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	<title>Wakeupnews &#187; Economia</title>
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	<description>L&#039;informazione che ti sveglia</description>
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		<title>Istat, l’inflazione è in calo ma fare la spesa costa sempre di più</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 10:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MaraGuarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[L’aumento dei prezzi dei beni normalmente acquistati dagli italiani supera di gran lunga il valore dell’inflazione del mese di gennaio. Rincari preoccupanti per zucchero e benzina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72521" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/carrello-spesa-consumatori.jpg"><img class="size-medium wp-image-72521 " style="margin: 5px;" title="carrello spesa consumatori" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/carrello-spesa-consumatori-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Fare la spesa ci costa sempre di più (consumatori.myblog.it)</p></div>
<p style="text-align: justify;">A poche ore di distanza dalla presentazione del <a href="http://www.wakeupnews.eu/paniere-istat-2012-arrivano-e-book-e-%E2%80%98gratta-e-vinci%E2%80%99/" target="_blank">nuovo paniere 2012</a>, arrivano dall’Istat anche i primi dati relativi all’inflazione dello scorso mese di gennaio. Il dato in sé sembrerebbe essere quasi rasserenante: si passa infatti al 3,2% dopo il  3,3% fatto registrare lo scorso dicembre. Tuttavia, c’è in realtà ben poco da stare allegri, visto che i dati statistici emersi dallo studio del tipo carrello della spesa degli italiani mettono in luce <strong>rincari notevoli</strong>. Soprattutto per quel che riguarda bene di grande consumo quali, zucchero e caffè.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, ancora troppo ampia è la forbice tra il livello complessivo dei prezzi al consumo, calcolato sulla base dei prodotti inseriti nel paniere, e le spese quotidiane normalmente sostenute da una famiglia del nostro Paese. Su base mensile, la crescita dei costi di alimentari, carburanti e energia è pari a un massimo dello 0,8%. L’inflazione dunque cala soprattutto in conseguenza del crollo dei prezzi di alcuni servizi, quelli bancari e finanziari, ma di fatto  <strong>vivere è sempre più costoso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i generi alimentari, a destare preoccupazione è innanzitutto l’impennata vertiginosa del prezzo dello zucchero. Se il rincaro mantenesse questo andamento nel corso dell’anno, il rischio sarebbe quello di acquistare una confezione del comune dolcificante con un “sovrapprezzo” del 15,9% rispetto all’anno appena trascorso. Secondo la Federconsumatori, le famiglie italiane rischiano di spendere nel 2012, per la sola spesa di prodotti alimentari, 200 euro in più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salassi in arrivo anche sul fronte benzina</strong>. Del resto, non è un mistero il fatto che sia lo stesso rincaro dei carburanti e, dunque, dei trasporti a indurre un aumento dei prezzi anche sui beni di prima necessità. Grandi impennate anche per le <strong>bollette di luce elettrica e gas</strong>: anche in questo caso, il rincaro su base annuale raggiunge la doppia cifra.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Mara Guarino</strong></p>
<p>Foto homepage via: lasestina.unimi.it</p>
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		<title>Paniere Istat 2012: arrivano E-book e ‘Gratta e Vinci’</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MaraGuarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
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		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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		<category><![CDATA[mediazione civile]]></category>
		<category><![CDATA[paniere Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche il costo della mediazione civile contribuirà al calcolo dell’inflazione ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72375" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/ebook-digitalmagazine-it.jpg"><img class="size-medium wp-image-72375 " style="margin: 5px;" title="ebook digitalmagazine it" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/ebook-digitalmagazine-it-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;universo degli E-book si fa strada anche in Italia (ebook.digitalmagazine.it)</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’Istat , l’istituto nazionale di statica, ha appena reso nota la composizione del paniere di beni e servizi attraverso cui  saranno stimati, nel 2012, gli indici dei prezzi al consumo. E se il paniere, attualmente composto da 1.398 prodotti, ha un valore cruciale dal punto di vista economico, le variazioni cui è soggetto di anno in anno risultano assai interessanti anche sotto il profilo sociologico. La comparsa di nuovi beni è infatti indicativa di eventuali <strong>mutamenti nello stile di vita</strong> degli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso, risulta dunque particolarmente significativo l’ingresso in pompa magna dell’<strong>E &#8211; book: </strong>il paniere andrà di fatto a comprendere sia il dispositivo elettronico necessario alla lettura digitale sia il costo dell’operazione di <em>downloading</em> necessaria per entrare in possesso del libro in questa sua versione più moderna. Sempre sul fronte tecnologico, da segnalare anche la presenza dei cosiddetti “All-in-one”  e dei superleggeri “Ultrabook”.</p>
<p style="text-align: justify;">Grandi novità anche per quel che concerne il mondo delle lotterie, cui gli italiani sembrano non saper rinunciare del tutto neppure in tempi di crisi. Accanto agli ormai tradizionali giochi numerici a totalizzatore nazionale e a quelli  su base sportiva, figureranno quindi anche le lotterie istantanee, impersonate dall’ormai celebre “<strong>Gratta e vinci</strong>”. Costi contenuti e speranza di vincita immediata hanno del resto reso la formula longeva ma sempre di gran successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fa strada infine anche la <strong>mediazione civile</strong>. Rilevanti variazioni interessano anche l’energia elettrica, per la quale si terrà  conto dell’ormai definitivo impiego delle tariffe biorarie.</p>
<p align="right"><strong>Mara Guarino</strong></p>
<p>Foto homepage via: indiceistat.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Facebook prepara lo sbarco in Borsa. Alle spalle anche Goldman Sachs</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza&Hi-tech]]></category>
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		<category><![CDATA[wall street]]></category>

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		<description><![CDATA[Quota di ingresso tra 5 e 10 miliardi di dollari, titoli in vendita a prezzi tra i 34 e i 40 dollari l'uno: Wall Street si prepara ad accogliere il più grande ingresso nella storia delle aziende web]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72146" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/facebook_borsa.jpg"><img class="size-medium wp-image-72146" title="facebook_borsa" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/facebook_borsa-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Facebook prepara lo sbarco a Wall Street (faceblog.blogosfere.it)</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>Ipo</strong> (Initial public offering) dell&#8217;azienda di Mark Zuckerberg verrà fissata<strong> tra i 5 e i 10 miliardi di dollari,</strong> surclassando gli altri giganti del web come <em>Google</em> (Ipo di 1,92 miliardi) e <em>Zynga</em> (1 miliardo). <strong>Facebook</strong> è pronta a sbarcare a Wall Street e vuole farlo in grande stile.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle prossime ore i legali dell&#8217;azienda presenteranno i documenti per la <strong>quotazione in Borsa</strong> della società di Palo Alto. I documenti saranno analizzati dalla Sec (la commissione di controllo per la Borsa statunitense) e, se tutti gli incartamenti saranno in regola, Facebook sarà quotata a Wall Street a partire dai primi giorni di maggio. I titoli dovrebbero esser messi in vendita a prezzi tra i 34 ed i 40 dollari l&#8217;uno.</p>
<p style="text-align: justify;">A guidare l&#8217;entrata in Borsa sarà <em><strong>Morgan Stanley</strong></em>, la banca d&#8217;affari che ha già accompagnato nell&#8217;ingresso a Wall Street diversi giganti del settore tecnologico. Con minori partecipazioni ci saranno anche <em>Barclays, Bank of America-Merrill Lynch, <strong>Goldman Sachs</strong> e JPMorgan</em>. Il guadagno complessivo delle banche coinvolte nell&#8217;operazione dovrebbe gravitare attorno ai 500 milioni di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerando i numeri di ingresso, il <strong>valore</strong> dell&#8217;azienda Facebook dovrebbe essere stimato <strong>tra i 75 ed i 100 miliardi di dollari</strong>. Con i suoi 800 milioni di utenti, Facebook ottiene gran parte dei suoi utili dalla pubblicità. Secondo le stime di eMarketer, i ricavi di Facebook nel 2011 sono stati un totale di 4,27 miliardi di dollari, di cui ben 3,8 miliardi dalla sola pubblicità.</p>
<p>L&#8217;utile operativo della società, per il 2011, si sarebbe stanziato attorno ad 1,5 miliardi di dollari.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Guarino</strong></p>
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		<title>Befera: oltre 11 miliardi evasi ed incassati. E in primavera si comincia al Sud</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 13:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chantal Cresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Befera: oltre 11 miliardi evasi ed incassati. E in primavera si comincia al Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[Il direttore dell'Agenzia delle Entrate difende l'operato dei controlli e avverte: con il nuovo sistema "Serpico" terremo sottocchio le uscite di 22 milioni di famiglie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 226px"><a href="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/31/7e581a93184662da7eae5377193ad259.jpg"><img src="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/31/7e581a93184662da7eae5377193ad259.jpg" alt="befera" width="216" height="345" /></a><p class="wp-caption-text">Attilio Befera</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma</strong> &#8211; <strong>Due milioni</strong> di controlli fatti nel 2011. Oltre <strong>700.000</strong> su imposte indirette. <strong>Un miliardo</strong> sulle dichiarazioni dei redditi e <strong>300 mila</strong> su materia di registro. Sono questi i numeri che orgogliosamente il direttore dell’Agenzia delle Entrate, <strong>Attilio Befera</strong>, ha divulgato per ribadire l’efficacia dei controlli fiscali. Circa 11.500 esami condotti con indagini finanziarie e ‹‹con un&#8217;ottima performance: oltre 1 miliardo di euro recuperati››. In tal modo, fa sapere Befera, L&#8217;Agenzia delle Entrate ha incassato 11,5 mld dalla lotta all&#8217;evasione cosicché ‹‹nel 2011 l’evasione si è ulteriormente rafforzata facendo registrare trend positivo. I risultati testimoniano netto miglioramento, qualità ed efficacia di contrasto ad inadempimenti tributari››.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, il nuovo redditometro basato sull&#8217;analisi di oltre <strong>100 voci</strong> di spesa, ‹‹sarà – assicura il direttore &#8211; operativo entro il primo semestre›› del 2012, garantendo che il nuovo strumento sarà utilissimo per risalire al reddito di ogni contribuente, in base alle sue effettive capacità di spesa e osservare le entrate e le uscite di ‹‹oltre 22 milioni di famiglie ovvero circa 50 milioni di soggetti››.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altronde Befera, non si scompone davanti a chi lo accusa di ledere il diritto alla privacy dei contribuenti: ‹‹La lotta all&#8217;evasione fiscale è uno sforzo titanico, ma comincia a dare i suoi frutti. Ora con il controllo dei conti bancari, può partire la grande svolta di primavera›› e al quotidiano <em>Repubblica</em>, Befera spiega che le linee di azione dell&#8217; Agenzia sono rigide ma partono dall’esigenza di rafforzare i controlli sul territorio, compreso il Centro-Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle ‹‹dichiarazioni dei redditi di giugno›› dopo le quali ‹‹scatterà un&#8217;operazione di controlli “massivi”›› il sistema informatico &#8216;Serpico&#8217; e il redditometro garantiranno pronti aggiornamenti periodici. ‹‹Tanti politici – dice ancora Befera &#8211; cavalcano le proteste contro di noi per difendere chi evade. Ma con l&#8217;arrivo del governo Monti il clima nel Paese è finalmente mutato›› e ‹‹la lotta all&#8217;evasione é tornata ad essere una priorità politica oltre che un’emergenza sociale››.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il clamore suscitato dai blitz di <strong>Cortina e Milano</strong>, Befera sottolinea che ‹‹controlli analoghi ne abbiamo sempre fatti. Certo adesso c’è un’attenzione diversa presso la politica e una sensibilità maggiore presso i cittadini››.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur vero che nel corso degli ultimi controlli di Milano si è registrato il 40% in più di incasso e, afferma il direttore, ‹‹abbiamo trovato di tutto››: da chi denunciava ‹‹4 tavolini all’aperto ma ne ha 40›› a chi gestiva una discoteca dove gli agenti del Fisco non erano graditi ‹‹ci hanno addirittura bloccato all’ingresso mentre uno dei titolari faceva scappare dal retro clienti e dipendenti››.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è, insiste Befera, che non è L’Agenzia delle Entrate a fare ‹‹tanto rumore›› ma i giornali, i quali incautamente scrivono contro l’operato delle forze dell’ordine ‹‹quando vedono intorno a loro tanta infedeltà fiscale››.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo, Befera pare fiducioso: ‹‹Ci siamo accorti che l&#8217;effetto deterrenza comincia a funzionare. L&#8217;idea che i controlli possano scattare in ogni momento spinge i contribuenti a maggiore onestà fiscale. Per questo andremo avanti rafforzando gli interventi sul territorio››. E, in tal senso, il direttore promette che anche il Centro-Sud sarà interessato dalle ispezioni. Quando arriverà la bella stagione e alle località invernali del Nord si preferirà il mare del Sud, il Fisco inizierà i controlli.</p>
<p style="text-align: justify;">A preoccupare, invece, è il problema della fuga di capitali. Dall&#8217;inizio del 2011, osserva Befera, ‹‹il flusso in uscita di capitali e beni pregiati è in aumento esponenziale›› tanto che ‹‹alcune banche svizzere hanno incominciato ad affittare le cassette dei grandi alberghi perché non sono in grado di esaudire le quantità di richieste dei cittadini italiani››.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chantal Cresta</strong></p>
<p>Foto || ansa.it; bachecatermolese.org</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bruxelles: Nuovo patto a 25. Ora via con la crescita</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chantal Cresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[UE]]></category>

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		<description><![CDATA[Orizzonte sereno secondo il premier dopo il Patto sancito al vertice Ue ma ancora molte le nubi in materia di sviluppo ed occupazione europee. Ora si attende un calendario di misure "Cresci-Europa"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 470px"><a href="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/31/ca1c4a00aae59db0cea7e03d1ee1f26f.jpg"><img src="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/31/ca1c4a00aae59db0cea7e03d1ee1f26f.jpg" alt="monti-sarko-merkel" width="460" height="307" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monti, Nicolas Sarkozy, Angela Merkel</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bruxelles</strong> – Soddisfazione. Si può riassumere così lo stato d’animo del presidente del Consiglio, <strong>Mario Monti</strong>, dopo l’incontro al vertice di Bruxelles tenutosi ieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo il punto di vista del premier: il <strong>Fiscal Compact</strong> è un passo importante per aver raccolto tutte le menti dell’Unione e soprattutto per aver rabbonito i Paesi più rigoristi come la Germania attraverso la medicina della <strong>disciplina di bilancio</strong>. Il punto più interessante dell’accordo, tuttavia, secondo il premier è ciò che finalmente si potrà fare in zona Ue in materia di <strong>sviluppo, occupazione e crescita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente del Consiglio non ha dubbi sulla portata epocale dell’accordo che non ha esitato a definire una ‹‹pagina importante per la stabilità›› dell&#8217;Eurozona, quando il primo marzo prossimo sarà formalizzata con atto ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Monti, si diceva, guarda oltre e scruta ciò che veramente è interessante per l’Italia: il piano europeo per la crescita e l’attuazione di <strong>firewall</strong> in grado di proteggere i Paesi più deboli dalle turbolenze dei mercati di cui, tuttavia, il premier precisa che <strong>l&#8217;Italia non avrà bisogno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui, il compiacimento di Monti che dice di essere ‹‹molto soddisfatto›› per almeno due ragioni. Innanzitutto aver evitato brutte sorprese sul debito perché ragiona ‹‹Non ci sono ulteriori appesantimenti o aggravi›› rispetto alle norme già introdotte nella normativa comunitaria attraverso il Six Pack. Il rientro del debito per i Paesi sopra al <strong>60%</strong> del Pil, infatti, è ancora previsto di un <strong>ventesimo all&#8217;anno</strong> per la parte eccedente.</p>
<p style="text-align: justify;">In secondo luogo, per calcolare il cammino di risanamento, si terrà conto dei “<strong>fattori rilevanti</strong>” (come il ciclo economico o altri elementi dell&#8217;economia) che alleggeriranno il rigore. Tra questi fattori, anche la capacità di risparmio delle famiglie, di cui l’Italia vanta un piccolo ma significativo primato.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto ciò, il premier non illude: l&#8217;azione di risanamento sarà pesante ma secondo Monti sarà anche ‹‹assolutamente sostenibile››, quando le misure per la crescita inizieranno a dare i loro frutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma proprio l’argomento della crescita, semmai, è causa di qualche nube per il presidente del Consiglio. Egli riconosce che l&#8217;Italia, come il resto d&#8217;Europa, ‹‹non è esente›› da rischi recessivi e condivide l&#8217;analisi di <strong>Moody&#8217;s</strong> &#8211; divulgata ieri dall’agenzia di rating &#8211; secondo cui la manovra Salva-Italia ridurrà il <strong>reddito degli italiani</strong>. Il premier assicura: ‹‹Non lo escludo affatto, ma &#8211; precisa con un gioco di parole che &#8211; l&#8217;inerzia-Italia sarebbe stata molto peggio››. Inoltre, aggiunge Monti, le misure del governo ‹‹non aggraveranno la recessione, ma la attenueranno››.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premier, invece, non si sbilancia sul rischio occupazione che chiama la ‹‹vera piaga›› italiana, soprattutto per i giovani. Lui stesso è consapevole della necessità di risollevare il Pil, garantendo possibilità professionali e veloci reinserimenti in caso di perdita di lavoro perciò, a tal proposito, sottolinea l&#8217;importanza del documento sulla crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Esso, spiega Monti, ‹‹identifica obiettivi e linee guida›› per i singoli Paesi. L&#8217;Italia ha fatto e farà tanto – assicura il premier davanti ai 26 &#8211; sul fronte delle liberalizzazioni e della competitività, ecco perché è tempo che anche altri (Germania in testa) facciano di più. Solo in questo modo le imprese italiane e i lavoratori potranno entrare in quei mercati finora preclusi (energia, trasporti, servizi poco o per nulla toccati dalle liberalizzazioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema, dunque, dello sviluppo e l&#8217;occupazione europea per Monti è la chiave di volta dell’accordo raggiunto. La speranza dell&#8217;Italia e del presidente è che a partire da marzo prossimo, l’accordo produca misure concrete ed efficaci dotate di calendario vincolante.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altronde Monti è sagace ed ironico quando ricorda che sul fronte della disciplina di bilancio si è fatto tutto, compreso il perfezionamento del ‹‹pinnacolo e del merlo decorativo›› del Fiscal Compact. Invece, incalza, sul fronte del mercato unico c’è ancora molta strada da fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la strada dei <strong>firewall</strong> pare ancora in salita. Le barriere di protezione dei Paesi con eccessivi tassi di interesse sul debito sovrano sono un tema caldissimo. Anche in questo caso il premier rinnova l&#8217;auspicio: una volta ottenuto il Patto di bilancio è <strong>fondamentale </strong>che le istituzioni europee, a cominciare dalla Bce, si sentano più tranquille e agiscano con maggiori margini di manovra. Ma l&#8217;Italia farà storia a sé: <strong>non accederà</strong> alle risorse del fondo salva-Stati (Esm) perché sarà in grado di reagire da sola. Resta, tuttavia, di prima urgenza rafforzare il Fondo anche per assicurare e stabilizzare i mercati.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, Monti ha riproposto l’ipotesi più felice per la tranquillità dell’Eurozona: attribuire all’Esm le stesse <strong>funzioni di una banca:</strong> un’ ‹‹evoluzione positiva›› che possa così attingere ai prestiti &#8216;illimitati&#8217; della Bce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Unione</strong> – Per quanto riguarda il resto dell’Unione, l’accordo sul nuovo Patto di bilancio, pur positivo, rende freddi i rapporti dei paesi sull’ “Affare Grecia”. L&#8217;intesa sul Fiscal Compact, inoltre, è stata raggiunta solo a prezzo di un lungo negoziato al quale hanno definitivamente aderito solo <strong>25 Stati</strong> Membri. Esclusi: <strong>Gran Bretagna</strong>, contraria fin da principio e <strong>Repubblica Ceca</strong> che ha precisato essere comunque disponibile a tornare sui propri passi qualora lo ritesse opportuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la <strong>Svezia</strong> non ha sottoscritto il trattato ‹‹per ragioni parlamentari››, come ha precisato il premier occupato a guidare un governo di minoranza. Al contrario, tutti i 27 hanno firmato l&#8217;intesa sul nuovo fondo salva-stati Esm. ‹‹L&#8217;accordo a 25 è un grande risultato, considerando che la Ue è composta da 27 Stati Membri››, ha commentato soddisfatto il presidente Ue, <strong>Herman van Rompuy</strong>, seguito dal presidente della Bce, <strong>Mario Draghi</strong>: ‹‹Il fiscal compact è un primo passo verso l&#8217;Unione fiscale››.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chantal Cresta</strong></p>
<p>Foto || ansa.it</p>
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		<title>La lettera aperta di Roberto Belloli, un piccolo imprenditore &#8220;imbecille&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DavideLopez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo sfogo di un piccolo imprenditore del settore tessile deluso ed affranto per la situazione economica italiana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/P1000787.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71795" style="margin: 5px;" title="P1000787" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/P1000787-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Milano -</strong> Roberto Belloli è <strong>un piccolo imprenditore del tessile</strong>, uno dei settori più forti dell&#8217;industria italiana e anche uno dei più colpiti dalla crisi economica del nostro Paese.<br />
Deluso dall&#8217;attuale convergenza economica, dallo stallo della politica e dal silenzio dei media, Belloli, che è anche a capo di <strong>Reparto Produzione</strong>, un&#8217;associazione che si occupa di <strong>difesa del Made in Italy</strong>, ha voluto inviare ai giornali questo appello, che si rivolge in particolar modo ai giornalisti, i quali vengono sollecitati ad utilizzare le proprie capacità dialettiche per riportare al centro dell&#8217;attenzione dei lettori un argomento ritenuto fondamentale per poter assicurare alla nostra Italia un futuro decoroso, ovvero il lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una lettera aperta, di uno sfogo duro che non puo&#8217; essere ignorato e che ho qui riportato in forma integrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ca<em>ri Amici</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Durante la consegna del premio Leonardo , il nostro Presidente Napolitano ha risposto a una ragazza , che affermava di essere una “privilegiata”, perché aveva un lavoro , dicendole  che il lavoro non deve essere un privilegio , ma un diritto , e concludeva roboante,  quasi con un monito all’industria che deve “investire e innovare “ , come se la colpa della mancanza di lavoro fosse degli  Industriali che non l’hanno fatto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tralasciando l’originalità dell’affermazione  ( forse un errore di gioventù) , credo che moltissimi piccoli imprenditori , che da decenni “ investono e innovano” QUOTIDIANAMENTE,  si siano sentiti   degli imbecilli perché …non hanno il lavoro ( anche se pare sia un loro diritto ) .</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mario Draghi , novello presidente della BCE , affermava che è necessario individuare  le cause della crisi……..dopo aver erogato a mani basse miliardi di euro ai poveri istituti di credito , così sottocapitalizzati , credo  moltissimi piccoli imprenditori che da anni cercano di ottenere dalle banche maggiori linee di credito, ma che si sentono rispondere che i loro rating sono troppo bassi  , si siano sentiti degli imbecilli , perché tutti questi miliardi sono stati dati a banche con dei rating drammatici</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>SMI (Sistema Moda Italia),  con la connivenza di vari consulenti strapagati, ha  spacciato  dati farlocchi  di crescita a due cifre , su produzioni estinte  , avvalendosi della voce esperta di “Dottori”  che probabilmente non conoscono la differenza  tra filatura e tessitura ,  credo che moltissimi piccoli imprenditori , si siano sentiti degli imbecilli  perché le loro produzioni da anni calano a due cifre , perché le produzioni sono state de localizzate .</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Al di là della facile ironia , volevo fare a Voi una domanda , alla quale vi pregherei di rispondere :</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>non siete stanchi , sfiniti e sfiduciati , di essere obbligati a riportare continuamente simili fandonie,  prive di fondamento e contatto con la realtà , e di tirare un sospiro di sollievo solo quando una scossa di terremoto o un marinaio scapestrato vi consentono finalmente di distogliere l’attenzione dalla bolgia Dantesca della politica fanfarona  o dalle notizie prezzolate dei grandi inserzionisti ?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La mia domanda è semplice :</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando potremo finalmente leggere in prima pagina sui quotidiani Nazionali a caratteri cubitali che la causa della crisi è la delocalizzazione delle produzioni e che la gran parte della merce che arriva in Europa dalla Cina  non rispetta le basilari regole sulla salute , il lavoro minorile , l’inquinamento , e gli accordi commerciali su dumping e svariate forme di finanziamento statale ?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando potremo finalmente leggere che i grandi marchi  ( ormai società multinazionali , o fondi di investimento ) non hanno nessun interesse nel rendere trasparente la tracciabilità e l’etichettatura obbligatoria dei prodotti importati ?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi rendo conto che è una domanda retorica , ma ancora mi illudo di pensare che un giorno , finalmente ,  prevarrà il buon senso , e che qualcuno dei nostri Soloni che fino ad oggi hanno blaterato di Tobin Tax , IMU , liberalizzazioni , accise, aliquote , rivalutazioni catastali , finalmente si soffermi sull’unico e reale problema :</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Se non facciamo lavorare la gente , non potremo mai più avere un’economia !!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi appello a voi “ penne sagaci “, maestri della dialettica , perché almeno una volta possiate essere Pifferai Magici e non sempre topi .</em></p>
<p><em></em><em>Roberto Belloli</em></p>
<p><em>Piccolo imprenditore</em></p>
<p><em>Contadino del tessile</em></p>
<p><em>Reparto Produzione</em></p>
<p><em>&#8230; imbecille</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Davide Lopez</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lavoro, alle donne salari più bassi del 20%</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[Per laureate e diplomate aumenta il divario con i colleghi uomini in materia di retribuzione]]></category>
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		<category><![CDATA[stipendi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per laureate e diplomate aumenta il divario con i colleghi uomini in materia di retribuzione ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/lavoro-alle-donne-salari-piu-bassi-del-20/images-161/" rel="attachment wp-att-71715"><img class="alignleft size-full wp-image-71715" style="margin: 5px;" title="images" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/images19.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>E’ del 20% il gap salariale rispetto agli uomini: ogni mese le lavoratrici italiane ricevono in media 1.104 euro netti, contro i 1.379 riconosciuti ai colleghi maschi, nonostante gran parte delle occupate sia diplomata o laureata. A rilevarlo è una ricerca condotta dal Centro studi Sintesi per il Sole 24ore, secondo la quale <strong>i guadagni netti delle laureate sono più bassi di quasi il 22% rispetto ai colleghi con pari titoli di studio, </strong>divario che scende al 21,2% per le diplomate.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le dipendenti,  nonostante mediamente più istruite degli uomini e più presenti nei livelli impiegatizi, non riescono a raggiungere le posizioni di potere, sono più precarie e lavorano più degli uomini a tempo parziale”. Lo spiega Catia Ventura, direttrice del Centro studi Sintesi, sottolineando il fatto che non si arriva alla parità nemmeno se si considera la posizione nella professione. Tra gli operai, il gender pay gap è del 32%, tra gli impiegati (dove si concentra il 59% del gentil sesso)del 19%, tra i quadri del 16%. Tuttavia, ai vertici aziendali la distanza si affievolisce a poco più del 4%, ma è marginale la quota di occupate che arriva a ricoprire posizioni di comando.</p>
<p style="text-align: justify;">Le differenze tra il salario di uomo e quello di una donna non si riscontrano solamente nel tipo di impiego, ma anche sul territorio. Infatti, <strong>le donne che lavorano al Nord hanno un salario maggiore rispetto a quelle del Mezzogiorno </strong>(anche perché nel Sud Italia c’è un alto tasso di disoccupazione). I dislivelli massimi in busta paga si registrano in Liguria (-26,1%), mentre agli antipodi troviamo la Sicilia (-13,9%). In Puglia la retribuzione media netta più bassa, pari a 864 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">“Nel lavoro le donne hanno maggiore difficoltà nell’accesso, minore continuità e ridotte possibilità di fare carriera, nonostante inizino da un livello di istruzione superiore”. Lo ribadisce il ministro Fornero a proposito della scarsa presenza femminile nel mercato del lavoro. Con la giornata di oggi si aprirà un’altra settimana calda per il confronto tra Governo e parti sociali sulla riforma: contratti, formazione e apprendistato. Lo scopo è quello di arrivare, entro un mese, a un disegno di legge che realizzi un <em>restyiling </em>di un mercato del lavoro, pronto ad accogliere ‘gli esclusi’: purtroppo sempre donne e giovani!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via adnkronos.com; finanza.it.msn.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Asta Btp: bene in titoli a 10 anni ma rendimenti in calo 6,08%</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tesoro colloca nell'asta di oggi 2 miliardi di Btp, ma resta alto lo spread. Pesa in negativo sulle borse l'attesa per il vertice di Bruxelles]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/11/borsa-milano-negativa1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-61435" style="border: 5px solid black; margin: 5px;" title="borsa-milano-negativa1" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/11/borsa-milano-negativa1-300x116.jpg" alt="" width="300" height="116" /></a>Roma &#8211; Positivo il giudizio del mondo dell&#8217;economia e della finanza <strong>sull&#8217;asta odierna</strong> in cui il Tesoro ha collocato tutti i due miliardi di Btp a 10 anni, con rendimenti che &#8211; rispetto all&#8217;analoga asta dello scorso dicembre &#8211; hanno visto un calo dal 6,98% al 6,08%. Rendimenti al ribasso anche per i<strong> Btp a 5 anni</strong>, con scadenza nel 2017: 3,57 miliardi di euro di titoli sono stati collocati con un tasso del 5,39% contro il precedente 6,47%.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati si sono mantenuti un po&#8217; al di sopra delle aspettative di esperti ed analisti, ma guardando alla sostanza dei fatti il livello dello spread Btp-Bund &#8211; il differenziale cioè tra i titoli di stato nazionali e quelli tedeschi &#8211; resta <strong>sopra i 430 punti</strong> base.</p>
<p>Mancano immediati riflessi positivi anche sulle borse. Prosegue <strong>in calo la seduta a Piazza Affari</strong>, con indici negativi per titoli &#8216;forti&#8217; come  Milano Assicurazioni (-6,41%), mentre tra i pochi segni positivi si segnalano Lottomatica (+1,59%) e Fiat (+0,09%): la perdita complessiva oggi è stimata allo 0,5%, in media con le altre borse europee (Londra &#8211; 0,7%, Francoforte &#8211; 0,8%, Parigi -1%). Apertura in negativo a Milano e, quasi in contemporanea, chiusura con lo stesso segno meno per la <strong>Borsa di Tokyo, in calo dello 0,54%</strong> anche a causa della debole seduta di Wall Street venerdì scorso e dell&#8217;incerto clima di attesa per il summit odierno di Bruxelles tra i leader degli Stati membri dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli scambi sul mercato asiatico il <strong>prezzo del greggio</strong> è stato nella notte in lieve ribasso: 99,27 $ per un barile di petrolio Wti  (- 27 centesimi), 111,31$ per il Brent del Mare del Nord (- 15 centesimi). Eppure in mattinata, in Italia, ecco i <strong>nuovi ritocchi</strong> ai prezzi della benzina. Esso ha aumentato di 1 cent il prezzo al litro; IP è salita di 3 cent sulla verde, scesendo di 1 cent sul diesel; Tamoil ha segnato un +0,6 cent il prodotto leggero. Il prezzo medio si assesta  tra 1,760 e 1,766 euro al litro per la verde, tra 1,716-1,722 euro per il diesel e  tra 0,745-0,756 euro per il Gpl.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
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		<title>Fitch: il rating italiano in A-</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 11:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpiero Padalino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Fitch declassa l'Italia per il suo debito, ma evita un taglio peggiore grazie all'operato del governo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/fitch.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71430" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; margin: 5px;" title="fitch" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/fitch-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Nuovo declassamento per l&#8217;Italia da parte dell&#8217;<strong>agenzia internazionale Fitch </strong>che ha portato il <strong>debito sovrano dell&#8217;Italia </strong>da &#8216;A+&#8217; ad &#8216;A-&#8217;, con outlook negativo ed  il rating di breve periodo dell&#8217;Italia, a F2 da F1.</p>
<p>L&#8217;agenzia internazionale <strong>Fitch e&#8217; intervenuta contestualmente sul debito di altri cinque paesi dell&#8217;Eurozona</strong>: <strong>Spagna</strong> da &#8216;AA+&#8217; ad &#8216;A&#8217; con outlook negativo, <strong>Belgio </strong>da &#8216;AA+&#8217; ad &#8216;AA&#8217; con outlook negativo; <strong>Cipro</strong> da &#8216;BBB&#8217; a &#8216;BBB-&#8217; con outlook negativo; <strong>Irlanda</strong> per cui si conferma &#8216;BBB+&#8217; ma con outlook negativo; <strong>Slovenia</strong> da &#8216;AA-&#8217; ad &#8216;A&#8217; con outlook negativo.</p>
<p><strong>Il taglio di Fitch era stato già definito &#8220;probabile&#8221;</strong>, entro fine gennaio, da diversi esponenti dell&#8217;agenzia. Il 10 gennaio,  il capo della divisione <em>rating</em> sovrani di Fitch, David Riley, aveva infatti parlato di una <em>&#8220;significativa possibilità</em>&#8220; di un declassamento di Roma,  confermata  il 18 gennaio da Alessandro Settepani, senior director di Fitch, prevedendo un &#8220;<em>possibile taglio di due note</em>&#8221; del rating sovrano.</p>
<p><strong>Il downgrade di Fitch arriva a <a href="http://www.wakeupnews.eu/sp-declassa-lue-ma-la-meno-affidabile-rimane-la-germania/">due settimane esatte da quello di S&amp;P</a>, sempre di due notch, a BBB+ da A</strong>, deciso contestualmente a quello di Francia, Austria, Malta, Slovacchia e Slovenia.</p>
<p>All&#8217;interno del <a title="Comunicato ufficiale" href="http://www.fitchratings.com/creditdesk/press_releases/detail.cfm?pr_id=740902&amp;origin=home" target="_blank">comunicato ufficiale dell&#8217;Agenzia</a> leggiamo:</p>
<p>1. &#8220;<em>I fattori che hanno innescato il downgrade riflettono la natura sistemica della crisi della zona euro e il fatto che l&#8217;<strong>alto debito pubblico e il basso potenziale di crescita dell&#8217;Italia</strong> l&#8217;hanno resa particolarmente vulnerabile ad essa</em>&#8220;.</p>
<p>2. &#8220;<em><strong>Un&#8217;azione molto più grave è stata prevenuta dal forte impegno del governo italiano</strong> a ridurre il deficit di bilancio e di attuare riforme strutturali, così come l&#8217;allentamento significativo di breve termine rischi di finanziamento a breve terminane a seguito del finanziamento a tre anni della BCE</em>&#8221;</p>
<p><strong>Il presidente del Consiglio Mario Monti, in una intervista al Tg1 prendendo le distanze dal downgrade</strong>: &#8220;<em>questi giudizi li prendo con distaccata serenità rilevano delle cose che non sono particolarmente nuove</em>&#8220;.  Aggiunge, inoltre, <em>&#8220;Che avessimo un elevatissimo debito pubblico rispetto al Pil &#8211; ha fatto presente il premier &#8211; lo sapevamo e che il modo in cui l’Eurozona è governata nel suo insieme non è perfetto lo sapevamo</em>&#8220;. Secondo il Professore, &#8220;<em>i giudizi quando sono positivi fanno piacere, quando sono parzialmente negativi fanno meno piacere, ma sarebbe massimo il dispiacere se condannassero le politiche che stiamo facendo oggi ma per fortuna questo non avviene</em>&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gianpiero Padalino</strong></p>
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		<title>Milleproroghe. Fumare costa una pensione ma lo Stato non si riduce</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 22:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chantal Cresta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I nuovi aumenti sui tabacchi coprono gli "esodati" e rilanciano il problema del debito pubblico italiano. Tasse e balzelli sono paliativi. Lo Stato deve ridimensionarsi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70431" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Mario-Monti-Liberalizzazioni-Manovra.jpg"><img class="size-medium wp-image-70431 " title="Mario-Monti-Liberalizzazioni-Manovra" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Mario-Monti-Liberalizzazioni-Manovra-300x199.jpg" alt="Mario Monti Liberalizzazioni" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monti</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma </strong>– Soldi. Soldi. Soldi. La preoccupazione di ogni governo da decenni è di racimolare quattrini per far fronte ai buchi di bilancio causati da una macchina pubblica inefficiente e sprecona. Roba nota. Alzi la mano chi non sa che il debito pubblico italiano si aggira all’indicibile cifra di 1.900 miliardi di euro, pari a <strong>120% del Pil</strong> (1.897 mld secondo l’Istituto Bruno Leoni).</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che per il Governo di Mario Monti la questione del debito si colora delle aspettative di Bruxelles che pare prossima a decidere se intervenire o meno sull’ampliamento del Fondo Salva-stati. In sintesi: maggiori sono le garanzie di risanamento del debito, più difficile sarà per l’Ue e il suo Cancelliere di ferro, <strong>Angela Merkel</strong>, dire ancora “nein” all’allentamento dei tassi di interesse rispetto ai nuovi trattati debito/Pil. Misura richiesta dal premier ai 26 e mai accolta.</p>
<p style="text-align: justify;">La premessa è doverosa perché è in questo clima che si inquadra l’approvazione del decreto <a href="http://www.wakeupnews.eu/milleproroghe-previsto-aumento-prezzo-sigarette-stop-condono-manifesti-politici-abusivi/">Milleproroghe</a>, passato oggi alla Camera con una fiducia di 469 “sì”, 74 “no” e 5 astenuti, pronto per l’approvazione del Senato il prossimo martedì, e che ha stabilito un aumento delle sigarette per finanziare le pensioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esodati</strong> – La questione riguarda i lavoratori che avevano pattuito la fuorisciuta dall’azienda entro il <strong>31 dicembre 2011</strong> e i cui riconoscimenti economici erano rimasti congelati con l’arrivo del neo ministro del Lavoro, <strong>Elsa Fornero</strong>: niente stipendio e nessuna pensione a causa della mancata <strong>copertura finanziaria</strong>. Adesso il decreto risolve in parte la questione: i lavoratori che hanno lasciato l’azienda entro fine dicembre dello scorso anno riceveranno i trattamenti di fine rapporto, attraverso l’aumento dei tabacchi lavorati, per un totale che l’Esecutivo stima intorno ai 15 milioni di euro nel 2013 e 140 milioni nel 2014. Per coloro, invece, che hanno predisposto l’uscita entro la data indicata ma che concludono il rapporto nel 2012, nulla di fatto. Faccenda ancora da ponderare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, l’aumento dei tabacchi non sorriderà ai fumatori, questo è certo. L’alternativa, tuttavia, non era più felice: rivedere le aliquote contributive dei lavoratori autonomi. Una misura che avrebbe generato almeno 2 effetti negativi: altro malcontento tra le categorie professionali già in rivolta e una diminuzione di reddito per la fascia colpita dai nuovi prelievi.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo il problema resta: tasse e balzelli non risolvono il debito pubblico e tanto meno lo arginano in modo duraturo. Al massimo tappano temporaneamente qualche voce di bilancio come gli “esodati” ma lasciano nervi scoperti molto più dolorosi. Prendiamo i debiti di Stato nei confronti delle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pmi</strong> – Racconta Franco Bachis su <em>Libero</em>: secondo il ministero dell’Economia, i passivi che dovrebbero essere pagati alle aziende si sommano a <strong>37 miliardi di euro</strong>. Secondo le imprese fornitrici, invece, la cifra corretta sarebbe ben maggiore: <strong>70 miliardi</strong>, mentre fonti non ufficiali stimano un dovuto di <strong>90 miliardi</strong> totali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, il dovuto dello Stato è debito commerciale solo se limitato nel tempo e nel costo. Quando le attese di pagamento diventano di anni, come accade in Italia, il debito degenerato diventa finanziario. Ammettendo che la cifra più reale di mancati rimborsi si attesti sui 90 mld, questo si tradurrebbe in <strong>5-6 punti di Pil</strong>, che unito al resto darebbe il <strong>125%</strong> di debito pubblico. Tradotto significherebbe manovre finanziarie da circa <strong>40 miliardi </strong>l’anno, per anni. Numeri insostenibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, a fare l’addizione  non sarebbe il Governo ma l’Eurostat e se la cosa avvenisse, l’Italia potrebbe dire addio ad ogni possibilità di veder accolte le istanze di Monti sulla revisione dei tassi in previsione</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_69058" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/merkel-monti-sarkozy1.jpg"><img class="size-medium wp-image-69058 " title="merkel-monti-sarkozy" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/merkel-monti-sarkozy1-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, Mario Monti</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">del Fiscal Compact. In soldoni: altri “nein” da Frau Merkel.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Debito </strong>– Tenuto conto della situazione, viene da chiedersi quando l’Esecutivo provvederà a fare l’unica cosa davvero efficace per mettere riparo allo spaventoso debito perennemente in corsa, ovvero tagliare ogni voce eccedente attaccando il corpulento corpaccione statale. Quando smonterà le municipalizzate e gli enti unici? Ridurrà il numero di beni immobili dismettendoli? Alleggerirà le Casse da super-stipendi, super-bonus, super-indennità dei super-manager di Stato? Chissà.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra però di capire una cosa: prima o poi il Governo dovrà occuparsi della macchina statale e non è escluso che possa decidere di affrontarla cominciando con una forte riduzione del pubblico impiego. Se così fosse, si può esser certi di un’altra cosa: sul fronte degli scioperi e delle proteste non abbiamo visto ancora nulla.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chantal Cresta</strong></p>
<p>Foto || intermarketandmore.finanza.com</p>
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		<title>Aumentano i poveri in Italia: in due anni crescita dell&#8217;1%, toccano quota 14,4%</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[percentuale di famiglie indebitate]]></category>
		<category><![CDATA[quota individui poveri]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[L'indagine di Bankitalia “I bilanci delle famiglie italiane nell'anno 2010” indica anche la percentuale di famiglie indebitate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma &#8211; La <strong>quota di individui poveri</strong> è risultata nel <strong>2010</strong> pari al 14,4 per cento, in <strong>aumento di un punto percentuale</strong> rispetto al 2008. Tale quota supera il 40 per cento tra i cittadini stranieri. E&#8217; quanto rileva <strong>Bankitalia</strong> nell&#8217;indagine “I bilanci delle famiglie italiane nell&#8217;anno 2010”, dalla quale risulta che il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45,9% della ricchezza netta familiare totale (44,3% nel 2008).</p>
<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/poveri-in-cerca-di-cibo.preview.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71198" style="margin: 5px;" title="poveri in cerca di cibo.preview" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/poveri-in-cerca-di-cibo.preview-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a>La concentrazione della ricchezza, misurata in base all&#8217;indice di Gini, è risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008 (0,61). Nell&#8217;indagine, poi, si indica la <strong>percentuale di famiglie indebitate</strong>: il dato è pari al 27,7 per cento. L&#8217;indebitamento, come in passato, risulta <strong>più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto</strong>, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio.</p>
<p>Le passività sono costituite in larga parte da <strong>mutui</strong> per l&#8217;acquisto e per la ristrutturazione di immobili. Il debito residuo per le famiglie che usufruiscono di almeno un finanziamento corrisponde in media a poco più di un&#8217;annualità di reddito; il valore sale a quasi due annualità considerando le sole famiglie con mutui per l&#8217;acquisto di immobili.</p>
<p>L&#8217;<strong>incidenza mediana</strong> della rata annuale complessiva per il rimborso dei prestiti sul reddito familiare è del <strong>12,4 per cento</strong>. La vulnerabilità finanziaria, convenzionalmente identificata da una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30 per cento del reddito, riguarda l&#8217;<strong>11,1 per cento dei nuclei indebitati</strong> e si concentra presso le famiglie con entrate modeste. Il fenomeno appare stabile rispetto al passato.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via http://4.bp.blogspot.com</p>
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		<title>Milleproroghe: stop condono manifesti politici abusivi, aumenta costo sigarette</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Piras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
		<category><![CDATA[approvazione emendamento al Milleproroghe]]></category>
		<category><![CDATA[aumento sigarette]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione ffari costituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[decreto. milleproroghe]]></category>
		<category><![CDATA[milleproroghe]]></category>
		<category><![CDATA[stop condono affissioni abusivi partiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il via libera delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio, il cd. decreto Milleproroghe torna in aula con tante novità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/sigarette-distributore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71044" style="margin: 5px;" title="sigarette distributore" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/sigarette-distributore-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>Roma – Le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno <strong>approvato oggi l’emendamento del governo relativo al decreto legge cd. Milleproroghe</strong>. Tante le novità inserite nel testo che arriverà in aula nel tardo pomeriggio di oggi per l’apposizione del <strong>voto di fiducia, in programma probabilmente già domani.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i cambiamenti, spicca innanzitutto l’<strong>aumento del prezzo delle sigarette</strong>. L’introduzione di questa maggiorazione di costi servirà da  copertura finanziaria per lavoratori precoci e esodati, ossia  coloro che dopo aver accettato di lasciare l’azienda in crisi in vista della pensione, avevano poi rischiato di restare senza per le recenti norme introdotte dal Governo Monti. Viene così meno la precedente ipotesi  che  fissava un innalzamento dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori autonomi. Sarà comunque il Monopolio di Stato a fissare in concreto l’aumento delle sigarette. Tali aumenti dovranno comunque assicurare allo stato un’entrata pari a 15 milioni di euro nel 2013 e di 140 milioni nel 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra novità, lo <strong>stop al condono dei manifesti politici abusivi</strong>.  La misura va a sopprimere proprio la norma approvata dai deputati nel  2008, che ne prevedeva invece la sanatoria. Altra novità riguarda i documenti di identità, che a leggere quanto previsto nella bozza del provvedimento saranno &#8221; rilasciati o rinnovati con validità fino alla data, corrispondente al giorno e al mese di nascita del titolare, immediatamente successiva alla scadenza che sarebbe altrimenti prevista per il documento medesimo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>                                                                                                                                                                                                                            Angela Piras</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Foto: 06blog.it, ilcentro.geolocal.it</p>
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		<title>Riforma del lavoro: contratto unico e posto dopo 3 anni</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/riforma-del-lavoro-contratto-unico-e-posto-dopo-3-anni/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[contratto a tempo indeterminato]]></category>
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		<category><![CDATA[precariato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salario minimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Obiettivi della riforma: contratto unico di apprendistato e l'introduzione del reddito di disoccupazione. La trattativa tra governo e parti sociali scatterà lunedì]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70225" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/fornero.jpg"><img class="size-full wp-image-70225" style="margin: 5px;" title="fornero" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/fornero.jpg" alt="" width="212" height="238" /></a><p class="wp-caption-text">Il ministro del lavoro Elsa Fornero</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un <strong>contratto unico di apprendistato</strong> e l&#8217;introduzione del <strong>reddito di disoccupazione</strong>: sono i due capisaldi della riforma Fornero per il lavoro. La trattativa tra governo e parti sociali scatterà lunedì e sembra esserci una certa convergenza di fondo.<br />
Obiettivi della riforma: <strong>stop alla frammentazione dei contratti</strong> e un mercato del lavoro che crei una <strong>maggiore mobilità</strong> favorendo però l&#8217;occupazione giovanile e rendendola meno precaria. Ecco i cardini della riforma che il governo sta mettendo in cantiere.</p>
<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/lavoro-contratto-prevalente-ecco-lidea-al-vaglio-per-sostituire-i-co-co-pro/">L&#8217;Istat conta <strong>48 contratti</strong></a>, che penalizzano soprattutto donne e giovani e che sono all&#8217;origine dell&#8217;anomalia italiana, per cui il salario medio lordo nel nostro Paese è inferiore del 32% rispetto alla media euro. Si prevede una fase di ingresso che potrà arrivare a <strong>tre anni</strong> e una seconda fase in cui al lavoratore dovranno essere garantite le tutele dovute ai contratti a tempo indeterminato.</p>
<p>Con la riforma i contratti a <strong>tempo determinato</strong> si potranno applicare <strong>solo a professionisti e personale specializzato</strong>, ma con un tetto minimo, pari a 25mila euro lordi l&#8217;anno. Tetto previsto anche per i contratti a progetto e di lavoro autonomo continuativo</p>
<p>La <strong>cassa integrazione</strong> sarà utilizzata solo nelle crisi cicliche e temporanee dei settori, mentre in quelle strutturali si dovrebbe intervenire con il reddito minimo da disoccupazione, che esiste in molti Paesi occidentali.</p>
<p>In molti Paesi il <strong>salario minimo stabilito</strong> per legge c&#8217;è già. In Italia non esiste per le categorie, quella dei precari e quella dei lavoratori a progetto, che risultano le meno tutelate. La riforma vorrebbe invece introdurre questa misura, in base alla quale lo Stato stabilisce la paga oraria minima sotto la quale un datore di lavoro non può scendere.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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		<title>Liberalizzazioni: arrivano le prime bozze</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/liberalizzazioni-arrivano-le-prime-bozze/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 13:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
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		<category><![CDATA[carburanti]]></category>
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		<category><![CDATA[governo monti]]></category>
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		<category><![CDATA[medico di base]]></category>

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		<description><![CDATA[107 pagine e 44 articoli compongono le bozze del nuovo piano di liberalizzazioni pensato dal governo Monti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una delle novità più importanti, tra quelle incluse nella bozza delle liberalizzazioni pensate dal Governo, è costituita dall’introduzione di una <strong>scatola nera nelle auto</strong> che, se installata, porterà ad una riduzione sensibile dei costi assicurativi a carico degli assicurati. Inoltre, le compagnie assicurative saranno obbligate, prima della sottoscrizione del contratto a informare il cliente sulla tariffa e sulle condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative.</p>
<p style="text-align: justify;">Prevista anche la liberalizzazione di <a href="http://www.wakeupnews.eu/farmacie-arriva-la-liberalizzazione-degli-orari-e-dei-turni/"><strong>orari e turni delle farmacie</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Novità in arrivo anche per i <strong>medici di famiglia</strong>, obbligati a specificare nella ricetta medica l&#8217;eventuale esistenza del farmaco equivalente, ovvero dei cosiddetti medicinali generici, più economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Come previsto verranno <strong>cancellate anche le tariffe professionali</strong>, minime e massime. Inoltre diventa obbligatorio per tutti i professionisti il preventivo scritto ai clienti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/benzinaio-rifornimento.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-70179" style="margin: 5px;" title="benzinaio-rifornimento" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/benzinaio-rifornimento-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a>Le <strong>stazioni di rifornimento</strong> titolari di autorizzazione petrolifera potranno <strong>rifornirsi liberamente</strong> da qualsiasi produttore o rivenditore. Niente limiti anche per i distributori di benzina self-service fuori dai centri abitati «all&#8217;utilizzo continuativo, anche durante l&#8217;orario di apertura, delle apparecchiature per la modalità di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato».</p>
<p style="text-align: justify;">Altra novità è la s<strong>eparazione di Snam Rete Gas da Eni</strong>. «Per quanto riguarda la produzione e la distribuzione del carburante &#8211; ha spiegato Monti da Londra &#8211; è una cosa che porteremo al Cdm in una forma di cui dobbiamo ancora discutere i dettagli».</p>
<p style="text-align: justify;">Infine saranno stabiliti per legge i costi dei <strong>conti corrente base</strong>. Stabilita anche l&#8217;individuazione delle commissioni che le banche applicheranno sui prelievi fatti con Bancomat.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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		<title>Liberalizzazioni: proteste e tensioni a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Piras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
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		<category><![CDATA[decreto liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[presidio tassisti]]></category>
		<category><![CDATA[proteste tassisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina presso il Circo Massimo il presidio dei tassisti: in serata previsto l'incontro con il governo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69970" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/protesta-circo-massimo.jpg"><img class="size-medium wp-image-69970 " style="margin: 5px;" title="protesta circo massimo" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/protesta-circo-massimo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La protesta al Circo Massimo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Roma – Ancora tante le proteste contro il decreto sulle liberalizzazioni al varo del governo Monti. Dopo le indiscrezioni degli ultimi giorni si è alzato un <strong>coro di proteste dalle diverse categorie</strong>. Tante le categorie che annunciano giorni <strong>scioperi nelle prossime settimane</strong>: farmacisti, avvocati, notai, gestori dei distributori e medici di famiglia.<br />
Non si attenua la <strong>protesta dei tassisti.</strong> Dopo il sit-in di lunedì scorso, questa mattina si sono <strong>riuniti in presidio a Roma presso il Circo Massimo</strong>, tassisti provenienti da più parti d’Italia. Qui gli animi si sono anche surriscaldati. Alcuni dei manifestanti si sono diretti poi verso Palazzo Chigi, e proprio qui sono stati esplosi anche dei petardi.  Alcuni inoltre hanno anche cercato di ostacolare il lavoro dei colleghi in servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanti gli appelli alla calma formulati dai rappresentanti sindacali. La giornata di oggi è particolarmente cruciale per la vicenda delle liberalizzazioni dei taxi, in serata, infatti, è <strong>previsto un incontro con l’esecutivo</strong>. Qui il Governo illustrerà le misure previste e ascolterà quanto invece richiesto dalla categoria.<br />
Intanto il sindaco della città, Gianni Alemanno si è espresso duramente sulle tensioni di questa mattina: &#8220;E&#8217; inammissibile che mentre sta per svolgersi l&#8217;incontro fra il Governo e i rappresentanti sindacali dei tassisti nascano manifestazioni spontanee non autorizzate di alcuni lavoratori del settore – ha detto Alemanno &#8211; Chiedo alla questura di intervenire&#8221;.<br />
Resta intanto fissato per il prossimo 23 gennaio lo sciopero dei tassisti.</p>
<p style="text-align: justify;">                                                                                                                                                                                                                         <strong>Angela Piras</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Foto: omniauto.it; romacapitalenews.com</p>
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		<title>S&amp;P declassa l&#8217;Ue ma la meno affidabile rimane la Germania</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 21:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chantal Cresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[S&P declassa l'Ue ma la meno affidabile rimane la Germania]]></category>

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		<description><![CDATA[L'agenzia di rating azzoppa mezza Europa e il messaggio è chiaro: misure comunitarie nuove e solidali sono l'unica strada per salvare l'euro. Il monito è per la Germania ma la Merkel finge di non capire]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 424px"><a href="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/15/647819925f82c2b3679693c3538f5c97.jpg"><img src="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/15/647819925f82c2b3679693c3538f5c97.jpg" alt="Angela-Merkel" width="414" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Il Cancelliere Angela Merkel</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma</strong> – All’indomani del declassamento di <strong>9 Paesi</strong> europei da parte dell’agenzia di rating <strong>Standard&amp;Poor’s</strong> (S&amp;P), la Cancelliera tedesca <strong>Angela Merkel</strong> ha rilasciato la seguente dichiarazione radiofonica all’emittente Deutschlandfunk. Dice Frau Merkel: le riforme adottate da <a href="http://www.wakeupnews.eu/standards-poors-italia-e-spagna-i-piu-vulnerabili/">Spagna e Italia</a> ‹‹convinceranno i mercati a medio termine››.<br />
L’accaduto. Ieri la rating ha ufficializzato il downgrading di <strong>Cipro, Malta, Spagna Portogallo, Francia, Austria, Slovacchia, Slovenia</strong> e, naturalmente, <strong>Italia</strong>. Ovviamente la bastonata più grave è quella data al livello di affidibilità del nostrano debito sovrano, che malgrado la super manovra tassa-tutto del sobrio premier Mario Monti, passa da A a Bbb+. Con il nostro quello francese, che perde la tripla A e si assesta su un più modesto Aa+. Esclusi in area euro: <strong>Germania</strong> con outlook stabile; Lussemburgo, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Estonia, Irlanda con outlook negativo.<br />
Ora, si potrebbe disquisire sul valore dei giudizi delle agenzie, nate con lo scopo di orientare l’investitore e fuorviate poi in strumento di speculazione. Tanto più per ciò che riguarda S&amp;P, accasata con l’editrice McGrawHill e proprietaria di Platts, società che calcola il prezzo del petrolio. Il colosso, nel 2010, ha fatturato <strong>1,3 miliardi di euro</strong> con interventi finanziari ad hoc. Il conflitto di interessi è palese. Ma attenzione: la polemica è stucchevole.<br />
Che piaccia o meno il mercato di rating vive e con esse si deve confrontare fintantoché il sistema lo esige. Val molto più la pena contestualizzare il giudizio che, per quanto discutibile, sempre sulla concretezza del dato economico si basa e, nello specifico, il dato fa rima con le parole Germania e “credibilità”.<br />
<strong>L’euro</strong> – Se a qualcuno fosse sfuggito, la moneta unica ormai è il <strong>marco</strong>. Il fatto che la Germania sia rimasta l’unico paese con tripla A e outlook positivo non lascia dubbi sulla <a href="http://www.wakeupnews.eu/ue-in-crisi-si-salvi-chi-puo-dal-nazionalismo-economico-della-merkel/">nazionalizzazione</a> dell’Europa in salsa teutonica. Tutta roba che può gradire Frau Markel ma che fa a cazzotti con i principi di comunione e solidarietà sui quali l’Unione è nata e si è piazzata in Borsa finché non ha deciso di deragliare con il nuovo Trattato dello scorso mese.<br />
<strong>Unione fiscale</strong> – Pretendere che tutta l’area euro organizzi il proprio assetto fiscale su volontà del germanico pensiero non è solo miope, è anche pericoloso perché i Membri sono diversi per struttura, sistema fiscale interno, tenuta dei conti. L’omologazione significa <strong>rigore estremo</strong>, una medicina che ai mercati non piace, non convince, non soddisfa l’urgenza di crescita né invoglia ad investire su chi, è scontato, non ha speranze di farcela. Per capirci: il Fiscal Compact a cui Monti ha detto frettolosamente sì e che, di contro, ha fatto scappare l’Inghilterra prevede la <strong>riduzione</strong> di un 20esimo del debito l’anno per i paesi che superano il <strong>60%</strong> del rapporto con il Pil. L’Italia annega in un rapporto del <strong>120%</strong>. Tradotto significa che per rispettare il patto ci si dovrà sobbarcare di una manovra di <strong>40/50 miliardi ogni anno</strong>. Una enormità radunabile solo vendendo ogni cosa esista sul territorio e svenandosi di tasse fino alla morte. E siamo già in recessione. Perché i mercati dovrebbero fidarsi? Si dica lo stesso degli altri Stati in difficoltà.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignright" style="width: 277px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://s1.reutersmedia.net/resources/r/?m=02&amp;d=20120114&amp;t=2&amp;i=558350885&amp;w=450&amp;fh=&amp;fw=&amp;ll=&amp;pl=&amp;r=2012-01-14T125834Z_1_AMIE80D101O00_RTROPTP_0_OITBS-SP-TAGLIA"><img class=" " src="http://s1.reutersmedia.net/resources/r/?m=02&amp;d=20120114&amp;t=2&amp;i=558350885&amp;w=450&amp;fh=&amp;fw=&amp;ll=&amp;pl=&amp;r=2012-01-14T125834Z_1_AMIE80D101O00_RTROPTP_0_OITBS-SP-TAGLIA" alt="S&amp;P" width="267" height="360" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">reuters.com</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Germania</strong> – Parliamo di credibilità. Che l’Italia abbia parecchie pecche da farsi perdonare sulla gestione del proprio debito è fuori di dubbio, ma i nostri impegni li abbiamo sempre <strong>onorati</strong>. Prima e dopo Monti. Che alla Germania, ora, spetti il carico maggiore di oneri è altrettanto vero ma non ha voglia di assumerlo. Quando S&amp;P motiva il giudizio spiegando che: “l&#8217;esito del vertice del 9 dicembre e le dichiarazioni successive da parte dei politici, ci portano a credere che l&#8217;accordo raggiunto non abbia prodotto un cambiamento di portata sufficiente ad affrontare i problemi finanziari della zona euro”. E che “L&#8217;accordo politico non fornisce risorse addizionali sufficienti o flessibilità operativa tali da rafforzare le operazioni di salvataggio europee, e non amplia abbastanza il supporto per quei debiti sovrani della zona euro soggetti a pressioni di mercato che si sono fatte più intense”, afferma di nuovo che i mercati non vogliono intransigenza fiscale ma garanzie di stabilità e crescita futura. Ciò che invocano è un <strong>rafforzamento della Bce</strong> e una revisione integrale del patto internazionale. Subito. E quando la Merkel finge di non capire e si limita a ribadire che ad essere rafforzato sarà il Fondo Salva-Stati (a rischio declassamento), o peggio, che il mercato apprezzerà le riforme dei governi spagnolo e italiano, lascia intendere la risolutezza a non accettare il ruolo né la responsabilità che il mercato le sta imponendo in ragione del suo rating. In sintesi: continua ad infischiarsene, scaricando il peso sui paesi più esposti. E tutto questo <strong>non è credibile.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Chantal Cresta</em></p>
<p>Foto || ansa.it; reuters.com</p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1goC-H2cWT8?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/1goC-H2cWT8?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>La crisi manda l&#8217;Italia in serie B</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 09:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Ferrarato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[La Standard&#038;Poor retrocede il nostro Paese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69427" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/sp1.jpg"><img class="size-medium wp-image-69427 " style="margin: 5px;" title="sp1" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/sp1-300x225.jpg" alt="Standard &amp; Poor" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Standard &amp; Poor</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mario Monti non ha neanche fatto in tempo a tornare a casa, dopo aver incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel in Germania e aver ricevuto segnali positivi riguardo la chiusura dei mercati per ben 24 ore: l&#8217;ondata di declassamenti che la <strong>Standard&amp;Poor</strong> ha gettato sull&#8217;intera Europa ha colpito anche il nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Italia retrocede in serie B</strong>, così come la Francia, proprio nel periodo delle elezioni presidenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente del Consiglio ha provato a minimizzare con un semplice: &#8220;<strong>Ma non è una catastrofe</strong>&#8220;, ma l&#8217;ombra di quello che è accaduto in Grecia è sempre in agguato.</p>
<p style="text-align: justify;">Differenti le reazioni del mondo politico italiano: il Pd parla di una &#8220;<strong>scorribanda</strong>&#8221; della S&amp;P sui mercati europei, mentre Pier Luigi Bersani ha parlato di &#8220;<strong>Sconfessione della linea rigorista tedesca</strong>&#8220;. Il Pdl ha invece messo in dubbio la credibilità e<strong> la correttezza</strong> dell&#8217;analisi da parte della società di rating. Ma la crisi c&#8217;è comunque, innegabile.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Adriano Ferrarato</strong></p>
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		<title>S&amp;P potrebbe declassare la Francia</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/sp-potrebbe-declassare-la-francia/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpiero Padalino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Standard & Poor's]]></category>

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		<description><![CDATA[Forti rumor hanno portato la chiusura dei mercati in negativo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2010/09/Nicolas_Sarkozy.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22756" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; margin: 5px; border: 0px;" title="Nicolas_Sarkozy" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2010/09/Nicolas_Sarkozy-300x225.jpg" alt="" width="270" height="203" /></a>Si prevede una <strong>nuova ondata di declassamenti per i debiti sovrani dell&#8217;Eurozona</strong> da parte dell&#8217;agenzia Standard &amp; Poor&#8217;s, tra cui sarebbe nel mirino la Francia.</p>
<p>Fonti governative <strong>francesi hanno confermato all&#8217;agenzia Afp la decisione di S&amp;P sulla Francia</strong> che perderebbe così la tripla A, giudizio di massima affidabilità creditizia.</p>
<p>Anche l&#8217;Austria e Finlandia avrebbe perso la tripla A, mentre <strong>Germania, Lussemburgo e Olanda non sarebbe a rischio</strong>.</p>
<p>La notizia non è stata ancora emessa dall&#8217;agenzia americana che dovrebbe <strong>annunciarla ufficialmente verso le 21 italiane, le 15 ora di New Yor </strong>dove ha sede S&amp;P.</p>
<p>Dopo le voci di un possibile taglio del rating, <strong>la moneta unica ha toccato i minimi degli ultimi 16 mesi nei confronti del dollaro</strong>; mentre le borse europee hanno virato in negativo.</p>
<p>Ad aggravare la situazione ci ha pensato <strong>la Grecia che ha annunciato una “pausa di riflessione”</strong> sui negoziati con le banche creditrici in relazione al suo debito.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gianpiero Padalino</strong></p>
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		<title>Liberalizzazioni. Benzina ancora da record e il Governo procede per decreto</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/liberalizzazioni-benzina-ancora-da-record-e-il-governo-procede-per-decreto/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chantal Cresta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[spread a 530 punti]]></category>

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		<description><![CDATA[Monti: occorre il "disarmo multilaterale di tutte le corporazioni" e Catricalà rincara: verranno toccati "tutti i settori". Le categorie sono in subbuglio e i carburanti volano senza freno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 424px"><a href="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/9/ed06248481e6f8933a61793beae6af55.jpg"><img class=" " src="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/9/ed06248481e6f8933a61793beae6af55.jpg" alt="Antonio-Catricalà" width="414" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Antonio Catricalà</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma</strong>  &#8211; Senza freni l’aumento del costo dei carburanti. Secondo le ultime rilevazioni di <em>Quotidiano energia</em> la verde ha superato 1,750 euro per approdare alla folle cifra di 1,815 mentre il diesel si assesta sugli 1,709/1,734 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <em>Quotidiano energia</em> tutte le altre compagnie hanno stabilito aumenti decisi, anche se per Eni il rialzo è ancora contenuto: +0,3 cent/euro litro sulla benzina e 0,7 sul diesel laddove IP rincara di 1,5 cent la verde ma abbassa il diesel di 0,2. Un centesimo tondo in più, invece, per Q8, Esso e Shell.</p>
<p style="text-align: justify;">Da domani, dunque, il prezzo alla pompa sarà più salato per tutti i maggiori brand con punte record in alcune aree d’Italia dove la benzina arriverà a costare anche 1,815 euro/litro e il diesel a 1,734.</p>
<p style="text-align: justify;">In rialzo anche le no logo, stimolate dall&#8217;aumento delle quotazioni dei giorni scorsi e dalla spinta inflattiva. La media sul territorio è da brivido con la benzina (modalità servito) da 1,744 euro/litro per Eni all&#8217;1,750 di Q8 (no-logo a 1,671 euro/litro). Il diesel si colloca intorno a 1,701 euro/litro per IP e sale a 1,709 per Shell e Q8 (no-logo a 1,625 euro/l). Il Gpl infine è tra gli 0,745 euro/litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,726 euro/l).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Liberalizzazioni </strong>– E mentre il prezzo dei carburanti fa impennare il costo della vita il Governo pare impegnato a trovare soluzioni a lungo termine per calmierare i prezzi e aprire l’economia a nuove prospettive di crescita. Continua la discussone intorno alle liberalizzazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Governo ha intenzione di operare con rapidità per abbattere ogni presunta forma di ostacolo imposto dalle lobbies di ordini professionali e categorie attraverso l’attuazione di un decreto legge. Il provvedimento pare sarà varato entro il 20 di gennaio prossimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha indicato alcune modalità e tempistica del pacchetto grazie al quale si dovrebbe operare quel “disarmo multilaterale di tutte le corporazioni” auspicato dal premier Mario Monti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il provvedimento riguarderà “tutti i settori” compreso il comparto dell&#8217;acqua che annullerebbe, così, di fatto il voto referendario della scorsa primavera. Tuttavia dal pacchetto sarà esclusa la controversa separazione dell&#8217;operatore della rete del gas Snam dall&#8217;Eni: ‹‹non è una priorità››, ha detto il sottosegretario, spiegando che ‹‹esistono tanti altri rimedi che consentono alle imprese energivore di pagare meno il gas››.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime approvazioni di decreto potrebbero già avvenire nel Cosiglio dei ministri del prossimo fine settimana. ‹‹Ce la dobbiamo fare, c’è un documento che il presidente Monti ed io stiamo assemblando e che riguarda tutti i settori››, ha dichiarato Catricalà alla trasmissione <em>Porta a Porta </em>(Rai1), spiegando che ‹‹il premier ci mette le mani e la testa, personalmente porto la mia esperienza ma ci avvaliamo delle esperienze di tutti e soprattutto del ministro Passera››. Inoltre, ha continuato il sottosegretario, è necessario ‹‹consultare i partiti di maggioranza››.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i singoli settori, Catricalà ha annunciato che anche la gestione dell’acqua non potrà non essere oggetto di attenzione anche se poi ha aggiunto ‹‹pensiamo di fare modifiche che non vadano contro il risultato referendario ma non vogliamo che sia un escamotage›› per aggirare la scelta degli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle farmacie e gli studi notarili, invece, si sta pensando ad una pianta organica: ‹‹Bisogna consentire ai nostri cittadini di ottenere i giusti sconti &#8211; ha spiegato Catricalà &#8211; non si tratta di ampliare i mercati ma di ridurre i prezzi››.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma resta la benzina il nocciolo del tema “libalizzazione”. Per il Governo è indispensabile ‹‹creare una situazione per cui i gestori possano venderla insieme ad altri beni di consumo››. Le ferrovie sono un altro tema caldo: ‹‹bisognerà intervenire sulle storture che avvantaggiano l’incumbent››. Come farlo è tutto da capire: ‹‹ci saranno norme che aiuteranno la facilità di accesso›› alla rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Inevitanbile la protesta delle categorie. I tassisti si indignano a Bologna e a Milano in attesa di una manifestazione nazionale a Roma, attesa il prossimo sabato mentre i commercianti alzano la voce contro i tentativi di “deregulation”: ‹‹Bastasse allungare gli orari per generare più fatturato e prezzi più bassi saremmo anche noi favorevoli, ma non è così›› ha dichiarato il presidente di Confesercenti Marco Venturi.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche gli avvocati sono in agitazione e forse interverranno direttamente in Parlamento attraverso i molti legali eletti. I farmacisti ricordano di avere già dato e denunciano attraverso il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, che ‹‹le vere lobby sono quelle dei grandi poteri economici. Delle multinazionali››.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parti sociali sostengono in Governo. Il leader della Cisl Raffaele Bonanni ritiene l&#8217;azione del Governo doverosa per ‹cacciare via lobby e corporazioni›› mentre la politica cerca di recuperare una parte di centralità nella discussione in atto: il Pdl ha annunciato che inizieranno domani le riunioni di quattro tavoli di lavoro sul tema “liberalizzazioni” e non solo. Anche la legge elettorale sarà sul tavolo di confronto insieme al problema del mercato del lavoro e del rapporto con l&#8217;Europa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Milano </strong>– Nel clima economico-politico rovente, intanto, le tensioni di Piazza Affari perdurano. Lo spread è tornato di poco sotto i 530 punti. Alle 8.30 del mattino il differenziale si aggirava a quota 529,3 punti con un rendimento del 7,16%.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 470px"><a href="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/8/20fab216a0c523149e66ce545203fbc3.jpg"><img src="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/8/20fab216a0c523149e66ce545203fbc3.jpg" alt="" width="460" height="325" /></a><p class="wp-caption-text">Mario-Monti</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piazza Affari: </strong>Apre in positivo Milano con un +1,8%.<strong> </strong>Il Ftse Mib guadagna l&#8217;1,82% a 14.664 punti e il Ftse All Share l&#8217;1,74% a 15.501 punti. Nel frattempo la corsa ai diritti Unicredit procede spedita: i diritti salgono a 46,44% a 0,61 euro dopo uno stop per eccesso di rialzo. Le azioni, sono poi scivolate in negativo con un guadagno di 2,71%. Titolo volatile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto pressione anche Mps in asta di volatilità con un calo teorico del 3,05% a 0,19 euro. Bene invece Intesa SanPaolo (+4,09%), Banco Popolare (+4,28%) e Bpm (+2,25%) di cui Piero Montani dovrebbe essere nominato nuovo consigliere delegato. Male FonSai (-6,37%), penalizzata anche dal fatto che questa è la settimana decisiva per stabilire quale sarà il destino della società. Vendite anche per Finmeccanica (-1,08%).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Francoforte &#8211; </strong>Apertura in rialzo per la Borsa di Francoforte. L&#8217;indice Dax ha messo a segno un progresso dell&#8217;1,22% a 6.090,87 punti.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Chantal Cresta</em></p>
<p style="text-align: left;">Foto || ansa.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Per pagare tasse e contributi lavoreremo una settimana in più</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
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		<category><![CDATA[schiavitù fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo i calcoli riportati dal CorrierEconomia ci vorrà una settimana in più del nostro stipendio per pagare tutti i contributi e le tasse]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7159" style="border-style: initial; border-color: initial; margin: 5px;" title="soldiiiiiiiii" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2010/01/soldiiiiiiiii-300x188.jpg" alt="" width="189" height="119" /></p>
<p style="text-align: justify;">Roma – Rispetto al 2011 appena concluso, quest’anno toccherà a tutti lavorare una settimana in più per pagare la lunga serie di conti, tasse, contributi soggetto di aumenti consistenti, se considerati nella loro totalità.</p>
<p style="text-align: justify;">A fare i conti ci ha pensato <em>CorrierEconomia</em>, l’inserto economico del <em>Corriere della Sera</em>, e così è saltato fuori che per cercare di tamponare il deficit del nostro Paese e di arginare la crisi dei debiti sovrani il frutto del nostro lavoro fino al 19 giugno 2012 finirà interamente nelle casse dello Stato, 171 giorni di quella che è stata definita “schiavitù fiscale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il contribuente tipo di fascia economica inferiore – operaio con moglie e figlio a carico con 23.649 euro lordi annui – sarà libero il 14 maggio.Quest’anno il contribuente tipo scelto nel 1990 – un impiegato o un quadro con uno stipendio annuo di 47.216 euro lordi – potrà festeggiare il Tax Freedom Day solo il 20 giugno, quindi è quello il giorno in cui inizierà a lavorare per se stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna sottolineare che i parametri usati dal Corriere sono diversi rispetto a quelli usati negli ani precedenti: piuttosto che considerare i singoli contribuenti e sulla spesa, si sono messe in evidenza le accise, l’Iva, le patrimoniali e i consumi, su dato medio italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece si fossero considerati i precedenti criteri, il risultato sarebbe stato un Tax Freedom Day slittato al 30 giugno, una prospettiva che vedrebbe il lavoro di metà anno interamente destinato alle casse dello Stato.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Penza</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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