratti del volto umano. Grande attesa anche per <em>The Arrival of Henri III at the Villa Contarini</em>, opera di <strong>Giovanni Battista Tiepolo</strong>, anche se il pezzo forte di tutta l’asta, in cui sono presenti capolavori di <strong>Peter Paul Rubens</strong>, <strong>Frans Hals</strong> e <strong>Thomas de Geyser</strong>, è <em>The Virgin Nursing the Christ Child</em>, un tondo di <strong>Hans Memling</strong>, la cui stima oscilla <strong>tra i cinque e gli otto milioni di dollari</strong>.</p>
<div id="attachment_70116" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/canaletto.jpg"><img class="size-medium wp-image-70116" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/canaletto-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">Venezia, Veduta delle Chiese del Redentore e di San Giacomo , Canaletto</p></div>
<p style="text-align: justify;">Intorno alla stessa cifra si aggira la stima di un <strong>Canaletto</strong> che verrà battuto niente poco di meno che da <a href="http://www.sothebys.com/it.html"><strong>Sotheby’s</strong></a>, <em>Venezia, Veduta delle Chiese del Redentore e di San Giacomo</em> (1747), stimato <strong>fra i 5 e i 7 milioni di dollari</strong>, originariamente parte di una coppia (il suo <em>pendant</em> si trova in una collezione privata dal 1960). L’opera, assieme a <em>Still Life of Roses, Tulips, Peonies and Other Flowers in a Sculpted Stone Vase</em> di <strong>Jan van Huysum</strong> (stimata 4-6 milioni di dollari), e <em>Interior with a Child Feeding a Parrot</em> (1668-72) di <strong>Pieter de Hooch</strong>, (stimata 1.5-2 milioni di dollari), è <strong>proprietà della moglie del magnate Charles Forte</strong>, fondatore del gruppo alberghiero di lusso <em>Trusthouse Forte</em>: le tre tele citate illumineranno l’asta <em>Important Old Master Paintings &amp; Sculture</em>. Tra le sculture, andrà all’asta una coppia di tondi in terracotta invetriata, raffiguranti due giovani, realizzati a Firenze tra il 1470 e il 1480 da <strong>Andrea della Robbia</strong>, stimati <strong>400-600mila dollari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la nota casa d’aste <a href="http://www.phillipsdepury.com/auctions.aspx"><strong>Phillips de Pury</strong> </a>riparte dalla Grande Mela, con l’asta <em>Modern and Contemporary Editions</em>: <strong>270 lotti</strong> tra i nomi classici delle edizioni moderne e contemporanee, con un <em>highlight</em> come <em>Flash-November 22</em> di <strong>Andy Warhol</strong> del 1963 (40-60mila dollari), 11 serigrafie incentrate sull’assassionio di JFK; noti americani come <strong>Roy Lichtenstein</strong> (<em>Mirror #</em>, 1972, stimata 5-7mila dollari) e <strong>Jasper Johns</strong> (<em>Face with Watch</em>, 1996, 12-18mila dollari). Protagonisti tra gli europei <strong>Paul Klee</strong>, <strong>George Braque</strong>, <strong>Henry Matisse</strong> e <strong>Man Ray</strong>. Ma soprattutto, orgoglio nazionale, una scultura patinata in verde del nostro <strong>Lucio Fontana</strong>: <em>Concetto Spaziale, Natura</em>, del 1968, stimata <strong>12-16mila dollari</strong>, quasi il triplo del <strong>Duchamp</strong> in asta, <em>Bouche-Evier</em> (1964-67).<br />
Assoluto successo quindi per <a href="http://www.wakeupnews.eu/metropolitan-museum-di-new-york-con-donatello-leonardo-e-bellini-larte-parla-italiano/">gli italiani</a> nel mercato delle aste d’arte, che vedono <strong>New York come regina incontrastata del business</strong>.<br />
<strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
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		<title>Homo Sapiens, un meraviglioso affresco della storia dell’evoluzione umana</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:15:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'arte e la storia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Homo Sapiens]]></category>
		<category><![CDATA[mostra interattiva e multimediale]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo delle Esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[storia della diversità umana. esposizione]]></category>

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		<description><![CDATA[A Palazzo delle Esposizioni di Roma grande successo della mostra interattiva e multimediale che racconta la nascita e la storia della diversità umana. La rassegna è prorogata fino al 9 aprile 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/homo-sapiens-un-meraviglioso-affresco-della-storia-dell%e2%80%99evoluzione-umana/images-148/" rel="attachment wp-att-69918"><img class="alignleft size-full wp-image-69918" style="margin: 5px;" title="images" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/images6.jpg" alt="" width="313" height="161" /></a>Roma – “Noi abbiamo un bisogno estremo di capire meglio noi stessi e di imparare ad usare nel modo migliore la nostra eredità culturale”. A dichiararlo è uno dei curatori della mostra Homo Sapiens, Luigi Luca Cavalli Sforza. Ed è proprio per questo motivo e, considerato soprattutto il grande successo del pubblico, che la mostra <strong>Homo Sapiens. La grande storia della diversità umana</strong>, a Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 10 Novembre 2011 è stata <strong>prorogata il fino al 9 aprile, lunedì di Pasquetta</strong> 2012. Lo scopo è quello di soddisfare le numerosissime richieste di visite scolastiche ancora inevase e permettere anche a chi deciderà di trascorrere le vacanze di Pasqua nella Capitale di visitare quello che storia e geografia possono insegnare sul mondo a cui si appartiene.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una straordinaria esposizione internazionale con reperti in arrivo da <strong>56 diversi musei</strong> e Istituzioni di tutto il mondo, mai riuniti prima, che ci dice da dove veniamo e come siamo riusciti a popolare l’intero pianeta costruendo il caleidoscopico mosaico della diversità umana attuale. Infatti, la mostra è divisa <strong>in 6 sezioni</strong> (Mal d’Africa, La solitudine è un’invenzione recente, I geni i popoli le lingue, Tracce di mondi perduti, L’Italia l’unità nella diversità, Tutti parenti tutti differenti, Le radici intrecciate della civiltà) che raccontano le storie e le avventure degli straordinari spostamenti dell’uomo, ancora sconosciuti, i quali hanno generato il mosaico della diversità umana.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia in Homo Sapiens è quindi raccontata attraverso <strong>oggetti, fossili, manufatti, utensili, modelli, ricostruzioni, video e immagini</strong>: il tutto perfettamente allestito all’interno di Palazzo Esposizioni. E’ il luogo ideale non solo per i bambini, ma anche per chiunque voglia ripercorrere il grande viaggio dell’umanità nutrendo la mente, gli occhi e la fantasia, in quanto sono presenti numerose didascalie che spiegano, in maniera esaustiva, la grande storia ed evoluzione umana.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione vuole spiegarci anche perché alcune lingue, come ad esempio il basco, sembrano diverse da ogni altra lingua del mondo, e perché alcune lingue lontane tra loro come il turco e il giapponese, siano invece figlie della stessa madre. “E’ un’esperienza sensoriale e intellettuale emozionante grazie alla miscela di linguaggi espositivi adatti ad un pubblico di ogni età: preziosi reperti provenienti da tutto il mondo, modelli spettacolari in scala reale, exhibit interattivi, passaggi tra suoni e colori per raccontare ‘le prime volte’ dell’umanità, dai primi passi da bipedi alle prime opere d’arte”. A sottolinearlo è Telmo Pievani, l’altro curatore della mostra (oltre a Luca Cavalli Sforza). <a href="http://www.wakeupnews.eu/homo-sapiens-un-meraviglioso-affresco-della-storia-dell%e2%80%99evoluzione-umana/images2-15/" rel="attachment wp-att-69920"><img class="alignright size-full wp-image-69920" style="margin: 5px;" title="images2" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/images22.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;avventura si conclude con quei sette miliardi di esseri umani che oggi popolano il pianeta, figli di antenati comuni che hanno sconfitto ogni sorta di avversità. Si tratta di quasi settemila lingue diverse, come diverso è il colore della pelle, la forma degli occhi, del naso e così via. Ma alla fine c&#8217;è un solo filo che accomuna le nostre diversità e che ha permesso l’evoluzione: il cervello. Per questo motivo Homo Sapiens vuole essere, non solo una mostra, ma anche un percorso sociale e culturale da intraprendere con tanto entusiasmo e desiderio di confrontarsi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Info generali:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.palazzoesposizioni.it">www.palazzoesposizioni.it</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>o</strong><strong>rario<br />
</strong>Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 – 20.00<br />
Venerdì, sabato: 10.00 – 22.30<br />
Domenica: 10.00 – 20.00<br />
Lunedì: chiuso</p>
<p><strong>Biglietti<br />
</strong><strong>Intero</strong> € 12,50<br />
<strong>Ridotto</strong> € 10,00<br />
<strong>Scuole </strong>€ 4,00 per studente dal martedì al venerdì (esclusi i festivi)<br />
minimo 10 massimo 25 studenti<br />
Per i gruppi e le scolaresche la prenotazione è obbligatoria</p>
<p><strong>Informazioni, prenotazioni, visite guidate per singoli e gruppi<br />
</strong>Tel. 06 39967500</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via voxita.com; leggo.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Bacon ai Beatles. Nuove immagini in Europa negli anni del rock</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 23:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'arte e la storia]]></category>
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		<description><![CDATA[A Milano, la prima mostra con la colonna sonora!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Milano &#8211; L&#8217;arte europea negli anni del rock viene rievocata nella singolare mostra <strong><em>Da Bacon ai Beatles. Nuove Immagini in Europa negli anni del rock</em></strong>, aperta alla Permanente fino al 12 febbraio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso mira a rievocare l&#8217;atmosfera dei <strong>&#8220;favolosi anni sessanta&#8221;</strong> celebrata a suo tempo dalla grande mostra <em>New Images of man</em> allestita nel 1959 al <strong>Moma</strong> di New York. Sono così esposte <strong>70 opere</strong>, tra dipinti e sculture, che videro la luce a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta ed i Sessanta del Novecento, prestate da collezioni pubbliche e private italiane e straniere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/url.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-69591" style="margin: 5px;" title="url" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/url-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>I visitatori, muniti di cuffie dalle quali possono ascoltare la musica di quegli stessi anni, possono percorrere un viaggio tra gli esordi di <strong>Elvis Presley</strong> nel 1954 e l&#8217;uscita di <em>Let it be</em>, l&#8217;ultimo album dei<strong> Beatles</strong>, prima di sciogliersi nel 1970.</p>
<p style="text-align: justify;">Presente anche un esemplare della serie di stampe <em>Swinging London</em> di <strong>Richard Hamilton</strong>, ispirata all&#8217;arresto del mercante Robert Fraser insieme a <strong>Mick Jagger</strong> per possesso di droga.</p>
<p style="text-align: justify;">Hamilton legò altre volte il suo nome alla scena musicale dell&#8217;epoca per l&#8217;amicizia con <strong>Paul McCartney</strong> e la realizzazione della copertina del <em>White Album</em> dei Beatles pubblicato nel 1968.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli artisti presenti sono in totale 44, accomunati delle ricerche relative alla scomposizione delle figura umana. Ne furono iniziatori <strong>Francis Bacon</strong> nella pittura e <strong>Alberto Giacometti</strong> nella scultura.</p>
<p style="text-align: justify;">Si prosegue con la <em>Art Brut</em> di Jean Dubuffet; PierreAlechinsky, Karel Appel, Asger Jorn, esponenti del <strong>Gruppo Cobra</strong> (dalle iniziale delle loro città, Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam) dal quale emerge un’analoga attenzione per la <strong>stratificazione ottica della realtà</strong>: strati di memorie che, nelle opere esposte, si sommano e sovrappongono, e in cui si accavallano &#8211; a volte con ritmo serrato &#8211; visioni, luoghi, oggetti e corpi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/SgtPepper.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-69592" style="margin: 5px;" title="SgtPepper" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/SgtPepper-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>A loro si unirono, in quelli che passarono allo storia come i “ruggenti anni Sessanta”, i giovani inglesi Richard Hamilton, David Hockney e soprattutto <strong>Peter Blake</strong>, che sconfinò nella musica come autore di <em>Sgt. Pepper</em>, realizzata su suggerimento di Paul McCartney e vincitrice nel <strong>1968</strong> del Premio Grammy per la <strong>migliore copertina</strong> di disco dell&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, dalla <strong>Francia</strong> di Errò, Arroyo o Samuel Buri, si passa con un occhio di riguardo alla <strong>storia italiana</strong>, da Schifano ad Adami, da Romagnoni a Baj, autore di uno dei capolavori degli anni ’60, <em>I funerali dell’anarchico Pinelli</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda italiana vissuta in stretto dialogo con il movimento di respiro europeo (ampiamente rappresentato in mostra) ha visto come vetrina importante lo storico <strong>Premio Lissone</strong> che, fra il 1946 e il 1967, fu osservatorio privilegiato delle <strong>novità</strong> in circolo nel mondo dell&#8217;arte internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>arte</strong> ai tempi del <strong>rock</strong>, da vivere ascoltandone la colonna sonora: una mostra innovativa che proietta lo spettatore in uno spazio iconico evidente, fatto di opere Pop e di grandi ritratti delle leggende della musica rock. Dai Pink Floyd ai Doors, e i Velvet Underground, le <strong>note</strong> viaggiano così assieme alle <strong>immagini</strong>, in un tempo in cui arte e rock andavano a braccetto nel tentativo utopistico di <strong>cambiare il mondo</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via www.lamusicarock.com</p>
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		<title>Milano Fashion Week: non solo moda</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 16:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Location d’arte e istituzioni culturali ospitano gli eventi della Moda Uomo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_69539" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Accademia_di_Brera.jpg"><img class="size-medium wp-image-69539" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Accademia_di_Brera-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Uno scorcio del cortile dell&#39;Accademia di Brera, che ospiterà alcuni eventi durante il Fashion Week</p></div>
<p style="text-align: justify;">MILANO – Da oggi, sabato 14 gennaio, quattro giorni intensi dedicati al <em>pret-a-porter</em> maschile: si inaugura infatti, nella città della Madonnina, la <strong><a href="http://www.cameramoda.it/">settimana della moda maschile</a></strong>, dopo l’appuntamento fiorentino <em><a href="http://www.wakeupnews.eu/pitti-uomo-allapprodo-sembra-superare-bene-la-tempesta-della-crisi/">Pitti Uomo</a></em>. Circa <strong>10 mila gli operatori</strong> da tutto il mondo per <strong>39 sfilate</strong> e <strong>23 presentazioni</strong>. Doppio l’obiettivo di quest’anno: alimentare come al solito il <em>fashion-business</em>, ma anche sostenere istituzioni culturali milanesi quali l&#8217;Accademia di Brera, la Triennale, l&#8217;Archivio di Stato e Palazzo Bagatti Valsecchi, scelti come location di eventi speciali. L’<strong>affitto</strong> di tali spazi, infatti, varia dagli <strong>8 ai 10 mila euro</strong>; oltre al ritorno economico, tra l’altro, si intensificano la visibilità e la promozione di tali luoghi, grazie ai servizi pubblicati su affermate riviste nazionali e internazionali, di settore e non solo. Così la storica <strong>Accademia di Brera</strong>, fondata da <strong>Mariateresa d’Austria,</strong> ospita ben tre eventi sabato: nella Sala Napoleonica il concerto pop di <strong>Mauro Ermanno Giovanardi</strong>, con <strong>Violante Placido</strong>; alla <strong>Biblioteca Braidense</strong> in scena le giacche sartoriali di <strong>Boglioli</strong> e un&#8217;installazione ispirata al <strong>Giappone</strong>; il cortile dell’Accademia viene allestito dalle creazioni di sette giovani talenti internazionali. In <strong>Triennale</strong> Dirk Bikkembergs, al <strong>Palazzo del Senato</strong> <strong>Siviglia</strong> con il concerto di <strong>Emeli Sandè</strong>, a <strong>Palazzo Bagatti Valsecchi</strong> è protagonista <strong>Rocco Barocco</strong>, <strong>Dsquared</strong> occupa il cortile della scuola militare della <strong>caserma Teuliè. </strong><br />
<strong>Zona Tortona</strong>, location storicamente legata all’altro fondamentale appuntamento meneghino, il <em>Design Week</em>, svela il suo volto agli appassionati della moda ospitando <strong>170 espositori</strong> per un progetto curato da <strong>White</strong>, il salone creato da <strong>Massimiliano Brizzi</strong>. Numerosi gli eventi collaterali, tra cui sabato, in corso Venezia, una celebrazione del cinema italiano neorealista, <em>La bella estate,</em> opera di <strong>Dolce&amp;Gabbana</strong>. Nella stessa giornata d’apertura da <strong>Zegna</strong> ospite l’attore <strong>Pierfrancesco Favino</strong>, mentre domenica da <strong>Misson</strong>i l&#8217;attore <strong>Stefano Masciolini</strong> e il regista in scena alla Scala <strong>Robert Carsen</strong>. Solo per citarne alcuni. Il programma completo su <a href="/Documents%20and%20Settings/Benedetta/Desktop/www.cameramoda.it">www.cameramoda.it</a>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
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		<title>Il volto turco di Bergamo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ottava edizione della fiera d’arte bergamasca, di rilievo internazionale, vede protagonisti artisti turchi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_69506" class="wp-caption alignleft" style="width: 396px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/LOGO-BAF.jpg"><img class="size-full wp-image-69506" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/LOGO-BAF.jpg" alt="" width="386" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il logo dell&#39;edizione 2012</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>BERGAMO</strong> &#8211; Inaugurata ieri, venerdì 13, alle ore 18 <strong><em><a href="http://www.baf.com/">Bergamo Arte Fiera</a></em></strong> (Baf), l’atteso evento dedicato all’arte contemporanea e moderna organizzato da <strong>Sergio Radici</strong> (titolare di Media Consulter) in collaborazione con <a href="http://www.bergamofiera.it/">Promoberg</a>. Presenti all’inaugurazione il presidente di Promoberg Ivan Rodeschini, numerosi rappresentanti istituzionali e artisti (tra i quali Trento Longaretti), appassionati di arte, l’assessore all&#8217;Istruzione, Politiche giovanili, Sport, Tempo libero del comune di Bergamo, Danilo Minuti, e Carlo Saffioti, presidente della commissione Agricoltura Regione Lombardia.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunta alla sua <strong>ottava edizione</strong>, la kermesse dia <a href="http://www.wakeupnews.eu/torino-si-fa-capitale-dellarte-contemporanea-2/">arte moderna e contemporanea</a> rimane aperta <strong>fino a lunedì 16 gennaio</strong>, accogliendo sempre un maggior numero di visitatori: nel 2011 aveva già registrato un incremento di presenze del 10% con 14 mila ingressi. Dagli esordi fino ad oggi anche lo <strong>spazio è raddoppiato</strong>, estendendosi per questa occasione su <strong>due padiglioni</strong>, per 13 mila metri quadri. Le <strong>120 Gallerie presenti</strong> garantiscono un percorso di alta qualità non suddiviso per settori, in cui accanto alle opere di artisti ormai storicizzati (solo per rendere un’idea è presente un <em>Concetto spaziale. Attese</em> di <strong>Lucio Fontana</strong> del 1959, <em>Hiroshima 3</em>, di <strong>Tancredi Parmeggiani</strong> del 1962, una delle recenti <em>Sfere bronzee</em> di <strong>Arnaldo Pomodoro</strong>, datata 2008)  sono visibili nuove proposte attentamente selezionate.</p>
<p style="text-align: justify;">Di rilievo la <strong>presenza turca</strong> all’interno della manifestazione, frutto di un gemellaggio che ha visto lo scorso novembre la presenza di dieci artisti italiani alla 21° edizione di <em>Tuyap Istanbul Art Fair</em>, che ha registrato più di 40.000 visitatori. La Turchia rappresenta una delle aree con maggiori prospettive nel contemporaneo anche come potenziale mercato: quest’anno <em>Sotheby’s</em> ha tenuto la sua terza vendita di arte turca, mentre <em>Saatchi</em> ha recentemente organizzato una mostra di 19 giovani artisti turchi registrando il sold-out prima dell’apertura. Così gli artisti turchi <strong>Kader Genç, Yiğit Altiparmakoğullari, Emin Turan, Hakan Cingöz, Hakan Gürsoytrak, Temür Köran, Cansen Ercan, Sabahattin Tuncer, Ceren Aksungur, Fatih Dülger, Gökçe Sözen, Hayri Ağan, Osman Nuri İyem</strong>, sono presenti a Bergamo per rappresentare il nuovo mercato artistico turco, di rilievo internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa edizione infatti la <em>Baf</em> intende <strong>rafforzare ulteriormente il livello di qualità e soprattutto di internazionalità della fiera</strong>, che per il prossimo anno ha già in programma il gemellaggio con Shangai. La manifestazione dedicata all’arte moderna e contemporanea si rivela inoltre un importante occasione culturale e formativa grazie a eventi collaterali come <em>Illuminare la città</em>:<em> Un viaggio nel design contemporaneo</em>; <em>Concetti di pittura</em>: <em>Una storia europea</em> a cura di Alberto Rigoni; <em>Pittori Bergamaschi: Dietelmo Pievani</em>, mostra antologica dedicata all’artista orobico.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Benedetta Rutigliano</strong><strong></strong></p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Fiera Nuova di Bergamo, via Lunga Bergamo</p>
<p>Orario: sabato e domenica ore 10.00 – 20.00 lunedì ore 10.00 – 14.00<br />
Ingresso: € 10,00</p>
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		<title>Van Gogh e Gauguin a Genova: il viaggio in pittura</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Bastione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Appartamento del Doge, nel Palazzo Ducale di Genova, ospita fino al 15 aprile capolavori di Gauguin, Van Gogh, Monet, Kandinsky e altri maestri della pittura ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/van-gogh-e-gauguin-a-genova-il-viaggio-in-pittura/images2-13/" rel="attachment wp-att-69386"><img class="alignleft size-full wp-image-69386" style="margin: 5px;" title="images2" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/images2.jpg" alt="" width="290" height="174" /></a>L’autunno scorso la celebre tela di <strong>Paul Gauguin</strong> <em>Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo, </em>è sbarcata per la seconda volta in Europa e per la prima in Italia. Una decina di anni fa era stata Parigi ad ospitarla, mentre quest&#8217;anno il capolavoro dell&#8217;artista francese è giunto nel <strong>Palazzo Ducale di Genova</strong>, dove rimarrà fino alla prossima primavera.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una pietra miliare della pittura di viaggio che neppure il popolo della notte poteva trascurare. Sarà forse perché nei primi cinquanta giorni di apertura la mostra <em>Van Gogh e il viaggio di Gauguin</em> ha contato ben 75.000 visitatori, fatto sta che l&#8217; <strong>Appartamento del Doge</strong> &#8211; sede dell&#8217;esposizione &#8211; ha lasciato le sue porte aperte anche la sera di Capodanno, vedendo accorrere 3.000 persone da tutta Italia decise a trascorrere l’ultima notte dell’anno contemplando Van Gogh, Gauguin e altri grandi pittori come Monet e Kandinsky.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema centrale della mostra è <strong>il viaggio</strong>, inteso anche come avventura esperienziale interiore e soggettivamente rappresentata, quindi, secondo le diverse e innumerevoli sfumature degli autori dei capolavori esposti. Tutte le opere presenti seguono questo fil rouge, ma la celebre tela di Gauguin sopra menzionata è il vero asse portante, l’ultimo dipinto che l&#8217;artista decide di portare alla luce prima di suicidarsi, straziato dal dolore per la morte della figlia e, forse per questo, così ricco di luce e di mistero, di vita e di ombre, capace di racchiudere così intensamente tutto il senso del suo viaggio nel mondo e nella pittura.</p>
<p style="text-align: justify;">La preziosa gemma di Gauguin incarna, infatti, tutto il significato del viaggio che questa esposizione vuole trasmettere come nessun’altra opera potrebbe fare: viaggio come esplorazione geografica, viaggio come spostamento fisico, viaggio dentro sè stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non poteva esserci cornice migliore per la mostra che Genova, città di porto, viaggio e centro di aggregazione culturale. In esposizione al Palazzo Ducale, oltre a Gauguin, il visitatore troverà l’altro pittore celebrato in questo particolare percorso ideato da Goldin: Van Gogh, presente con 40 opere, 15 disegni e una decina di <a href="http://www.wakeupnews.eu/l%E2%80%99autoritratto-di-van-gogh-e-suo-fratello-theo/">lettere originali al fratello Theo</a>. Tutti pezzi di vita che, attraverso il colore, esplorano il viaggio interiore, mentale, l’abisso del proprio male di vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno a queste due colonne portanti gravitano 80 capolavori della pittura europea e americana del XIX e del XX secolo provenienti dai musei di tutto il mondo e sviluppati in due sezioni. Così il visitatore troverà<a href="http://www.wakeupnews.eu/un-americano-a-roma-edward-hopper/"> Edward Hopper </a>– nella sezione americana – che chiude il senso del viaggio interiore in un impressionante silenzio, in figure pensose e mute calate nel buio e nella notte.<a href="http://www.wakeupnews.eu/van-gogh-e-gauguin-a-genova-il-viaggio-in-pittura/images-143/" rel="attachment wp-att-69385"><img class="alignright size-full wp-image-69385" style="margin: 5px;" title="images" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/images.jpg" alt="" width="198" height="254" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il mistero di Hopper confluisce poi in uno dei più celebri viaggi dell’interiorità che la pittura ricordi: le superfici quasi monocrome di Mark Rothko.</p>
<p style="text-align: justify;">La sezione europea annovera, invece, i viaggi metafisici di Caspar David Friedrich e di William Turner in cui mente, materia, infinito, pittura, colore, cenere, acqua e fuoco si fondono e si confondono insieme. Dopo le tenebre, la luce: il visitatore incontrerà i recinti protetti e fioriti di Claude Monet.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo, invece, potrà imbattersi nel sognante, malato, incantato, tremante viaggio mentale di Wassily Kandinsky, per poi imbattersi di nuovo tra i campi di grano sorvolati da corvi di Van Gogh, gigante tra i giganti di questa mostra insieme a Paul Gauguin.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato il grande successo che sta riscuotendo è possibile, anche se non ancora certa, la proroga della rassegna fino al primo di maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Van Gogh e il viaggio di Gauguin</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Genova, Palazzo Ducale, Appartamento del Doge<br />
12 novembre 2011 &#8211; 15 aprile 2012<br />
Orario:<br />
lunedì – venerdì ore 9-19<br />
sabato e domenica, ore 9-20</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Anna Bastione</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via blog.atcasa.corriere.it; blog.panorama.it;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rinascita e ricostruzione ‘virtuale’ della biblioteca medievale dell’abbazia di Nonantola</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 20:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno studio di Mariapia Branchi mira a ricomporre il disperso patrimonio librario manoscritto del monastero benedettino di San Silvestro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69276" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/abbazia_nonantola_1.jpg"><img class="size-medium wp-image-69276" title="abbazia_nonantola_1" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/abbazia_nonantola_1-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;abbazia di San Silvestro a Nonantola (Mo)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lo studioso che si appresti oggi al difficile lavoro di analisi per rintracciare, nella mole di <strong>manoscritti</strong> sparsi tre le biblioteche e i musei di tutto il mondo, un nucleo il più ampio possibile da ricondurre – per produzione o anche solo semplice proprietà – a quelle che furono le <strong>grandi istituzioni monastiche medievali</strong>, centri di studio e quindi fornite di più o meno corpose biblioteche, è come se ripercorresse, e con ancora maggiori difficoltà, le strade battute dall’antica comunità religiosa per acquisire testi e raccogliere codici all’interno degli <em>armaria</em> abbaziali, per farne così opere di consultazione, lettura e meditazione ad uso interno oppure preziosi oggetti di scambio culturale con altri monasteri. Questo perché, tranne casi eccezionali, quasi tutte le biblioteche monastiche sono andate<strong> smembrate</strong>, ognuna con modalità e circostanze differenti, ma con l’esito analogo di disperdere un insieme di libri che, almeno per un certo lasso di tempo, furono intimamente legati l’uno all’altro come elementi di un insieme più grande e tappe di una storia affascinante come quella della nascita e costruzione di un patrimonio librario.</p>
<div id="attachment_69277" class="wp-caption alignright" style="width: 256px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/scriptorium-biblioteca-nonantola-branchi.jpg"><img class="size-medium wp-image-69277" title="scriptorium biblioteca nonantola branchi" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/scriptorium-biblioteca-nonantola-branchi-246x300.jpg" alt="" width="246" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina</p></div>
<p style="text-align: justify;">La vicenda dell’<strong>abbazia di San Silvestro a Nonantola</strong>, nei pressi di Modena, non è diversa, ma la ‘fortuna’ toccata a questo importante centro di cultura medievale è stata quella di aver, soprattutto a partire dal secolo XIX, suscitato l’interesse di molti studiosi ed aver poi visto nascere il Centro di Studi Storici Nonantolani. Sotto l’egida e il patrocinio di questa istituzione è uscito, per le Edizioni Artestampa, il volume <em>Lo </em>scriptoriu<em>m e la </em>biblioteca<em> di Nonantola</em> di <strong>Mariapia Branchi,</strong> evidentemente e principalmente destinato ad un pubblico specialista, ad esperti di settore, ma suscettibile di una lettura su più livelli – proprio come tutte le opere d’arte, manoscritti inclusi – in grado di raggiungere e comunicare anche con chi, semplicemente, abbia una qualche curiosità intellettuale.</p>
<p style="text-align: justify;">La nascita, l’elaborazione e la destinazione di questo studio all’interno di un <strong>contesto accademico</strong> sono traditi &#8211; oltre che dalla mole (446 pp.), dal meticoloso apparato di note critiche che talvolta raggiunge l’entità del testo, dall’aggiornata bibliografia e dal vasto corredo illustrativo propedeutico alla lettura &#8211; dalla struttura stessa che vede dopo un’estesa trattazione ‘narrativa’ un vero e proprio catalogo, con <strong>schede codicologiche</strong> principalmente di tipo ‘tecnico’ per ognuno dei manoscritti di interesse. In entrambi l’autrice mostra un continuo e pertinente ricorso a tutti gli <strong>strumenti di ricerca</strong> che oggi la <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-7/">metodologia storico-artistica</a> ritiene indispensabili per lo studio di manufatti medievali come i manoscritti (filologia, codicologia, paleografia, musicologia, diagnostica scientifica, unite a conoscenze di iconografia e iconologia, di stria e storia delle religioni, di filosofia), anche se nell’applicarli ottiene esiti diversi: al catalogo affida l’analisi capillare di ogni oggetto-libro in termini materiali e di storicizzazione critica, contestualizzandolo in conclusione nella realtà nonantolana tra VIII e XII secolo, mentre alle cinque sezioni che occupano le prime 100 pagine – ognuna suddivisa in capitoli – lascia il compito di<strong> raccontare</strong> la vicenda del monastero benedettino e della sua<strong> biblioteca,</strong> dal formarsi del primo nucleo librario, grazie alla ‘politica’ di acquisti dell’abate e fondatore Anselmo nell’VIII secolo, fino all’esaurirsi dell’attività dello <em>scriptorium</em>, progressiva man mano che ci si addentra nel <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-12/">secolo XII</a>.</p>
<div id="attachment_69278" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Evagelistario-Nonantola-ultimo-quarto-sec.-XI.jpg"><img class="size-medium wp-image-69278" title="Evagelistario Nonantola ultimo quarto sec. XI" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Evagelistario-Nonantola-ultimo-quarto-sec.-XI-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Pagina miniata da un codice prodotto a Nonantola nell&#39;ultimo quarto del secolo XI</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tra questi due estremi la storia dell’abbazia di Nonantola si snoda attraverso i ‘suoi’ manoscritti, lì giunti dall’esterno o prodotti in loco, perché capaci di <strong>ricostruire</strong> un sistema di scelte e alleanza politiche, una rete di adesioni ideologiche al partito dell’Impero o a quello della Chiesa durante la lotta per le Investiture, un tessuto di <strong>scambi culturali</strong> con altri centri monastici e non, un’interazione con il potere locale incarnato dalla dinastia dei Canossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Procedendo nella lettura del volume, i codici nonantolani, quelli cioè che la studiosa con ragionate motivazioni effettivamente riconduce alla biblioteca di San Silvestro, cessano di essere – anche per il lettore poco avvezzo alla terminologia tecnica e probabilmente un po’ disorientato dal ricorso alla prassi specialistica della segnatura per indicarli – semplicemente dei libri, diventando <strong>elementi viv</strong>i di una storia capace di sfatare molti luoghi comuni sul Medioevo come successione di secoli bui, dominati da un declino culturale e artistico, troppo a lungo giudicati come drastica cesura tra l’epoca romana antica e il Rinascimento. La <strong>continuità della produzione libraria</strong> nel monastero nonantolano, insieme alla capacità dello <em>scriptorium</em> e dei miniatori di rinnovarsi aggiornando le scelte scrittorie e illustrative ed elaborandone di proprie, mostra uno dei veri volti del <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-11/">Medioevo,</a> nascosto ai più, dove il buio non esiste, squarciato dalla luce di volumi in pergamena decorati a foglia d’oro e rivestiti da preziose legature.</p>
<p style="text-align: justify;">M. Branchi. <em>Lo </em>scriptorium<em> e la </em>biblioteca<em> di Nonantola</em>. Presentazione di Giuseppa Z. Zanichelli. Modena, Edizioni Artestampa, 2011 («Biblioteca», 49). 446 pp. € 40,00</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene  </strong></p>
<p>Foto via: artestampaweb.it, egione.emilia-romagna.it, tsc4.com, atlantedellarteitaliana.it</p>
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		<title>Pisapia amico dei writers</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 18:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[A Palazzo Marino un muro da dipingere con i modi della street art]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_69166" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/graffiti-e-pisapia.jpg"><img class="size-medium wp-image-69166" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/graffiti-e-pisapia-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Il sindaco Pisapia con i sei writers</p></div>
<p style="text-align: justify">MILANO &#8211; Approccio nuovo dell’Amministrazione Pisapia verso i graffitari: il muro che allestiva la nobile e rigorosa Sala Alessi di Palazzo Marino, che fino a pochi giorni fa ospitava le tele di <a href="http://www.wakeupnews.eu/de-la-tour-a-milano-pochi-giorni-ancora/">de La Tour</a> provenienti dal Louvre, è stato messo a disposizione di sei writers che hanno portato la loro creatività e arte. Le azioni di <strong>Ivan</strong><strong>, </strong><strong>TvBoy</strong><strong>, </strong><strong>Pao</strong><strong>, </strong><strong>Tawa</strong><strong>, </strong><strong>Nais</strong><strong>, </strong><strong>Seacreative</strong>, sono state riprese, la notte del 9 gennaio, da telecamere che hanno testimoniato il <em>work in progress</em> degli artisti; il frutto della <em>performance</em> potrà essere goduto dai visitatori in una mostra che si terrà allo <strong>spazio</strong><strong> </strong><strong>Superground</strong>, in zona Romolo, <strong>dal 14 al 31 gennaio</strong>. <strong>Continuità tra centro città e periferia</strong>; <strong>continuità tra il seicentesco artista francese</strong>, di cui era appena stata disallestita la mostra, <strong>e gli artisti contemporanei</strong> in questione.<br />
<strong><em>Scambio d&#8217;autore</em></strong>, il titolo non casuale dell’iniziativa promossa da<strong> <a href="http://eni.com/en_IT/media/notes/2012/2012-01-09-delatour-street-artist.shtml">Eni</a></strong>, responsabile anche dell’esposizione di de La Tour (che aveva portato al 210 mila visitatori) ha incontrato l&#8217;<strong>approvazione </strong>del sindaco <strong>Giuliano Pisapia</strong>: &#8220;Anch&#8217;io, come faceva la passata amministrazione, <strong>condanno</strong> chi riempie tram e pareti di immobili di <strong>scritte ingiuriose </strong>e schizzi che<strong> rovinano</strong> la <strong>città</strong>”, dichiara il primo cittadino mentre osserva i writers all’opera. Allo stesso tempo però Pisapia si distanzia nettamente dalle scelte della Giunta Moratti, che aveva osteggiato le attività dei writers assimilandoli indifferentemente a vandali e imbrattamuri, senza cogliere il loro contributo nella valorizzazione di alcune aree urbane poco qualificate. Ribadisce infatti l’attuale sindaco: “Altra cosa e&#8217; quella che stiamo facendo oggi e che vorremmo si estendesse a tutta la città: avere luoghi dove poter dipingere e <strong>lasciare </strong>a <strong>Milano luoghi belli</strong><strong>”</strong>. Traspare quindi la volontà di Pisapia di dare una possibilità diversa a questi ragazzi, artisti contemporanei, concedendo loro anche spazi autorizzati e riconosciuti, con il probabile intento di limitare azioni provocatorie e vandaliche e favorire la creatività finalizzata ad un abbellimento della città.</p>
<p><strong>Spazio Superground</strong>,</p>
<p>via Bussola 4, Milano</p>
<p>Ingresso libero, 14-31 gennaio, h 10:00-19:00</p>
<p><strong>Benedetta Rutigliano </strong></p>
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