La guerra è stata uno dei temi più importanti delle opere di Ernest Hemingway, intesa come un banco di prova e un’esperienza di vita nel quale il singolo uomo dimostra il suo coraggio e il suo valore. Ha rappresentato inoltre una tappa fondamentale della sua vita, con l’esperienza nella Croce Rossa sul fronte italiano durante la Prima Guerra Mondiale che lo ha segnato indelebilmente e gli ha fornito un fecondo terreno da cui trarre ispirazione per i suoi lavori (su tutti Addio alle Armi, ma non solo). Al secondo posto per importanza tematica c’è sicuramente la Spagna, un paese che Hemingway ha conosciuto e amato profondamente.
La Guerra Civile Spagnola ha rappresentato quindi un evento storico imprescinbile, al quale Hemingway non poteva fare a meno di partecipare. Inviato come corrispondente dal fronte, lo scrittore americano ha fornito una fedele e profonda testimonianza delle lotte interne alla Penisola Iberica, culminate poi con l’avvento della dittatura. Per Chi Suona La Campana è il romanzo nel quale l’autore ha successivamente confluito l’esperienza spagnola, creando uno dei capolavori delle letteratura del ‘900. Prima di questo romanzo però Hemingway scrisse alcuni racconti ed una commedia, riuniti in questo volume, fedele testimonianza della tormentata situazione politica spagnola, narrata con la sapiente maestria di uno dei più grandi scrittori del ‘900.
La Denuncia e La Farfalla e il Carro Armato sono entrambi ambientati in un bar di Madrid, il Chicote: brevi ma intensi, questi due racconti lasciano da parte per un attimo i combattimenti sul fronte, per analizzare la guerra in un contesto insolito come un bar, dove i traditori vengono scoperti e gli uomini possono sfogare i propri sentimenti, positivi e negativi, alimentati da un evento sconvolgente come la guerra civile stessa. La Sera Prima Della Battaglia è un racconto di rassegnazione e tristezza nei confronti di una guerra dall’esito incerto e una riflessione sulla caducità dell’uomo. Ultimo racconto è Sotto il Crinale, un’altra perla per capacità riflessiva e durezza contenutistica.
La Quinta Colonna chiude il volume: unica opera teatrale mai pubblicata da Hemingway, vede come protagonista Philip Rawlings (alter ego dello stesso scrittore), giornalista americano che segretamente lavora per il controspionaggio nella Madrid assediata. Protagonista femminile è invece la bionda giornalista Dorothy Bridges, bella, indipendente e di buona famiglia, chiaramente modellata su Martha Gellhorn, futura terza moglie di Hemingway. Tra i due, una tormentata relazione (come da tradizione degli scritti di Hem) che ha la guerra come sfondo, con la sua capacità di cambiare profondamente gli uomini, modificando di conseguenza il loro destino.
Un volume ingiustamente relegato tra le produzioni “minori” di Hemingway, che in realtà è l’ennesima prova della sua maestria stilistica, come testimoniato dai dialoghi contenuti in questo volume, che in alcuni passaggi raggiungono vette altissime per profondità, chiarezza ed espressività. Hemingway è un autore odiato da molti e adorato ai limiti del fanatismo da altri. Al di là degli estremismi, rimane il fatto che la sua penna ha partorito dei capolavori della letteratura moderna, e questo volume mostra appieno quelle che sono state le sue capacità compositive e stilistiche.
Alberto Staiz

