KIEV – Sale addirittura a 122 il numero delle persone rimaste senza vita in Ucraina. Ben 21 nelle ultime 24 ore. Si tratta di un vero e proprio flagello che sta devastando il paese. Almeno per 78 di questo centinaio di casi si tratta di persone senzatetto. A farlo sapere è il Ministero delle Emergenze della ex repubblica sovietica, il quale specifica che 12 di queste persone sono decedute in ospedale e 32 nelle loro abitazioni.
Senza dubbio si tratta dell’inverno più rigido che la nazione si sia mai trovata a dover affrontare almeno da sei anni a questa parte. Nella maggior parte delle regioni dell’Ucraina difficilmente le temperature sono migliori dei 15 gradi sotto zero. In alcuni punti, le temperature raggiungono abbondantemente anche i -20 con minime fino a -33. Per emergenza, il governo ha fatto installare 3.170 tende per dare un pasto caldo a circa 64.600 persone al riparo dal freddo polare.
Anche la Serbia è invasa dall’inarrestabile ondata di maltempo. A Belgrado centinaia di volontari si sono dati da fare per rimuovere la neve caduta in abbondanza nelle ultime 36 ore sommergendo la capitale serba. I volontari otterranno comunque un compenso di 1.600 dinari pari a circa 16 euro. In tutto il paese resta l’allarme neve e gelo con temperature bassissime, tra i -10 e i -20 gradi. Otto sono state fino ad ora le vittime del freddo, prevalentemente senzatetto costretti a restare all’aperto anche di notte.
La situazione non è migliore nemmeno in Bosnia-Erzegovina, dove le vittime del gelo, fino ad ora, sono almeno sei. I media riferiscono di cinque persone morte a Sarajevo e di una a Mostar. Una slavina lungo la strada tra Sarajevo e Foca ha bloccato un autobus di linea e numerose automobili in transito. Centinaia di persone sono state costrette a trascorrere la notte nelle proprie vetture. Da questa mattina sono attivi i soccorsi, operazioni rese comunque difficili da dalla neve e dalle bassissime temperature (-20 gradi). Proclamato lo stato di calamità naturale.
(Foto: ansa.it)
Stefano Gallone
