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	<title>Wakeupnews &#187; Letteratura</title>
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		<title>Roma e Dublino festeggiano i 130 anni di James Joyce</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Cabiati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti gli appuntamenti in programma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%"><a href="http://www.wakeupnews.eu/roma-e-dublino-festeggiano-i-130-anni-di-james-joyce/james-joyce-3/" rel="attachment wp-att-72274"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-72274" style="border-width: 5px;border-color: black;border-style: solid;margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/James-Joyce2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La letteratura e la cultura internazionali celebrano oggi i <strong>130 anni dalla nascita di James Joyce</strong> (<strong>Dublino</strong>, 2 febbraio 1882 – Zurigo 13 gennaio 1941). Amato o non tanto, comunque discusso in lungo e in largo, a volte più citato che letto, di certo scrittore, poeta, drammaturgo che ha dato senso alla definizione moderna dello scrivere.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%">In Italia, ci si prepara a festeggiarlo con due appuntamenti speciali nella capitale. Il primo, la trasmissione di <strong><em>The Dead-Gente di Dublino</em></strong>, adattamento di <strong>John Huston</strong> all’ultimo racconto dell’opera che, insieme a <strong><em>Ulisse</em></strong>, è considerata uno dei capolavori dell’autore. Nel rispetto della narrazione del testo di partenza, in scena un tradizionale pranzo post-natalizio nell’Irlanda del Novecento tra amici appartenenti all’alta società, che finirà col vedere rivelazioni inaspettate e svolte impreviste. L’appuntamento è per giovedì 2 febbraio alle 21.15 su <strong>Studio Universal</strong>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%"><strong><em>I morti</em></strong> è l’ultimo e forse più famoso racconto di <em>Gente di Dublino</em>, che narra le storie di vita quotidiana di quindici abitanti della città irlandese, focalizzando le vicende sulla dicotomia tra la paralisi morale &#8211; derivante dalla situazione politica e religiosa &#8211; e la fuga, conseguenza della prima nel momento in cui la percezione della realtà arriva alla coscienza, destinata comunque sempre al fallimento. A farla da padrone nella scrittura di Joyce, come di <strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/i-130-anni-di-virginia-woolf/">Virginia Woolf</a></strong>, è la tecnica del <strong>flusso di coscienza</strong>, che conduce direttamente all’interno della vita dei protagonisti, e che esiste grazie all’”invenzione” dell’<strong>epifania</strong>, il momento cioè in cui un qualsiasi oggetto della vita quotidiana, un episodio, una persona spalanca &#8211; a chi ne sa cogliere il significato simbolico e il potenziale di disvelamento &#8211; il senso dell’esistenza. È questo il modo in cui Joyce riesce a creare, attorno alle situazioni apparentemente insignificanti dei suoi personaggi, complessi e affascinanti movimenti della coscienza.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%">Sempre nella capitale, il Dipartimento di Letterature Comparate dell’<strong>Università Roma Tre</strong> ospiterà la quinta <strong>“James</strong> <strong>Joyce Graduate Conference”</strong>, organizzata dalla <strong><a href="http://thejamesjoyceitalianfoundation.wordpress.com/">James Joyce Italian Foundation</a></strong>, il 16 e il 17 febbraio 2012.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%">La sua Dublino si organizza invece soprattutto con gli appuntamenti del <strong><em><a href="http://www.jamesjoyce.ie/default.asp">James Joyce Center</a></em></strong>, dove il giorno del compleanno dell’autore avrà luogo una lettura dal titolo <strong><em>Joyce, Exiles, Suffragism and</em> <em>the Summer of 1912</em></strong>, seguita poi da un’ interpretazione attorale di Paul O’Hanrahan.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%">Per gli eventi principali bisognerà però attendere il <strong><em><a href="http://www.irlandando.it/cultura/cultura-e-tradizioni/bloomsday/">Bloomsday</a></em></strong>, celebrazione in onore dello scrittore che si svolge ogni<a href="http://www.wakeupnews.eu/roma-e-dublino-festeggiano-i-130-anni-di-james-joyce/bloomsday/" rel="attachment wp-att-72275"><img class="alignright size-full wp-image-72275" style="border-width: 5px;border-color: black;border-style: solid;margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/Bloomsday.jpg" alt="" width="103" height="135" /></a> anno il <strong>16 giugno</strong> e durante la quale &#8211; con una serie di rappresentazioni itineranti per la città &#8211; riprendono vita le vicende di <strong>Leopold Bloom</strong>. Ispirato quindi nel nome al protagonista di <em>Ulisse</em>, il principale romanzo di Joyce è giocato attorno al parallelismo costruito in modo da ricalcare struttura e personaggi dell’Odissea di Omero. Messo per la prima volta in scena il 16 giugno 1904, <span> </span>la data, scelta dallo stesso Joyce, è quella del primo appuntamento con la futura moglie <strong>Nora Barnacle</strong>, e che è poi diventata giornata ufficiale dedicata all’artista irlandese. Per ora sono previste alcune letture e drammatizzazioni delle opere di Joyce, sabato 16 giugno 2012, dalle 17 alle 20, affidate in gran parte al James Joyce Centre. Si attendono altre manifestazioni e un vasto programma per il 16 giugno 2012, le cui celebrazioni questa volta saranno condivise anche su Twitter e Facebook.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 150%">L’appuntamento di quest’anno si presenta diverso anche per un altro motivo. <strong>I diritti sulle opere di</strong> <strong>Joyce sono scaduti</strong> alla fine del 2011 e quindi da quest’anno rappresentazioni e produzioni saranno totalmente free. Per il 2012 si attendono dunque omaggi ancora più numerosi!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;line-height: 150%" align="right"><strong>Marina Cabiati</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right" align="right">
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		<title>Letteratura&amp;Co. Calendario per il popolo migrante che ama i libri</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ il mese più corto dell’anno e riempirlo di libri è ancora più facile. Ecco i suggerimenti di WakeUpNews sui festival letterari più interessanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71511" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/festival-fumetto-milano-febbraio-2012.png"><img class="size-medium wp-image-71511" title="festival fumetto milano febbraio 2012" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/festival-fumetto-milano-febbraio-2012-300x258.png" alt="" width="300" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">Milano - Festival del Fumetto 4-5 febbraio 2012</p></div>
<p style="text-align: justify;">Anno bisesto, anno funesto. Questo il detto popolare che vuole le annate con un febbraio insolitamente allungato fino al giorno 29, segnate da una negatività che qualcuno definirebbe, semplicemente, &#8216;jella&#8217;. Non vale il proverbio sotto il profilo biblionautico, perché anche il febbraio 2012 si preannuncia <strong>ricco di appuntamenti</strong> accomunati da un unico grande amore: il libro.</p>
<p>La partenza è esplosiva, perché soltanto nel primo fine settimana si concentrano ben tre eventi di rilievo.</p>
<p style="text-align: justify;">
A <strong>Milano</strong>, al Parco esposizioni Novegro, si tiene il 4 e il 5 febbraio l’<strong>VIII edizione del Festival del Fumetto</strong>. Qualcuno ormai preferisce chiamarla <em>graphic novel,</em> ma anche con i suoi vecchi nomi – strisce o comics che sia – questa forma di narrazione è senza dubbio degna di rientrare tra i grandi generi della letteratura. Lo dimostrano i tantissimi prodotti di alta qualità circolanti nonché i numerosi appassionati e collezionisti che senza dubbio troveranno nell’evento milanese l’occasione giusta per soddisfare i propri interessi e trovare magari il fumetto dei desideri: una parte dell’area sarà infatti dedicata ad <strong>un vero e proprio mercato del fumett</strong>o. Come spesso succede nelle kermesse che celebrano i comix ci sarà spazio anche per videogames e giochi di ruolo in due settori studiati appositamente per ospitare tornei, role play e presentazioni delle ultime novità.</p>
<p style="text-align: justify;">Una curiosità? Al Festival è unito il <strong>Potter raduno</strong>, convention dei fans del maghetto con gli occhiali, e saranno presenti per incontrare il pubblico i doppiatori italiani di Harry e Severus Piton. Per pianificare la visita e progettare la propria sessione di gioco si può consultare il sito  <a href="http://festivaldelfumetto.com/index.html">www.festivaldelfumetto.com</a>.</p>
<p>Stesso sabato e stessa domenica per <strong>BUK, il Festival della piccola e media editoria di Modena</strong>, come da tradizione nella sede del Foro Boario. Per il quinto anno consecutivo la manifestazione, nata per diffondere la produzione libraria ed editoriale dei ‘piccoli’, torna con un programma ricco e articolato di incontri, conferenze, dibattiti, presentazioni, reading e momenti di svago alternativi, segnati dalla musica e dalle performance teatrali. Oltre cento le case editrici presenti con le proprie pubblicazioni e con la propria scuderia di autori. Molti di questi avranno modo di confrontarsi con il pubblico come ad esempio <strong>Andrea Satta</strong>, forse noto ai più per la sua attività di musicista (è la voce dei Tete de bois): sabato 4 febbraio alle ore 17,30 alla Sala Pirandello parlerà del suo <em>Ci sarà una volta. Favole e Mamme in ambulatorio</em>. Attesi tra gli ospiti anche l’autore ed attore teatrale Sergio Pierattini (domenica 5 febbraio, ore 11,30) e l’ex comandante dei Ris di Parma, generale Luciano Garofalo, per un dibattito sul tema <em>Uomini che uccidono le donne</em> (domenica 5, ore 17). Per approfondire il calendario degli eventi e conoscere gli espositori <a href="http://www.bukmodena.it/">www.bukmodena.it</a>.</p>
<p>Inizia venerdì 3 e si conclude domenica 5 anche la<strong> VI edizione </strong>del<strong> NebbiaGialla Suzzara Noir Festival</strong>, ideato e diretto da Paolo Roversi. Il giallo è un genere da sempre amato, spesso apprezzato anche da chi non può certo essere considerato un lettore accanito, e la rassegna di Suzzara è per questo una buona occasione per avvicinare al mondo dei libri persino i più riottosi. Oltre al fatto di poter dialogare con autori famosissimi e veri maestri del settore – da <strong>Massimo Carlotto</strong> a Donato Carrisi – l’appuntamento con NebbiaGialla vede in primo piano un programma di  eventi tesi a valorizzare quest’area territoriale della Bassa dove, a parte appunto la nebbia, si abbonda in ottimi prodotti enogastronomici. Ecco allora che<strong> libri e cibo</strong> si ritrovano uniti in più occasioni: sabato 4 c’è la merenda con gli autori del festival  <em>Due Chiacchiere e una fetta di torta</em> (ore 16.15) oppure l’<em>Aperitivo in Enoteca col Giallo Mondadori</em> (ore 19), mentre domenica 5 suggestivo il <em>Pranzo con delitto</em> (ore 12,45) a base di specialità mantovane. Il calendario completo degli appuntamenti è sul sito <a href="http://hotmag.me/nebbiagialla/">www.nebbiagialla.it</a>.</p>
<div id="attachment_71512" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Ananti-de-sa-ziminera.jpg"><img class="size-full wp-image-71512" title="Ananti de sa ziminera" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Ananti-de-sa-ziminera.jpg" alt="" width="180" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">La locandina del festival Ananti de sa ziminera</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel corso del mese si svolgono, fino al 18, gli appuntamenti del Festival diffuso <strong>Ananti de sa Ziminera</strong>, dislocato in una serie di comuni tra il Montiferru e il Sinis, attorno ad Oristano. Nei cinque centri di <strong>Bauladu, Milis, Narbolia, Nurachi e Tramatza</strong> i fine settimana di febbraio saranno all’insegna di letteratura e cultura letteraria con un nutrito programma di laboratori di scrittura creativa, incontri con gli autori e dibattiti su temi intimamente legati al territorio (<em>La Sardegna agli occhi dei viaggiatori dell’800 e del ‘900</em>, 4 febbraio; <em>Il locale ed il globale nell’esperienza giovanile sarda</em>, 17 febbraio), divagazioni cultural-musicali (incontro su <em>Il ruolo della musica nella società contemporanea</em> con <a href="http://www.wakeupnews.eu/per-gino-castaldo-le-proteste-attuali-non-hanno-%E2%80%9Ccolonna-sonora%E2%80%9D/">Pierpaolo Capovilla</a>, 5 febbraio), reading  e confronti con scrittori di rinomata fama (<em>A tu per tu </em> Michela Murgia incontra Concita De Gregorio, 11 febbraio). Non manca a questo festival ‘itinerante’ un vasto calendario pensato per i ragazzi che va loro incontro direttamente all’interno delle scuole. Possibile approfodire il programma partendo dalla <a href="http://www.facebook.com/pages/ANANTI-DE-SA-ZIMINERA-Festival-Letterario-Diffuso/271058116286260">pagina facebook  del festival</a>.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che a febbraio continuano molte delle rassegne partite il mese scorso e di cui si è già trattato nella <a href="http://www.wakeupnews.eu/letteraturaco-calendario-per-il-popolo-migrante-che-ama-i-libri-15/">rubrica di gennaio</a>: <strong>Convivio</strong> – Incontri letterari ed enogastronomici a Km 0 a Pavone Canavese e <strong>Vi racconto un romanzo</strong> a Roma.</p>
<p>Per tutto ciò che abbiamo dimenticato confidiamo nelle vostre segnalazioni e potete naturalmente inviarci anche consigli, suggerimenti, opinioni, commenti…per un febbraio pieno di libri.</p>
<p style="text-align: right;">
<strong>Laura Dabbene</strong></p>
<p>Foto festivaldelfumetto.com, http://www.facebook.com/pages/ANANTI-DE-SA-ZIMINERA</p>
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		<title>Libri al rogo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il primo appuntamento con questa nostra nuova rubrica accendiamo il caminetto con "Glamorama" di Bret Easton Ellis]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Glamorama-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-71146" style="margin: 5px;" title="Glamorama 2" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Glamorama-2.jpg" alt="" width="136" height="220" /></a>Cari lettori ecco<em><del></del><strong> Libri al rogo</strong></em>, un&#8217;altra delle novità letterarie di WakeUpNews per il 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme a<a href="http://www.wakeupnews.eu/leggere-il-mondo/"> <em>Leggere il mondo</em></a> e<em> <a href="http://www.wakeupnews.eu/books-boarding-libri-allimbarco/">Books Boarding &#8211; Libri all&#8217;imbarco</a></em>, la redazione Cultura proporrà ogni mese questa rubrica dai toni volutamente polemici e dissacranti. Il titolo è già in sè programmatico e la scelta di mettere la foto della copertina del libro capovolta &#8211; come notate qui accanto &#8211; non è affatto un errore. E che dire poi di qualche artistico &#8216;ritocco&#8217; al ritratto dell&#8217;autore? Avrete insomma capito che si tratterà di opere, più o meno recenti, che per qualche motivo hanno deluso le nostre aspettative di lettori appassionati. Chissà se vi troveremo o no concordi con le nostre stroncature?</p>
<p>Ma basta con i preliminari! Entriamo nel vivo dell&#8217;arena &#8216;distruggendo&#8217;<em> Glamorama</em>, di <strong>Bret Easton Ellis</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Di questo autore si è già scritto e detto praticamente tutto: padre della letteratura trasgressiva e sperimentale, esordisce a metà degli anni ‘80 a soli ventun&#8217;anni con il romanzo <em><strong>Meno di Zero</strong></em>, radiografia allucinata e perversa dei ricchi liceali californiani. Il successo è immediato e grandissimo: Ellis diventa, insieme a <a href="http://www.wakeupnews.eu/jay-mcinerney-%E2%80%93-le-mille-luci-di-new-york/"><strong>Jay McInerney</strong></a> e <strong>Tama Janowitz</strong>, lo scrittore di punta del <em>brat pack</em>, un gruppo di giovani scrittori americani accomunati da uno stile minimalista, urbano e drogato che analizza le perversioni e le contraddizioni della ricca e luccicante società statunitense degli anni ‘80.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Come spesso succede, anche gli scrittori più talentuosi incappano però nel romanzo poco riuscito: <em><strong>Glamorama</strong></em> è il grande flop della bibliografia di Bret Easton Ellis.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Protagonista del romanzo è <strong>Victor Ward</strong>, super-modello ventisettenne bellissimo e affermato. Circondato da uno stuolo di amanti, Ward vive la sua vita tra sfilate, feste, set fotografici, in mezzo agli attori e ai personaggi più in vista della società americana. La prima parte è appassionante e fa ben sperare per il prosieguo del romanzo: una descrizione controversa, intelligente e contraddittoria del mondo dei vip. Dopo le prime frenetiche 36 ore, descritte nelle prime 150 pagine del romanzo, Ward si imbarca per l’Europa alla ricerca di un’ex-fidanzata, divenuta modella e attrice. Finirà coinvolto in un simbolico intrigo di <strong>terrorismo internazionale</strong>, specchio e metafora della società moderna, dove i piani si sovrappongono e l’interpretazione della realtà diventa impossibile.</p>
<div id="attachment_71728" class="wp-caption alignright" style="width: 296px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/bret-easton-ellis.jpg"><img class="size-medium wp-image-71728" title="bret easton ellis" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/bret-easton-ellis-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Bret Easton Ellis &#39;rivisto&#39; da WakeUpNews</p></div>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Un romanzo ambizioso, che dopo l’ottima prima parte, si perde in un caleidoscopio di immagini, situazioni, e personaggi di difficile identificazione. Il <strong>tema del doppio</strong> e della dualità realtà/finzione, classico marchio di fabbrica della scrittura ellisiana, viene ripreso ed estremizzato troppo. Il risultato finale è confuso, caotico. Si perde il vero senso del romanzo, che appare fumoso, delirante e troppo complesso. <strong><em>American psycho</em></strong>, precedente romanzo di Ellis e suo <em>masterpiece</em>, aveva già in parte affrontato queste tematiche, ma in una maniera senza dubbio più definita e sensata. <em>Glamorama</em> finisce per rappresentare una sorta di caos letterario di difficile definizione, aggravato inoltre dall’estrema lunghezza del romanzo (più di 700 pagine), che aggiunge un ulteriore elemento di difficoltà ad una lettura complessa.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Ellis ha lavorato per molti anni a questo romanzo e il risultato è francamente scadente. Dopo l’esordio a soli ventun&#8217;anni con il folgorante <em>Meno di zero</em>, la conferma con <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-40/">il successivo <em><strong>Le regole dell’attrazione</strong></em> </a>e il successo planetario del geniale e rivoluzionario <em>American psycho</em>, ci si aspettava molto di più dal suo quarto romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em>Glamorama</em> avrebbe dovuto essere il suo romanzo definitivo, mentre ha rappresentato un consistente passo indietro, che ha dato il via ad una <strong>parabola discendente</strong> che ha caratterizzato la successiva carriera letteraria di Bret Easton Ellis, finita per diventare una pedissequa ripetizione di atmosfere e tematiche di uno scrittore incapace di aggiornarsi e reinventarsi.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Ellis rimane comunque un’icona della letteratura degli anni ‘80, padre di almeno due capolavori della letteratura americana contemporanea, autore imprescindibile e tappa fondamentale per chiunque voglia capire la letteratura trasgressiva dei giorni nostri, non a caso Ellis è una delle massime fonti di ispirazioni di <a href="http://www.wakeupnews.eu/?s=palahniuk"><strong>Chuck Palahniuk</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Se volete entrare in contatto con la letteratura di Bret Easton Ellis lasciate però sullo scaffale della libreria questo <em>Glamorama</em>, un lungo e prolisso mattone, e scegliete uno dei tre romanzi che lo hanno preceduto.</p>
<p style="text-align: right;" dir="ltr"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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		<title>I 130 anni di Virginia Woolf</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 18:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Cabiati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Virginia Woolf]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi l'anniversario della nascita della scrittrice inglese, innovativa come pochi altri sulla scena letteraria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71094" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Virginia_Woolf-padre-Sir_Leslie_Stephen.jpg"><img class="size-medium wp-image-71094" title="Virginia_Woolf padre Sir_Leslie_Stephen" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Virginia_Woolf-padre-Sir_Leslie_Stephen-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">La scrittrice con il padre, Sir Leslie Stephen</p></div>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><strong>Virginia Woolf</strong> nasce a <strong>Stephen</strong>, vicino a Londra, il <strong>25 gennaio 1882</strong>, in una famiglia dove la cultura e la frequentazione con intellettuali sono pane quotidiano. È scrittrice, saggista e attivista impegnata nella lotta per i<strong> diritti</strong> <strong>delle donne</strong>. Tra i suoi più celebri romanzi <em>La signora Dalloway</em> (1925), <strong><em>Gita al faro</em></strong> (1927) e <strong><em>Orlando</em></strong> (1928). Tra le opere di saggistica emerge invece <strong><em>Una stanza tutta</em></strong><em> <strong>per sé</strong></em> (1929) alla quale darà successivamente una dimensione più prettamente politica (<em>Le tre Ghinee</em>, 1938).</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Con le stesse tecniche operate da <strong>James Joyce</strong> in Irlanda, <strong>Marcel Proust</strong> in Francia e <strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/due-libri-al-mese-seguendo-le-regioni-2/">Italo Svevo</a></strong> in Italia, Virginia Woolf abbandona le tecniche espositive tradizionali per dare pieno sviluppo allo <span> </span><strong><em>stream of consciousness</em></strong>, interiorizzando attenzione e movimento narrativi nel monologo intrattenuto dal personaggio con se stesso. La narrazione procede attraverso spostamenti avanti e indietro nel tempo, che si fondono a pensieri e ricordi suscitati dall&#8217;ambiente circostante. Virginia Woolf è in grado di rappresentare lo scorrere del tempo in dodici ore (<em>La signora Dalloway</em>), in pochi giorni (<em>Tra un atto e l&#8217;altro</em>), in diversi anni (<em>Gita al faro</em>) o addirittura in tre secoli (<em>Orlando</em>).<span>  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Si traduce così nella scrittura la fugacità delle impressioni, dissolvendo le forme tradizionali del racconto nel <strong>flusso di coscienza</strong> e realizzando un seppur momentaneo &#8211; e non potrebbe essere altrimenti -  “attraversamento delle<span>  </span>apparenze”, incerto come l&#8217;esistenza stessa. Fino all’ultima delle sue dieci opere romanzesche, l&#8217;autrice cercherà di affinare la tecnica, adeguandosi alle aritmie degli atti percettivi, dando voce alla speciale alchimia creata dalle sensazioni e restituendo con incredibile fedeltà le ellissi del monologo interiore.</p>
<div id="attachment_71095" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/The-hours.jpg"><img class="size-medium wp-image-71095" title="The hours" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/The-hours-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">The Hours: nel film le protagoniste sono legate dal romanzo Mrs Dallaway, di Virginia Woolf</p></div>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">In ambito saggistico ma anche di impegno civile, <em>Una stanza tutta per sé</em> (1929) rappresenta un bruciante guanto di sfida lanciato coraggiosamente contro l’ordine culturale maschile, cronistoria della quasi totale assenza delle <a href="http://www.wakeupnews.eu/donne-autrici-e-protagoniste-della-letteratura-mondiale/">donne sulla scena letteraria</a> la cui <strong>marginalizzazione</strong> trova spiegazione nella repressione secolare della scrittura e della parola femminili.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">La sua vita sarà tristemente segnata da <strong>crisi depressive e turbe psichiche</strong> che la porteranno, sotto i bombardamenti tedeschi, ad annegarsi nel fiume Ouse il 28 marzo 1941. Così, in questo “attraversamento delle apparenze”, in questa morte cercata e trovata nell’acqua, c’è la tensione verso un completamento tanto auspicato quanto impossibile, un’eco di quella fluidità che la sua opera ha sempre cercato di cogliere.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right; line-height: 150%;" align="right"><strong>Marina Cabiati</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">FOTO nanopress.it; http://3.bp.blogspot.com ; http:www.moviepalyer. com</p>
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		<title>Lo scaffale dimenticato</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lo scaffale dimenticato]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalli Selvaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Cormac McCarthy]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura americana]]></category>
		<category><![CDATA[Oltre il confine]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Trilogia della Frontiera]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi spolveriamo "Città della Pianura" di Cormac McCarthy, ultimo romanzo della "Trilogia della Frontiera"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="internal-source-marker_0.5182767003281927" style="text-align: justify;" dir="ltr">Dopo <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-18/"><em><strong>Cavalli Selvaggi</strong></em></a> e <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-46/"><em><strong>Oltre il Confine</strong></em></a>, la saga western ideata da <strong>Cormac McCarthy</strong> giunge alla sua conclusione con <em><strong>Città della Pianura</strong></em>, pubblicato negli Stati Uniti nel 1998.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-58/citta-della-pianura/" rel="attachment wp-att-69825"><img class="alignleft size-full wp-image-69825" style="margin: 5px;" title="città della pianura" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/citt%C3%A0-della-pianura.jpg" alt="" width="172" height="280" /></a>John Grady Cole</strong> e <strong>Billy Parham</strong>, protagonisti dei due romanzi precedenti, si ritrovano a condividere l’atto conclusivo di questa lunga e moderna epica americana. Dopo le vicissitudini dei due precedenti capitoli, ritroviamo i due giovani in un ranch nel Nuovo Messico. Esperti cowboy e grandi lavoratori, i due ragazzi trascorrono le loro giornate lavorando duramente e ascoltando le storie di vita dei cowboy più anziani. Tra bestiame, cavalli da domare, e cani randagi, i due dedicano la loro vita ad un mestiere che adorano, a contatto con la natura e i cavalli, con i quali John Grady in particolare ha un feeling insolito e profondo. Il bordello cittadino rappresenta un’occasione di svago per i giovani, tra prostitute e bevute in allegria. Qui John Grady si innamora perdutamente di <strong>Magdalena</strong>, una giovane prostituta messicana, segretamente malata. Grady investe tutti i suoi risparmi, arrivando persino ad impegnare la propria pistola, per potersi pagare gli incontri con l’amata. I sogni di matrimonio della coppia sono però ostacolati da <strong>Eduardo</strong>, il protettore di Magdalena, uomo malvagio e senza scrupoli, e fortemente attratto dalla ragazza.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Gli episodi di vita e di lavoro al ranch sono intervallati dalle vicissitudini amorose di John Grady, in un perfetto alternarsi di azione e momenti riflessivi.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Particolarmente magistrali sono alcuni dialoghi tra Billy e John Grady: Billy è il più vecchio dei due, ragazzo maturo, saggio ed esperto consigliere; mentre John Grady è più giovane, impulsivo e istintivo. Tra i due si instaura un forte legame di fratellanza, nel quale John Grady fa le veci di Boyd, fratello defunto di Billy, protagonista assieme a quest’ultimo del precedente romanzo della trilogia.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il duello tra John e il malvagio Eduardo prosegue durante il corso del romanzo in un crescendo lento e costante fino alla resa dei conti. Nonostante gli avvertimenti e i consigli fraterni di Billy, John è deciso a proseguire per la sua strada, arrivando allo scontro finale con Eduardo, in un duello simbolico oltre che fisico.</p>
<div id="attachment_65936" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-53/cormac-mccarthy-2/" rel="attachment wp-att-65936"><img class="size-thumbnail wp-image-65936" style="margin: 5px;" title="cormac mccarthy" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/cormac-mccarthy1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Cormac McCarthy</p></div>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Un romanzo epico, suggestivo, travolgente ed inteso che chiude degnamente una trilogia di romanzi spettacolari. Un mondo, quello dei cowboy, in declino e appartenente ad un passato ormai lontano, descritto magistralmente da un McCarthy in alcuni frangenti in <strong>assoluto stato di grazia</strong>. Incredibilmente realistiche ed evocative alcune descrizioni; lapidari, crudi e profondi i dialoghi, mai scontati o banali.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">La scrittura di McCarthy raggiunge livelli altissimi di <strong>potere evocativo</strong> e limpidezza. I suoi personaggi finiscono per diventare dei veri e propri amici del lettore, che si trova catapultato nel profondo della vicenda, dalla quale si staccherà con difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em>Città della Pianura</em> è l’ennesima conferma del talento letterario di Cormac McCarthy, uno scrittore che dopo aver partorito molti capolavori (da segnalare anche <em><strong>Meridiano di Sangue</strong></em>, <em><strong>La Strada</strong></em> e <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-53/"><em><strong>Non è un Paese per Vecchi</strong></em></a>), è ormai considerato uno degli esponenti di spicco della letteratura americana contemporanea, meritevole, secondo molti, del Premio Nobel.</p>
<p style="text-align: right;" dir="ltr"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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		<title>Addio a Carlo Fruttero</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Addio a Carlo Fruttero]]></category>
		<category><![CDATA[carlo fruttero]]></category>
		<category><![CDATA[fruttero]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera si è spento Carlo Fruttero, una penna autorevole, un intellettuale d’altri tempi. Un uomo libero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Carlo-fruttero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-69797" style="margin: 5px;" title="Carlo fruttero" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Carlo-fruttero-300x227.jpg" alt="" width="240" height="182" /></a>Roma – Ieri sera nella sua abitazione di Castiglione della Pescaia è morto a 85 lo scrittore Carlo Fruttero che in coppia con Franco Lucentini tinse di giallo la letteratura italiana, regalandoci pagine di inedita verve.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la morte, nel 2002, del suo amico e collega – i due scrittori erano conosciuti come Fruttero&amp;Lucentini, F&amp;L o “la Ditta” – Fruttero è rimasto in silenzio per quattro anni, fino alla pubblicazione di <em>Donne informate sui fatti.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La sua ultima opera l’ha scritta con il giornalista Massimo Gramellini <em><a href="http://www.wakeupnews.eu/category/cultura/letteratura-cultura-2/libriuniamoci/">La Patria bene, o male</a></em>, un almanacco dell’Italia Unita.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto apprezzata la sua partecipazione al programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano <em>Vieni via con me</em> a cui ha affidato il suo elenco con i vantaggi della vecchiaia. Ed è così che lo ricordiamo.</p>
<ol start="1">
<li style="text-align: justify;">Un vecchio è il solo ad avere i titoli per parlar male della sua età. Potrà dire: “Mi fanno ridere questi precari. E io allora, che sono più di là che di qua?” Potrà chiudere con “Non ne posso più di tutta questa vecchiaia”, ottenendo un sorriso comprensivo.</li>
<li style="text-align: justify;">Il piacere di essere coinvolto anche televisivamente in ogni mutamento climatico. Ondata di caldo: non mancano mai di metterti tra i cittadini “a rischio”. Ondata di freddo: stessa identica cosa. Sei qualcuno, finalmente!</li>
<li style="text-align: justify;">Guidare contromano per14 Kmsull’autostrada, di notte. Ti tolgono la patente, ma vuoi mettere la soddisfazione?</li>
<li style="text-align: justify;">Un vecchio può continuare a fumare tranquillamente. Ormai tutti i suoi terapeuti concordano nel dire che smettere sarebbe peggio.</li>
<li style="text-align: justify;">“Lei ha visto sabato scorso un disco volante atterrare in una piazza romana? E ha visto scenderne un leader politico originario di Aldebaran?”. “Non so, Vostro Onore, non ricordo”. Nessuno protesta, nessuno insiste, sorridono rassegnati. La smemoratezza di un vecchio è inattaccabile.</li>
<li style="text-align: justify;">Avere il diritto inalienabile di ignorare che cosa sia la “banda larga”.</li>
<li style="text-align: justify;">Giocare la domenica pomeriggio in famiglia alla compilazione del proprio necrologio. “Circondato dall’affetto dei suoi cari…”. Meglio tenersi sullo stringato. Costa meno e poi è anche vero, molte volte.</li>
<li style="text-align: justify;">E infine… Passati gli ottant’anni nessuno osa più scrivere di te “il vecchio Fruttero”, ancor meno “l’anziano Fruttero”. Così si passa a un sinonimo lusinghiero: “il grande Fruttero”. Per far capire che è solo un modo di dire, si può ricorrere a un superlativo: il “grandissimo” Fruttero, che qui saluta e lascia la scena col suo più bel sorriso.</li>
</ol>
<div style="text-align: right;"><strong>Francesca Penza</strong></div>
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		<title>Books boarding. Libri all&#8217;imbarco</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 17:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Cabiati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Arno Geiger]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Georges Simenon]]></category>
		<category><![CDATA[Il quaderno di Maya]]></category>
		<category><![CDATA[Il vecchio re nel suo esilio]]></category>
		<category><![CDATA[Isabel Allende]]></category>
		<category><![CDATA[La pazza di Maigret]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Primo appuntamento per la nuova rubrica di Wakeup. Lo sguardo è tutto rivolto alle novità letterarie internazionali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><em>Inizia oggi la nuova rubrica di Wakeupnews dedicata alle uscite internazionali. Ogni mese ce ne andremo in giro per il mondo, senza una meta fissa e prestabilita, alla ricerca di quello che c’è di interessante nel mappamondo letterario</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><strong>Austria, Arno Geiger, <em>Il vecchio re nel suo esilio</em>, Bompiani, 2011</strong><strong></strong></p>
<div id="attachment_69716" class="wp-caption alignleft" style="width: 138px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/books-boarding-libri-allimbarco/geiger_23634_mr1-indd-4/" rel="attachment wp-att-69716"><img class="size-medium wp-image-69716  " style="margin: 5px;" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/978-3-446-23634-9_211231746-723-183x300.jpg" alt="" width="128" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina originale del libro</p></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">Un padre con il morbo di Alzheimer, un figlio &#8211; lo scrittore austriaco <a href="http://www.wakeupnews.eu/dove-va-la-letteratura-tedesca-2/">Arno Geiger</a> &#8211; che intraprende il viaggio per raggiungere il padre lì, in quel suo “esilio” fatto di ricordi perduti pezzo per pezzo, di un nuovo modo di guardare le cose ma anche della ricerca del terzo calzino quando se ne hanno ai piedi già due. Geiger riscopre così in questo libro il rapporto con il padre o forse costruisce una nuova relazione padre-figlio, dove nulla è dato per scontato e dove i ponti creati conducono a nuovi possibili sensi anche per tutto ciò che sembra non averne. Pagine di memoria, di difficoltà, di grande tenerezza e di una massiccia rivisitazione della realtà che a volte commuove e altre sa far apertamente divertire.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><strong>Per chiedersi quale sia davvero il verso giusto della vita.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: left;"><strong>Francia, Georges Simenon, <em>La pazza di Maigret</em>, Adelphi, 2011</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">Una vecchietta insiste per vedere a tutti i costi il commissario Maigret perché si sente in pericolo: pare che nel suo<a href="http://www.wakeupnews.eu/books-boarding-libri-allimbarco/la-pazza-di-maigret-di-georges-simenon-5/" rel="attachment wp-att-69730"><img class="alignright size-medium wp-image-69730" style="margin: 5px;" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/La-pazza-di-Maigret-di-Georges-Simenon4-300x271.jpg" alt="" width="210" height="190" /></a> appartamento gli oggetti cambino posto e che lei stessa sia costantemente seguita da qualcuno. Per tutti però è solo una vecchia pazza e la sua storia frutto di fantasia alimentata dalla solitudine e dalla vecchiaia. Maigret però ha dei dubbi, che vengono confermati quando la donna viene crudelmente uccisa. Quale segreto tremendo nasconde allora quell’appartamento affacciato sulla Senna?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">Un’altra indagine affascinante per il commissario Maigret, nell’atmosfera impareggiabile di quella Parigi che soltanto Simenon ha saputo raccontare, avvolta nella nebbia di una mattina d’inverno, misteriosa e leggermente malinconica. Un altro episodio per i tanti appassionati di questa figura, burbera ma sempre umana, verso la quale sono debitori tanti successivi interpreti letterari, cinematografici e televisivi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><strong>Per sentirsi come dentro un vecchio caffè fumoso di Parigi, in buona compagnia.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Cile, Isabel Allende, <em>Il quaderno di Maya</em>, Feltrinelli, 2011</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/books-boarding-libri-allimbarco/il-quaderno-di-maya-2/" rel="attachment wp-att-69718"><img class="alignleft size-medium wp-image-69718" style="margin: 5px;" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Il-quaderno-di-Maya1-240x300.jpg" alt="" width="151" height="189" /></a>Maya Vidal è un’adolescente statunitense che fugge dal mondo oscuro e sommerso della droga e dell’alcool di Las Vegas, braccata &#8211; a dispetto della giovane età – da spacciatori e agenti dell’Fbi. Cercherà rifugio nel sud del Cile, un posto incantato dove potrà guardare al passato per trovare una nuova strada per il futuro. Sentimenti diversi, contrastati e contrastanti, emozioni che durano una vita o soltanto un attimo, dolorosi affacci della recente storia cilena troveranno posto nel suo quaderno, mescolandosi davanti agli occhi della protagonista che si troverà di fronte a un nuovo e inaspettato modo di concepire l’esistenza.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><strong>Per chi negli anni si è affezionato alle figure femminili di Isabel Allende.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%;"><strong>Svezia, Jonas Jonasson, <em>Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve</em>, Bompiani, 2011</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">Cosa succede se un più che arzillo centenario fugge dalla casa di riposo dove è ospitato e per di più a poche ore dai<a href="http://www.wakeupnews.eu/books-boarding-libri-allimbarco/il-centenario-che-salto-dalla-finestra-e-scomparve-3/" rel="attachment wp-att-69731"><img class="alignright size-medium wp-image-69731" style="margin: 5px;" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Il-centenario-che-salto-dalla-finestra-e-scomparve2-240x300.jpg" alt="" width="168" height="210" /></a> festeggiamenti organizzati in suo onore? Allan Karlsson scavalca in pantofole la finestra e &#8211; con la perfida direttrice dell’istituto già alle calcagna &#8211; si dà allegramente alla fuga. Dalla fermata dell’autobus in poi, si troverà coinvolto in avventure incredibili per qualsiasi età, complicate, e al contempo rese più avvincenti, da incontri assai inaspettati. Così uno dei protagonisti letterari più divertenti degli ultimi anni si troverà addirittura, quasi senza saper come, nello spietato mondo della criminalità. Ma saranno i criminali a dover aver paura di lui.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Per chi pensa che non sia mai troppo tardi.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><strong>Stati Uniti, Grisham John, <em>I contendenti</em>, Mondadori, 2011</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/books-boarding-libri-allimbarco/i-contendenti-di-john-grisham-312x436-2/" rel="attachment wp-att-69720"><img class="alignleft size-medium wp-image-69720" style="margin: 5px;" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/I-contendenti-di-John-Grisham-312x4361-214x300.jpg" alt="" width="150" height="210" /></a>Oscar Finley e Wally Figg sono due avvocati di Chicago, soci di un piccolo studio legale costantemente sull’orlo del fallimento. Disposti a tutto per trovare nuovi clienti e in attesa di vedersi affidare il caso della vita, si ritroveranno la vita stravolta in poco tempo. Prima l’inaspettato arrivo di un nuovo socio, David Zinc, giovane e rampante avvocato, poi quello ancora più inaspettato di un caso davvero scottante, al centro del quale è coinvolta un’importante casa farmaceutica. Fama e soldi paiono finalmente dietro l’angolo, così come il rischio di essere stritolati da un processo dove sono in gioco miliardi di dollari e in cui i più agguerriti avvocati della città sono disposti a sfidarsi all’ultimo sangue.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><strong>Per chi ama il buon vecchio Grisham e le sue atmosfere da legal-thriller.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">Ci leggiamo il 15 di febbraio per un altro viaggio letterario!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right; line-height: 150%;" align="right"><strong>Marina Cabiati</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: left;" align="right">Foto homapage via: sitosophia.org</p>
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		<title>VIDEO &#8211; Joy of books, la magia dei libri in stop motion</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 18:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Piras</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<description><![CDATA[La magia dei libri in un video straordinario]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/11/libri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63940" style="margin: 5px;" title="libri" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/11/libri-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a>Toronto – Avete mai pensato a cosa può accedere in una libreria durante la notte? Il video denominato <em>The Joy of Books</em> lo fa per noi. Il cortometraggio, che sta avendo un grande successo su Youtube, ci descrive una sorta di danza notturna dei libri: a fare da cornice la <strong>libreria</strong> <em>Type</em><strong> </strong>di Toronto.<br />
Ormai soli, lontani dai librai e da clienti curiosi, i libri si lasciano andare e manifestano tutta la loro gioia.</p>
<p>L’idea di realizzare questo piccolo capolavoro è venuta ai canadesi Lisa e Sean Ohlenkamp. I due hanno avuto l’illuminazione dopo aver riordinato la libreria di casa qualche anno fa, e con la complicità dei proprietari della libraria e di alcuni amici, hanno dato vita allo straordinario progetto.<br />
Il video è stato realizzato con la tecnica della stop-motion. L’animazione ha richiesto i suoi ideatori tante notti insonni e duro lavoro, ma sono stati ripagati con la magia che sono riusciti a ricreare: le sensazioni davvero uniche.</p>
<p>Fa da sottofondo alla danza dei libri la musica di Grayson Matthews, sottolineandone ogni singolo movimento. E alla fine del video la copertina di uno dei libri sugli scaffali ricorda che “<em>There’s nothing quite like a real book.” </em> Nessun ebook potrà ricreare la magia e il profumo dei libri in carta stampata.<br />
Dopo aver visto questo video, osservare una libreria chiusa la notte non sarà più come prima.</p>
<p><strong>Angela Piras</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/SKVcQnyEIT8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Lo scaffale dimenticato</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi rispolveriamo "La scimmia pensa, la scimmia fa", raccolta di rarità e scritti perduti di Chuck Palahniuk]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="internal-source-marker_0.3556775393211402" style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Chuck Palahniuk</strong> è probabilmente lo scrittore contemporaneo che più di tutti ha saputo scavare nella psicologia dell’uomo moderno, portandone alla luce i difetti, la manie, le turbe e i lati più trasgressivi e osceni. I temi toccati dalle sue opere sono i più disparati: la morte, la moralità (più o meno distorta), l’infanzia e la maturità, la famiglia, il sesso, la religione, la vendetta, la chirurgia plastica, le droghe, tutti argomenti trattati in maniera profondamente <strong>cruda</strong>, senza mezze misure né peli sulla lingua.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Le sue opere possono essere viste come una rappresentazione <strong>distorta ed estremizzata</strong> delle componenti più nascoste della realtà e della società nella quale viviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/la-scimmia-pensa-la-scimmia-fa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-69049" style="margin: 5px;" title="la scimmia pensa la scimmia fa" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/la-scimmia-pensa-la-scimmia-fa.jpg" alt="" width="160" height="231" /></a>La scimmia pensa, la scimmia fa</strong></em> vuole dimostrare come le storie inventate dalla mente di Palahniuk non siano, in fin dei conti, così distanti dalla realtà effettiva. Visti in questa ottica i suoi romanzi potrebbero quindi essere considerati delle radiografie fedeli della società e della mente dell’uomo moderno, piuttosto che delle interpretazioni deliranti e iperboliche della stessa.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Ci troviamo infatti di fronte ad una <strong>raccolta di brevi racconti</strong>, interviste e riflessioni (divise in tre gruppi distinti) apparse in ordine sparso su riviste americane. Il primo gruppo si riferisce alla <strong>collettività umana</strong>, e descrive occasioni di ritrovo quantomai bizzarre, viste dal punto di vista dello scrittore: una gara di distruzione di mietitrebbie, un maxi festival di spogliarelliste, la costruzione di veri e propri castelli nel mezzo degli Stati Uniti, un convegno di aspiranti scrittori, e così via. Episodi strani, ma incredibilmente reali, di cui lo scrittore americano presenta una cronaca dettagliata.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il secondo gruppo di articoli presenta le <strong>strane interviste</strong> fatte da Palahniuk ad alcuni personaggi più o meno famosi, tra le quali spiccano quelle all’attrice e cantante Juliette Lewis e al controverso cantante rock Marilyn Manson.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il terzo ed ultimo gruppo di scritti svela alcuni aspetti curiosi e significativi della <strong>vita privata</strong> di Palahniuk.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_61633" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/11/chuck-palahniuk.jpg"><img class="size-medium wp-image-61633" style="margin: 5px;" title="chuck palahniuk" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/11/chuck-palahniuk-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Chuck Palahniuk</p></div>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em>La scimmia pensa, la scimmia fa</em> può essere considerato una mera operazione commerciale a favore di un autore stabilmente in cima alle classifiche di vendita mondiali. In realtà ci troviamo di fronte ad una raccolta che fa indubbiamente riflettere: le allucinanti storie inventate dalla mente di Palahniuk non si discostano così tanto dalla effettiva realtà quotidiana. Leggiamo infatti di come lo scrittore entra in contatto con diversi camerieri (alcuni dei quali suoi vecchi amici) che hanno fatto gli stessi atti di “sabotaggio” delle pietanze ripetutamente effettuati dal protagonista di <em><strong>Fight Club</strong></em>. Altri ancora affermano di aver partecipato a strani club di lotta clandestina, nonostante l’autore affermi più volte che i Fight Club sono frutto unicamente della sua fantasia. Altri affermano di aver effettivamente inserito alcuni singoli fotogrammi di film porno in proiezioni per famiglie. Questi esempi dimostrano come un’opera letteraria forte come <em>Fight Club</em> possa essere emulata, ma al tempo stesso come lo scrittore abbia preso spunti da bizzarri episodi accaduti veramente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Un libro dedicato ai fan più oltranzisti di Chuck Palahniuk, contenente curiosità, gustosi aneddoti e simpatici monologhi di uno degli autori più controversi dei giorni nostri. Per tutti gli altri, il consiglio è quello di rispolverare i suoi capisaldi, tra cui<em></em> consigliamo (oltre al celebre<em> Fight Club</em>) <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-42/"><em>Ninna Nanna</em></a>, <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-39/"><em>Soffocare</em></a>, <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-50/"><em>Diary</em></a> e <em>Invisible Monsters</em>, assoluti capolavori di delirante trasgressione.</p>
<p style="text-align: right;" dir="ltr"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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		<title>Lo scaffale dimenticato</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 09:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Schiano di Coscia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1888, l'Inghilterra di Re Dracula è minacciata da un fosco assassino, Jack lo Squartatore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/anno-dracula.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-68733" style="margin: 5px;" title="anno dracula" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/anno-dracula-180x300.jpg" alt="" width="144" height="240" /></a>Inghilterra 1888. Una Londra immersa nella nebbia è funestata da un ondata di atroci delitti che portano la firma di quello che sarà ricordato come il primo serial killer della storia: <a href="http://www.wakeupnews.eu/jack-lo-squartatore-profilo-di-un-assassino/">Jack lo Squartatore</a>. L&#8217;omicida che impazza nei vicoli malfamati di Whitechapel e sulle prime pagine dei giornali, ha come sue vittime predestinate delle giovani vampire che vendono il proprio corpo in cambio di poche gocce di sangue. In questa Londra alternativa i vampiri costituiscono una grossa fetta della popolazione inglese. La crociata di Van Helsing e soci non è andata a buon fine e il principe dei vampiri, Dracula è diventato il re d&#8217;Inghilterra, sposando la regina Vittoria.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo mondo fantastico e quotidiano al tempo stesso, in cui il sovrannaturale si fonde (e si confonde) con lo squallore di un esistenza senza futuro, due personaggi seguono le macabre tracce lasciate da Jack lo Squartatore: Genevieve Dieudonne, vampira antica e inconsueta Suffraggetta, preoccupata per le povere vittime e Charles Beauregard, agente &#8220;caldo&#8221; (non vampiro) del Club Diogene, una sorta di servizio segreto ante litteram. Si ritroveranno invischiati in un complotto per detronizzare Dracula e ristabilire l&#8217;antico ordine sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Kim Newman con <em>Anno Dracula</em> crea un delizioso <em>pastiche</em> letterario in cui confluiscono e vengono amalgamati suggestioni e personaggi pescati dalla letteratura e cinema dell&#8217;<a href="http://www.wakeupnews.eu/halloween-libri-da-brivido-nella-notte-del-terrore/">orrore</a> e del fantastico. Newman crea un mondo in cui personaggi reali e letterari convivono tranquillamente: si va da Dracula, a Jack lo Squartatore, dal Dottor Jeckyll a Lord Ruthven (primo vampiro letterario) passando per Sherlock Holmes e Fu Manchu. La quantità di personaggi citati e usati da Kim Newman è davvero impressionante ed è indice di una notevole conoscenza della materia trattata.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia non viene messa in secondo piano da tutte queste illustri &#8220;guest star&#8221;, ma anzi ne risulta arrichita, i protagonisti<a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Kim_Newman_.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-68737" style="margin: 5px;" title="Kim_Newman_" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Kim_Newman_-269x300.jpg" alt="" width="188" height="210" /></a> (Charles e Genevieve) sono delineati in modo perfetto, riuscendo a non esser messi in ombra da una galleria di personaggi impressionante.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle mani di uno scrittore diverso probabilmente tutti questi elementi e queste suggestioni si sarebbero trasformati solo in una sterile parata di curiosità fini a se stesse, ma Newman con mano salda riesce a dirigere l&#8217;attenzione del lettore sulla storia e i suoi personaggi concedendo il giusto spazio agli illustri coprotagonisti senza metterli eccessivamente in mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stile di Newman non è eccelso, ma è funzionale al racconto, permettendo al lettore di focalizzarsi sulla storia, sui personaggi e sul mondo che prende (non-)vita fra le pagine del romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">I vampiri di Newman sono distanti anni luce da quelli glamour di <em><a href="http://www.wakeupnews.eu/eclipse/">Twilight</a></em> e <a href="www.wakeupnews.eu/mordimi-lanima-e-sputala-via/">derivati</a>. In <em>Anno Dracula</em>, i vampiri sono rappresentati con tutte le caratteristiche classiche (terrore del sole e dei simboli religiosi, sete di sangue, ecc) ma soprattutto sono una versione estrema degli esseri umani, dei personaggi in cui le passioni, i bisogni, le sensazioni e i desideri sono amplificati e la fanno da padrone. Sono personaggi veri e propri, non dei semplici fantocci bellissimi e irreali creati per appagare le fantasie nascoste di ragazzi frustrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo creato da Newman è cosi affascinante da meritarsi una serie di romanzi: ad <em>Anno Dracula</em> fanno seguito <em>Il Barone sanguinario</em>, ambientato durante il primo conflitto mondiale e <em>Dracula Cha cha cha</em>, che come il titolo lascia intuire è ambientato nel nostro paese negli anni della dolce vita. Rimangono ancora inediti in Italia <em>Johnny Alucard</em>, ultimo romanzo della saga e svariati racconti che si discostano dalla trama principale per esplorare le possibilità di questo intrigante universo narrativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anno Dracula</em> è un interessante esperimento che rende giustizia alla figura del vampiro, personaggio che ormai sembra essere sinonimo di sciapi romanzetti da quattro soldi degni della peggiore spazzatura Harmony. La speranza è che questa vampiro-mania imperante sia l&#8217;occasione per vedere stampata nel nostro paese la saga nella sua interezza.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Davide Schiano di Coscia</strong></p>
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		<title>Lo scaffale dimenticato</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 14:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi rispolveriamo un altro classico della produzione di John Fante: Aspetta Primavera, Bandini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di <strong>John Fante</strong> abbiamo già parlato in passato, in un breve articolo dedicato a <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-48/"><strong><em>Dago Red</em></strong></a>, una raccolta dei suoi primi racconti. Le tematiche introdotte da quelle brevi ma forse ancora acerbe storie vengono riorganizzate e rimodellate in <strong><em>Aspetta Primavera, Bandini</em></strong>. Ci troviamo di fronte al primo capitolo (in ordine cronologico) della saga di <strong>Arturo Bandini</strong>, chiaro alter ego dello stesso Fante.</p>
<div id="attachment_20923" class="wp-caption alignleft" style="width: 299px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/letteraturaco-calendario-per-il-popolo-migrante-che-ama-i-libri-2/john-fante/" rel="attachment wp-att-20923"><img class="size-medium wp-image-20923 " style="margin: 5px;" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2010/08/john-fante-289x300.jpg" alt="" width="289" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">John Fante</p></div>
<p style="text-align: justify;">Arturo è un quattordicenne appassionato di baseball dal carattere forte, ribelle, spesso indomabile. Vive con i due fratellini August e Federico, assieme alla paziente madre Maria ed al padre Svevo, di professione muratore. Le prime pagine del libro vedono Svevo impegnato a spalare la neve dal vialetto di casa, furioso sia contro il rigido inverno del Colorado che gli impedisce di esercitare la sua professione, che con la sfortuna che gli ha appena fatto perdere una discreta somma di denaro giocando a carte.</p>
<p style="text-align: justify;">Immediato è il riferimento al racconto <em>Muratore nella Neve</em>, presente in <em>Dago Red</em>. Nel romanzo oggi analizzato, le tematiche dei primi esperimenti letterari di Fante vengono però organizzate decisamente meglio: esemplare e unico il modo in cui Fante riesce a pennellare l’immagine della povera famiglia Bandini e le difficoltà di Svevo nel portare a casa il denaro necessario alla sussistenza. Non c’è pietà o senso di fatalità e disgrazia nelle pagine di Fante. La sua grande capacità è quella di descrivere una situazione oggettivamente triste e pietosa in maniera quasi grottesca. Ed il lettore si ritrova a sorridere, se non ridere di gusto, e solo successivamente ci si rende conto che in fondo non c’è molto di cui sorridere.</p>
<p style="text-align: justify;">Fante ebbe il merito di descrivere la realtà degli immigrati italiani in America senza vittimismo, ma con un grande senso di speranza e con una vena ironica sottile ma tagliente, soprattutto quando vengono affrontati (e smitizzati) gli stereotipi dell’italiano medio, che risultano così derisi in maniera intelligente e simpatica, spesso grottesca.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-55/aspettaprimavera/" rel="attachment wp-att-67780"><img class="alignleft size-medium wp-image-67780" style="margin: 5px;" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Aspettaprimavera-182x300.jpg" alt="" width="182" height="300" /></a>Abbiamo detto che Arturo Bandini è un chiaro <strong>alter ego</strong> di Fante: molti sono infatti gli elementi biografici che coincidono tra l’autore ed il personaggio. Fante butta nei suoi romanzi tutto quel sostrato di esperienze famigliari che ha vissuto in prima persona: lo scrittore è consapevole di cosa sta scrivendo e sa come maneggiare la narrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un plauso anche alle ben organizzate prospettive narrative, che saltano in continuazione da Arturo, con i suoi turbamenti per la bella Rosa di cui è innamorato, a Svevo, perennemente preoccupato per il lavoro che non c’è e costantemente desideroso di fare baldoria, desiderio che lo porterà fino in casa della vedova Hildegarde, la ricca del paese, con ovvie conseguenze che lasciamo alla vostra immaginazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ritratto ben riuscito degli immigrati italiani in America, scritto con consapevolezza e maestria utilizzando una giusta miscela di tragedia ed ironia, che si annullano a vicenda creando, in fin dei conti, una storia semplice, vera e vissuta.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Letteratura&amp;Co. Calendario per il popolo migrante che ama i libri</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/letteraturaco-calendario-per-il-popolo-migrante-che-ama-i-libri-15/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 11:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anno nuovo, rubrica vecchia! Anche nel 2012 ogni mese WakeUpNews vi accompagnerà alla scoperta degli eventi letterari più interessanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="937" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="960"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/libri-Natale-albero-natale1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-66787" title="libri Natale albero natale" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/libri-Natale-albero-natale1.jpg" alt="" width="624" height="282" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i primissimi articoli del nuovo anno non poteva mancare sulle pagine di WakeUpNews <strong>il calendario biblionautico</strong> che, per tutti i malati di bibliofollia, vuole offrire una bussola per orientarsi nel vasto mare degli appuntamenti incentrati sul quel magico oggetto che è il libro. Sempre difficile l’assoluta completezza nel segnalare &#8211; all’interno del <em>maremagnum</em> di festival, kermesse, rassegne e incontri letterari &#8211; tutti gli eventi e per questo più che mai, in questo 2012, lanciamo un appello a voi lettori per <strong>l’invio di consigli e informazioni</strong> su ciò che succede nella vostra città.</p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio di <em>Letteratura&amp;Co</em> non può che partire oggi da <strong>Roma</strong>, dove il mese di gennaio ha in serbo una serie di eventi di rilievo. Alla <strong>Casa delle Letterature</strong> per esempio (Piazza dell’Orologio, 3) resta visitabile fino a fine mese la mostra legata a <em>Natale Natale 4</em>, progetto delle feste di questa importante istituzione che promuove libri e lettura. Inaugurato lo scorso 21 dicembre si tratta di un evento che unisce arte, musica e letteratura: gli organizzatori hanno invitato artisti noti ed emergenti, chi attraverso l’arte figurativa chi mediante la parola, ad una riflessione sui caratteri specifici e talvolta contraddittori della festa del 25 dicembre. Ne è nata una mostra, <strong><em>The Painted Song</em></strong>, di 15 acquerelli inediti di Edith Schloss sugli spartiti del <a href="http://www.wakeupnews.eu/sperimentazioni-alvin-curran-e-le-nuove-forme-sonore/">musicista Alvin Curran</a> e – per il vernissage dello scorso mese – una serie di installazioni <em>site-specific</em> negli spazi interni ed esterni della Casa delle Letterature. L’esposizione è visitabile fino al 31 gennaio, accompagnata dal catalogo con un testo di Achille Bonito Oliva, e per gli appassionati di letteratura e poesia è disponibile anche un quaderno con i testi inediti scritti da poeti e narratori per le edizioni 2009 e 2010. Dettagli sul sito <a href="http://www.festivaldelleletterature.it/">www.festivaldelleletterature.it</a>.</p>
<div id="attachment_66775" class="wp-caption alignleft" style="width: 232px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Vi-Racconto-Un-Romanzo.jpg"><img class="size-full wp-image-66775" title="Vi Racconto Un Romanzo" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Vi-Racconto-Un-Romanzo.jpg" alt="" width="222" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">La locandina della rassegna dell&#39;Auditorium di Roma</p></div>
<p style="text-align: justify;">Gennaio di libri e lettura anche all’<strong>Auditorium Parco della Musica,</strong> dove prosegue il ciclo<strong> <em>Vi racconto un romanzo</em></strong>. L’iniziativa intende offrire al pubblico una doppia, anzi tripla, opportunità: conoscere meglio alcuni classici della narrativa del Novecento, approfondire gli aspetti più interessanti della creazione linguistica dei rispettivi autori e ascoltarne la lettura dalla voce di grandi interpreti del teatro italiano. Questo mese l’appuntamento è lunedì 16 alle ore 21 al Teatro Studio dove sarà ospite di Valerio Magrelli, coordinatore di tutti gli incontri, <strong>Licia Maglietta </strong>per la lettura de <em>Il porto di Toledo</em> di Anna Maria Ortese (1914-1998). Si tratta non proprio dell’ultimo romanzo della scrittrice romana, ma di quello cui lavorò, anche dopo la pubblicazione nel 1975, fino alla morte. Per informazioni e acquisto dei biglietti <a href="http://www.auditorium.com/eventi/4978293"><strong>www.auditorium.com</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"> Incontri (virtuali) con gli autori anche presso la sede romana della Società Dante Alighieri, a <strong>Palazzo Firenze </strong>(Piazza Firenze, 27), con <strong><em>Il cammino delle parole. Incontri letterari, artistici, enogastronomici</em></strong>. Nata in collaborazione con Paesaggio Culturale Italiano &#8211; I Parchi Letterari®, la rassegna unisce il piacere della scoperta letteraria ed artistica a quello della degustazione di vini e cibi tipici della tradizione italiana. Ogni incontro prevede approfondimenti su uno specifico autore e la regione italiana il cui contesto storico-geografico, per nascita o per esperienza, ne nutrì l’ispirazione, e a gennaio – il giorno 18 alle ore 17,30 – si è scelta la Basilicata e le penne di due scrittori come<strong> Carlo Levi e Albino Pierro</strong>. Il primo, torinese, scontò in Lucania il suo esilio raccontandolo magistralmente in <em>Cristo si è fermato a Eboli</em>, il secondo, nato a Tursi in provincia di nel 1916, è il maggior poeta dialettale di queste zone, autore nel 1959 della raccolta di versi <em>‘A terra du ricorde</em>.   Programma completo della rassegna e su<a href="http://www.parchiletterari.com/"> <strong>www.parchiletterari.com</strong></a>.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma non esiste ovviamente solo la capitale come città ‘ideale’ per i biblionauti di gennaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino al 15 in provincia di Treviso, a Sàrmede, prosegue la rassegna internazionale <strong><em>Le immagini della fantasia</em></strong>, spazio tutto dedicato al mondo dell’illustrazione per l’infanzia. Trentasei i ‘maestri’ disegnatori di questo settore che nell’edizione in corso, apertasi ad ottobre, stanno presentando le loro ultime creazioni accanto alle sezioni specifiche rivolte ad esaltare il lavoro di un’ospite d’eccezione, l’illustratrice Linda Wolfsgruber, e offrire una panoramica sulle fiabe del mondo. <strong><em>Le immagini della fantasia</em></strong> porta in evidenza l’attività non solo di illustratori già professionisti, ma anche di molti giovani allievi della Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sàrmede ed offre l’opportunità di ammirare in esposizione le tavole originali e poi acquistare i relativi libri pubblicati, alcuni in lingua straniera e difficilmente reperibili sul mercato nazionale.  dagli illustratori ospiti per dare la possibilità di apprezzare pienamente la bellezza di pubblicazioni per l’infanzia altrimenti introvabili in Italia. Paese ospite di questa edizione è l’India, tutta da scoprire nei disegni che, sebbene pensati per i bambini, hanno molto da comunicare anche ai grandi. Scoprite qualcosa in più sull’evento attraverso la home page<strong> </strong><a href="http://www.sarmedemostra.it/"><strong>www.sarmedemostra.it</strong></a>.</p>
<div id="attachment_66777" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/convivio-rassegna-letteraria-Pavone-canavese.jpg"><img class="size-medium wp-image-66777" title="convivio rassegna letteraria Pavone canavese" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/convivio-rassegna-letteraria-Pavone-canavese-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La rassegna Convivio, a Pavone Canavese (To)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nord Italia letterario anche quello di Pavone Canavese, in provincia di Torino, dove si sta svolgendo da dicembre la IV edizione di <strong><em>Convivio – Incontri letterari ed enogastronomici a Km 0</em></strong>. Il titolo scelto per il ciclo di incontri di quest’anno è  <em>Note e parole. Musica e letteratura</em>, perché il leit motiv è proprio l’unione di parola letteraria e parola musicale attraverso letture dedicate alla musica. Il 2 dicembre è toccato alla storia del pianista sull’oceano raccontata da Alessandro Baricco in <em>Novecento</em>, mentre il prossimo venerdì 13 gennaio – dalla voce di Lucia Garavante e Giuseppe Cigno – aspettano il pubblico alcuni <em>Racconti musicali</em>. Gli eventi sono tutti ospitati dalla <strong>Fondazione d&#8217;Andrade : vi anticipiamo quelli di febbraio (</strong>venerdì 10 febbraio <em>La mia storia con Mozart</em> di Eric Emmanuel Schmitt con Dimitri Riccio) e marzo (venerdì 16 <em>Canone Inverso</em> di Paolo Maurensing con Marco Panzanaro). Per contattare l’organizzazione consultare il sito <a href="http://torino.mondodelgusto.it/2011/11/30/convivio-2011-2012-incontri-letterari-enogastronomici-pavone-canavese-torino/"><strong>torino.mondodelgusto.it</strong></a><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre, cari lettori, per tutto ciò che abbiamo dimenticato ci affidiamo a voi…per un gennaio pieno di libri.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
<p><strong> </strong>Foto auditorium.com; torino.mondodelgusto.it; bibliotecarescaldina.wordpress.com</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libriuniamoci – 150 anni di Unità d’Italia e di Libri</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 14:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[scritti corsari]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultima puntata della nostra rubrica dedicata all’Unità d’Italia. Chiudiamo in bellezza con gli “Scritti corsari” di Pier Paolo Pasolini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Scritti-corsari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-67776" style="margin: 5px;" title="Scritti corsari" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Scritti-corsari-199x300.jpg" alt="" width="143" height="216" /></a>Per concludere il nostro viaggio nel Risorgimento e nell’unità d’Italia non potevamo che affidarci alla sapienza e all’acume di Pier Paolo Pasolini, il giornalista, scrittore, poeta, regista che il nostro Paese ama e odia, un uomo che l’Italia l’aveva capita.</p>
<p style="text-align: justify;">E con le pagine degli <strong><em>Scritti corsari</em></strong> prendiamo commiato da questo 2011 che non è solo l’anno in cui abbiamo festeggiato i centocinquanta anni della nostra unità nazionale, ma l’anno più difficile da quando abbiamo varcato la soglia del nuovo millennio.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli <em>Scritti corsari</em> sono una raccolta di articoli scritti tra il 1973 e il 1975, ospitati per lo più sulle colonne del Corriere della Sera – in quel periodo diretto da Piero Ottone, designato dalla famiglia Crespi e considerato l’artefice della svolta “rossa” del quotidiano che, ricordiamo, portò Indro Montanelli ad abbandonare la redazione di via Solferino – e rappresentano letteralmente la chiusura della carriera di Pasolini, perché le bozze furono revisionate dall’autore, presso l’editore Garzanti, poco tempo prima della sua morte violenta, sopraggiunta la notte del 2 novembre 1975.</p>
<p style="text-align: justify;">Dallo storica campagna ideata da Oliviero Toscani e Emanuele Pirella dei jeans Jesus “Chi mi ama mi segua” agli intellettuali del ’68, dalla contestata posizione antiabortista al famoso articolo sulla scomparsa delle lucciole, fenomeno assunto a paradigma dei cambiamenti politici, storici e sociali dell’Italia di quegli anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto di vista di Pasolini non è sempre condivisibile, ma resta una testimonianza che è impossibile ignorare per comprendere il nostro Paese oggi: gli <em>Scritti corsari</em> raccontano una tendenza al cambiamento che però è perennemente frenata dall’incapacità di sganciarsi da certe categorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Una politica che non soddisfa gli italiani, le lotte degli operai, gli intellettuali di sinistra – e quelli di destra che però non si chiamano intellettuali – i “rossi”e i “neri”, le manifestazioni studentesche, i cortei pacifici e quelli meno pacifici, le forze dell’ordine che caricano i manifestanti, gli studenti universitari che chiedono maggiore attenzione per l’istruzione e per il proprio futuro, povertà dilagante, criminalità sempre più forte… quale Italia abbiamo descritto, quella di oggi o quella degli anni Settanta?</p>
<p style="text-align: justify;">Pasolini invita alla riflessione, per di più con una scrittura – c’è bisogno di dirlo? – accattivante con argomentazioni<a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/PIer-Paolo-Pasolini.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-67778" style="margin: 5px;" title="PIer Paolo Pasolini" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/PIer-Paolo-Pasolini-300x258.jpg" alt="" width="240" height="206" /></a> sempre valide, seppure spesso estremamente soggettive, una scrittura che rivela l’impegno profondo e intellettuale di un uomo e la volontà di non “volersene fregare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se le circostanze della morte di Pasolini sono ancora un mistero, non lo è il ruolo fondamentale che ha giocato come regista e come scrittore, anche e persino con le opere più contestate e che lui stesso giunse a rinnegare come <em>Salò o le 120 giornate di Sodoma</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Esiste oggi una forma di antifascismo archeologico che è poi un buon pretesto per procurarsi una patente di antifascismo reale. Si tratta di un antifascismo facile che ha per oggetto ed obiettivo un fascismo arcaico che non esiste più e che non esisterà mai più».</em></p>
<p style="text-align: justify;">(Da <em>Scritti corsari</em>, 1975)</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivederci su WakeUpNews con le nuove rubriche che abbiamo preparato per il prossimo anno. Per chi volesse consultare questa nostra rubrica dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia riportiamo l’elenco dei titoli proposti. <strong>Gennaio</strong>: <em>Il Gattopardo</em> di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, <em>Una donna</em> di Sibilla Aleramo; <strong>Febbraio</strong>: <em>Contro l’Unità d’Italia</em> di Pierre Joseph Proudhon, <em>Il sentiero dei nidi di ragno </em>di Italo Calvino; <strong>Marzo</strong>: <em>Il Risorgimento e l’Unità d’Italia</em> di Antonio Gramsci, <em>Vogliamo tutto</em> di Nanni Balestrini; <strong>Aprile</strong>: <em>Bella e perduta</em> di Lucio Villari, <em>Vieni via con me</em> di Roberto Saviano; <strong>Maggio</strong>: <em>Dei doveri dell’uomo</em> di Giuseppe Mazzini, <em>Bar Sport</em> di Stefano Benni; <strong>Giugno</strong>: <em>Viva l’Italia</em> di Aldo Cazzullo, <em>Il giorno della civetta</em> di Leonardo Sciascia; <strong>Luglio</strong>: <em>Il giornalino di Gian Burrasca</em> di Vamba (Luigi Bertelli), <em>L’allegria</em> di Giuseppe Ungaretti; <strong>Agosto</strong>: <em>La Patria, bene o male</em> di Carlo Fruttero e Massimo Gramellini, <em>Un cappello pieno di ciliegie</em> di Oriana Fallaci; <strong>Settembre</strong>: <em>Diario della spedizione dei Mille </em>di Ippolito Nievo, <em>Il giardino dei Finzi-Contini</em> di Giorgio Bassani; <strong>Ottobre</strong>: <em>Fratelli d’Italia</em> di Goffredo Mameli, <em>La cognizione del dolore</em> di Carlo Emilio Gadda; <strong>Novembre</strong>: <em>Se Garibaldi avesse perso</em> di Pasquale Chessa, <em>L’Agnese va a morire</em> di Renata Viganò; <strong>Dicembre</strong>: <em>Le mie prigioni</em> di Silvio Pellico, <em>Scritti corsari</em> di Pier Paolo Pasolini.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Penza</strong></p>
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		<title>Due libri al mese&#8230;seguendo le regioni!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 17:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Cabiati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Verga]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiude oggi il nostro viaggio letterario attraverso le venti regioni d'Italia. Basilicata e Molise: parliamo di Giuseppe Lupo con "L'ultima sposa di Palmira" e di Francesco Jovine con "Signora Ava"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/A2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-67414" style="margin: 5px;" title="A" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/A2-184x300.jpg" alt="" width="184" height="300" /></a>Con la fine dell’anno siamo giunti anche alla fine della nostra rubrica <a href="http://www.wakeupnews.eu/category/cultura/letteratura-cultura-2/due-libri-al-mese-seguendo-le-regioni/"><strong><em>Due libri al mese…seguendo</em></strong> <strong><em>le regioni</em></strong></a>, che da marzo vi ha proposto ogni mese un autore e un suo libro per ogni regione d’Italia.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Per quest’ultimo appuntamento abbiamo scelto qualcosa che ci porta con la fantasia in altri tempi e in altri luoghi ma che contemporaneamente rimanda al tema dei <strong>150 anni dell’Unità d’Italia</strong>, da cui è partito il nostro spazio mensile.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Alla fine del nostro percorso in giro per le regioni d’Italia, non ci restano che <strong>Basilicata</strong> e <strong>Molise</strong>.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">La prima è drammaticamente protagonista del libro che <strong>Giuseppe Lupo</strong> &#8211; finalista al <strong>Premio</strong> <strong>Campiello 2011</strong> &#8211; ha scritto con <strong><em>L’ultima sposa di Palmira</em></strong>. La storia parte dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_dell'Irpinia"><strong>tragico terremoto</strong> <strong>che colpisce l’Irpinia nel 1980</strong></a>. Un racconto dunque che attinge innegabilmente e crudamente alla realtà per privilegiare però un’ottica diversa dall’intento puramente documentaristico o di indagine; non quindi &#8211; o non solo &#8211; analisi crudele e spietata di un evento tremendo e della dimensione di precarietà, ingiustizia e ritardi a esso collegati, ma piuttosto pagine che &#8211; pur partendo proprio da un fatto tanto reale &#8211; danno poi libero sfogo all’immaginario.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Il 23 novembre del 1980 un terremoto colpisce infatti Basilicata e Campania, provocando la nota tragedia. L’antropologa milanese Pettalunga si precipita a Palmira, un paese così piccolo e sconosciuto da non figurare nemmeno sulle carte geografiche. Del paese non resta ormai nulla, se non una piccola falegnameria che mastro Gerusalemme si rifiuta di sgomberare e dove lavora giorno e notte per fabbricare il mobilio necessario all’ultima sposa del paese. Sulle ante incide le storie del paese e della sua gente, che si tramandano da molti anni, e ora unica testimonianza di un tempo e di un luogo che non esistono più.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Qui l’antropologa ripercorre le tracce rimaste delle vite degli abitanti di questo luogo, ridotto ormai a «una necropoli a cielo aperto, un purgatorio senza Dio» e fra le cui macerie si sta ancora scavando. Tornano così in vita ricordi, segreti, misteri di un intero popolo, come tanti piccoli altri per nulla conosciuto e destinato forse a scomparire per sempre tra la polvere, quasi non fosse mai realmente esistito ma solo frutto di una fantasia regressiva.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Reinventando questo evento come «allegoria di un’apocalisse», come scomparsa di una civiltà, di un pensiero e in definitiva di un mondo, il libro di Lupo riecheggia letterariamente <em>Cent’anni di</em> <em>solitudine </em>per quella sensazione della fine insita in ogni pagina ma anche <em>Cristo di è fermato a Eboli</em> per una certa comunanza di riferimenti e di colori locali.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Una frase di Leonardo Sinisgalli, citata nel libro, ne fornisce forse la migliore chiave di lettura: «Ciascuno di noi si porta dietro una casa e una città dove vive tutta la vita, l’altra vita, quella del sogno, la più vera, se pure la più labile».</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Anche per il Molise torniamo indietro nel tempo con <strong><em>Signora Ava</em></strong> di <strong>Francesco Jovine</strong>, che nel suo romanzo traspone un intero mondo, anche questo irrimediabilmente inghiottito dal tempo.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Nella prima parte leggiamo la descrizione di un paese, Guardalfiera, ritratto appunto ai tempi della “Signora Ava”, con i suoi personaggi e il suo stile di vita immerso nell’immobilismo di una ritualità che non si modifica né deve essere modificata e nella ripetitività tipica della vita contadina.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/B4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-67415" style="margin: 5px;" title="Layout 1" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/B4-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a>Nella seconda parte, la Storia &#8211; siamo tra il 1859 e il 1860, alla fine del regno borbonico e alla vigilia dell’unità d’Italia &#8211; irrompe prepotentemente nella vita del paese. Molto richiamerà alla mente del lettore <strong><em><a href="http://www.wakeupnews.eu/verga-moderno-immaginarmi-il-ritorno/">I Malavoglia</a></em></strong> di <strong>Verga</strong>, ambientato nello stesso periodo di rottura coincidente con l’Unità d’Italia e che riporta lo stesso confronto dicotomico tra mondo antico e mondo moderno, tra tempo mitico e tempo storico. Verga e Jovine tuttavia sanno bene che preservare tempo mitico e spazio chiuso è impossibile, sanno di parlare di un mondo ormai scomparso e che solo per il momento resta ancora sospeso tra un presente in rapida evoluzione e un passato che non passa. Così, tra le beghe di paese, il notabile, il curato, il maestro, il proprietario e il bracciante, l&#8217;impatto dato dall’irruzione della Storia non può che essere particolarmente brusco, La critica ha anche evocato, a proposito di Jovine, il realismo magico di Garçia Màrquez per la resa di pezzo vivido di realtà e per il sapore, anch’esso sospeso, tra fantastico e mitico.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">L&#8217;anniversario per i 150 anni dell’Unità d’Italia &#8211; da cui dieci mesi fa è partita la nostra rubrica &#8211; <span> </span>può forse essere l&#8217;occasione per riscoprire questo romanzo, definito come «<em>Il Gattopardo</em> dei poveri» (Goffredo Fofi), e per guardare agli eventi storici anche dall’interno, anche quando questo significa metterne in luce aspetti lontani dallo spirito celebrativo.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">«Nato dal felice incontro di memoria e fantasia, ideologia e storia» (Eugenio Ragni), il romanzo rievoca in chiave favolosa un&#8217;epoca antica, nella quale però affondano le radici i problemi sociali che ancora affliggono il Meridione e si legge come un classico per capire chi eravamo e riflettere su chi siamo diventati (e su come lo siamo diventati).</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">Non resta ora che chiudere qui questa escursione letteraria attraverso tutte e venti le regioni italiane e augurare ai nostri lettori un meraviglioso 2012, che i libri continuino a farvi viaggiare!</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;">«Non esiste vascello che come un libro ci sa portare in terre lontane. Né corsiero come una pagina di scalpitante poesia. È un viaggio che anche il più povero può fare senza il tormento del pedaggio. Quanto è frugale la carrozza che trasporta l&#8217;anima dell&#8217;Uomo»(Emily Dickinson).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right; line-height: 150%;" align="right"><strong>Marina Cabiati</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libriuniamoci – 150 anni di Unità d’Italia e di Libri</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 13:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libriuniamoci]]></category>
		<category><![CDATA[le mie prigioni]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura risorgimentale]]></category>
		<category><![CDATA[silvio pellico]]></category>

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		<description><![CDATA[Un buon Natale, ma molto unitario e patriottico, con “Le mie prigioni” di Silvio Pellico, un caposaldo della letteratura risorgimentale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Le-mie-prigioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-67047" style="margin: 5px;" title="Le mie prigioni" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Le-mie-prigioni-178x300.jpg" alt="" width="150" height="252" /></a>Quale migliore occasione se non il Natale per regalarci una buona lettura che serva anche a comprendere una parte importantissima della nostra storia? Così oggi dedichiamoci a Silvio Pellico e al suo <em>Le mie prigioni</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pellico scrisse <em>Le mie prigioni</em> tra il 1831 e il 1832 come memoriale della sua detenzione e la narrazione copre l’arco di tempo tra il 13 ottobre1820 e il 17 settembre 1830, il decennio in cui  Pellico visse recluso a causa della sua <strong>adesione ai moti carbonari</strong> che contribuirono all’unificazione nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente osteggiato dalla censura – che sempre mira a soffocare le voci di resistenza e impegno in opposizione al regime in carica – e per questo distribuito clandestinamente fino a divenire un classico della letteratura risorgimentale, oggi l’opera di Pellico non gode, purtroppo, di particolare fortuna tanto che è facile imbattersi nell’opportunità di scaricarlo gratis sul pc o sullo smartphone, come una merce di alcun valore.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure non dovrebbe essere così: la narrazione non è certo facile, il linguaggio non è moderno, non è scorrevole, non è accattivante, non riporta gesta eroiche o fasti, ma proprio per questo veicola un messaggio importante, la determinazione di un uomo e la fede incrollabile in un ideale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai Piombi del Palazzo Ducale di Venezia al carcere dello Spielberg di Brno (nell’attuale Repubblica Ceca), Pellico racconta l’asprezza del carcere del regno asburgico – sì gli Asburgo dei tre film con la principessa Sissi come protagonista, i film che hanno fatto sognare tante bambine – contribuendo in modo sostanziale alle insurrezioni che hanno portato all’Unità d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso Metternich, qualche anno dopo, ammise che l’opera di Pellico aveva nuociuto al regno austro ungarico ancor più di una campagna bellica persa, visto che l’immagine dell’impero era ormai del tutto compromessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Pagine di profonda frustrazione emotiva, spirituale e fisica si alternano a pagine in cui Pellico presenta i ricordi dei suoi<a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/silvio-pellico-1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-67050" style="margin: 5px;" title="silvio-pellico-1" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/silvio-pellico-1.jpg" alt="" width="149" height="213" /></a> giorni felici della sua famiglia, che spera di poter riabbracciare, nonostante sia ben conscio di poter morire prima di riuscire a farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che trasuda dal libro è il tentativo di autodeterminarsi attraverso il racconto, narrare il proprio sé per riprenderne possesso, scavalcare le mura del carcere. E in questo solo un’idea e la fede nel proprio Dio possono aiutare un essere umano, per questo Pellico dedicò molto tempo alla lettura della Bibbia nel corso della sua detenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo periodo di festività e di ristrettezze fatevi un regalo: leggete le memorie di un uomo onesto, leggete un po’ della nostra storia, andate alla ricerca dei motivi per cui dobbiamo amare ancora questo Paese, anche e più che mai ora che sembra si sbricioli sotto il peso della crisi.</p>
<p><em>«Il venerdì 13 ottobre 1820 fui arrestato a Milano, e condotto a Santa Margherita. Erano le tre pomeridiane. Mi si fece un lungo interrogatorio per tutto quel giorno e per altri ancora. Ma di ciò non dirò nulla. Simile ad un amante maltrattato dalla sue bella, e dignitosamente risoluto di tenerle broncio, lascio la politica ov’ella sta, e parlo d&#8217;altro.<br />
Alle nove della sera di quel povero venerdì, l&#8217;attuario mi consegnò al custode, e questi, condottomi nella stanza a me destinata, si fece da me rimettere con gentile invito, per restituirmeli a tempo debito, orologio, denaro, e ogni altra cosa ch’io avessi in tasca, e m’augurò rispettosamente la buona notte.<br />
“Fermatevi, caro voi” gli dissi “oggi non ho pranzato; fatemi portare qualche cosa”<br />
“Subito, la locanda è qui vicina; e sentirà, signore, che buon vino!”<br />
“Vino, non ne bevo”<br />
A questa risposta, il signor Angiolino mi guardò spaventato, e sperando ch’io scherzassi. I custodi di carceri che tengono bettola, inorridiscono d’un prigioniero astemio.<br />
“Non ne bevo, davvero”. </em></p>
<p><em>“M&#8217;incresce per lei; patirà al doppio la solitudine&#8230;”».</em></p>
<p>(Da <em>Le mie prigioni</em>, Silvio Pellico, 1832)</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Francesca Penza</strong></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Natale di libri, libri di Natale. Idee bibliofile da mettere sotto l’albero</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 14:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[A caccia dell’ultimo regalo? Ecco cosa trovare in libreria in tema con la festa del 25 dicembre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_66863" class="wp-caption alignleft" style="width: 227px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Sellerio-un-natale-in-giallo.jpg"><img class="size-medium wp-image-66863" title="Sellerio un natale in giallo" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Sellerio-un-natale-in-giallo-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un Natale in giallo di Sellerio</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ormai agli sgoccioli dello shopping natalizio ancora in tanti sono alla <strong>ricerca del dono perfetto</strong> da incartare e lasciare sotto l’albero di amici e famigliari. Tra bizzarrie ed idee originali ci sono però regali classici che non passano mai di moda, permettono di contenere i costi e aiutano i destinatari a trascorrere qualche ora di sereno svago intellettuale. Stiamo parlando dei <strong>libri</strong>, oggetti per molti desueti, banali o anche ‘misteriosi’, ma per tanti insostituibili amici e fonte inesauribile di sorprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Scopriamo insieme qualche titolo che, occhieggiando dagli scaffali delle librerie, può diventare un <em>cadeaux</em> ideale non solo di per sé, ma anche perché tematicamente in linea con la festa che sta arrivando. Tante sono infatti le novità librarie che ogni anno escono nel periodo natalizio che trattano proprio del Natale e dei suoi diversi aspetti, anche se il primo consiglio – se non lo si è mai letto – resta il classico dei classici,<strong> il <em>Canto di Natale</em></strong><em></em> di<strong> Charles Dickens</strong>, disponibile in una miriade di versioni ed edizioni, per grandi e piccini, illustrato oppure no, di cui esistono anche pubblicazioni in forma di audiolibro (per i lettori pigri o per chi, magari ha difficoltà con le parole stampate su carta).</p>
<p style="text-align: justify;">Chi cerca il libro giusto per gli amanti del noir non può lasciarsi sfuggire <em><strong>Un Natale in giallo</strong></em> (Sellerio, euro 14), raccolta di sette romanzi brevi dalle penne dei migliori autori del genere e con protagonisti che gli appassionati del settore forse già conoscono bene. In una inedita versione natalizia i lettori potranno trovare ad esempio la detective Petra Delicado, creatura della catalana <strong>Alicia Giménez-Bartlett</strong>, insieme ad una serie di altri ispettori e commissari conosciuti come quello raccontato da Santo Piazzese, ma il volume contiene anche le avventure-disavventure festive di personaggi qualunque che, benchè estranei al mondo dei delitti e dei misteri, si troveranno coinvolti in intrighi degni di Sherlock Holmes.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualora si debba invece soddisfare la curiosità di un appassionato di storia e lettore accanito di saggistica, ecco la proposta di Raffaello Cortina Editore, <strong><em>La vera storia di Babbo Natale</em> </strong>di<strong> Alfio e Michele Maggiolini</strong> (euro 14). Il volume affronta con acume sia gli aspetti più concreti e fattuali della storia di Santa Claus, dalle origini fino ad oggi, ma anche i riflessi psicologici ed antropologici della sua ‘invenzione’ e dell’uso che ne fanno gli adulti nei confronti dei piccini. Gli autori si pongono, e tentano di offrirvi una risposta, interrogativi che spesso vengono trascurati, ma che possono aiutare magari i genitori ad affrontare i traumi che la delusione dei bambini, nel momento della scoperta dell’illusione, può causare. Ottimo regalo, ci sentiamo di aggiungere, anche per insegnanti o educatori che lavorano a contatto con l’infanzia.</p>
<p style="text-align: justify;">Conoscete qualcuno particolarmente sensibile ai temi del confronto interculturale e interreligioso? Il titolo perfetto è <strong><em>Natale e il Corano</em></strong> di<strong> Karl-Josef Kuschel</strong> (Queriniana, euro 20). Partendo da alcuni parallelismi tra i testi biblici e le sure coraniche riguardo la nascita di Gesù o le figure di Maria e Giovanni Battista, l’autore – accademico presso l’Università di Tubinga e specialista in Teologia della cultura e del dialogo interreligioso &#8211; affronta ed approfondisce le più evidenti<strong> diversità</strong> nella percezione e comprensione dell’avvento del Figlio di Dio, offrendo materiale per un dialogo – difficile forse, ma necessario – tra credenti e fedi un tempo distanti anche geograficamente, ma che oggi sempre più arrivano a toccarsi, ad intrecciarsi e drammaticamente a scontrarsi.</p>
<div id="attachment_66864" class="wp-caption alignright" style="width: 209px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Capote-ricordo-di-natale.jpg"><img class="size-medium wp-image-66864" title="Capote ricordo di natale" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Capote-ricordo-di-natale-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ricordo di Natale di Capote, ed. Donzelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">State cercando un classico della narrativa, ma siete sicuri che Dickens già è stato letto? Ci ha pensa l’editore Donzelli, ripubblicando in una graziosa versione illustrata <strong><em>Ricordo di Natale</em></strong><em></em> di<strong> Truman Capote</strong> (euro 14). Nel profondo sud degli Stati Uniti Buddy e Sook, un orfanello di 7 anni e la sua anziana cugina,  si trovano a dover condividere le feste natalizie in un turbinio di rituali tradizionali e situazioni paradossali – frutto della loro fantasia – durante le quali si cementa un rapporto semplice ma genuino, capace di lenire almeno un po’ il dolore di entrambi, vittime della feroce solitudine.  Per chi conosca almeno un po’ <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-25/">la vita di Capote </a>è quasi superfluo dire che in Buddy vi è molto di autobiografico.</p>
<p style="text-align: justify;">Assurdo ma vero, in libreria si può trovare il regalo giusto anche per chi odia i regali. Si tratta di un saggio di Joel Waldfogel, apparso nel 2009 ma tradotto in italiano da Rizzoli Etas solo nel 2011 (euro 9,90). Il titolo inglese va obbligatoriamente citato per primo, <strong><em>Scroogenomics:</em><em> </em><em>Why You Shouldn&#8217;t Buy Presents for the Holidays</em></strong>, perchè il riferimento ancora una volta <a href="http://www.wakeupnews.eu/a-christmas-carol-tra-rivoluzione-e-tradizione/">al dickensiano <em>Christmas Carol</em> </a>è da subito chiarificatore del contenuto, ancor prima di leggere il sottotitolo. Sul mercato italiano è tradotto <em>come </em><em>Il libro che Babbo Natale non vi farebbe mai leggere. <strong>Perché non è giusto fare regali</strong></em> e non si tratta di uno scherzo o di una provocazione gratuita, bensì di un’analisi accurata e documentata di come le pazze spese consumistiche a ridosso del 25 dicembre (e non solo) siano causa di ingenti sprechi economici.</p>
<p style="text-align: justify;"> Ultimo consiglio, ma forse tra i più importanti. <strong>Scegliete un libro anche per i vostri bambini</strong>, o per quelli dei vostri amici e parenti, perché a differenza di molti giocattoli sarà un qualcosa che con loro potrete sempre condividere, magari trascorrendo un po’ di tempo insieme a sfogliarlo davanti al caminetto. Nelle migliori librerie di solito c’è sempre una sezione specifica loro rivolta e in questo periodo pullulante di titoli ‘natalizi’ su misura, a partire dalla versione cartacea di uno dei film d’animazione del momento, <a href="http://www.wakeupnews.eu/questa-settimana-al-cinema-37/"><em>Il figlio di Babbo Natale</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi salutiamo con i nostri personali auguri, di riceverlo in dono, un libro, e non solo di regalarlo. Buon Natale.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
<p>Foto  unilibro.com; donzelli.it; recensionelibro.it</p>
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		<title>Fabio Volo decolla a luci spente con Le prime luci del mattino</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 19:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Successo di vendite per l'ultimo, scadente, romanzo del poliedrico artista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify" dir="ltr"><strong>Fabio Volo</strong> è tornato nei negozi con un nuovo romanzo, il sesto, dal titolo<strong><em> Le prime luci del mattino</em></strong>. Edito, come sempre, da <strong>Mondadori</strong>, la storia ha come protagonista una donna, Elena, in crisi matrimoniale. Durante il corso del romanzo scoprirà nuovamente se stessa, tuffandosi in una travolgente relazione extraconiugale che la porterà, dopo alcune (ma non troppe) vicissitudini, a trovare la sua strada nella vita.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr"><a href="http://www.wakeupnews.eu/fabio-volo-decolla-a-luci-spente-con-le-prime-luci-del-mattino/fabio-volo-le-prime-luci-del-mattino-copertina/" rel="attachment wp-att-66658"><img class="alignleft size-medium wp-image-66658" style="margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/fabio-volo-le-prime-luci-del-mattino-copertina-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Tutto qui? Purtroppo sì. Il romanzo non decolla mai, le <strong>banalità</strong> si susseguono in rapida successione, i personaggi non risultano simpatici e la trama, <strong>piatta e scontata</strong>, si trascina stancamente verso la fine con una serie di riflessioni ripetitive e francamente irritanti, in particolare nelle parti dove viene riportato il &#8216;diaro&#8217; in cui la donna trascrive le sue personali sensazioni.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">I <strong>clichè</strong> presenti nella storia e nella costruzione dei personaggi sono troppi e già visti.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Elena è la tipica donna di mezza età in crisi d’identità: in quasi tutti i romanzi di Volo il protagonsta è, per un motivo o per l’altro, in crisi. Forse un pizzico di novità nella psicologia dei personaggi non guasterebbe. Il suo amante poi ricalca il ruolo di perfetto uomo maturo, sicuro di sè, affascinante, esperto, educato, sincero, fantasioso, puntuale, cortese, bello, arrivato, e le cui capacità a letto farebbero concorrenza al miglior Rocco Siffredi. Un uomo che si è visto spesso al cinema (ricorda tanto il Mickey Rourke di <em>9 settimane e ½</em>) ma molto raramente nella realtà.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Il marito di lei, Paolo, è invece il tipico uomo medio perennemente stanco e abitudinario, che si appisola davanti alla tv, egocentrico, mammone, poco performante sotto le coperte, e che non degna la moglie delle attenzioni che lei meriterebbe. Ma se il Medioman di <em>Mai Dire Grande Fratello </em> faceva ridere, qui il lettore potrebbe sentire dei forti pruriti alle mani, causati dalla voglia di prendere Paolo a sberle, sperando che sia dia una svegliata.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Gli <strong>stereotipi</strong> purtroppo non finiscono qui: si prosegue con i contrasti tra Elena e la madre di Paolo, si continua con le insoddisfazioni della vita espresse in sfoghi superficiali, adolescenziali e capricciosi. Si potrebbe andare avanti ancora, ma è meglio fermarsi.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Monotoni e stancanti sono i passaggi nei quali si descrivono le mirabolanti esperienze sessuali che Elena vive con il suo amante: cose, anche queste, troppe volte lette e viste al cinema in tutte le salse e variazioni.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Ultima pecca del libro &#8211; ma non ultima per importanza &#8211; quella di presentare un <strong>punto di vista femminile</strong> che talvolta risulta chiaro essere stato scritto da un uomo, segno probabilmente di una certa superficialità in fase di analisi della psicologia del personaggio.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr"><a href="http://www.wakeupnews.eu/fabio-volo-decolla-a-luci-spente-con-le-prime-luci-del-mattino/fabio_volo/" rel="attachment wp-att-66662"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-66662" style="margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Fabio_Volo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Fabio Volo è indubbiamente un artista poliedrico che è giusto ammirare ed apprezzare per le sue capacità in svariati settori. In campo editoriale è diventato in pochi anni un <strong>fenomeno senza precedenti</strong>, vendendo milioni di copie e facendo appassionare l’Italia con una scrittura semplice ma diretta. Alcuni suoi romanzi possono essere considerati, a dispetto dei giudizi della critica “illustre”, delle buone opere, meno scontate di quello che potrebbe sembrare. Tuttavia questo nuovo <em>Le prime luci del mattino</em> è  francamente mal riuscito, sciatto, superficiale e frettoloso; senza dubbio il peggiore mai scritto da Fabio Volo.</p>
<p style="text-align: right" dir="ltr"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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		<title>Appello della figlia di Alda Merini: &#8220;Salvate la casa di mia madre&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 12:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rischia di andare perduta una intera parete dove Alda Merini trascriveva, con penne e rossetto, i suoi appunti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>MILANO</strong> &#8211; Rischia di <strong>andare perduta</strong> una <strong>intera parete</strong> dove <strong>Alda Merini</strong> trascriveva, con penne e rossetto, i suoi <strong>appunti</strong>. «Quella parete racchiude i suoi pensieri che hanno attraversato molti anni della sua vita», racconta all&#8217;Adnkronos Emanuela Carniti, <strong>figlia della poetessa</strong> scomparsa nel 2009.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/casa_merini_1_800_800.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-66604" style="margin: 5px;" title="735504 XCOR TRASLOCO DI PARTE DEI MOBILI DI ALDA MERINI" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/casa_merini_1_800_800-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>«In quella casa mia madre abitò per oltre cinquant&#8217;anni &#8211; prosegue Emanuela &#8211; ora il comune di Milano ritenendolo un <strong>bene culturale</strong> ha pensato di tutelarlo staccandolo da quella casa che, dopo la morta di mia madre è tornata ai proprietari, e <strong>rimontarlo nella Casa Museo Alda Merini</strong> dove l&#8217;amministrazione comunale ha l&#8217;obiettivo di ricreare lo stesso ambiente vissuto da mia madre, con gli stessi mobili e gli stessi oggetti. Proprio per questo, io e mia sorella Barbara, abbiamo fatto una <strong>donazione di carte</strong> che le appartenevano per poterle esporre nel Museo».</p>
<p style="text-align: justify;">A <strong>due anni dalla morte</strong> della poetessa, i <strong>proprietari dell&#8217;appartamento</strong> non vogliono più aspettare, vorrebbero <strong>riprenderselo</strong>. «Per effettuare i lavori di rimozione e ripristino dell&#8217;intonaco servono 100.000 euro che il comune non ha e nemmeno noi &#8211; aggiunge <strong>Emanuela Carniti</strong> &#8211; Quindi rischiamo veramente di perdere un bene culturale importante».</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta dunque di <strong>trovare i soldi</strong> oppure «riuscire a <strong>prorogare i tempi</strong> di qualche mese, o ancora trovare qualcuno che possa fare i lavori a costi più contenuti», spiega la figlia di Alda.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto su <strong>Facebook</strong> è partita una petizione &#8220;<strong>Salviamo casa Merini</strong>&#8221; che ha raccolto 3.300 adesioni. Non solo. Molti tra quelli che hanno conosciuto Alda scrivono le loro impressioni, i loro ricordi. Una bella pagina di <strong>storia italiana</strong>. «Questa casa, che potrebbe sembrare un&#8217;ammucchiata di roba, è forse la più bella che c&#8217;è sul Naviglio, perché io non ho mai demolito un muro, è rimasta tale e quale. E la gente questo non lo capisce. E&#8217; sporca, vecchia, andrebbe ritinteggiata, ma le altre case sono asettiche, impersonali, ordinate, non ci si può nemmeno sbracare, sono case che non sono vissute. Questa credo che sia <strong>la casa più bella</strong> proprio <strong>perché nessuno l&#8217;ha mai toccata</strong>», diceva Alda.</p>
<p style="text-align: justify;">Salviamola!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via www.loschermo.it</p>
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		<title>Lo scaffale dimenticato</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 09:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi prendiamo in mano Maggie Cassidy, una delle opere dimenticate di Jack Kerouac]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify" dir="ltr"><em><strong>Maggie Cassidy</strong></em> è un romanzo sotto alcuni aspetti atipico, se confrontato con le opere più importanti della bibliografia di <a href="http://www.wakeupnews.eu/lo-scaffale-dimenticato-49/"><strong>Jack Kerouac</strong></a>. Scritto nel 1953 e pubblicato solo nel 1959 dopo il successo di <em><strong>Sulla Strada</strong></em>, <em>Maggie Cassidy</em> rievoca l’adolescenza di Jack Duluoz, il consueto alter ego letterario di Kerouac. La vita tranquilla della cittadina di Lowell viene descritta con la grazia e raffinatezza nostalgica tipica dei ricordi d’infanzia. Kerouac utilizza la sua famosa (e qui già consolidata) <strong>prosa spontanea</strong>, che in questo romanzo raggiunge notevoli picchi di potenza evocativa e suggestione descrittiva.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Maggie-Cassidy-copertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-66478" style="margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/Maggie-Cassidy-copertina.jpg" alt="" width="200" height="285" /></a>Al centro della storia, ambientata tra il 1938 ed il 1939, le vicende amorose che intercorrono tra il protagonista e la dolce Maggie Cassidy. La giovane si insinua lentamente nella vita del protagonista, a partire dal loro primo incontro durante una festa dell’ultimo dell’anno. Con il passare dei mesi i due inizieranno una <strong>delicata storia d’amore</strong> adolescenziale, con tutti i turbamenti e i problemi che ne derivano. La svolta nel racconto è rappresentata dal trasferimento a New York del protagonista, per frequentare l’università e intraprendere una carriera di sportivo di successo.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">La vita, come sappiamo tutti, continuò poi diversamente per Jack Kerouac, che da promessa del football americano, divenne un vagabondo tuttofare, capostipite e simbolo di una nuova generazione di scrittori.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Da sottolineare come <em>Maggie Cassidy</em> non sia solo il racconto del primo amore di Jack Kerouac: in esso viene descritta la tranquilla vita di provincia di Lowell nel Massachusetts (città natale dello scrittore), dove tutti si conoscono e tutti condividono gli stessi interessi. Tra le pagine del libro, Kerouac rievoca le sue amicizie, i suoi primi successi sportivi, le feste con gli amici e gli aneddoti dei tempi delle scuole superiori.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Ancora lontani i tempi dei vagabondaggi in auto per gli angoli degli Stati Uniti, del Buddismo, delle esperienze con le droghe, dell’<strong>alcool</strong> e del successo della <strong><em>beat generation</em></strong>. Ci troviamo di fronte ad un breve romanzo di vita provinciale americana, delicato e inquieto, proprio come l’adolescenza, qui magistralmente descritta da un Kerouac in buona forma.</p>
<div id="attachment_66479" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/jack_kerouac.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-66479" style="margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/jack_kerouac-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Jack Kerouac</p></div>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Stupisce che un romanzo del genere (di un autore di culto come Jack Kerouac) sia fuori stampa da diversi anni e di difficile reperibilità anche nel mercato dei libri usati. Un’opera di valore, forse non al livello dei suoi <em>masterpiece</em>, ma sicuramente molto più interessante di tante pubblicazioni postume di Kerouac che affollano gli scaffali delle librerie. Queste sono infatti per la maggior parte opere di poco valore, quasi delle operazioni commerciali fatte ad hoc per sfruttare la fama di uno <strong>scrittore di culto</strong> morto nemmeno cinquantenne, distrutto dall’alcool e dalla vita.</p>
<p style="text-align: right" dir="ltr"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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		<title>Lo scaffale dimenticato</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 13:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Lo scaffale dimenticato]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cormac McCarthy]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi spolveriamo il penultimo romanzo di Cormac McCarthy: Non è un paese per vecchi
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify" dir="ltr"><strong>Cormac McCarthy</strong> è uno degli scrittori americani di punta del panorama letterario contemporaneo: osannato dalla critica e adorato dal pubblico, McCarthy è probabilmente, per stile, capacità narrative e asciuttezza di linguaggio, il miglior continuatore della tradizione letteraria americana.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr"><em><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/non-%C3%A8-un-paese-per-vecchi-copertina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-65934" style="margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/non-%C3%A8-un-paese-per-vecchi-copertina-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>Non è un paese per vecchi</strong></em> è il suo penultimo romanzo, pubblicato nel 2007. Lasciate da parte le ambientazioni Western che ne hanno decretato la fortuna letteraria, McCarthy ci presenta una storia breve ma densa, cruda e senza un momento di sosta; ambientata in Texas nel 1980. Llewelyn Moss, giovane operaio reduce del Vietnam, si trova a caccia di antilopi nel deserto al confine con il Messico. Casualmente capita sulla scena di un regolamento di conti tra due bande di spacciatori messicani. Oltre a numerosi cadaveri e a un grosso quantitativo di droga, Moss trova una cartella piena di <strong>denaro</strong>. Credendo nel colpo di fortuna che capita una sola volta nella vita, Moss si impossessa del denaro e fugge, braccato però da numerosi personaggi decisamente poco raccomandabili, tra i quali spicca Anton Chigurh, uno spietato <strong>killer</strong> senza morale, che desideroso di impossessarsi del denaro, non esiterà a lasciarsi alle spalle una corposa scia di cadaveri.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Il fuggitivo è ricercato anche dallo sceriffo Bell, maturo tutore dell’ordine, personaggio dalla morale ferrera e quasi anacronistica.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">I colpi di scena si susseguono per tutte le duecentocinquanta pagine di questo breve ma intensissimo romanzo pieno di azione, di cui, come da tradizione, non vi sveliamo il finale.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Lo <strong>stile asciutto</strong> di McCarthy raggiunge in questo romanzo vette mai toccate per profondità e intensità. Dialoghi sensazionali si alternano a parti descrittive precise e concise ma altamente evocative. La narrazione degli eventi si interrompe spesso per lasciare spazio a brevissimi capitoli che ospitano le amare <strong>riflessioni sulla vita</strong> scritte dallo sceriffo Bell, un personaggio all’apparenza tutto d’un pezzo, in realtà profondamente turbato da alcune esperienze passate e spettatore passivo della degenerazione morale del genere umano, rappresentata dalla scia di cadaveri che si allunga costantemente durante il corso del romanzo.</p>
<div id="attachment_65936" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/cormac-mccarthy1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-65936" style="margin: 5px" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/cormac-mccarthy1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Cormac McCarthy</p></div>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Il grande critico <strong>Harold Bloom</strong> considera Cormac McCarhty uno dei più grandi scrittori americani viventi, assieme a Don DeLillo, Thomas Pynchon e Philip Roth. Tuttavia ha definito <em>Non è un paese per vecchi</em> il suo romanzo più debole.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">In realtà, questo libro è l’ennesima prova del <strong>talento</strong> di un grandissimo scrittore, in grado di costruire una elettrizzante storia di azione accessibile e travolgente, senza per questo risultare commerciale o scontato e senza mettere da parte la profondità e le riflessioni sulla vita, marchio di fabbrica della sua tecnica narrativa.</p>
<p style="text-align: justify" dir="ltr">Consigliato anche il bellissimo <strong>film tratto dal romanzo</strong>, diretto dai fratelli Coen, che ha come protagonisti Tommy Lee Jones e Josh Brolin.</p>
<p style="text-align: right" dir="ltr"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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