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	<title>Wakeupnews &#187; Cronaca estera</title>
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		<title>Europa al gelo. 122 morti in Ucraina</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 15:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gravi disagi anche in Serbia e in Bosnia per l'emergenza neve e gelo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/B-neve-ucraina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-72556" style="margin: 5px;" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/B-neve-ucraina-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>KIEV</strong> &#8211; Sale addirittura a 122 il numero delle persone rimaste senza vita in Ucraina. Ben 21 nelle ultime 24 ore. Si tratta di un vero e proprio flagello che sta devastando il paese. Almeno per 78 di questo centinaio di casi si tratta di persone senzatetto. A farlo sapere è il Ministero delle Emergenze della ex repubblica sovietica, il quale specifica che 12 di queste persone sono decedute in ospedale e 32 nelle loro abitazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio si tratta dell&#8217;inverno più rigido che la nazione si sia mai trovata a dover affrontare almeno da sei anni a questa parte. Nella maggior parte delle regioni dell&#8217;Ucraina difficilmente le temperature sono migliori dei 15 gradi sotto zero. In alcuni punti, le temperature raggiungono abbondantemente anche i -20 con minime fino a -33. Per emergenza, il governo ha fatto installare 3.170 tende per dare un pasto caldo a circa 64.600 persone al riparo dal freddo polare.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la Serbia è invasa dall&#8217;inarrestabile ondata di maltempo. A Belgrado centinaia di volontari si sono dati da fare per rimuovere la neve caduta in abbondanza nelle ultime 36 ore sommergendo la capitale serba. I volontari otterranno comunque un compenso di 1.600 dinari pari a circa 16 euro. In tutto il paese resta l&#8217;allarme neve e gelo con temperature bassissime, tra i -10 e i -20 gradi. Otto sono state fino ad ora le vittime del freddo, prevalentemente senzatetto costretti a restare all&#8217;aperto anche di notte.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione non è migliore nemmeno in Bosnia-Erzegovina, dove le vittime del gelo, fino ad ora, sono almeno sei. I media riferiscono di cinque persone morte a Sarajevo e di una a Mostar. Una slavina lungo la strada tra Sarajevo e Foca ha bloccato un autobus di linea e numerose automobili in transito. Centinaia di persone sono state costrette a trascorrere la notte nelle proprie vetture. Da questa mattina sono attivi i soccorsi, operazioni rese comunque difficili da dalla neve e dalle bassissime temperature (-20 gradi). Proclamato lo stato di calamità naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">(Foto: ansa.it)</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stefano Gallone </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Kim Dotcom: il papà di Megavideo e Megaupload resta in carcere</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MaraGuarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Respinta la richiesta di libertà su cauzione. Troppo forte il rischio di fuga all’estero ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72509" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/web_kim_dotcom-cinema-newsfan-it.jpg"><img class="size-medium wp-image-72509 " style="margin: 5px;" title="web_kim_dotcom cinema newsfan it" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/web_kim_dotcom-cinema-newsfan-it-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Kim Dotcom resta in carcere (cinema.newsfan.it)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nuova Zelanda</strong> &#8211; Kim Dotcom resterà in galera. L’uomo, vero guru nel settore informatico del file-sharing, è in manette <a href="http://www.wakeupnews.eu/file-sharing-l%E2%80%99fbi-chiude-megavideo-e-megaupload/" target="_blank">dallo scorso 20 gennaio</a> e, stando alla sentenza emessa dall’Alta Corte di Auckland, è destinato è rimanerci almeno fino al processo che deciderà le sue sorti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la seconda volta, dunque, la giustizia neozelandese ha rigettato la richiesta dei suoi avvocati, temendo il <strong>rischio di fuga all’estero</strong>. Rischio oltretutto avvalorato dal ritrovamento di alcuni <strong>documenti falsi</strong>, oltre che dalla possibilità di cospicui fondi di denaro ancora nascosti alle autorità competenti.  A nulla sono di conseguenza valse sia le promesse di restare nel Paese sia i racconti sui difficili momenti vissuti in carcere. Diabete e episodi di bullismo subiti da parte di altri reclusi lo starebbero infatti mettendo a dura prova, nel fisico e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, però, non resta che attendere il 22 febbraio prossimo, quando  l’imputato finirà nuovamente davanti ai giudici, chiamati a decidere se estradarlo o meno negli Stati Uniti, dove è accusato di violazioni del copyright per <strong>svariati milioni di dollari</strong>. Per lui, il rischio è quello di una vita dietro le sbarre: la pena prevista potrebbe comportargli sino a <strong>50 anni di reclusione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, per la chiusura di Megavideo e Megaupload si era mobilitato lo stesso Fbi, sollecitato dalle pressione delle grandi major, le quali lamentano, in conseguenza della mancata riscossione dei diritti, danni sino a 500 milioni di dollari.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Mara Guarino</strong></p>
<p>Foto homepage via: itesespresso.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO &#8211; Egitto. Almeno 73 morti allo stadio in scontro tra tifoserie</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 20:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tragedia a Port Said, a nord est del Paese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72161" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/scontro-tifosi-egitto.jpg"><img class="size-medium wp-image-72161" title="scontro tifosi egitto" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/scontro-tifosi-egitto-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" /></a><p class="wp-caption-text">Gli scontri a Port Said</p></div>
<p style="text-align: justify;">PORT SAID &#8211; Sarebbe di <strong>almeno 73 il numero delle vittime</strong> a seguito di scontri tra tifoserie durante una partita di calcio a Port Said, nel nord-est dell&#8217;Egitto. Le notizia giungono direttamente dal ministero della Sanità egiziano.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli incidenti sono avvenuti all&#8217;inizio del match tra l&#8217;El-Masrj, la squadra locale, e dell&#8217;Al-Ahli, formazione del Cairo. Il bilancio delle vittime è salito in poco tempo, all&#8217;inizio si parlava di 25 morti e subito dopo addirittura di una settantina, mentre centinaia sarebbero i feriti. Secondo l&#8217;emittente televisiva Al Arabiya gli scontri sarebbero da legarsi a <strong>motivi strettamente calcistici</strong> e non a ragioni di altro genere come si era all&#8217;inizio portati a pensare.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tensioni sarebbero esplose dopo un&#8217;invasione di campo, degenerata in breve nella violenza. Stando al sito web del quotidiano locale Al-Ahram, la maggior parte delle persone sarebbe deceduta perchè <strong>travolta dalla folla</strong>, accalcatasi in maniera caotica e disordinata nel disperato  tentativo di uscire dallo stadio.</p>
<p style="text-align: justify;">La federazione calcistica egiziana ha intanto deciso di<strong> sospendere</strong> fino a data da destinarsi tutte le partite della Premier League, la Serie A egiziana: lo ha comunicato la  televisione di stato.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
<p style="text-align: right;">foto via ilmessaggero.it</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FjRLxzASHfA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/FjRLxzASHfA?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Cile, rubano ghiaccio da ghiacciaio millenario. Per fare cocktail</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insolito furto in Cile: asportate 5 tonnellate di ghiaccio dal ghiacciaio millenario Jorge Montt. Sarebbero stati utilizzati da bar e attività commerciali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72137" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/JorgeMontt-673x320.jpg"><img class="size-medium wp-image-72137" title="JorgeMontt--673x320" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/JorgeMontt-673x320-300x116.jpg" alt="" width="300" height="116" /></a><p class="wp-caption-text">Il ghiacciaio Jorge Montt</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mentre l&#8217;emisfero boreale affronta i rigori dell&#8217;inverno, in quello australe i problemi sono di tutt&#8217;altro tipo. Stagione estiva, caldo torrido e, indubbiamente, voglia di cocktail rinfrescanti. Chissà se il <strong>furto</strong> avvenuto nel <strong>Parco nazionale Bernardo O&#8217;Higgins</strong>, in <strong>Cile</strong>, voleva &#8220;semplicemente&#8221; accontentare i gusti di qualche turista particolarmente assetato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla parete del ghiacciaio millenario <strong>Jorge Montt</strong>, raggiungibile via mare dopo ben 4 ore di navigazione e il cui porto più vicino si raggiunge dopo 128 km di strata sterrata, sono state <strong>asportate</strong> infatti <strong>più di cinque tonnellate di ghiaccio</strong>, rinvenute dalla polizia di Aysen in un camion frigorifero e destinate all&#8217;utilizzo commerciale in bar e locali del sud del Cile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il valore commerciale del carico non supera i 7mila dollari (il doppio per alcuni, ritenuta &#8220;l&#8217;età&#8221; del ghiaccio, alimentando non del tutto infondati dubbi su una vera e propria borsa valori dei cocktail&#8230;), ma, ovviamente, sono insorti gli ambientalisti, per la barbara violazione di un Parco nazionale e del suo patrimonio millenario.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente l&#8217;oggetto del furto sarebbe comunque parzialmente scivolato a mare in caso di innalzamento delle temperature, ma è inutile sottolineare i <strong>rischi di sicurezza</strong> <strong>e paesaggistici</strong> dello scalpellare senza criterio 5 tonnellate di ghiaccio da una montagna gelata. Inoltre la notizia, riportata dal quotidiano <em>La Vanguardia</em>, ha fatto scattare l&#8217;allarme in Cile e sono già state identificate rotte sospette in direzione del Parco nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I responsabili</strong>, poco ma sicuro, pagheranno il loro atto criminale con <strong>un bel po&#8217; di tempo al fresco</strong>. Ironie della sorte.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Guarino</strong></p>
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		<title>Fallimento Spanair: a rischio 2.000 posti</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La compagnia lowcost spagnola chiude i voli per mancanza di liquidità finanziaria. E la Spagna piomba nel caos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.repubblica.it/images/2012/01/28/123320268-c65033cc-e905-42e8-834c-a1a6018c3265.jpg"><img src="http://www.repubblica.it/images/2012/01/28/123320268-c65033cc-e905-42e8-834c-a1a6018c3265.jpg" alt="Una passeggera chiede informazioni a un'addetta alla biglitteria Spanair" width="210" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">Una passeggera chiede informazioni a un&#039;addetta alla biglitteria Spanair</p></div>
<p style="text-align: justify"><strong>Madrid</strong> &#8211; La <strong>Spagna</strong> è nel caos. Da venerdì notte la compagnia aerea lowcost <strong>Spanair</strong> ha cessato all&#8217;improvviso le proprie attività. Centinaia di persone, avvisati della cancellazione solo mezz&#8217;ora prima del volo, sono rimasti a terra nei principali aeroporti della penisola iberica. I media spagnoli dicono che i passeggeri colpiti dal blocco a sono circa <strong>22 mila</strong>, anche se non è stato ancora possibile trovare una conferma di questo dato.</p>
<p style="text-align: justify">Le ragioni sarebbero d&#8217;origine <strong>finanziaria</strong>. Spanair era infatti da tempo in trattative con <strong>Qatar Airways</strong> affinché questa acquisisse il <strong>49%</strong> delle azioni della compagnia spagnola. &#8220;Di fronte alla mancanza di liquidità finanziaria per i prossimi mesi, la compagnia ha deciso di cessare le sue operazioni&#8221;: così diceva il comunicato della Spanair in spiegazione della situazione venutasi a creare. Ma sulla crisi avrebbero pesato anche altre situazioni più interne. La Catalogna, alle prese con l&#8217;esigenza di ridurre le spese, aveva infatti annunciato che avrebbe tolto i sussidi alla compagnia.</p>
<p style="text-align: justify">A rischiare il posto di lavoro sono adesso circa <strong>2.000 dipendenti</strong>, oltre a <strong>1.200 impiegati</strong> della Newco, il personale di terra.<br />
Intanto le compagnie Iberia, Vueling (la lowcost appartenente alla stessa Iberia) ed Easyjet stanno offrendo tariffe scontate, così come le compagnie aeree low cost associate all&#8217;<strong>Elfaa</strong> (European Low Fares Airlines Association) e che volano sulle stesse rotte di Spanair stanno offrendo voli economici per consentire il rientro a casa dei passeggeri abbandonati dal vettore costretto a sospendere le operazioni</p>
<p style="text-align: justify">Fondata nel 1986, Spanair non è riuscita a risollevarsi dopo il <strong>drammatico incidente dell’agosto 2008,</strong> quando un suo velivolo si è schiantato in fase di decollo dall’aeroporto di Madrid, causando la morte di 154 persone.</p>
<p style="text-align: justify">Quello della compagnia spagnola è solo l&#8217;ultimo caso di una serie di tagli e crisi che hanno riguardato l&#8217;<strong>industria del trasporto aereo</strong>, che  negli ultimi 40 anni ha avuto una redditività sul fatturato pari al 0,3%. Qualche settimana fa era toccato all&#8217;austriaca AirAlps ( ora sostituita nella struttura parmigian da Air Vallèe), ma già prima di essa erano fallite aziende storiche come Twa e Pan Am negli Stati Uniti, la brasiliana Varig, la belga Sabena, la svizzera Swissair, e <strong>l&#8217;Alitalia</strong>, rinata con capitali privati e unita ad Air One, di cui il gruppo Air France-Klm ha il 25%.</p>
<p style="text-align: right"><strong>Tommaso Tavormina</strong></p>
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		<title>«A noi Schettino, a voi Auschwitz»: Der Spiegel, il Giornale e Giornalettismo. Ma la verità&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un articolo di Der Spiegel sul disastro della Costa Concordia provoca gli italiani: la Repubblica e il Giornale rispondono, Giornalettismo prova a dare lezioni di morale. Ma forse sbagliano tutti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La verità, come sempre, sta nel mezzo. Ma giornalisticamente non fanno comodo a nessuno le posizioni equidistanti. <strong><em>Il Giornale</em></strong> apre oggi con un titolo tanto ridondante quanto tempisticamente (e macabramente) calzante. La copertina del settimanale tedesco <strong><em>Der Spiegel</em></strong> dedicata al disastro della Costa Concordia e un titolo («Italiani mordi e fuggi») sono stati il <em>la</em> per la reazione del quotidiano di Sallusti, apparsa sottoforma di un roboante <strong>«A noi Schettino, a voi Auschwitz»</strong>, reazione che, nella Giornata della Memoria, definire di cattivo gusto è una generosa concessione.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_71282" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/20120127_giornale-schettino.jpg"><img class="size-medium wp-image-71282" title="20120127_giornale-schettino" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/20120127_giornale-schettino-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">L&#8217;apertura di oggi de il Giornale</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Prima del <em>Giornale</em> si era mossa persino <strong><em>la Repubblica</em></strong>, che in un articolo del 23 gennaio di <strong>Andrea Tarquini</strong> aveva attaccato il pezzo <strong>Jan Fleischhauer</strong>, il cui esordio era infarcito dei soliti luoghi comuni: «Mano sul cuore, ma <strong>vi sorprendete che il capitano fosse un italiano?</strong> Vi potete immaginare che manovre del genere e poi l&#8217;abbandono della nave vengano decise da un capitano tedesco o britannico? Conosciamo tipi del genere dalle vacanze al mare, maschi bravi con grandi gesti, capaci di parlare con le dita e con le mani, in principio gente incapace di fare del male, ma <strong>bisognerebbe tenerli lontani da macchinari pesanti e sensibili,</strong> come si vede. &#8216;Bella figura&#8217;, è lo sport popolare di massa italiano, cioè impressionare gli altri, anche Schettino voleva fare bella figura, purtroppo ha trovato uno scoglio sulla sua strada».</p>
<p style="text-align: justify;">Pur provando ad aggiustare la mira, la successiva affermazione «S<strong>ebbene non sia chiaro in che misura gli italiani siano una razza</strong>» mostra l&#8217;ormai <strong>tipica boria del giornalismo tedesco nel giudicare gli italiani</strong>, ritenuti talmente e metodicamente inferiori ai tedeschi, da poter ricorrere ai più antiquati stereotipi anche sulle colonne di un periodico da un milione di copie a settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">La reazione di pancia di <em>Repubblica</em> prima (con toni indubbiamente più pacati) e quella del <em>Giornale</em> poi (assolutamente da rigettare nei modi e nei tempi), è comunque tutt&#8217;altro che censurabile. A farsi sostenitore di questa ipotesi è invece <em><strong>Giornalettismo</strong></em>, che in un pezzo di <strong>Andrea Mollica</strong> si permette &#8211; con altrettanto ingiustificati toni di superiorità &#8211; di far notare (su cinque pagine, perché il numero di click è tutto nel web&#8230;) che probabilmente né i redattori de <em>il Giornale</em> né quelli della <em>Repubblica</em> avevano letto il pezzo di<em> Der Spiegel</em>, mentre loro sì. Ed alla fine, nonostante il delizioso cappello introduttivo pieno di stereotipi, la spiegazione di Mollica (buono come il pane visto che siamo in tema di luoghi comuni) è che <strong>Jan Fleischahuer voleva criticare l’impostazione culturale dell’euro</strong>, una moneta nata su una forzatura culturale, quella di«chiudere nella camicia di forza [...] culture economiche così diverse. [...] Ora ci stiamo attorcigliando in cerca di una soluzione. La risposta della Cancelliera è che tutti diventino come i tedeschi». Appunto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E dove può stare la verità in questo caso, se non nel mezzo?</strong> Il titolo ridondante del <em>Giornale</em>, con tanto di tentativo di campagna web di inondare la pagina Facebook del settimanale teutonico, non fa altro che <strong>rinvigorire lo stereotipo</strong> dell&#8217;italiano chiassoso e fanfarone, dal quale (come si può vedere) non ci si riesce ancora a liberare. D&#8217;altro canto la posizione di <em>Giornalettismo</em>, ossia quella dell&#8217;<strong>appecoronamento coatto</strong> a qualsiasi accusa ci venga mossa dall&#8217;Europa, &#8220;tanto siamo inferiori e ce lo meritiamo&#8221; onestamente ce la dobbiamo risparmiare perché saremo anche chiassosi e fanfaroni, ma di lezioni di morale da un giornalismo pseudo-sensazionalistico possiamo decisamente farne a meno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;equilibrio di Tarquini è la posizione che sembra più avvicinarsi al modo corretto di approcciarsi alla vicenda. Se si può permettere un appunto all&#8217;articolista della Repubblica, è che la cosa, da buoni italiani, probabilmente andava risolta con <strong>un sorriso in più sul volto, </strong>senza neanche lasciare che l&#8217;ambasciatore di turno si scomodasse per le canoniche rimostranze. La Giornata della Memoria è &#8220;merito&#8221; loro e i tedeschi lo sanno, non è necessario ricordare i nomi di Hitler e Goebbels. Forse era meglio limitarsi avvisarli sulla fine che fanno <strong>le loro connazionali in vacanza in riviera romagnola</strong>, quando vengono addocchiate dai <strong>nostri bagnini</strong>. Auf Wiedersehen!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Guarino</strong></p>
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		<title>Crollano tre edifici nel centro di Rio di Janeiro</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre morti e diciannove dispersi è il bilancio provvisorio della tragedia accaduta ieri sera nella metropoli brasiliana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71206" class="wp-caption alignleft" style="width: 204px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Crollo-Rio1.jpg"><img class="size-medium wp-image-71206" style="margin: 5px;" title="Crollo Rio" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Crollo-Rio1-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine delle macerie dopo il crollo</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rio de Janeiro</strong> &#8211; Per un cedimento strutturale tre edifici sono crollati ieri sera in un quartiere centrale della città. Il bilancio attuale, confermato poco fa dai vigili del fuoco, è di <strong>tre morti</strong> e <strong>diciannove i dispersi</strong>. I primi due corpi sarebbero di un uomo e di una donna, il terzo non è stato reso noto. Nel frattempo, i soccorritori continuano a scavare senza sosta tra le macerie, e il bilancio delle vittime potrebbe essere provvisorio.</p>
<p>Secondo i primi rilievi dei vigili del fuoco e delle squadre di soccorso, due grattacieli, uno di 20 piani e l&#8217;altro di sedici, sarebbero franati al suolo provocando la distruzione anche di una terza palazzina, di cinque piani, che si trovava in mezzo ai due edifici. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito odore di gas e di aver avvertito un tremore simile a scosse di terremoto prima del crollo. Nessuna ipotesi viene scartata, ma quella più probabile è che all&#8217;origine del disastro ci sarebbe stato un <strong>cedimento strutturale</strong>.</p>
<p>L&#8217;incidente è avvenuto nel quartiere centrale di <strong>Treze de Maio</strong>, una zona che ospita uffici e negozi, molto vicini alla sede dell&#8217;azienda petrolifera statale Petrobras e alla Banca Nazionale dello Sviluppo Economico e Sociale.</p>
<p>Danneggiato, seppur lievemente, anche lo storico teatro Municipale, dove diverse persone hanno raccontato che pochi minuti prima del crollo i palazzi hanno cominciato a scricchiolare permettendo a molta gente di scappare.</p>
<p>Tre mesi fa un&#8217;altra esplosione provocata da una fuga di gas, si è verificata in un ristorante di Piazza Tiradentes e ha causato tre morti e parecchi danni alle strutture.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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		<title>Riso a prova di tsunami</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Create nuove piante resistenti al sale per i campi colpiti lo scorso anno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71082" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/riso-e-tsunami.jpg"><img class="size-medium wp-image-71082" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/riso-e-tsunami-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Risaie cinesi</p></div>
<p style="text-align: justify">Raccolto positivo l’anno prossimo, per i giapponesi colpiti dallo <a href="http://www.wakeupnews.eu/a-fukushima-arruolate-delle-scimmie-per-rilevare-i-livelli-di-radioattivita/">tsunami</a> lo scorso 11 marzo: <strong>piante di riso resistenti al sale</strong>, adatte alle risaie giapponesi colpite dal nefasto fenomeno, sono state create da un gruppo di ricercatori giapponesi ed inglesi, coordinati da <strong>Ryohei Terauchi</strong> dell’<a href="http://www.iwate-u.ac.jp/coe/en/terauchi.html"><strong>Iwate Biotechnology Research Centre</strong></a>.<br />
I campi destinati alla coltivazione del diffusissimo cereale sono stati infatti inondati l’anno passato da acqua e fanghi salati che li han resi inutilizzabili. Per far fronte a tale situazione si sono concentrate le menti di ricercatori e studiosi che, come descrive la rivista <a href="http://www.nature.com/nbt/index.html"><em>Nature Biotechnology</em></a>, hanno creato piante di riso resistenti al sale. Ciò mediante un <strong>nuovo metodo chiamato <em>Mut Map</em></strong>, che permette di ottenere le piante con le caratteristiche desiderate molto più velocemente rispetto agli altri metodi: &#8221;Lavorando con una specie già usata dagli agricoltori e già adattata alle condizioni locali, il metodo permetterà di sviluppare nuove varietà adatte alle coltivazioni nell&#8217;arco di un anno, piuttosto che 5 o 10&#8221; spiega uno degli autori, <strong>Sophien Kamoun</strong>, del centro di ricerca britannico <a href="http://www.tsl.ac.uk/"><em>The Sainsbury Laboratory</em></a>.<br />
Per creare queste nuove Super Piante i ricercatori hanno incrociato una <strong>varietà di riso molto pregiata coltivata nel Nord del Giappone</strong>, chiamata <em><strong>Hitomebore</strong></em>, con delle piante mutate con etil metano sulfonato, che ha attribuito a queste ultime mutazioni genetiche specifiche quali seminanismo, resistenza alla siccità e al sale.<br />
Dalla progenie nata dall&#8217;incrocio è stata poi prodotta, per autoimpollinazione (il processo nel quale il polline cade dalla parte maschile a quella femminile dello stesso fiore) una seconda generazione di piante adatta alle coltivazioni.</p>
<p>Non devono spegnersi quindi le speranze dei coltivatori di riso giapponesi che hanno assistito all’<strong>inondazione di 20.000 ettari di risaie nel nord del Giappone</strong>. L’uomo non deve illudersi di poter dominare la Natura, sarebbe presuntuoso; ma quanto meno può ingegnarsi studiando alcuni <em>escamotages</em> (quando non mette in pericolo la Natura stessa), nel suo perenne percorso di adattamento.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
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		<title>Addio al regista Theo Angelopoulos. Investito da una moto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Scompare a 76 anni uno dei maestri più rappresentativi in assoluto della condizione del popolo greco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Theo-Angelopoulos.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-70999" style="margin: 5px;" title="A Theo Angelopoulos" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Theo-Angelopoulos-247x300.jpg" alt="" width="247" height="300" /></a>ROMA</strong> &#8211; Il regista grego Theo Angelopoulos è deceduto in seguito alle gravi ferite riportate dopo essere stato violentemente investito mentre attraversava una strada ad Atene. A dare la notizia è la televisione di Stato greca. Luogo dell&#8217;investimento è il Pireo, porto di Atene, punto in cui il regista stava effettuando delle riprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Angelopoulos muore, dunque, all&#8217;età di 76 anni. Di lui la memoria è piena di avvenimenti importanti, tra i quali, ad esempio, l&#8217;Orso d&#8217;Oro al Festival di Berlino per il <em>terzo capitolo della </em>&#8220;trilogia greca&#8221;,<em> I cacciatori</em>, la Palma d&#8217;Oro al Festival di Cannes per <em>L&#8217;eternità e un giorno </em>(con Bruno Ganz) e pellicole di alto valore come <em>Il volo</em> (con protagonista Marcello Mastroianni) o il capolavoro <em>Il passo sospeso della cicogna </em>(con la coppia Mastroianni &#8211; Moreau).</p>
<p style="text-align: justify;">Laureato in legge all&#8217;università di Atene e vissuto a Parigi dove ha studiato cinema, fu attivo anche in senso politico dirigendo in quotidiano di sinistra Democratic Ghange, poi chiuso con l&#8217;avvento della dittatura dei colonnelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Autore di una quindicina di pellicole tutte di notevole impatto sociale ed emotivo, Angelopoulos lascia una pesante eredità in termini di espressione popolare: i suoi film, infatti, assieme a quelli di altri illustri colleghi come Alexis Damianos, Michael Cacoyannis o i fratelli Manakis, sono tra i più rappresentativi in assoluto della condizione del popolo greco dall&#8217;inizio del XX secolo fino ai giorni nostri.</p>
<p style="text-align: justify;">(Foto: tmnews.it / ilsecoloxix.it)</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stefano Gallone  </strong></p>
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		<title>India. Sequestra un bus e uccide 9 persone</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[31enne semina il panico nell'ora di punta. Fermato dalla polizia solo mezzora dopo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-autobus-India.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-70993" style="margin: 5px;" title="A autobus India" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-autobus-India.jpg" alt="" width="250" height="164" /></a>ROMA</strong> &#8211; Molto probabilmente in preda ad un violento raptus, un uomo ha sequestrato un&#8217;intera corriera e guidato all&#8217;impazzata lungo una strada affollata di Pune, cittadina situata nello stato indiano centrale del Maharashtra. L&#8217;esito della folle azione consiste in 9 persone uccise.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando a quanto riferisce il canale televisivo Ndtv, l&#8217;uomo si chiama Santosh Mane, ha 31 anni ed è un dipendente di una società di trasporti. L&#8217;uomo è stato arrestato dalla polizia dopo circa mezzora dall&#8217;aver seminato il panico in una delle aree più affollate della città nell&#8217;ora di punta in cui aprono i cancelli scuole e uffici.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo si sarebbe impossessato del mezzo che, nel frattempo, era stato lasciato incustodito dal conducente in una stazione provinciale. Assunta, dunque, la guida dell&#8217;autobus, senza passeggeri, il folle ha imboccato una strada in senso contrario travolgendo, nella corsa, tutto ciò che gli si prestava davanti: pedoni, senzatetto sul marciapiede, automobili, bancarelle ambulanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso è durato circa 20 chilometri provocando 9 morti, 20 feriti e danni a circa 40 autoveicoli.</p>
<p style="text-align: justify;">(Foto: tgcom24.it / voyagesphotosmanu.com)</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stefano Gallone </strong></p>
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		<title>Afghanistan: morti 4 francesi, Sarkozy sospende tutte le operazioni militari</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MaraGuarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo l’attacco che questa mattina ha fatto 4 vittime e 16 feriti, il presidente Sarkozy ha annunciato ufficialmente lo stop. Possibile il ritiro anticipato delle truppe ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70318" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Attacco-a-truppe-francesi-latinosmagazine-it.jpg"><img class="size-medium wp-image-70318 " style="margin: 5px;" title="Attacco-a-truppe-francesi latinosmagazine it" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Attacco-a-truppe-francesi-latinosmagazine-it-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Militari francesi incontrano Sarkozy (latinosmagazine.it)</p></div>
<p style="text-align: justify;">La Francia ha deciso di sospendere tutte le operazioni militari in corso di svolgimento in Afghanistan: a dichiararlo ufficialmente è <strong>Nicolas Sarkozy</strong> a seguito di un violento attacco avvenuto questa mattina nel distretto di Tagab, nella regione orientale del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando a quanto si è appreso, il sanguinoso episodio è stato il risultato dell’azione di un miliare afgano che, sparando all’impazzata, ha <strong>ucciso 4 soldati francesi</strong> e ferito, anche in modo serio, almeno altre 16 persone. Un portavoce della Nato ha riferito che l’uomo sarebbe stato prontamente fermato e identificato grazie alla divisa che portava indosso ma il tragico evento ha comunque indotto il Premier francese a riconsiderare l’impegno del proprio Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le attività di addestramento sono state interrotte mentre si valuta seriamente anche l’eventualità del <strong>ritiro anticipato</strong> delle truppe.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo nella giornata di ieri, un altro tragico avvenimento vedeva invece protagonista l’esercito statunitense. Un <strong>elicottero della Nato</strong> è infatti precipitato nella provincia di Helmand provocando la morte di 6 militari americani. In questo caso, tuttavia, risultano ancora da chiarirsi le dinamiche di quello che potrebbe essere anche un incidente. Gli uomini presenti sul posto hanno di fatto dichiarato di non aver rilevato la presenza di nessun nemico sul posto; contrastante la versione degli afgani che, proprio ieri, rivendicavano il successo di un attacco ad un velivolo degli occidentali.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Mara Guarino</strong></p>
<p>Foto homepage via: giornaledelfriuli.net</p>
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		<title>Etiopia. Attacco armato: 5 vittime e 2 rapiti europei ma nessuno era italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chantal Cresta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Farnesina rassicura: non risultano né morti né sequestrati tra i turisti stranieri vittime di un commando armato in Etiopia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 492px"><a href="http://www.tmnews.it/web/images/602-408-20120118_074053_8BB4BB43.jpg"><img src="http://www.tmnews.it/web/images/602-408-20120118_074053_8BB4BB43.jpg" alt="etiopia" width="482" height="326" /></a><p class="wp-caption-text">tmnews.it</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Addis Abeba</strong> – Nota dal goveno etiope. Quattro persone, tra cui due turisti stranieri, sarebbero state rapite in Etiopia da uomini armati. I criminali avrebbero anche ucciso 5 stranieri e ne avrebbero feriti altri due.</p>
<p style="text-align: justify;">La Farnesina, per il momento, pare escludere che tra le vittime e i feriti ci siano italiani, mentre in un primo tempo si era parlato di un ferito italiano. ‹‹A seguito di un incontro dell&#8217;ambasciatore al ministero degli Esteri etiope, visti gli elementi emersi, possiamo escludere la presenza di italiani fra i feriti o i deceduti››, ha chiarito un funzionario della Farnesina.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attacco è avvenuto ieri mattina nella regione di Afar. Questo è quanto riporta da un portavoce del governo indigeno all’agenzia di stampa Reuters. Il raid sarebbe stato condotto da gruppi addestrati in Eritrea, anche se il paese citato nega la circostanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il portavoce ha poi elencato le vittime dell’attacco. Tra i caduti: due tedeschi, due ungheresi e un austriaco. Tra i sequestrati: due turisti tedeschi, rispettivamente un autista e un poliziotto.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chantal Cresta</strong></p>
<p>Foto || ansa.it</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Siria, emiro del Qatar favorevole all’intervento armato</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 15:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MaraGuarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ospite di una trasmissione della Cbs, Sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani non ha escluso la possibilità di inviare truppe armate sul suolo siriano ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69532" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/premier-qatar-theworldofenergy-com.jpg"><img class="size-medium wp-image-69532 " style="margin: 5px;" title="premier qatar theworldofenergy com" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/premier-qatar-theworldofenergy-com-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Polemiche anche sull&#39;operato della Lega Araba (theworldofenergy.com)</p></div>
<p style="text-align: justify;">«Per fermare gli omicidi in una tale situazione, <strong>dovrebbero essere mandate alcune truppe</strong> per fermare gli omicidi»: queste le parole con cui l&#8217;emiro del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa al Thani, si è proclamato favorevole allo <strong>schieramento di truppe </strong>arabe in Siria nel corso di un’intervista per la Cbs.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ora, si tratta solo di anticipazioni  &#8211; la versione integrale andrà in onda solo domenica -  ma è quanto mai significativo che per il Qatar, distintosi anche per il suo ruolo di spicco a sostegno dell&#8217;intervento internazionale in Libia, l’unico modo per fermare il bagno di sangue siriano siano i soldati armati. Del resto, lo sceicco non aveva mancato di criticare duramente le repressioni messe in atto dal regime di Bashar al-Assad, arrivando persino a ritirare il proprio ambasciatore in Siria in segno di evidente e clamorosa protesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani è al momento il primo leader arabo ad intervenire in modo così netto sulla situazione siriana ma non è da escludersi che dopo la sua influente presa di posizione possano esserci altre novità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sue dichiarazioni arrivano oltretutto in un momento davvero particolare, vale a dire poco dopo la discussa decisione dell’osservatore algerino <strong>Anwar Malek</strong>, di abbandonare la missione della Lega Araba a Damasco.  L’accusa rivolta era quella di complicità nei confronti del <strong>regime di Assad. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sulla stessa lunghezza d’onda, il Premier qatarino. «Francamente parlando non vedo il successo della missione» aveva ammesso giorni fa nel corso di una conferenza stampa con il segretario di Stato americano Hillary Clinton. E già in quell’occasione, l’emiro aveva osservato come il rapporto finale della missione, ormai ad un passo dalla conclusione, sarebbe stato fondamentale per capire il da farsi. Evidentemente, però, la mancata collaborazione del governo siriano pare averlo aiutato ad accelerare i tempi. L’ipotesi dell’attacco militare non è più così remota.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Mara Guarino</strong></p>
<p>Foto homepage: blitz quotidiano.it</p>
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		<title>Choc negli Stati Uniti: Marines urinano su talebani morti</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Ncis ha aperto un'inchiesta per accertare la veridicità del video choc girato in Afghanistan]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il servizio investigativo della marina americana, noto come <strong>Ncis</strong>, ha aperto un&#8217;inchiesta su un video che sta circolando sul web che mostra quattro militari statunitensi mentre <strong>urinano sui corpi senza vita di alcuni talebani</strong>. Il video, della durata di 39 secondi, è apparso ieri sul web ed ha innescato immediate reazioni polemiche da parte del mondo musulmano</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Marines-urinano-talebani.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-69190" style="margin: 5px;" title="Marines urinano talebani" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Marines-urinano-talebani.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Il Marine Corps dichiara che un’<strong>indagine</strong> è stata aperta: il primo passo sarà verificare l&#8217;autenticità del filmato per poi procedere con eventuali provvedimenti. Forte è la preoccupazione per le <strong>ripercussioni</strong> che le immagini potrebbero avere nel mondo musulmano e in generale sull&#8217;immagine delle forze armate degli Stati Uniti. Il timore è che si possano replicare le violenti polemiche sorte ai tempi della diffusione delle immagini del carcere iracheno di <strong>Abu Ghraib</strong>, dove nel 2004 alcuni militari americani sottoposero i prigionieri a crudeli violenze, ben documentate da una serie di immagini che hanno fatto il giro del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il video è già stato condannato dal Concilio per le relazioni islamico-americane (un&#8217;organizzazione che si occupa di diritti civili e di riconoscimento dei diritti dei musulmani negli Usa) e dai talebani, il cui portavoce <strong>Zabihullah Mujahed</strong> ha dichiarato: «È un atto di barbarie», sottolineando inoltre come «Negli ultimi dieci anni ci sono stati centinaia di casi simili, che però non sono stati rivelati».</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Pentagono</strong> ha immediatamente commentato che «le azioni ritratte nel video non sono in linea con i nostri valori fondamentali e non sono indicativi del carattere dei Marines», facendo pensare a una severa punizione per i soldati protagonisti dell’episodio nel caso in cui la veridicità del video dovesse essere verificata.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
<p style="text-align: left;">foto: Reuters</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tIc_nvalSiU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/tIc_nvalSiU?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Spariti ad Atene un Picasso e un Mondrian</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 21:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Furto lesto e ben studiato lascia il vuoto alla Pinacoteca Nazionale di Atene]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"> </p>
<div id="attachment_69031" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/picasso2_67a4a6fe.jpg"><img class="size-medium wp-image-69031" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/picasso2_67a4a6fe-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a><p class="wp-caption-text">Testa di donna, Picasso</p></div>
<p style="text-align: justify">ATENE &#8211; Studiatissimo il colpo dei ladri che, ieri notte, han <strong>rubato alcune importanti opere</strong> alla <strong>Pinacoteca Nazionale di Atene</strong>. Spazi bianchi e vuoti al posto di un <strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/pisa-dedica-una-mostra-al-mito-di-picasso/">Picasso</a></strong>, un <strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/piet-mondrian-a-roma-il-vittoriano-ospita-l%e2%80%99armonia-perfetta/">Mondrian</a></strong> e una tela del seicentesco Guglielmo <strong>Caccia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il Picasso, una <em>Testa di donna</em> del 1939 di piccole dimensioni era stata donata dall’artista spagnolo alla Grecia dieci anni dopo, come riconoscimento per la resistenza ellenica al nazismo. Il Mondrian è del 1905: un <em>Mulino</em> del periodo figurativo, prima che l&#8217;artista olandese virasse all&#8217;astrattismo di linee e quadrati divenuti la sua inconfondibile cifra stilistica. Di Caccia, pittore piemontese attivo tra il Cinquecento e il Seicento, è sparita la raffigurazione dell’estasi di un santo.</p>
<p style="text-align: justify">Solo <strong>sette minuti</strong> per staccare le tele dalla cornice e fuggire, mentre si stava smontando una mostra dedicata ai tesori sconosciuti con stampe da Durer a Rembrandt: intorno alle cinque è scattato il sistema di sicurezza del museo e un addetto alla sicurezza avrebbe visto un uomo scappare.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
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		<title>Usa: più facile essere assunti se non fumatori</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 11:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte richieste di impiego vengono respinte al test per la nicotina. Non c'è scampo nemmeno per i cerotti anti-fumo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-68594" style="margin: 5px;" title="A" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A4-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>NEW YORK</strong> &#8211; Per trovare lavoro negli Stati Uniti, a quanto pare, è sempre più spesso necessaria una sola (per quanto insolita) caratteristica: essere non fumatori.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Sono molte le richieste di impiego che, infatti, vengono respinte, specialmente dagli ospedali, se l&#8217;urina dei richiedenti risulta positiva al test per la nicotina.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">La sostanza in questione viene considerata sia come proveniente da sigarette che da cerotti anti-fumo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Si ha a che fare, quindi, con una politica mirata a promuovere la salvaguardia della salute, ma anche con l&#8217;obiettivo, non meno importante, contenere i costi delle assicurazioni sanitarie.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">(Foto: ansa.it / calciomercato.it)</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><strong>Stefano Gallone</strong></p>
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		<title>Blitz dei Marines nel Golfo Persico: liberati 13 ostaggi iraniani</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 10:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le minacce del regime di Teheran, la speranza è quella di allentare la tensione nei rapporti tra Usa e Iran]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-68587" style="margin: 5px;" title="A" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A3-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>ROMA</strong> &#8211; Svolta a sorpresa nel corso della crisi del Golfo Persico: in uno dei momenti di maggior tensione tra Usa e Iran in Medio Oriente, situazione che aveva minacciato azioni militari negli Stati Uniti se avessero fatto tornare una delle loro portaerei in quell&#8217;area, i Marines americani si sono resi protagonisti di uno spettacolare blitz che ha portato alla liberazione di 13 iraniani, fino a quel momento prigionieri dei pirati somali da più di un mese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colpo potrebbe allontanare, quindi, la prospettiva di un ennesimo conflitto in Medio Oriente, cambiando di fatto le carte in tavola.</p>
<p style="text-align: justify;">La portaerei John Stennis si è trovata a sole otto miglia dall&#8217;attacco dei pirati somali contro la Sunshine, una nave mercantile, quando ha aperto il fuoco. Successivamente, un sostegno è giunto da parte del cacciatorpediniere U.S.S. Kidd, con a bordo i marinai che hanno abbordato la nave pirata.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attacco è durato solo pochi minuti, al seguito dei quali sono stati catturati 15 pirati somali e liberati diversi ostaggi, ai quali è stato concesso di recuperare la loro imbarcazione dopo essere stati riforniti di provviste e carburante.</p>
<p style="text-align: justify;">Martedì scorso il regime di Teheran aveva minacciato proprio la portaerei John Stennis, richiamandola ad astenersi dal ritornare nelle acque del Golfo Persico. Ora si spera solo di poter allentare la forte tensione nei rapporti tra i due paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">(Foto: attualità.tuttogratis.it / etleboro.it)</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stefano Gallone</strong></p>
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		<title>Siria: attentato terroristico nel centro di Damasco</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MaraGuarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo la televisione siriana, che per prima ha diramato la notizia, ci sarebbero almeno decine di morti e centinaia di feriti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_68489" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/morti-damasco-ecodibergamo-it.jpg"><img class="size-medium wp-image-68489 " style="margin: 5px;" title="morti damasco (ecodibergamo it)" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/morti-damasco-ecodibergamo-it-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Attentato a Damasco (ecodibergamo.it)</p></div>
<p style="text-align: justify;">La televisione di Stato siriana ha appena diramato la notizia di <strong>alcune esplosioni</strong>, verosimilmente da attribuirsi a uno o  più kamikaze, nel centro della città di Damasco. L’attacco terroristico sarebbe stato compiuto nel quartiere al-Midan, nei pressi di una sede dell’intelligence.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando alle fonti della Bbc, tuttavia, il vero obiettivo dell’attacco sarebbe stato un autobus. Le prime <strong>immagini mostrate dall’emittente televisiva siriana</strong> sono particolarmente cruente: sangue, corpi martoriati e persone che urlano e inveiscono contro i manifestanti anti-regime. Difficile tuttavia stabilire in così breve tempo di chi possa essere la responsabilità del gesto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scenario però è devastante e lascia presagire numerose vittime. Il bilancio sarà da verificare nelle prossime ore ma, per il momento, pare che si possa già parlare di <strong>decine di morti</strong> e centinaia di feriti tra la popolazione locale. Non è purtroppo da escludersi che tra i nomi dei deceduti possano figurare anche molti bambini, visto che pare che nella zona dello scoppio vi fosse anche una scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">La tensione in Siria raggiunge così i suoi massimi livelli: sono trascorse solamente poco più di 2 settimane dall’ultimo  doppio attentato suicida, che, il 23 dicembre scorso, aveva causato altre 44 vittime nella capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito dei  recenti episodi di sangue e agitazione, Alitalia ha annunciato di aver sospeso tutti i collegamenti diretti con il Paese.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Mara Guarino</strong></p>
<p>Foto homepage via:  soloavellino.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crisi Usa-Iran: alta la tensione tra i due paesi e l&#8217;America vuole inasprire le sanzioni</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 09:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chantal Cresta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più vicina la possibilità di uno scontro bellico nei mari del Golfo Persico e Salehi avverte gli americani: non riportate le portaerei nel Golfo "Non abbiamo l'abitudine di avvertire più di una volta"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 470px"><a href="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/2/29b931f79fe6a38ed16e1b33a44f2a2b.jpg"><img src="http://www.ansa.it/webimages/large/2012/1/2/29b931f79fe6a38ed16e1b33a44f2a2b.jpg" alt="iran" width="460" height="278" /></a><p class="wp-caption-text">ansa.it</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Teheran</strong>  &#8211; Continua la tensione tra Iran e Stati Uniti nel Golfo di Hormuz. Il capo delle forze armate iraniane, Ataollah Salehi, ha dichiarato che il paese islamico non esiterà ad agire se verrà segnalata una portaerei americana nei mari del Golfo ‹‹Ho consigliato, raccomandato e avvertito loro (gli americani, n.d.r) sul ritorno della loro portaerei nel Golfo Persico – riporta l&#8217;agenzia Fars &#8211; perché non abbiamo l&#8217;abitudine di avvertire più di una volta››.</p>
<p style="text-align: justify;">Il riferimento è allo scorso 29 dicembre, quando l&#8217;Iran aveva reso noto che una portaerei americana era stata identificata nella zona delle manovre militari navali iraniane, nello stretto di Hormuz. Allora, la portavoce della quinta flotta Usa, Rebecca Rebarich, aveva spiegato che quel giorno la portaerei Uss John C. Stennis e l&#8217;incrociatore lanciamissili Uss Mobile Bay avevano ‹‹compiuto un passaggio di routine programmato attraverso lo stretto di Hormuz››. Quindi le due navi americane erano approdate in sosta nel porto di Jebel Ali, (Emirati arabi uniti), prima di attraversare lo stretto di Hormuz verso il mar d&#8217;Arabia, con lo scopo di portare sostegno aereo alle forze Nato in Afghanistan.</p>
<p style="text-align: justify;">Minacce e risposte, dunque, tra i due paesi in dichiarata crisi di rapporti diplomatici dopo l’annuncio dell’Iran di voler continuare le sperimentazioni nucleari magrado l’out-out della comunità internazionale e dell’America pronta a porre aspre sanzioni contro il nemico.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta iraniana non si è fatta attendere: da circa 10 giorni (dal 24 dicembre), il paese islamico sta compiendo una serie di esercitazioni navali nel Golfo Persico, dopo aver minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio obbligato di tutte le rotte petrolifere dal Golfo, generando un’inevitabile crescendo di tensione con l&#8217;Occidente. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’America, a sua volta, pare pronta ad interrompere tutti i rapporti commerciali tra Iran e paesi dell’ovest. Misura che se venisse applicata, avrebbe sì l’effetto di isolare il paese islamico ma influirebbe anche negativamente in Occidente, aumentando il prezzo del petrolio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi il presidente Barak Obama esita nell’assumere misure coercitive per l’economia mondiale in un momento di forte crisi globale, preferendo approfondire quali potrebbero essere le ripercusioni reali del possibile isolamento dell’Iran e del suo greggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto l&#8217;Iran insiste a sfidare la comunità internazionale e rimane forte nel suo intento di dotarsi del nucleare. Ieri è stato conpiuto con successo il lancio di prova di un missile balistico a lungo raggio nel corso delle esercitazioni navali iraniane, nel Golfo Persico. A comunicarlo è stata ha l&#8217;agenzia ufficiale iraniana Irna ‹‹Abbiamo collaudato un missile terra-mare chiamato Qader, che è riuscito con successo a distruggere bersagli predeterminati nel Golfo›› riporta l&#8217;Irna, citando il portavoce delle manovre navali iraniane, ammiraglio Mahmud Mussavi.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo poche ore prima Mussavi aveva annunciato il lancio di prova del Qader (Capace) e di un altro missile balistico a lungo raggio, il Nour. Armamenti il cui collaudo, due giorni fa, l’Iran aveva già annunciato l’intenzione di testare e poi aveva smentito.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Chantal Cresta</em></strong></p>
<p>Foto || ansa.it</p>
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		<title>Turchia, decine di morti alla frontiera con l&#8217;Iraq</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 14:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca estera]]></category>
		<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
		<category><![CDATA[combattenti partito lavoratori kurdistan]]></category>
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		<category><![CDATA[villaggio di Ortasum]]></category>
		<category><![CDATA[vittime bombardamento aereo]]></category>

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		<description><![CDATA[Vittime del bombardamento aereo giovani contrabbandieri identificati erroneamente come un gruppo di combattenti del Partito lavoratori del Kurdistan ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/turchia-decine-di-morti-alla-frontiera-con-liraq/images-140/" rel="attachment wp-att-67481"><img class="alignleft size-full wp-image-67481" style="margin: 5px;" title="images" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/12/images16.jpg" alt="" width="299" height="168" /></a>Ankara—Decine e decine di persone, un numero imprecisato che va da 23 fino a 35 (secondo diverse fonti), sono state uccise nella notte in un raid aereo dell&#8217;aviazione turca nelle regioni curde del sudest della Turchia, al confine con l’Iraq. A renderlo noto è il governatore della regione del Kurdistan, Vahdettin Ozkan, senza spiegare in quali circostanze è avvenuto l’incidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vittime del bombardamento, che ha preso di mira il villaggio di Ortasu, erano tutte di età compresa tra i 16 e i 20 anni. Facevano parte di un gruppo di una quarantina di persone che aveva oltrepassato la frontiera per le attività di contrabbando: gli abitanti di questa zona del Paese viaggiano di frequente in Iraq per commerciare combustibile e zucchero che poi rivendono in Turchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi potrebbero essere stati identificati erroneamente come un gruppo di combattenti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Infatti, regolarmente gli aerei turchi prendono di mira obiettivi dei militanti nella regione e, dopo un attentato di agosto ad opera dell’organizzazione, hanno intensificato i raid. Il Pkk è considerato dalla Turchia (e praticamente da tutti i paesi occidentali) come un&#8217;organizzazione terroristica che dal 1984 combatte per difendere i diritti dei curdi contro la repressione turca.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questo tipo di incidente è inaccettabile”. A riferirlo è il sindaco di Uludere nella provincia di Sirnak, Fehmi Yaman. “Lo Stato sapeva che queste persone facevano contrabbando nella regione”, ha tenuto a precisare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ottobre un attacco di una colonna del PKK all’esercito turco in territorio curdo è costato la vita a 24 soldati di Ankara. E’ evidente che i militari di Ankara non hanno mai interrotto i propri attacchi e i propri bombardamenti sia nel Kurdistan turco che in Iraq, anche quando la guerriglia del Pkk aveva dichiarato lunghi periodi di tregua.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">it.euronews.net;</p>
<p style="text-align: right;">
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