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	<title>Wakeupnews &#187; Cinema/TV</title>
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		<title>Addio a Ben Gazzara, muore o&#8217; Professore di Vesuviano di Tornatore</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Schiano di Coscia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Morto all'età di 81 anni il celebre attore americano Ben Gazzara. Attore poliedrico con una grande e prestigiosa carriera è ricordato soprattutto per il sodalizio artistico con Cassavetes e il film d'esordio di Tornatore, 'Il Camorrista']]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72513" class="wp-caption alignleft" style="width: 227px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/Ben+Gazzara+2011.jpg"><img class="size-medium wp-image-72513 " style="margin: 5px;" title="Ben+Gazzara+2011" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/Ben+Gazzara+2011-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Una recente immagine dell&#39;attore scomparso (zimbio.com)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>New York</strong> – Si è spento all&#8217;età di 81 anni il popolare attore americano <strong>Ben Gazzara</strong>, noto al  pubblico italiano per la sua interpretazione del Professore di Vesuviano nel film <em>Il Camorrista</em>, opera prima di Giuseppe Tornatore del 1986, ispirato alla vita del boss della camorra Raffaele Cutolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gazzara è deceduto dopo lunghi anni di dura lotta al cancro al pancreas che lo affliggeva.</p>
<p style="text-align: justify;">La carriera dell&#8217;attore, nato da emigranti italiani originari di Canicattì, era incominciata negli anni &#8217;50 calcando le assi dei palcoscenici di Broadway, interpretando molti spettacoli di successo tra cui si ricorda <em>La gatta sul tetto che scotta</em> diretto da Elias Kazan.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni Sessanta e Settanta Gazzara si dedica al cinema dando il via a una carriera costellata da grandi successi e da <strong>collaborazioni eccellenti</strong> con registi del calibro di Otto Preminger, Mario Monicelli e Peter Bogdanovich. Il sodalizio con il regista John Cassavetes fu all&#8217;origine di pellicole estremamente interessanti quali<em> Mariti</em> (1970), <em>L&#8217;assassinio di un allibratore cinese</em> (1976) e <em>La Sera della Prima</em> (1977).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli anni Ottanta non furono meno produttivi per Gazzara che ebbe modo di partecipare a numerose pellicole di valore indiscusso quali <em>Storie di Ordinaria Follia</em> di Marco Ferreri e sopratutto il film che lo consacrò presso il pubblico italiano, <em>il Camorrista</em> di Giuseppe Tornatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni Novanta la sua filmografia si amplia in modo impressionante andando a contare più di 38 ruoli, la maggior parte dei quali realizzati per la televisione. La sua partecipazione a grandi pellicole quali<em> Il Grande Lebowski</em> e <em>Summer of Sam</em> lo vede però impegnato in ruoli di secondo piano.</p>
<p style="text-align: justify;">Venendo a tempi più recenti, il lavoro di maggior rilievo è la sua partecipazione al film <em>Dogville</em> del regista danese Lars Von Trier. La sua ultima interpretazione è  risale a <em>The Wait, </em>del 2011, per la regia di  Tiziana Bosco.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Davide Schiano di Coscia</strong></p>
<p>Foto homepage via:  ivid.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dujardin, Oscar a rischio? L’attore al centro delle polemiche in Francia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MaraGuarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le locandine della sua ultima fatica cinematografica sono state ritirate perché considerate sessiste.  Molto forte il rischio che lo scandalo influenzi il voto dell'Academy]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72402" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/dujardin-Les-infideles.jpg"><img class="size-medium wp-image-72402 " style="margin: 5px;" title="dujardin Les infideles" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/dujardin-Les-infideles-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle locandine incriminate</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un poster giudicato sessista dall’opinione pubblica francese rischia di costare grosso a <strong>Jean Dujardin</strong>, l’attore <a href="http://www.wakeupnews.eu/oscar-2012-tutte-le-nomination-di-caprio-non-ce/  " target="_blank">in lizza agli Oscar 2012 </a>come protagonista maschile del film <em>The Artist</em>. In attesa di scoprire se il prestigioso riconoscimento sarà suo, Dujardin è infatti impegnato in Francia nella promozione della sua ultima fatica cinematografica, <strong><em>Les Infideles</em></strong><strong>. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo non fa mistero dell’argomento trattato, l’infedeltà maschile, che ha visto impegnati 7 registi di fama internazionale in altrettanti episodi sul tema. Dujardin figura invece, insieme a <strong>Gilles Lellouche </strong>nel cast, che, come di rito in queste circostanze, sta presentando l’opera che sarà alla fine del mese nei cinema francesi. E a destar scandalo sono proprio alcuni manifesti pubblicitari che vedono i 2 attori protagonisti di <strong>scene allusive e ammiccanti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Foto certamente provocanti e provocatorie ma che, forse, nessuno si aspettava scatenassero accese discussioni. Nel giro di breve tempo, le contestazioni  hanno invece assunto proporzioni tali che l’Arpp, l’ente che regola la pubblicità in Francia, ha dovuto <strong>disporne il ritiro</strong>.  L’accusa,  sostenuta da quattro denunce, è chiara: la campagna in questione <strong>offenderebbe la dignità</strong> femminile, relegando le donne all’ormai abusato ruolo di mero oggetto sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi, suo malgrado, potrebbe non giovare di tutta quest’attenzione mediatica è però proprio Jean Dujardin, che, durante le votazioni per l’assegnazione della celebre statuetta, potrebbe risultare penalizzato da questa sua posizione di “pietra dello scandalo”. Ad avanzare quest’ipotesi è la stessa stampa francese, l’Oscar si è fatto decisamente più lontano.</p>
<p align="right"><strong>Mara Guarino </strong></p>
<p>Foto via: cinema.tuttogratis.it</p>
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		<title>Albert Nobbs, maggiordomo in pubblico, donna in privato</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 00:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Schiano di Coscia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Albert Nobbs è un distinto cameriere di un prestigioso hotel di Dublino alla fine dell'ottocento.
Albert nasconde un segreto: in realtà è una donna costretta a fingere di essere un uomo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.newscinema.it/wp-content/uploads/2012/02/albert_nobbs_poster.jpg" alt="" width="214" height="317" />Il tema dello scambio <strong>d&#8217;identità</strong> e del <strong>travestimento</strong> attraversa trasversalmente tutta la storia del cinema: si va dalle provocazioni di Marlene Dietrich in <em>Marocco</em> alla coppia di travestiti per forza formata da <a href="http://www.wakeupnews.eu/e-morto-tony-curtis/">Tony Curtis</a> e Jack Lemmon in <em>A qualcuno piace caldo</em>, passando per il frizzante <em>Victor Victoria, </em>il famigerato<em> Glenn or Glenda </em>del regista di culto Ed Wood jr<em>.</em> e il comico <em>Missis Doubtfire</em> in cui <a href="http://www.wakeupnews.eu/monty-python-di-nuovo-insieme-per-absolutely-anything/">Robin Williams</a> si fingeva una tata per amore dei suoi figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il compassato <strong>Albert Noobs,</strong> interpretato da Glenn Close, va ad aggiungersi a questa variopinta galleria di personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Dublino degli ultimi anni dell&#8217;Ottocento la crisi ha messo in mezzo alla strada numerosi lavoratori e alle donne tocca pagare il prezzo più salato. Albert Noobs, impeccabile cameriere del Morrison Hotel è agli occhi di tutti il lavoratore ideale: riservato, distinto, attento e sempre pronto a svolgere alla perfezione le più svariate mansioni. Albert nasconde un segreto di cui nessuno è a conoscenza: il compassato gentiluomo è in realtà una donna che non sa nulla delle sue origini.</p>
<p style="text-align: justify;">La vita di Albert, nonostante la finzione quotidiana, scorre tranquilla mentre tenta di racimolare il denaro necessario per coronare il suo <strong>sogno</strong>, aprire una tabaccheria e fare fortuna. La placida esistenza verrà scossa dall&#8217;arrivo dalla scoperta di non essere la sola a camuffare la sua vera natura e dall&#8217;approssimarsi della realizzazione del suo sogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per completare il quadro di quella che sembrerebbe un&#8217;esistenza ideale, Albert ha bisogno di una compagna che l&#8217;aiuti a tenere il negozio e a essere rispettabile, compagna individuata nella giovane cameriera Helen (<a href="http://www.wakeupnews.eu/il-cinema-parla-giovane/">Mia Wasikowska</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">A complicare le cose interverrà Joe Machine (Aaron Johnson), un ambizioso, quanto irruento, tuttofare che intreccerà una morbosa relazione con Helen e che spingerà ad assecondare la maldestra corte di Albert per poterlo derubare.</p>
<p style="text-align: justify;">Albert Noobs è una pellicola garbata, in cui il tema del <strong>travestimento</strong> viene spogliato dei suoi contenuti sessuali per far posto a un discorso sullo smarrimento e sulla <strong>perdita dell&#8217;identità</strong>. Il discorso sull&#8217;ambiguità sessuale viene lasciato da parte e affrontato indirettamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Glenn Close con Albert Noobs ci regala un&#8217;interpretazione misurata, fatta per sottrazione più che per aggiunte di dettagli.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin: 5px;" src="http://static.film.it/fnts/film/immagini/330x250/1-36565182.jpg" alt="" width="267" height="203" />Albert viene caratterizzato come un personaggio in cui non è più presente alcuna natura umana, che si ritrova al centro degli eventi (la vita nell&#8217;hotel) ma che ne è, al contempo, fuori (interrogato su episodi buffi accaduti nell&#8217;hotel, Albert esita come se non riuscisse a capire cosa sia il divertimento). Un personaggio in cui le emozioni sono bandite e la riservatezza diventa un modo per sopravvivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei <strong>difetti</strong> della pellicola è quello di soffermarsi esclusivamente su Noobs lasciando cosi gli altri personaggi solo abbozzati. Nonostante questa pecca sono comunque da rimarcare le ottime interpretazioni di Aaron Johnson (<a href="http://www.wakeupnews.eu/kick-ass-super-problemi-per-supereroi-2/">Kick Ass</a>), il cui Joe, seppur non distaccandosi troppo dallo stereotipo del giovane ambizioso e di pochi scrupoli, riesce ad avere una scintilla che gli permette di non essere relegato a figura sullo sfondo. Lo stesso discorso vale anche per la camerierina Helen interpretata da Mia Wasikowska (<a href="http://www.wakeupnews.eu/alice-in-wonderland-l%E2%80%99accoppiata-burton-deep-colpisce-ancora/">Alice in Wonderland</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato invece per il personaggio del dottor Halloran interpretato da Brendan Gleeson (<a href="http://www.wakeupnews.eu/harry-potter-ultimo-atto-il-maghetto-saluta-per-sempre-i-fans/">Harry potter</a>) che non riesce a diventare più che una macchietta.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione Albert Noobs è <strong>una pellicola garbata</strong> che riesce a delineare un personaggio interessante seppur non esente da qualche difetto. Una pellicola che non si adatta a tutti i palati ma solo a quelli più avvezzi a film meno diretti.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Davide Schiano di Coscia</strong></p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kFMCA7FQN90?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/kFMCA7FQN90?version=3&amp;hl=en_US" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>Foto | via <a href="http://www.newscinema.it/wp-content/uploads/2012/02/albert_nobbs_poster.jpg">www.newscinema.it</a>, <a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2011/12/albert-nobbs1-large.jpg  ">http://blog.panorama.it</a></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Questa settimana al cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appuntamento in sala per le principali uscite cinematografiche del weekend]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/A-Millennium.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-72246" style="margin: 5px;" title="Poster" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/A-Millennium-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Fino a qualche decennio fa, il remake era una pratica utile sia ad assicurarsi una sottospecie di successo commerciale da parte delle rispettive case di produzione (che sembrano veramente aver preso in eterno anche il più lieve calo di incassi al botteghino come l&#8217;undicesima piaga d&#8217;Egitto, quando sono sempre pronti a banchettare alla faccia dei meno fortunati ma ben più intelligenti e filosoficamente degni di considerazione), sia la possibilità di far rivivere pellicole storiche sotto diversi e ben meno censurabili riflettori (vedi <em>Scarface </em>di De Palma) così come attraverso una rilettura totale assimilabile alla pura parafrasi (lo <em>Psycho </em>di Van Sant). Tutto questo, a grandi linee, dopo intere generazioni cinematografiche, pratica votata anche e soprattutto a svelare come il cinema, almeno fino a qualche tempo fa, sia sempre stato capace di rinnovare (concettualmente più che tecnicamente) se stesso.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Oggi, invece, il vomitevole andazzo generale della società contemporanea vuole che già dopo due o tre anni dalla sua uscita un film possa essere soggetto a remake (sostanzialmente inutile) solo ed esclusivamente per un unico scopo: non ha venduto secondo le aspettative iniziali. E allora giù con lo spargere soldi ad attori e registi famosi pur di attirare pubblico elemosinando letteralmente fama e potere mediatico. È il caso, purtroppo, di quel mezzo genio che è sempre stato <strong>David Fincher</strong> (indimenticabili <em>Fight Club</em>, <em>Seven </em>e il più recente <em>The social network</em>, oltre alla piaga di <em>Benjamin Button</em>), qui affiancato dalla star bondiana <strong>Daniel Craig</strong> e da Rooney Mara (era più brava Noomi Rapace nell&#8217;originale svedese), oltre che da quel mostro creativo che è <strong>Trent Reznor</strong> (leader e fondatore dei Nine Inch Nails, di nuovo autore della colonna sonora dopo l&#8217;Oscar vinto con <em>The social network</em>, sempre al servizio di Fincher) pur di suscitare attenzione verso libri e relativi film alla faccia dell&#8217;originalità creativa. <em><strong>Millennium</strong></em>, allora, altro non è se non un&#8217;accozzaglia spettacolare e cardiopalmica comunque ben diretta (vista l&#8217;ottima mano del commissionato) ma, nella sostanza, francamente inutile se non ad incrementare il volume del portafogli di Stieg Larsson, l&#8217;autore della saga <em>Uomini che odiano le donne</em>. Ed ecco di nuovo, dunque, il giornalista Mikael Blomkvist alle prese con un il potente industriale Henrik Vanger che da quarant&#8217;anni cerca la verità e il corpo della giovane nipote, probabilmente assassinata da un membro della famiglia. Mikael, allora, si avvale della collaborazione della giovane Lisbeth Salander, agente investigativo dal passato perturbante. A voi la scelta.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Ben più consigliabile, invece, è il primo esperimento di <strong>Martin Scorsese</strong> con la tecnologia 3D, vale a dire il tanto atteso <em><strong>Hugo Cabret </strong></em>(con Asa Butterfield, Sacha Baron Cohen, Ben Kingsley, Jude Law), oggetto, come afferma stesso l&#8217;autore della trasposizione cinematografica della fiaba di Brian Selznick, di una vera e propria riscoperta registica del cinema, viste le attuali ulteriori possibilità di illusione filmica. Scorsese, allora, affronta la storia di Hugo, un piccolo orfano che vive nascosto nella stazione di Paris Montparnasse negli anni trenta. Quando viene a scoprire, successivamente alla morte del padre orologiaio, uno straordinario automa guasto, decide di ripararlo grazie anche all&#8217;aiuto di un&#8217;eccentrica ragazza. L&#8217;automa, però, detiene segreti che riportano in vita vicende passate rimaste inabissate. A lungo andare, seguendo la trama e il senso dello svolgimento, un ennesimo scorsesiano atto d&#8217;amore verso il cinema.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Altra pellicola degna di considerazione per la sua decisa carica di rabbia e passione potrebbe essere il curiosissimo <em><strong>Hesher è stato qui </strong></em>(dal titolo disegnato come il logo dei Metallica, tra l&#8217;altro: di Spencer Susser, con Joseph Gordon-Levitt, Natalie Portman, Rainn Wilson), storia di T.J, un ragazzino da poco orfano di madre a causa di un violento incidente stradale e la cui vita familiare viene sconvolta, oltre che dall&#8217;avere anche un padre in stato vegetativo, anche dall&#8217;arrivo in casa di Hesher, un pazzoide metallaro dai capelli lunghi e pieno di tatuaggi che altro non sa fare se non far valere i suoi eccessi comportamentali. L&#8217;incrociarsi delle due vite, seppur completamente differenti, però, porterà entrambi a compiere un processo di autoconsapevolezza del proprio esistere sulla faccia della terra.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/B-Hugo-Cabret.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-72247" style="margin: 5px;" title="B Hugo Cabret" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/B-Hugo-Cabret-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>Per alleggerire (eccome) l&#8217;eventuale peso portante di film d&#8217;intrattenimento ma comunque dotati di un minimo di senso, arriva il lungometraggio dei mitici pupazzi <em><strong>Muppet </strong></em>(regia di James Bobin, con Jason Segel, Amy Adams, Chris Cooper), vera e propria reunion cinematografica (non bastavano quelle musicali) della storica gang televisiva che tanto ha appassionato e fatto sorridere intere generazioni. Gary e walter sono affezionati fratelli: il secondo, in particolare, è un grande appassionato del famosissimo Muppet Show e coltiva il sogno impossibile di farne parte. Quando, però, Gary e la fidanzata Mary accompagnano Walter ai Muppet Studios durante una vacanza a Los Angeles, insieme scoprono che l&#8217;edificio sta letteralmente crollando a pezzi e va per finire nel più totale dimenticatoio assieme a tutti i suoi personaggi. Solo una reunion di beneficenza, allora, potrà raccogliere i fondi necessari per salvare gli Studios.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Infine, altre due pellicole potrebbero destare un consistente interesse. La prima, francese, è <em><strong>Polisse </strong></em>(regia di Maiwenn Le Besco, con Karin Viard, Marina Fois, Nicholas Duvauchelle, Maiwenn Le Besco), storia di un gruppo di poliziotti dell&#8217;unità parigina di Protezione dell&#8217;infanzia, perennemente impegnati nella difficilissima assistenza a bambini vittime di svariate modalità di abuso, piccoli ladruncoli o ragazzine dalla sessualità fuori controllo. Sforzandosi, dunque, di trovare una soluzione plausibile per ognuno dei casi a solo assegnati, i protagonisti dovranno necessariamente paragonare tali situazioni alle loro personali condizioni comunque non di facilissimo approccio. La seconda pellicola, in questione, invece italiana, è <em><strong>Sulla strada di casa </strong></em>(regia di Emiliano Corapi, con Daniele Liotti, Vinicio Marchionni, Claudia Pandolfi, Donatella Finocchiaro), vicenda incentrata su Alberto, padre di famiglia con una consorte che egli stesso giudica troppo sincera ed ingenua perché non riesce a cogliere la sua “doppia attività” di corriere per gente poco raccomandabile. In una di queste spedizioni, però, qualcosa va storto e la sua famiglia viene presa in ostaggio da tre malviventi interessati al carico di cui è responsabile.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Buona visione.</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><strong>Stefano Gallone</strong></p>
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		<title>Nomine Rai: Maccari al Tg1 e Casarin al Tgr. Il Cda si spacca</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema/TV]]></category>
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		<category><![CDATA[dimissioni Nino Rizzo Nervo]]></category>
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		<description><![CDATA[In seguito alle nomine, il consigliere d'amministrazione della Rai, Nino Rizzo Nervo, ha comunicato le sue dimissioni al presidente Paolo Garimberti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma &#8211; Il <strong>Cda Rai</strong> ha nominato con 5 voti favorevoli su 9 <strong>Alberto Maccari direttore del Tg1</strong> e <strong>Alessandro Casarin direttore della Tgr</strong>. Hanno votato a favore Guglielmo Rositani, Angelo Maria Petroni, Antonio Verro, Giovanna Bianchi Clerici e Alessio Gorla. Hanno, invece, votato contro, il presidente Paolo Garimberti e i consiglieri Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten e Rodolfo De Laurentiis. Il contratto di Maccari scadrà il 31 dicembre prossimo con la possibilità di recesso. Casarin, prima della nomina di questa sera, era vicedirettore della Tgr.</p>
<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/Nomine-Rai.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-72077" style="margin: 5px;" title="Nomine-Rai" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/Nomine-Rai-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>In seguito alle nomine, il consigliere d&#8217;amministrazione della Rai, <strong>Nino Rizzo Nervo</strong>, ha inviato una lettera formale di <strong>dimissioni</strong> al presidente di Viale Mazzini, <strong>Paolo Garimberti</strong>. «Caro Presidente, le decisioni assunte oggi dal Consiglio di amministrazione su proposta del Direttore generale in merito alle direzioni del TG1 e della TGR mi inducono a rassegnare le dimissioni», scrive. «Giudico quanto è avvenuto &#8211; continua Rizzo Nervo &#8211; l&#8217;ultimo scriteriato atto di una gestione aziendale condizionata da logiche di parte che sta spingendo l&#8217;azienda verso un <strong>rapido declino</strong>».</p>
<p>Per il <strong>presidente della Rai</strong>, Paolo Garimberti, «ciò che è accaduto oggi è la conferma che questa governance condanna la Rai all&#8217;ingovernabilità e che è urgente affrontare il problema delle norme che regolano la vita e l&#8217;attività dell&#8217;Azienda. E&#8217; l&#8217;appello che rivolgo nuovamente con impellenza alle istituzioni competenti e in primo luogo all&#8217;Azionista anche alla luce della grave situazione che si è creata con le dimissioni di un Consigliere», dichiara in una nota. «Mi spiace che Nino Rizzo Nervo abbia deciso di rassegnare le dimissioni &#8211; aggiunge -. Pur comprendendone le ragioni, penso che sia opportuno però oggi continuare dall&#8217;interno una <strong>battaglia per migliorare la governance della Rai</strong> e per consegnare l&#8217;Azienda in condizioni più adeguate a chi verràdopo di noi».</p>
<p>«Il voto di stasera &#8211; rileva Garimberti &#8211; indica che a forza di star chiusi nel Palazzo della Rai si perde la sintonia con il Paese. Si poteva ragionare su un mandato dei direttori legato a quello della durata del Cda ma la pervicacia con cui si sono portate avanti le nomine al Tg1 e alla Tgr dimostra che <strong>non si tratta di nomine di emergenza</strong> ma di nomine che hanno spaccato il Consiglio e che per questo non possono che incontrare la mia disapprovazione, soprattutto perché il direttore generale aveva preso altri impegni al momento del primo interim consegnato ad Alberto Maccari».</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_72079" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/alberto-maccari.jpg"><img class="size-medium wp-image-72079" title="alberto-maccari" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/alberto-maccari-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Il nuovo direttore del Tg1, Alberto Maccari</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>direttore generale della Rai, Lorenza Lei</strong>, replica alle critiche: «Nella seduta odierna &#8211; sottolinea &#8211; è stato approvato l&#8217;intendimento di nomina di due professionalità interne alla Rai la cui <strong>competenza</strong> è fuori discussione». «Rivendico l&#8217;autonomia delle scelte e spiace &#8211; osserva &#8211; che possano essere state interpretate con logiche che non mi appartengono, come dimostrano ampiamente tutte le scelte assunte in questi nove mesi da direttore generale della Rai». Il <strong>consigliere Rai Antonio Verro</strong> assicura: «Non c&#8217;è stato nessun patto. Sono state <strong>valorizzate le risorse interne</strong>». «Maccari e Casarin sono dei professionisti stimati che hanno trascorso una vita in Rai e hanno fatto gran parte della loro carriera in quelle stesse testate per cui oggi sono stati indicati come direttori», conclude.</p>
<p>Per il <strong>segretario Usigrai Carlo Verna</strong> «il cda ha autocertificato la <strong>fine di una negativa esperienza</strong>. Il voto 5 a 4 è il capolinea di ogni tentativo di trovare soluzioni condivise nell&#8217;interesse dell&#8217;azienda e non dei partiti di riferimento dei consiglieri». Il Pd sta valutando di indire una <strong>mobilitazione nei prossimi giorni</strong> dopo le decisioni di oggi sulle nomine prese a maggioranza dal Cda della Rai. «Non resteremo con le mani in mano. Non staremo di certo fermi davanti a coloro che vogliono vedere distrutta un&#8217;azienda pubblica», afferma il <strong>segretario del Pd, Pier Luigi Bersani</strong>.</p>
<p>All&#8217;attacco anche il <strong>presidente Idv, Antonio Di Pietro</strong>, che afferma: «La misura è colma. Adesso anche il governo faccia la sua parte e restituisca <strong>dignità al servizio pubblico della Rai</strong> e ai tanti professionisti che vi lavorano, defenestrando i partiti dalla gestione dell&#8217;azienda». Il <strong>leader di Sel, Nichi Vendola</strong>, sottolinea: «E&#8217; uno <strong>scandalo</strong> lungamente preparato ed annunciato». «Il servizio pubblico dell&#8217;informazione &#8211; aggiunge &#8211; ancora una volta è umiliato dalla protervia di un potere politico volgare e dozzinalmente padronale».</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via http://iltelevisionario.files.wordpress.com</p>
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		<title>Sundance Film Festival 2012: premiati i documentari e film sul disagio negli States</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema/TV]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
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		<category><![CDATA[The House I Live In]]></category>
		<category><![CDATA[Utah]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cinema indipendente assegna i suoi riconoscimenti. Grand Jury Prizes a Beasts of the Southern Wild e The House I Live In]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71622" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Sundance-film-festival-Beast-of-the-southern-wild.jpg"><img class="size-medium wp-image-71622" title="2012 Sundance Film Festival - Awards Ceremony" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Sundance-film-festival-Beast-of-the-southern-wild-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Beast of the Southern Wild</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sono stati assegnati con l&#8217;Award Ceremony di Park City (Utah), i premi del Sundance Film Festival, evento di cinema indipendente voluto e creato dall&#8217;attore e regista Robert Redford.</p>
<p style="text-align: justify;">I riconoscimenti principali &#8211; Grand Jury Prizes &#8211; sono andati a due lungometraggi che ritraggono l&#8217;America della crisi e delle sconfitte. Il primo è  <em><strong>Beasts of the Southern Wild</strong></em> di Benh Zeitlin: ambientato nel Mississipi narra la vicenda di una bimba di appena sei anni che parte alla ricerca della madre, affrontando la dura realtà di uno degli Stati più poveri degli Usa sfruttando quel grande potere che solo i piccoli hanno davvero, la fanatsia.</p>
<p style="text-align: justify;">Premiato anche il documentario <em><strong>The House I Live In</strong></em> di Eugene Jarecki, impietoso ritratto della battaglia governativa degli <em>States</em> e non contro la droga, segnata da delusioni e insuccessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sezione &#8216;internazionale&#8217; World Cinema i premi della giuria sono andati al documentario<em><strong> The Law in These Parts</strong></em> di Raanan Alexandrowicz, sul sistema legale militare israeliano nei territori palestinesi occupati, e a <em>Violeta Went to Heaven</em> di Andres Wood, biografia dai toni epici della cantante cilena Violeta Parra.</p>
<p style="text-align: justify;">Incassa il premio della giuria per il cast e quello del pubblico <em><strong>The Surrogate</strong></em> di Ben Lewin. La vicenda è ispirata alla storia vera di un uomo quasi 40enne (John Hawkes) da sempre costretto in un polmone artificiale che decide di perdere la verginità con l&#8217;aiuto di una professionista del sesso (Helene Hunt). Due riconoscimenti, nella stessa sezione, anche per il documentario <em>Searching for Sugar Man</em> di Malik Bendjelloul: ottiene il Jury Special Prize e il premio del pubblico questa pellicola sulla storia di Rodriguez, cantante folk-rock dimenticato negli Stati Unit,  ma diventato un vero mito in Sudafrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Doppia vittoria per <em><strong>Valley of Saints</strong></em> di Musa Syeed, storia d&#8217;amore e di speranza ambientata in Kashmir, che si porta a casa il premio del pubblico e l&#8217;Alfred P. Sloan Award.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
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		<title>Monty Python di nuovo insieme per Absolutely Anything</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 16:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Schiano di Coscia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il geniale gruppo comico si riunisce dopo 43 anni per un nuovo film. Absolutely Anything racconterà di un terrestre cui un gruppo di alieni dona il potere di "non fare assolutamente nulla"!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/python-giovani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71478" style="margin: 5px;" title="python giovani" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/python-giovani-300x207.jpg" alt="" width="210" height="145" /></a>Il geniale gruppo comico inglese dei Monty Python si riunirà per la prima volta dal 1989 per <em>Absolutely Anything</em>, il nuovo lavoro dell&#8217;ex Python, Terry Jones.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film sarà un miscuglio di Cgi e Live Action e sarà una sorta di farsa fantascientifica (sulla falsa riga di <em>Guida Galattica per autostoppisti</em>). La sceneggiatura, opera di Jones e Gavin Scott, vede un gruppo di bizzarri alieni venuti sulla terra per trastullarsi con un ignaro essere umano cui doneranno lo straordinario potere di &#8220;non fare assolutamente nulla&#8221;. A dare le voce ai pestiferi alieni saranno Terry Gilliam, John Cleese, Michael Palin a cui dovrebbe aggiungersi l&#8217;ultimo elemento dei Pyton, Eric Idle con cui sono ancora in corso le trattative (Graham Chapman, ultimo componente del gruppo comico e protagonista delle pellicole che li hanno visti impegnati assieme, è morto nel 1989).</p>
<p style="text-align: justify;">Ad arrichire un cast di voci eccellenti si aggiungerà un altra stella comica, Robin Williams che presterà la sua voce al saggio cane parlante Dennis che sembra saperla lunga sulla venuta degli extraterrestri e che sarebbe in trattative per interpretare anche un misterioso francese che presenta molte similitudini con il celebre ispettore Cluseau .</p>
<p style="text-align: justify;">Terry Jones ha assicurato che nonostante il film non sia frutto dei Monty Python ne condivide appieno la sensibilità e lo stile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Gruppo dei Python non si ritrovava assieme dall&#8217;89, anno in cui realizzò lo special televisivo per i venti anni di attività intitolato <em>Parrot Sketch Not Included &#8211; 20 Years of Monty Python</em>, cui prese parte anche Graham Chapman.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Davide Schiano di Coscia</strong></p>
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		<title>Questa settimana al cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema/TV]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[misison impopssible]]></category>
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		<category><![CDATA[the iron lady]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Cruise]]></category>
		<category><![CDATA[uscite]]></category>

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		<description><![CDATA[Appuntamento in sala per le principali uscite cinematografiche del weekend]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Mission-impossible-4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71066" style="margin: 5px;" title="A Mission impossible 4" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Mission-impossible-4-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Settimana molto interessante in ambito di uscite cinematografiche, notevole anche da un punto di vista “non-fiction”. <em><strong>Bobby fisher against the world</strong></em> (di Liz Garbus), infatti, è un ottimo documentario incentrato sulla vita e sulla fama del celebre campione di scacchi statunitense Bobby Fisher. Passato non del tutto inosservato alla scorsa edizione del Festival del Film di Roma, la pellicola affronta le diverse e particolari fasi della vita di Fisher, a cominciare da un&#8217;infanzia non del tutto tranquilla perché già incentrata sul fare del cervello del diretto interessato una vera e propria macchina di logica e strategia, unicamente direzionata a vincere il titolo mondiale al di là del quale, come obiettivo faticosamente e nevroticamente raggiunto, il rischio di fare di se stessi il nulla è purtroppo divenuto realtà. Nato nel 1943 e deceduto nel 2008, Fisher è stato di certo uno dei personaggi più devastati della storia contemporanea. La pellicola ne ripercorre l&#8217;esistenza per merito delle fedeli testimonianze di amici, parenti, conoscenti ed avversari, dal cui marasma fuoriesce un accurato che ha come punto focale il celeberrimo incontro con il campione di scacchi russo Boris Spassky valido per il titolo mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Cambiando radicalmente genere e, in sostanza, passando ad una fiction vera e propria con tanto di esplosione di effetti speciali, arriva nelle sale il tanto atteso quarto capitolo della saga <em><strong>Mission impossible</strong></em>, ovvero <em><strong>Protocollo fantasma</strong></em>. A dirigere il rispolverato <strong>Tom Cruise</strong>, al fianco di Paula Patton, Jeremy Renner e Simon Pegg è, questa volta, uno che di ricostruzioni computerizzate se ne intende eccome. Trattasi del buon <strong>Brad Bird</strong>, esperto di film d&#8217;animazione tra i quali <em>Gli incredibili </em>e<em> Ratatouille</em>, pellicole che gli hanno consegnato, entrambe, il premio Oscar al miglior film d&#8217;animazione. Il signor Cruise, quindi, veste di nuovo i panni dell&#8217;agente della Impossible Mission Force Ethan Hunt per far fronte al fatto di essere implicato, diegeticamente, assieme ai suoi collaboratori, in un gravissimo attentato terroristico al Cremlino. Dopo aver messo la squadra al bando, il presidente lancia l&#8217;operazione “Protocollo fantasma”. Hunt e i suoi non agiscono più ufficialmente per conto degli Stati Uniti, ma tocca comunque a loro, senza alcuna copertura, il compito di cercare di fermare chi sta tentando in tutti i modi di scatenare una guerra nucleare puntando sull&#8217;ormai sopita diffidenza tra russi e yankee.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/B-The-iron-lady.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-71067" style="margin: 5px;" title="B The iron lady" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/B-The-iron-lady-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a>Se, magari, la missione impossibile rischia di suscitare comunque un po&#8217; di monotonia da scetticismo megagalattico, interessante risulta essere, invece, il nuovo e differente approccio del bravo <strong>Brad Pitt </strong>al ruolo di protagonista per <em><strong>L&#8217;arte di Vincere </strong></em>(di Bennett Miller, con Jonah Hill, robin Wright Penn, Philip Seymour Hoffman), storia degli Oakland Athletics, una buona squadra di baseball che, però, non riesce economicamente a competere affatto con gli stratosferici budget di squadre ben più blasonate come as esempio, tra tutte, i New York Yankees. Quando al termine della stagione il general manager Billy Beane si vede portar via i pezzi migliori, percepisce che la loro sostituzione diventa sempre più impossibile, specie con pochissimi soldi a disposizione. Ne nasce, quindi, una trafila di eventi e stati d&#8217;animo per cui, forse, oltre che per il cast, vale la pena pagare il prezzo di un biglietto.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Un altro film di non minore importanza è di nazionalità italiana e porta il controverso titolo di <em><strong>Acab</strong></em>, ovvero l&#8217;ormai risaputa dicitura <em><strong>All cops are bastards</strong></em> (regia di Stefano Sollima, con Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea sartoretti). Già regista della comunque fortunata serie televisiva <em>Romanzo criminale</em>, sollima porta in scena una storia in cui i protagonisti sono tre celerini (Negro, Mazinga e e Cobra) perennemente invischiati in fatti di violenza da mancante ordine pubblico. Il problema è che, oltre al fisico, anche la loro vita privata comincia a risentire seriamente di questo stile di vita costretto da quello che comunque rimane un lavoro. Perciò, quando tra di loro arriva una recluta, Adriano, in lui vedranno, si, il futuro del proprio reparto, ma non tarderanno a farsi sentire anche sue stesse analisi di educazione e legalità che provocheranno controversie all&#8217;interno del “reparto mobile”, anche in luce degli sconvolgenti fatti del G8 di Genova.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Il biopic <em><strong>The iron lady</strong></em> di Phyllida Lloyd, invece, mira, ancora una volta, a fare di un&#8217;attrice del calibro di <strong>Meryl Streep </strong>cibo per le statuette da Oscar nelle vesti dell&#8217;eterna e discutibilisisma figura di Margaret Thatcher, ex primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990, prima ed unica donna ad aver ricoperto una simile carica. Leader del partito conservatore inglese, la Thatcher fu primo ministro anche durante il traumatico periodo dell&#8217;invasione delle isola Falkland, operazione guidata da una vera e propria ondata di patriottismo britannico. Ma la sua memoria è meglio direzionata (specie per i diretti interessati) dal fatto di essere stata una figura tristemente centrale per il drastico aumento delle percentuali di disoccupazione nel proprio paese (elemento che ha generato la produzione anche di ottimi film come <em>Full monty </em>o, soprattutto, il più diretto e amaro <em>Grazie signora Tatcher</em>). Il ritratto che la Lloyd cerca comunque di delineare attraverso la narrazione sembra comunque voler sottolineare il carattere e l&#8217;animo di una donna che ha rotto le barriere della classe per essere ascoltata in una realtà dominata dal sesso maschile. Per ogni potere acquisito o subito, sembra dire la Lloyd, c&#8217;è sempre un prezzo da pagare.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Di maggior interesse sociale e morale, però, è, infine, la pellicola bosniaca <em><strong>Il sentiero </strong></em>della giovanissima regista Jasmila Zbanic (con Zrinka Cvitesic, Leon Lucev, Ermin Bravo, Mirjana Karanovic), storia ambientata a Sarajevo ed incentrata sulla hostess Luna, compagna di Amar, un controllore di volo presso l&#8217;aeroporto della città. La coppia sta cercando da tempo di avere un figlio, potendo anche disporre, volendo, dell&#8217;inseminazione artificiale. Amar, però, viiene sospeso dal lavoro perché sorpreso a bere alcolici in servizio. Per caso incontra un ex commilitone ormai diventato musulmano integralista che gli offre un lavoro come insegnante di computer in una comunità musulmana che vive completamente isolata dalla città. Impossibile far fronte, dunque, alla separazione dei percorsi di vita di Amar e Luna.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Buona visione.</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><strong>Stefano Gallone</strong></p>
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		<title>Oscar 2012: tutte le nomination, Di Caprio non c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DavideLopez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco l'elenco completo delle nomination agli Oscar 2012, annunciate oggi a Los Angeles]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/leonardo-di-caprio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-70935" style="margin: 5px;" title="leonardo-di-caprio" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/leonardo-di-caprio-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Los Angeles:</strong> Sono state rese note oggi a Los Angeles le <strong>nomination agli Oscar 2012</strong>. Le uniche candidature già rese note erano quelle riguardanti i 9 film stranieri in gara, ridotti oggi a 5, mentre dovevano ancora essere rese ufficiali le liste per tutte le altre categorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nomination agli Oscar verranno annunciate oggi da <strong>Jennifer Lawrence</strong> in una cerimonia presso la sede della Academy of Motion Picture Arts and Sciences.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premio per il miglior film agli Oscar potrebbe diventare un braccio di ferro tra i due film insigniti ai Golden Globes: <strong>&#8216;The Descendants&#8217;</strong>, premiato come miglior film drammatico, ambientato alle Hawaii, con <strong>George Clooney</strong> nel ruolo di un padre che cerca di tenere unita la famiglia con la moglie in coma dopo un incidente in barca; e &#8216;<strong>The Artist&#8217;</strong>, premiato nella categoria miglior commedia o musical, con Jean Dujardin nella parte di una stella del cinema muto la cui carriera si sbriciola mentre i film parlati prendono il sopravvento. Clooney e Dujardin, che hanno vinto come migliori protagonisti nelle rispettive categorie, sono i probabili candidati agli Oscar come migliore attore.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra attrice che ha grandi attese è <strong>Meryl Streep</strong>, premiata come miglior attrice drammatica in &#8216;The Iron Lady&#8217;, Se venisse nominata, la Streep, gia due volte premio Oscar, raggiungerebbe il record del più alto numero di candidature in carriera, portando il suo totale a 17 nomination, 5 in più rispetto a Katherine Hepburn e Jack Nicholson, entrambi al secondo posto.<br />
Fa invece molto discutere l&#8217;esclusione di una delle star più amate di Hollywood, <strong>Leonardo di Caprio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco la lista completa</p>
<p><strong>Miglior film</strong></p>
<p>The Artist<br />
The Descendants<br />
Molto forte incredibilmente vicino<br />
The Help<br />
Hugo<br />
Midnight in Paris<br />
Moneyball<br />
The Tree of Life<br />
War Horse</p>
<p><strong>Miglior attore protagonista</strong><br />
Demián Bichir, George Clooney, Jean Dujardin, Gary Oldman, Brad Pitt</p>
<p><strong>Miglior attrice protagonista</strong><br />
Glenn Close, Viola Davis, Rooney Mara, Meryl Streep, Michelle Williams</p>
<p><strong>Miglior attore non protagonista</strong><br />
Kenneth Branagh, Jonah Hill, Nick Nolte, Christopher Plummer, Max von Sydow</p>
<p><strong>Miglior attrice non protagonista</strong><br />
Bérénice Bejo, Jessica Chastain, Melissa McCarthy, Janet McTeer, Octavia Spencer</p>
<p><strong>Miglior film d’animazione</strong><br />
A cat in Paris, Chico &amp; Rita, Kung Fu Panda 2, Puss in Boots, Rango</p>
<p><strong>Miglior scenografia</strong><br />
The Artist, Harry Potter e i doni della morte 2, Hugo, Midnight in Paris, War Horse</p>
<p><strong>Miglior fotografia</strong><br />
The Artist, Uomini che odiano le donne, Hugo, The Tree of Life, War Horse</p>
<p><strong>Migliori costumi</strong><br />
Anonymous, The Artist, Hugo, Jane Eyre, W.E.</p>
<p><strong>Miglior regista</strong><br />
Michael Hazanavicius, Alexander Payne, Martin Scorsese, Woody Allen, Terrence Malick</p>
<p><strong>Miglior documentario</strong><br />
Hell and back again, If a tree falls: a story of the Earth liberation front, Paradise Lost 3: Purgatory, Pina, Undefeated</p>
<p><strong>Miglior documentario corto</strong><br />
The barber of Birmingham: foot soldier of the civil rights movement, God is the bigger Elvis, Incident in New Baghdad, Saving face, The tsunami and the cherry blossom</p>
<p><strong>Miglior montaggio</strong><br />
The Artist, The Descendants, Uomini che odiano le donne, Hugo, Moneyball</p>
<p><strong>Miglior film straniero</strong></p>
<p><em>Bullhead</em> di Michael R. Roskam (Belgio)<br />
<em>Monsieur Lazhar</em> di Philippe Falardeau (Canada)<br />
<em>A Separation</em> di Asghar Farhadi (Iran)<br />
<em>Footnote</em> di Joseph Cedar (Israele)<br />
<em>In Darkness</em> di Agnieszka Holland (Polonia)</p>
<p><strong>Miglior trucco</strong><em> </em><br />
Albert Nobbs, Harry Potter e i doni della morte 2, The Iron Lady</p>
<p><em><strong>Miglior colonna sonora originale</strong></em><br />
Tintin, The Artist, Hugo, La talpa, War Horse</p>
<p><em><strong>Miglior canzone originale</strong></em><br />
Man or Muppet, Real in Rio</p>
<p><em><strong>Miglior cortometraggio animato</strong></em><br />
Dimanche/Sunday, THe fantastic flying books of Mr. Morris Lessmore, La Luna, A morning stroll, Wild life</p>
<p><em><strong>Miglior cortometraggio</strong><br />
Pentecost, Raju, The Shore, Time Freak, Tuba Atlantic</em></p>
<p><strong>Migliori effetti speciali</strong><br />
Drive, Uomini che odiano le donne, Hugo, Transformers, War Horse</p>
<p><strong>Miglior sceneggiatura non originale</strong><br />
The Descendants (Paradiso Amaro)<br />
Hugo<br />
Le idi di marzo<br />
Moneyball<br />
Tinker Tailor Soldier Spy (La talpa)</p>
<p><strong>Miglior sceneggiatura originale</strong><br />
The Artist (di Michel Hazanavicius)<br />
Bridesmaids (di Annie Mumolo e Kristen Wiig)<br />
Margin Call (di J.C. Chandor)<br />
Midnight in Paris (di Woody Allen)<br />
A separation (di Asghar Farhadi)</p>
<p><strong>Miglior missaggio audio</strong><br />
The Girl With The Dragon Tattoo (Uomini che odiano le donne)<br />
Hugo<br />
Moneyball<br />
Transformers: Dark of the moon<br />
War Horse</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Davide Lopez</strong></p>
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		<title>VIDEO &#8211; Letterman al Late Show deride Francesco Schettino</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[David Letterman dice la sua sul naufragio della Costa Concordia e sul comandante Francesco Schettino. Alla sua maniera...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70750" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/image.jpg"><img class="size-medium wp-image-70750 " title="image" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/image-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">David Letterman (articles.nydailynews.com)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non poteva mancare il suo punto di vista. Il punto di vista più tagliente d&#8217;oltreoceano: quello di <strong>David Letterman</strong>. Il famoso presentatore statunitense nel suo <em>Late Show</em> ha inesorabilmente messo alla berlina <strong>Francesco Schettino</strong>, comandante della<strong> Costa Concordia</strong>, proponendone una tragicomica imitazione che riprendeva alcuni passaggi della telefonata con il comandante De Falco e stralci di interrogatorio con il gip.</p>
<p style="text-align: justify;">Letterman ha esordito con un «non è vero che ho abbandonato lo show ieri sera» per introdurre un monologo di un paio di minuti su Francesco Schettino.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anchorman ha ironizzato sulla sua fuga, essendo stato il primo a scappare dalla nave «proprio come insegnano all&#8217;accademia» e sul fatto che il comandante sia &#8220;caduto&#8221; nella scialuppa di salvataggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il conduttore ha avuto vita facile, ricordando la differenza tra Schettino e <strong>Sully Sullenberger</strong>, comandante dell&#8217;aereo che riuscì ad ammarare nell&#8217;Hudson a New York senza riportare nemmeno una vittima.</p>
<p style="text-align: justify;">Inesorabile e dissacrante, Letterman ha rilanciato: «È singolare che una nave da crociera italiana abbia un navigatore peggiore di quello di una qualsiasi auto media americana». Nel web non tutti sembrano averla presa benissimo. Le reazioni vanno dall&#8217;indignazione per la presunta speculazione sulla tragedia al triste ma inevitabile &#8220;se l&#8217;è meritata&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Guarino</strong></p>
<p><strong>IL VIDEO DI DAVID LETTERMAN CHE IRONIZZA SUL COMANDANTE FRANCESCO SCHETTINO:</strong></p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Wfo6lWa4BNc?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Wfo6lWa4BNc?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>&#8220;Centovetrine&#8221; non chiude. Salvi 300 posti di lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 16:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'appuntamento pomeridiano di Canale 5 continuerà regolarmente ad essere prodotto negli studi di San Giusto Canavese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Centovetrine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-70524" style="margin: 5px;" title="A Centovetrine" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Centovetrine.jpg" alt="" width="250" height="154" /></a>MILANO </strong>- <em>Centovetrine</em> non chiude più. 300 lavoratori possono, dunque, sorridere al rinnovo del contratto e i fan tirare un sospiro di sollievo.</p>
<p align="JUSTIFY">La trattativa che ha seguito l&#8217;annuncio di cessazione attività arrivato a fine dicembre ha prodotto risultati positivi, sia per chi è impiegato nella soap sia per Mediaset, visto il buon andamento, in termini di ascolti, della serie.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;appuntamento pomeridiano di Canale 5 continuerà regolarmente ad essere prodotto negli studi di San Giusto Canavese (Torino) e ad andare in onda sull&#8217;ammiraglia berlusconiana, con l&#8217;aggiunta di un momento speciale domenica 22 quando, per festeggiare il traguardo delle 2500 puntate, occuperà la fascia di prima serata.</p>
<p align="JUSTIFY">Erano stati i costi troppo alti a scoraggiare l&#8217;azienda di Cologno Monzese, una preoccupazione che non è venuta meno all&#8217;improvviso ma superata da una scelta che evidentemente non si è basata solo su “fredde logiche economiche” che avrebbero sconsigliato a qualsiasi azienda tv la prosecuzione dell&#8217;impegno.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma grazie anche alla consapevolezza dimostrata da staff artistici, staff tecnici e maestranze impegnate nella serie, Mediaset conferma che si sono avvicinate le condizioni minime necessarie per assicurare la continuità a una fabbrica creativa cruciale.</p>
<p align="JUSTIFY">(Foto: agi.it / forumautori.com)</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><strong>Stefano Gallone</strong></p>
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		<title>La7: Serena Dandini debutta con &#8220;The show must go off&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 16:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Piras</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo stesso team di autori e comici affiancherà la conduttrice a partire dalle 21:30 di questa sera]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70523" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/serena-dandini-la7.jpg"><img class="size-medium wp-image-70523" title="serena-dandini-la7" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/serena-dandini-la7-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">La conduttrice Serena Dandini</p></div>
<p>Roma &#8211; È tutto pronto per l’<strong>esordio su La7</strong> di <em>The show must go off,</em> il nuovo programma di Serena Dandini. Nuova rete, nuova programma. In realtà il debutto della trasmissione era stato già fissato per la scorsa settimana, ma poi la stessa La7 ha deciso di <strong>rimandarlo a questo sabato</strong>. Scelta questa doverosa, e  condivisa dalla stessa Dandini, per dare ampio spazio all’informazione con lo speciale del Tg di Enrico Mentana sulla tragedia della nave Costa Concordia.</p>
<p>Dopo diverse settimane dall’abbandono dello spazio di <em>Parla con me</em> sulla terza rete Rai, la Dandini<strong> ritrova gran parte della sua squadra su La7</strong>, stesso team di  autori e comici. E per questa prima puntata ci saranno <strong>due importanti ospiti: lo scrittore siciliano Andrea Camilleri, e il cantante Tiziano Ferro.</strong> A quanto si apprende, pare anche in arrivo una sorpresa speciale da parte di Fiorello.</p>
<p>Come da tradizione, sarà dedicato tanto spazio alla satira e alle parodie con le attrici Federica Cifola e Paola Minaccioni, e Max Paiella. E poi ancora ritroveremo Ascanio Celestini e Lillo e Greg, e gli immancabili Dario Vergassola, Neri Marcorè, Elio e le Storie Tese. Tra questi anche una piacevole novità: le puntate saranno trasmesse in diretta streaming su live.la7.it/theshowmustgooff e su <a href="www.youtube.com/la7intrattenimento">YouTube</a> , con la possibilità quindi di commentare in diretta.</p>
<p>&#8220;Emozione, emozione, finalmente stasera si debutta! Non vedo l&#8217;ora di farvi vedere il nostro show! E sentire che ne pensate” ha scritto proprio oggi la conduttrice sul suo profilo Twitter, e poi ha aggiunto “ore nove e trenta, rete La sette, spero di vostro gradimento con tutto il cuore&#8230;&#8221;.<br />
Una nuova sfida per la Dandini che nella prima serata del sabato sera dovrà contendersi il pubblico con altre due popolari trasmissioni:  <em>Ballando con le stelle</em> su Raiuno e <em>Italia’s got talent</em> su Canale 5. Appuntamento fissato per le 21:30 di questa sera.<br />
<strong>Angela Piras</strong></p>
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		<title>Cannes, Moretti presidente di giuria. Dopo 22 anni torna un italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 17:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DavideLopez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande riconoscimento per il cinema italiano. Il regista ed attore romano Nanni Moretti presiederà la giuria del prossimo Festival del Cinema di Cannes]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/moretti-cannes.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-70384" style="margin: 5px;" title="moretti cannes" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/moretti-cannes-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Cannes -</strong> Una bella notizia quella di oggi per tutto il mondo cinematografico del nostro paese: il regista e attore <strong>Nanni Moretti</strong> sarà il presidente della giuria del <strong>65esimo Festival del cinema di Cannes</strong>, che si terrà dal 16 al 27 di maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Moretti, un italiano torna a presiedere la giuria del Festival di Cannes<strong> dopo 22 anni</strong>. L&#8217;ultimo presidente di giuria italiano sulla Croisette era stato infatti<strong> Bernardo Bertolucci</strong> nel 1990: quell&#8217;anno la Palma d&#8217;Oro ando&#8217; a &#8220;Cuore Selvaggio&#8221; (&#8216;Wild at Heart&#8217;) di David Lynch e nel palmares non trovò posto nessun italiano.<br />
Quest&#8217;anno Moretti si troverà con ottime probabilità a giudicare, in Concorso, il nuovo film di Matteo Garrone, &#8220;Big House&#8221;, e l&#8217;atteso ritorno dietro la macchina da presa di Bernardo Bertolucci, regista di &#8220;Io e te&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima del regista romano 58enne, <strong>altri sei italiani hanno presieduto la giuria del Festival di Cannes</strong> dalla nascita della kermesse: Sophia Loren nel 1966, il regista Alessandro Blasetti nel 1967, Luchino Visconti nel 1969, Roberto Rossellini nel 1977, Ettore Scola nel 1988 e Bernardo Bertolucci nel 1990.</p>
<p>Ricordiamo che Nanni Moretti, come concorrente, ha presentato a Cannes ben sei film, conquistando la Palma d&#8217;oro nel 2001 con la pellicola <strong>&#8220;La stanza del figlio&#8221;.</strong> Anche l&#8217;anno scorso era presente al festival con <strong>&#8220;Habemus papam&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;E&#8217; <strong>una gioia, un onore e una grande responsabilità</strong> quella di presiedere la giuria del festival cinematografico più prestigioso al mondo, che si svolge in un paese che ha sempre avuto attenzione e rispetto per il cinema&#8221;.<br />
&#8220;Come spettatore ho per fortuna la stessa curiosità che avevo in gioventù ed è dunque per me un privilegio intraprendere questo viaggio nel cinema mondiale contemporaneo&#8221;. Queste alcune delle frasi pronunciate da Moretti e rese note dagli organizzatori del festival attraverso una nota ufficiale.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Davide Lopez</strong></p>
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		<title>Sanremo 2012, cacciata la Ecclestone: chiedeva un compenso maggiore</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DavideLopez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tanara Ecclestone non presenterà il Festival di Sanremo 2012. La coppia Morandi-Papaleo, sarà affiancata dalla sola modella ceca, Ivana Mrazova]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/tamara-ecclestone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-70375" style="margin: 5px;" title="tamara-ecclestone" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/tamara-ecclestone-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" /></a>Sanremo -</strong> “Preparazione e impegno sono irrinunciabili, per noi il Festival non può essere una vacanza in Riviera.” Ha motivato così il direttore artistico <strong>Gianmarco Mazzi</strong> la scelta di rinunciare alla presenza di <strong>Tamara Ecclestone</strong> per la nuova edizione del Festival di Sanremo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tamara Ecclestone </strong>non sarà dunque la compagna della modella ceca <strong>Ivana Mrazova </strong>sul palco dell&#8217;Ariston. <strong>Gianni Morandi</strong>, presentatore della kermesse, doveva essere affiancato nel corso della serate da queste due meravigliose ragazze, due more, ma a quanto pare, la bella ereditiera di <strong>Bernie Ecclestone</strong>, patron della Formula 1, è riuscita a farsi cacciare dalla manifestazione, perché avrebbe fatto i capricci, senza per altro impegnarsi quanto richiesto nella preparazione dello show televisivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dietro alla motivazione ufficiale, pare ve ne sia un&#8217;altra di natura economica: il compenso offerto alla 27enne modella era considerato troppo basso. Lei voleva molto di più e la Rai ha deciso di darle in ben servito.<br />
E ora chi salirà sul <strong>palco dell’Ariston</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Non si sa ancora se la Ecclestone verrà sostituita, ma è molto probabile che la scelta di Mazzi e di Gianni Morandi sarà quella di puntare tutto proprio sulla <strong>Mrazova </strong>e sulle presenze femminili che saliranno sul palco per una sola sera, tra cui sono state confermate <strong>Belen Rodriguez</strong> ed <strong>Elisabetta Canalis, </strong>vallette della scorsa edizione del Festival.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Davide Lopez</strong></p>
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		<title>J.Edgar, la solitudine di un uomo potente</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Ferrarato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il film di Clint Eastwood su Edgar Hoover, fondatore dell'FBI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70334" class="wp-caption alignleft" style="width: 181px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/locandina-j-edgar.jpg"><img class="size-medium wp-image-70334 " style="margin: 5px;" title="locandina-j-edgar" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/locandina-j-edgar-194x300.jpg" alt="Locandina J Edgar" width="171" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Locandina</p></div>
<p style="text-align: justify;">Chi era <strong>J.Edgar Hoover</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Un ottimo lavoro di <strong>Clint Eastwood</strong> ci racconta la storia del fondatore dell&#8217;<strong>FBI</strong>,  un uomo in grado di gestire un potere immenso, ma troppo solo per essere felice.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella pellicola Edgar <strong>inizia il suo lavoro</strong> giovanissimo, spinto da un forte senso patriottico mentre l&#8217;America inizia ad affrontare la minaccia Bolscevica nei primi anni &#8217;20, il potere dei radicali e successivamente lo strapotere dei ganster come il nemico pubblico <strong>John Dillinger e Al Capone</strong>. Il giovane viene notato per le sue grandi qualità organizzative e in poco tempo gli viene affidato un incarico a dir poco storico: la riorganizzazione e la nascita del Bureau Federale, l&#8217;FBI che il personaggio interpretato da di Caprio concepirà e strutturerà a sua immagine e somiglianza.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura  diventerà in breve tempo solida ed efficiente, avvalendosi, <strong>di contrasto con i poteri della Polizia</strong>, delle tecniche più evolute dell&#8217;indagine scientifica, che inizia proprio con il Bureau a divenire parte integrante del lavoro di analisi nei casi irrisolti: come quello relativo al rapimento del figlio dell&#8217;aviatore Charles Linderberg, considerato in quegli anni tormentati, l&#8217;uomo del ventesimo secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">La narrazione del<a title="Questa settimana al cinema" href="http://www.wakeupnews.eu/questa-settimana-al-cinema-40/" target="_blank"> film</a> vede tuttavia anche <strong>un altro lato dell&#8217;importante personaggio</strong> di Hoover. Un uomo in apparenza di grande solidità, ma nello stesso tempo fragile e pieno di difetti  sul piano della vita vera, quella dei rapporti personali, in particolare quello con le donne: Edgar è infatti omosessuale e fortemente innamorato del suo assistente <strong>Clyde Tholson</strong> (un eccellente <strong>Armie Hammer</strong> ), ma non riuscirà mai ad ammetterlo pubblicamente per via della sua posizione di rilievo pubblico e soprattutto per via della figura della madre, dei quali consigli e carisma non riesce assolutamente fare a meno. Anche nei rapporti professionali con la sua segretaria personale, <strong>Helen Gandy</strong> (<strong>Naomi Watts</strong>), l&#8217;uomo mostrerà sempre un certo distacco e di imbarazzo.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_70333" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/di-caprio-eastwood.jpg"><img class="size-medium wp-image-70333 " style="margin: 5px;" title="di-caprio-eastwood" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/di-caprio-eastwood-300x200.jpg" alt="Di Caprio e Eastwood" width="300" height="200" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Di Caprio e Eastwood</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il film <strong>si muove su due piani paralleli</strong>: da un lato, il giovane Edgar alle prese con la sua ascesa al potere. dall&#8217;altro, con ottimi effetti cinematografici di invecchiamento, lo styesso uomo in lotta sempre per gli stessi principi, ma ormai prossimo al declino fisico e professionale, avversato da un mondo che non gioca più le sue stesse regole. <strong>Ottima la regia</strong> e i dialoghi, in cui la narrazione non viene mai turbata e perfetto il lavoro degli attori.</p>
<p style="text-align: justify;">Unico neo di questo big movie è quello, tuttavia, di aver certamente dato conoscenza delle origini di un personaggio storico davvero influente nel ventesimo secolo, ma <strong>tralasciando alcuni nodi fondamentali dei rapporti di Hoover con l&#8217;intera America</strong> e il potere politico: se il film mostra un uomo solo contro tutti, la realtà storica parla di Edgar come un soggetto perfettamente coinvolto e partecipe di compromessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Perfettamente consigliato agli amanti dei film di Eastwood, la pellicola è adatta comunque ad un pubbblico attento date le numerose tematiche messe sul piatto. Bisogna comunque dare ancora una volta merito allo straordinario Clint, che dopo il bellissimo &#8220;<strong><a title="Leggi la recensione di Hereafter" href="http://www.wakeupnews.eu/hereafter-andare-oltre-per-scoprire-il-presente/" target="_blank">Hereafter</a></strong>&#8220;, una forte riflessione su ciò che può succedere dopo la morte, ha portato all&#8217;attenzione generale la storia di un uomo fedele al suo Paese e <strong>perennemente in lotta per difenderlo</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Adriano Ferrarato</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Micro-budget, il trionfo si ripete</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mathias Falcone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il recente successo di "The Devil Inside" inaugura un esperimento Paramount riportando alla memoria i film a costo zero che hanno segnato la storia del cinema ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70324" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Paramount-100-Years-640x960.jpg"><img class="size-medium wp-image-70324" title="Paramount-100-Years-640x960" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Paramount-100-Years-640x960-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il logo celebrativo della Paramount (netizenwallpapers.com)</p></div>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">La classifica box office Usa della scorsa settimana citava, nell&#8217;ordine: <em>Mission Impossibile</em>, <em>Sherlock Holmes</em>, <em>Millennium</em>, <em>Alvin Superstar</em> e via dicendo. Nulla di strano, se non fosse che i titoli sopracitati andavano dalla seconda posizione in giù. Alla testa della graduatoria, con 35 milioni di dollari raggranellati in un solo weekend, campeggiava orgoglioso <em>L&#8217;altra faccia del diavolo</em> (<em>The Devil Inside</em>), horror diretto dallo sconosciuto<strong> William Brent Bell</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">In Italia uscirà appena a marzo, ma il passaparola sta già sbrigando il suo dovere pubblicitario e informativo. Costato poco meno di un milione di dollari, ambientato a Bucarest e nella Roma Vaticana, <em>L&#8217;altra faccia del diavolo </em>è il prototipo di una nuova sfida targata <strong>Paramount</strong> &#8211; di cui ricorre quest&#8217;anno il centenario della fondazione &#8211; che consiste nel puntare su film a costo quasi zero, finanziandone la realizzazione o comprandoli già pronti per spedirli subito in sala e rendere immediatamente attivo il bilancio dell&#8217;investimento. Al fine di dare continuità al progetto, la Paramount ha generato un&#8217;apposita etichetta battezzata <strong>Insurge Pictures</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Idea economicamente vincente, specie in virtù del fatto che gli irrisori costi in gioco renderanno facilmente fruttuosi anche film incapaci di fare prodezze al botteghino. Sembra &#8211; e in effetti è &#8211; talmente semplice che viene da chiedersi perché nessuna <em>major</em> ci abbia mai pensato prima d&#8217;ora, essendo i rischi economici ridotti al minimo e le possibilità di colpaccio piuttosto elevate, potendo contare su sistemi distributivi e pubblicitari a dir poco massicci. Ma al di là della questione intrioti, quanto potrebbe realmente giovare al Cinema un&#8217;operazione così?</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Fermo restando che ad oggi è chiaramente prematuro azzardare giudizi definitivi, il progetto Insurge va intanto <strong>promosso sulla fiducia</strong>. Nella realtà cinematografica odierna, fatta di scarsi investimenti nei giovani talenti e costretta a convivere con l&#8217;impossibilità di fronteggiare lo strapotere major, vedere che un colosso come la Paramount abbia scelto di investire addirittura nel micro-budget rincuora e apre a ottimistici scenari futuri. Dopo i buoni responsi box office ottenuti da <em>The Devil Inside</em>, appare in effetti realistico ipotizzare che pure altre grandi dell&#8217;industria hollywoodiana (e non solo) seguano presto l&#8217;esempio. Ne potrebbe derivare una sorta di rete produttivo-distributiva a suo modo autonoma eppure connessa al mainstream, in grado di soddisfare equamente sogni monetari e artistici di produttori e registi.</p>
<div id="attachment_70325" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Clerks_Photo_03.jpg"><img class="size-medium wp-image-70325 " style="margin: 5px;" title="Clerks_Photo_03" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Clerks_Photo_03-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un fotogramma di &quot;Clerks&quot; (Kevin Smith, 1994)</p></div>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">L&#8217;incognita dell&#8217;intera operazione risiede però proprio nell&#8217;aspetto più caro agli appassionati: la qualità. Specie se il modello di riferimento continuerà ad essere un bluff mediatico come <em>Paranormal Activity</em>, di cui <em>L&#8217;altra faccia del diavolo</em> sembra ricalcare banalità e stereotipi senza troppi sforzi creativi. Il rischio è evidente: che i soldi &#8220;risparmiati&#8221; nelle varie micro-produzioni vengano <strong>parzialmente reinvestiti in pubblicità ingannevole e campagne virali web</strong>, spacciando per nuovi fantomatici &#8220;casi&#8221; cinematografici delle mediocri riprese amatoriali o poco più. Non sarebbe la prima volta. Ma di questo bisognerà riparlare fra qualche tempo, dopo aver assistito al primo drappello di esperimenti marchiati Insurge. Se ne prevedono dieci per il prossimo anno: ognuno avrà 100.000 dollari a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">La predominanza horror all&#8217;interno dell&#8217;universo low &amp; micro budget non deve stupire. Trattasi di un genere croce e delizia: avaro di grandi capolavori, straripante di accozzaglie inguardabili, ma allo stesso tempo colmo di gioiellini, frutto di intuizioni brillanti e tecnica sopraffina. Materia perfetta per testare la presenza di vera creatività e smascherare superbie pseudo-autoriali. E soprattutto, è l&#8217;unico genere cinematografico puro sempre in voga presso il grande pubblico e contemporaneamente alla portata di giovani filmmakers dal cervello pieno e le tasche vuote.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">La Storia del Cinema pullula di casi celebri al riguardo: gran parte dei capisaldi horrorifici sono accomunati proprio dai bassissimi costi di realizzazione. Il più classico fra quelli moderni è <em>La casa</em>, diretto da un ventiduenne<strong> Sam Raimi </strong>e ben presto divenuto cult. Ma ci sono anche <em>Venerdì 13</em>, <em>Halloween</em> di <strong>John Carpenter</strong> e <em>La notte dei morti viventi</em> di <strong>George A. Romero</strong>. Va citato pure il mockumentary <em>The Blair Witch Project</em>, assai meno fondamentale nella storia del genere ma altrettanto redditizio e venerato.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Al di fuori dell&#8217;horror, fra i trionfi di botteghino a costo quasi zero spiccano il cult erotico <em>La vera gola profonda</em>, <em>Rocky</em> (costato un milione di dollari, ne incassò 225), <em>Clerks</em> e l&#8217;australiano <em>Interceptor</em> con <strong>Mel Gibson</strong>. Ebbero ottime plusvalenze anche <em>El Mariachi </em>di <strong>Robert Rodriguez</strong> e il documentario <em>Super Size Me</em>. In tempi recentissimi ha fatto parlare di sé il francese <em><a href="../il-nuovo-caso-cinematografico-si-chiama-donoma/" target="_blank">Donoma</a></em>, a detta di molti il film meno costoso di sempre: 150 euro, peraltro utilizzati per una scena poi tagliata in fase di montaggio. Il budget zero assoluto è ormai dietro l&#8217;angolo.</p>
<p align="RIGHT"> <strong>Mathias Falcone</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto via: the-numbers.com e popcultureshock.com</p>
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		<title>Questa settimana al cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appuntamento in sala per le principali uscite cinematografiche del weekend]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Benvenuti-al-nord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-70229" style="margin: 5px;" title="A Benvenuti al nord" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Benvenuti-al-nord-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Tra i soliti alti e bassi produttivi, ormai abbiamo imparato a destreggiarci con agilità tra i meandri delle produzioni nazionali ed internazionali che, puntualmente ogni settimana, arrivano a riempire di proposte le sale cinematografiche italiane. Malgrado una certa dimestichezza con questa sorta di metodo selettivo, però, ancora non sappiamo come affrontare l&#8217;approdo sullo schermo di almeno un paio di pellicole potenzialmente di dubbio gusto. La prima è l&#8217;attesissimo seguito della strafortunata commedia <em>Benvenuti al sud</em>, ovvero (ovviamente) <em><strong>Benvenuti al nord </strong></em>(regia di Luca Miniero), tra i cui fotogrammi l&#8217;ormai consolidata coppia <strong>Alessandro Siani</strong> (meglio a teatro) / <strong>Claudio Bisio</strong> prende con forza il sopravvento nell&#8217;interpretare Alberto e Mattia, un napoletano e un milanese ormai amici ma giunti ad una crisi matrimoniale con le rispettive mogli dopo circa un paio di anni dalla loro consocenza. L&#8217;una (Angela Finocchiaro) detesta Milano a causa delle polveri sottili, dell&#8217;ozono troposferico e accusa il marito di non pensare alla famiglia tanto quanto si dedica al suo lavoro. Nel frattempo, Mattia, per ridestare l&#8217;attenzione della propria consorte, finge di minacciare di trasferirsi a Milano ma non fa i conti con alcuni colleghi che, per mancanza di un certo livello di intelletto, lo prendono sul serio. Così facendo, il nuovo incontro tra i due amici è destinato a diventare realtà. Dov&#8217;è il problema? Seppur ben costruita, efficace e comunque divertente, una commedia di questo stampo, proprio come il capitolo precedente, rischia di addentrarsi troppo nel campo degli stereotipi più qualunquisti e sempliciotti. Staremo a vedere.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Qualche dubbio in più viene lasciato scintillare, ahimè, da un&#8217;altra produzione italiana, ovvero <em><strong>Sleeping around </strong></em>(regia di Marco Carniti, con Anna Galiena, Dario Grandinetti, Danilo Nigrelli, Marco Foschi), pellicola drammatica (comunque da vedere, fosse solo perché nostra connazionale) incentrata su un&#8217;ambientazione metropolitana odierna (ma vista con occhi futuristici) nella quale un&#8217;importante agenzia di comunicazione internazionale, tramite conferenza stampa, introduce una straordinaria innovazione tecnologica di importazione cinese con l&#8217;obiettivo di modificare definitivamente il concetto stesso di pubblicità: attraverso una lente, cioè, sarà possibile proiettare, con l&#8217;ausilio di un potentissimo satellite, marchi pubblicitari direttamente sulla superficie della luna piena. Da questo assunto, dunque, parte la storia di diversi protagonisti le cui sorti saranno drammaturgimanente legate da un unico filo conduttore. Dov&#8217;è il problema, anche qui? Forse nella nostra doverosa costrizione di sperare che il fattore “lunare” sia solo un McGuffin per meglio sviluppare qualcosa di ben più concettuale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Spostando la nostra attenzione ad un livello mainstream interplanetario, invece, <em><strong>Underworld – Il risveglio, in 3D</strong></em> (si potrebbe ormai anche evitare di puntualizzare nel titolo l&#8217;ormai consueta ed innovativa tecnologia&#8230;così, tanto per non sfigurare cme se fosse uno scatolone di detersivo in polvere per lavatrici), per la regia del duo Mans Marlind / Bjorn Stein (con Kate Beckinsale, Stephen Rea, Michael Ealy), riparte da dieci anni dopo l&#8217;eccidio che il genere umano ha messo in atto contro i vampiri e lycan (ormai anche troppo di moda) per consentire a Selene di risvegliarsi dalla lunga ibernazione con la quale era stata fatta prigioniera dall&#8217;azienda biotecnologica Antigen. Tornata all vita, dunque, Selene scopre di avere una figlia. Nata dalla relazione della madre con l&#8217;amatissimo Michael, Eve è dunque la primissima donna ibrida di sangue sia vampiro che lycan, il che le conferisce dei poteri eccezionali ancora formalmente da scoprire. Proprio grazie a queste sue nuove qualità, però, anche i nemici si sono potenziati, le due dnne si troveranno fianco a fianco per combattere quello che forse è rappresentato come il peggior antagonista dell&#8217;intera saga, un lycan superpotenziato in quanto geneticamente modificato. Più per gli appassionati che per i “comuni mortali”.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Fa specie, invece, vedere il bravo <strong>Emile Hirsch</strong> (il celebre protagonista dell&#8217;ormai quasi cult <em>Into the wild </em>di Sean Penn) prendere parte ad una pellicola forse troppo poco digeribile per un attore di simile qualità (confidiamo, dunque, nel prossimo lavoro di Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini che lo vedrà protagonista assieme a Penelope Cruz). Le adolescenziali invasioni aliene di <em><strong>L&#8217;ora nera </strong></em>forse poco convincono nel loro basarsi sulla storia di Sean e Ben, due giovani programmatori atterrati a Mosca con l&#8217;intenzione di vendere un&#8217;innovativa applicazione per telefoni cellulari a dei magnati russi. I due, però, vengono presto a sapere che un collega svedese ha rubato l&#8217;oro l&#8217;idea concludendo un ottimo a fare. Per consolarsi, dunque, i due decidono di passare la serata in uno dei locali più glamour della capitale, all&#8217;interno del quale conoscono due turiste americane. Proprio mentre stanno per approcciare, però (quando si dice la sfiga), la città viene paralizzata da un enorme black out: dal cielo cominciano a scendere strani fasci di luce che, una volta giunti a terra, iniziano a disintegrare ogni cosa seminando in tutta la città panico e distruzione.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/B-The-Help.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-70233" style="margin: 5px;" title="B The Help" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/B-The-Help-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>Salendo un tantino di qualità, invece, <em><strong>The help </strong></em>(regia di Tate Taylor, con Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard) incentra la propria narrazione su tre donne straordinarie del profondo sud statunitense. Anno 1962. La ventiduenne Skeeter ha appena fatto ritorno a casa dopo la laurea da le Miss, fatto che però non accontenta la madre che, invece, la vorrebbe vedere sposata. A questo si aggiunge il fatto che la tanto amata confidente / cameriera di Skeeter, Costantine, la donna che l&#8217;ha praticamente allevata, è sparita e non si riesce più a ritrovare. In parallelo, scorre anche la storia di un&#8217;altra donna, la domestica di colore Aibileen, una donna saggia e regale che sta per allevare il suo diciassettesimo bambino bianco ma con un profondo e radicale cambiamento interiore dovuto alla perdita del proprio figlio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Ritornando in ambito italiano, infine, una pellicola molto interessante è invece <em><strong>Sette opere di misericordia </strong></em>dei pluripremiati gemelli <strong>Gianluca e Massimiliano De Serio</strong> (con il geniale Roberto Herlitzka, un ritrovato Ignazio Oliva, Olimpia Melinte, Stefano Cassetti), opera prima (dopo una serie di documentari e cortometraggi di ottimo valore intrinseco) ambientata a Torino, città che ospita Luminita, una giovane clandestina romena che riesce a sopravvivere grazie a borseggi per i quali deve versare la rispettiva percentuale ai suoi padroni. La ragazza, però, ha già in mente un piano per sfuggire per sfuggire al loro controllo e procurarsi dei documenti falsi. Così inizia la propria operazione solitaria scegliendo una prima vittima a caso, Antonio, un uomo anziano e malato che vive in una situazione di quasi degrado e che è costretto a farsi ricoverare periodicamente in ospedale. La ragazza lo incontrerà e comincerà a seguirne le vicissitudini.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Buona visione.</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><strong>Stefano Gallone</strong></p>
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		<title>Golden Globes 2012: ecco i vincitori</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mathias Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema/TV]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[The Artist]]></category>

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		<description><![CDATA[La cerimonia anticamera degli Oscar assegna i propri riconoscimenti. Il pigliatutto dell'anno è "The Artist"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69850" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Martin-Scorsese.jpg"><img class="size-medium wp-image-69850" title="A Martin Scorsese" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Martin-Scorsese-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Martin Scorsese</p></div>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Pronostici rispettati. L&#8217;edizione numero 69 dei <strong>Golden Globe Awards</strong> ha insignito personalità e film ipotizzati alla vigilia senza offrire grosse sorprese nelle categorie principali. Di seguito, l&#8217;elenco completo dei vincitori.</p>
<p align="JUSTIFY">Film drammatico: <em>Paradiso amaro</em> (<em>The Descendants</em>), di <strong>Alexander Payne</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Film commedia o musicale: <em>The Artist</em>, di <strong>Michel Hazanavicius</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Regia: <strong>Martin Scorsese</strong>, <em>Hugo Cabret</em></p>
<p align="JUSTIFY">Attrice in un film drammatico:<strong> Meryl Streep</strong>, <em>The Iron Lady</em></p>
<p align="JUSTIFY">Attore in un film drammatico: <strong>George Clooney</strong>, <em>Paradiso amaro</em></p>
<p align="JUSTIFY">Attrice in un film commedia o musicale: <strong>Michelle Williams</strong>, <em>My Week With Marilyn</em></p>
<p align="JUSTIFY">Attore in un film commedia o musicale: <strong>Jean Dujardin</strong>, <em>The Artist</em></p>
<p align="JUSTIFY">Attore non protagonista: <strong>Christopher Plummer</strong>, <em>Beginners</em></p>
<p align="JUSTIFY">Attrice non protagonista: <strong>Octavia Spencer</strong>, <em>The Help</em></p>
<p align="JUSTIFY">Film straniero: <em>Una separazione</em>, di <strong>Asghar Farhadi</strong> (Iran)</p>
<p align="JUSTIFY">Sceneggiatura: <strong>Woody Allen</strong>, <em>Midnight in Paris</em></p>
<p align="JUSTIFY">Colonna sonora: <strong>Ludovic Bource</strong>, <em>The Artist</em></p>
<p align="JUSTIFY">Film d&#8217;animazione: <em>Le avventure di Tintin</em>, di <strong>Steven Spielberg</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Canzone originale: &#8220;Masterpierce&#8221;, <em>W.E. </em>- <strong>Madonna</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Cecil B. DeMille Award: <strong>Morgan Freeman</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">I riflettori si spostano ora sui più celebri Oscar, le cui nominations verranno annunciate il 24 gennaio. E&#8217; previsto un duello all&#8217;ultimo voto nelle categorie miglior film, regia e attore protagonista, mentre si considera quasi scontato il trionfo di Meryl Streep: per l&#8217;attrice &#8211; che già detiene il record di candidature &#8211; sarebbe la terza statuetta personale, a quasi vent&#8217;anni di distanza da quella ottenuta per <em>La scelta di Sophie</em>. La parola ai bookmakers, i responsi alla cerimonia di premiazione. Appuntamento al 26 febbraio.</p>
<p align="RIGHT"> <strong>Mathias Falcone</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quattro chiacchiere con Pietro de Silva, L&#8217;era Legale è finalmente scoccata?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 17:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Schiano di Coscia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema/TV]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[De Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Caria]]></category>
		<category><![CDATA[L'era Legale]]></category>
		<category><![CDATA[La Vita è bella]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizio Rispo]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro de Silva]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Benigni.]]></category>

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		<description><![CDATA[Pietro de Silva, attore poliedrico e dalla carriera trentennale, parla del suo ultimo film, l'era Legale di Enrico Caria
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Pietro-de-Silva.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-69838" style="margin: 5px;" title="Pietro de Silva" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Pietro-de-Silva-172x300.jpg" alt="" width="138" height="240" /></a>Pietro de Silva, personalità poliedrica con alle spalle una carriera trentennale spesa tra set cinematografici, palcoscenici e set televisivi, è da molti ricordato soprattutto per la sua interpretazione a fianco di <a href="http://www.wakeupnews.eu/benigni-chiama-obama-%E2%80%9Cc%E2%80%99ho-un-problema%E2%80%9D/">Roberto Benigni</a> ne <em>La Vita è bella</em> nel ruolo di Bartolomeo, uno dei tanti sfortunati soggetti coinvolti, assieme al personaggio protagonista interpretato dallo stesso Benigni, nella tragedia dei campi di concentramento.</p>
<p style="text-align: justify;">Richiamando il solo nome, probabilmente, la mente dell&#8217;interlocutore non scatterà immediatamente per richiamare a sé il relativo volto, elemento che invece, se sottoposto ad interrogazione visiva, suscita inevitabilmente un certo intuito, stimolazione di certo incentivata dal suo aver preso parte a in numerosissimi film di spessore come, ad esempio, <em>Anche libero va bene </em>di Kim Rossi Stuart, <em>Non ti muovere </em>di Sergio Castellitto, <em>L&#8217;ora di religione </em>di Marco Bellocchio o <em>Nessuno mi può giudicare </em>di Massimo Bruno.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto folto anche il suo curriculum televisivo, testimonianza di un costante impegno (sempre denso di carisma, risolutezza e spontaneità) anche in fiction di successo come <em>Padre Pio &#8211; tra Cielo e Terra</em>, <em>Don Matteo</em>, <em>Boris</em>, <em>Il capo dei capi </em>o <em>I liceali</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo lavoro di de Silva è ugualmente un misto tra commedia e impegno civile, anche se la tematica e lo stile sono molto diversi da quelli della pellicola di Benigni. <em><a href="http://www.wakeupnews.eu/l-era-legale-mockumentary-allombra-del-vesuvio/">L&#8217;era Legale</a></em> di Enrico Caria vede Pietro vestire i panni di uno strampalato investigatore privato che tenta, con gadget da 007 e simpatia nostrana, di dare una mano all&#8217;altrettanto improbabile sindaco di Napoli, Nicolino Amore, interpretato da Patrizio Rispo.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo approfittato dell&#8217;uscita di questa pellicola per fare quattro chiacchiere proprio con Pietro de Silva.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;era Legale è un film che sicuramente farà discutere e pensare molto. Un film atipico, una pellicola che affronta tematiche estremamente serie senza per questo essere per forza seriosa. Com&#8217;è nato il suo coinvolgimento in questo progetto?</em></p>
<p style="text-align: justify;" lang="zxx"><span style="font-size: small;">«Avevo già collaborato come attore insieme a Enrico Caria diversi anni fa nel film <em>Blek Giek</em>. Lui mi richiese un paio di anni orsono la partecipazione a questo progetto, io ho aderito con grande entusiasmo, sia per la tematica di grande spessore, sia per il metodo di lavoro del regista che collima perfettamente con il mio; abbiamo la stessa visione sia rispetto alle tematiche proposte che al metodo di realizzazione, fatto di grande complicità, ironia e sopratutto entusiasmo».</span></p>
<p style="text-align: justify;" lang="zxx"><em>La caratterizzazione del suo personaggio: quanto era presente nella sceneggiatura e quanto ha aggiunto di suo?</em></p>
<p style="text-align: justify;" lang="zxx">«Tutto era già scritto ma Caria è per tipologia registica insita nel suo DNA,sempre disponibile a cambiamenti ed<a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Pietro-de-Silva-2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-69840" style="margin: 5px;" title="Pietro de Silva 2" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Pietro-de-Silva-2-206x300.jpg" alt="" width="165" height="240" /></a> invenzioni ex novo maturate nel clima gioioso del set. Ama gli attori propositivi ed in me ha trovato un amico che si presta a proporre spunti sempre diversi per arricchire sia la storia che il personaggio».</p>
<p style="text-align: justify;" lang="zxx"><em>L&#8217;era legale, grazie a una sapiente opera di montaggio, mescola vero e finzione. Non crede che questa mescolanza possa rischiare di confondere lo spettatore?</em></p>
<p style="text-align: justify;" lang="zxx">«No, perché il presupposto è dichiarato in partenza e anche lo spettatore meno smaliziato, si presta fin dalle prime sequenze a questa commistione realtà-finzione, che poi rappresenta il punto di forza dell&#8217;intera operazione».</p>
<p style="text-align: justify;" lang="zxx"><em>Nel film viene rappresentata una <a href="http://www.wakeupnews.eu/san-gennaro-si-ripete-il-miracolo-polemiche-su-cancellazione-della-festa/">Napoli </a>molto diversa da quella odierna. Secondo lei, un simile cambiamento è possibile? Se si, ne vede già l&#8217;inizio?</em></p>
<p style="text-align: justify;" lang="zxx">«Con l&#8217;avvento di <a href="http://www.wakeupnews.eu/napoli-rifiuti-al-nord-e-il-piano-di-de-magistris/">De Magistris</a> già si sente una salutare ventata di rinnovamento. Inutile dire che il retaggio di precedenti amministrazioni colluse in parte con la malavita, il degrado delle istituzioni preposte alla salvaguardia del territorio e lo strapotere di organizzazioni criminali che paralizzano e ostacolano costantemente il tentativi di apportare miglioramenti, rappresentano un eredità devastante contro la quale comunque bisogna avere a che fare.</p>
<p style="text-align: justify;" lang="zxx">Sono fiducioso e vedo per Napoli e per i Napoletani un nuovo rinascimento, graduale e costante, dovuto soprattutto alla grande energia e forza di volontà della parte sana del paese&#8230;o almeno lo spero. Qualche spiraglio è già&#8217; all&#8217;orizzonte. Evidentemente finché non ci si sbarazza definitivamente della casta di chi ha permesso lo scempio della città nel corso dei decenni precedenti, tutto ciò resta una mera illusione».</p>
<p style="text-align: right;" lang="zxx">                                                                                                                                                                                              <strong>Davide Schiano di Coscia</strong></p>
<p lang="zxx">
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		<title>Cinema: le news della settimana</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 16:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mathias Falcone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema/TV]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuovi film all'orizzonte per Clooney e Soderbergh e buone notizie per i fan del serial "24": Kiefer Sutherland conferma che le riprese del film stanno per partire]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69690" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Grace-Kelly.jpeg"><img class="size-medium wp-image-69690" title="A Grace Kelly" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Grace-Kelly-227x300.jpg" alt="" width="227" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Grace Kelly</p></div>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Sulla scia dei buoni riscontri internazionali raccolti con <em>Le idi di marzo</em>, <strong>George Clooney</strong> ha imbracciato un progetto nuovo di zecca che intende adattare, dirigere e interpretare. Si intitolerà <em>Monuments Man</em>. Tratto dall&#8217;omonimo testo di Robert M. Edsel, il racconto è ambientato durante la Seconda guerra mondiale e narra le vicende di una squadra di esperti d&#8217;arte statunitensi inviati a recuperare opere trafugate dai nazisti. La stesura del copione vedrà il probabile apporto di <strong>Grant Heslov</strong> (<em>L&#8217;uomo che fissa le capre</em>), storico collega &#8220;di penna&#8221; di Clooney.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">A proposito di recenti successi, anche il regista parigino di <em>The Artist </em><strong>Michel Hazanavicius</strong> sta preparando il prossimo passo della sua lanciatissima carriera: intende cimentarsi con un remake di <em>Odissea tragica</em>, classico del 1948 firmato Fred Zinnemann. Uno dei ruoli principali è stato ipotecato da <strong>Bérénice Bejo</strong> (<em>The Artist</em>). Sempre in ambito cineasti francesi, <strong>Olivier Dahan</strong> (<em>La Vie en Rose</em>) dirigerà un biopic su <strong>Grace Kelly</strong> da tempo in cantiere. Titolo provvisorio: <em>Grace of Monaco</em>.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Nell&#8217;interminabile lista progetti, idee, esperimenti e intenzioni di <strong>Steven Soderbergh </strong>compare da tempo il thriller psicofarmacologico <em>The Bitter Pill</em>. Da qualche giorno il film ha cominciato a prendere forma e nel farlo ha cambiato titolo: si chiamerà <em>The Side Effects</em>. Scritturati <strong>Jude Law</strong>, <strong>Blake Lively</strong> (<em>The Town</em>) e <strong>Channing Tatum</strong> (<em>The Eagle</em>).</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><strong>James Franco </strong>vestirà i panni del fotografo <a title="Eros e poesia: Mapplethorpe a Milano" href="http://www.wakeupnews.eu/eros-e-poesia-mapplethorpe-a-milano/" target="_blank">Robert Mapplethorpe</a> in un biopic a lui dedicato. Alla regia ci sarà la documentarista <strong>Ondi Timoner</strong>, due volte vincitrice del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival.</p>
<div id="attachment_69692" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/B-Kenneth-Branagh.jpg"><img class="size-medium wp-image-69692" title="B Kenneth Branagh" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/B-Kenneth-Branagh-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Kenneth Branagh</p></div>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Dirigere <a title="Pirati dei Caraibi 4, successo annunciato" href="http://www.wakeupnews.eu/pirati-dei-caraibi-4-successo-annunciato/" target="_blank">il quarto <em>Pirati dei Caraibi</em></a> è stato un vero toccasana professionale &#8211; oltre che economico &#8211; per <strong>Rob Marshall</strong>. Dopo l&#8217;ottimo rapporto instaurato con <strong>Johnny Depp</strong>, assieme al quale collaborerà nuovamente per un remake della commedia gialla <em>L&#8217;uomo ombra,</em> il regista bisserà il sodalizio anche con la Disney per un adattamento del musical anni &#8217;80 <em>Into the Woods</em>. Non si tratta dell&#8217;unica reunion annunciata di recente: sedici anni dopo <em>Hamlet</em>, pure <strong>Kate Winslet</strong> e <strong>Kenneth Branagh</strong> torneranno sul set insieme &#8211; lei protagonista, lui regista &#8211; per <em>The Guernsay Literary and Potato Peel Pie Society</em>, tratto dal romanzo epistolare di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows e ambientato nel secondo dopoguerra. L&#8217;attrice interpreterà una giornalista alle prese con un&#8217;inchiesta inerente attività antinaziste segrete.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><strong>Kiefer Sutherland </strong>ha confermato le voci che vedevano il film della serie tv <em>24</em> ai blocchi di partenza. Il primo ciak verrà battuto in primavera, verso inizio maggio. La cronologia riparte a pochi mesi di distanza dal termine dell&#8217;ultimo episodio e non si svolge in tempo reale: ingloba una giornata intera. Riguardo possibili (probabili?) partecipazioni degli altri volti storici della serie e ulteriori dettagli sulla trama, al momento vige il top secret.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Mathias Falcone</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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