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	<title>Wakeupnews &#187; Ambiente</title>
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	<description>L&#039;informazione che ti sveglia</description>
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		<title>Cile, rubano ghiaccio da ghiacciaio millenario. Per fare cocktail</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insolito furto in Cile: asportate 5 tonnellate di ghiaccio dal ghiacciaio millenario Jorge Montt. Sarebbero stati utilizzati da bar e attività commerciali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_72137" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/JorgeMontt-673x320.jpg"><img class="size-medium wp-image-72137" title="JorgeMontt--673x320" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/JorgeMontt-673x320-300x116.jpg" alt="" width="300" height="116" /></a><p class="wp-caption-text">Il ghiacciaio Jorge Montt</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mentre l&#8217;emisfero boreale affronta i rigori dell&#8217;inverno, in quello australe i problemi sono di tutt&#8217;altro tipo. Stagione estiva, caldo torrido e, indubbiamente, voglia di cocktail rinfrescanti. Chissà se il <strong>furto</strong> avvenuto nel <strong>Parco nazionale Bernardo O&#8217;Higgins</strong>, in <strong>Cile</strong>, voleva &#8220;semplicemente&#8221; accontentare i gusti di qualche turista particolarmente assetato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla parete del ghiacciaio millenario <strong>Jorge Montt</strong>, raggiungibile via mare dopo ben 4 ore di navigazione e il cui porto più vicino si raggiunge dopo 128 km di strata sterrata, sono state <strong>asportate</strong> infatti <strong>più di cinque tonnellate di ghiaccio</strong>, rinvenute dalla polizia di Aysen in un camion frigorifero e destinate all&#8217;utilizzo commerciale in bar e locali del sud del Cile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il valore commerciale del carico non supera i 7mila dollari (il doppio per alcuni, ritenuta &#8220;l&#8217;età&#8221; del ghiaccio, alimentando non del tutto infondati dubbi su una vera e propria borsa valori dei cocktail&#8230;), ma, ovviamente, sono insorti gli ambientalisti, per la barbara violazione di un Parco nazionale e del suo patrimonio millenario.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente l&#8217;oggetto del furto sarebbe comunque parzialmente scivolato a mare in caso di innalzamento delle temperature, ma è inutile sottolineare i <strong>rischi di sicurezza</strong> <strong>e paesaggistici</strong> dello scalpellare senza criterio 5 tonnellate di ghiaccio da una montagna gelata. Inoltre la notizia, riportata dal quotidiano <em>La Vanguardia</em>, ha fatto scattare l&#8217;allarme in Cile e sono già state identificate rotte sospette in direzione del Parco nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I responsabili</strong>, poco ma sicuro, pagheranno il loro atto criminale con <strong>un bel po&#8217; di tempo al fresco</strong>. Ironie della sorte.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Guarino</strong></p>
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		<title>Meteo: ondata di gelo e maltempo in tutta Italia, morta un&#8217;anziana a Savona</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DavideLopez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[temperature]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Italia si prepara all'ondata di gelo siberiano che sta per investirla. Prevista ancora neve al Nordovest, mentre temporali colpiranno il Sud e le Isole. Primi fiocchi in arrivo anche a Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/ondata-gelo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71901" style="margin: 5px;" title="ondata gelo" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/ondata-gelo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Roma -</strong> Alla fine <strong>il grande gelo è arrivato.</strong> Le previsioni degli esperti non sono per niente allettanti, da metà settimana un&#8217;altra perturbazione proveniente dalla Russia porterà con sé giornate di gelo intenso al Centro-Nord con temperature al di sotto dello zero anche di giorno. Entro il weekend sono previste temperature minime anche di -12, -15 centigradi sulla Valpadana, inferiori ai -10 anche su Toscana e Marche.<br />
Anche al <strong>Centro-Sud</strong>, il tempo sarà instabile con precipitazioni fino a bassa quota, specie tra <strong>Puglia, Campania, Basilicata e alta Calabria</strong>, a quote collinari in Sicilia, mentre soffierà impetuosa la tramontana con mari agitati.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente critica la situazione per la <strong>regione Lombardia.</strong> Il servizio meteo Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) di Regione Lombardia conferma i dati emersi nelle ultime ore riguardanti le difficili condizioni atmosferiche che caratterizzeranno i prossimi giorni: l&#8217;ondata di freddo intenso coinvolgera&#8217; l&#8217;intero territorio regionale, con temperature che potranno scendere anche sotto i<strong> -20 gradi nelle aree di montagna e fino a -10 in pianura</strong>, con nevicate diffuse.</p>
<p><strong>Una donna di 86 anni</strong>, <strong>Maddalena Becco</strong>,<strong> è morta nella notte a Savona</strong>. La donna secondo la ricostruzione della polizia e del 118 che soffriva di alzheimer, era sfuggita al controllo della badante ed era scappata di casa. Ad ucciderla sarebbero state le rigide temperature della notte, complice anche il fatto che l&#8217;anziana indossava pochi indumenti. Il corpo è stato trovato senza vita, intorno alle 7, dagli operai di un cantiere in via Molinero, nel quartiere di Legino. A dare l&#8217;allarme è stata la figlia, che questa mattina non l&#8217;ha trovata nel letto di casa, in via Chiabrera.</p>
<p>Le avverse condizioni climatiche, potrebbero creare non pochi problemi nei pronto soccorso italiani. aumenteranno infatti gli accessi di anziani e clochard con il rischio di sovraffollamento. A Roma dove si aspettano che i fiocchi facciano capolino mercoledì, <strong>le metrò resteranno eccezionalmente aperte di notte</strong> per permettere agli homeless di rifugiarsi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Davide Lopez</strong></p>
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		<title>Difesa animali: Commissione Europea chiede applicazione divieto gabbie per ovaiole</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
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		<description><![CDATA[La Commissione Europea ha richiamato tredici Paesi membri dell’unione perchè si adeguino al provvedimento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_56741" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/09/galline1.jpg"><img class="size-medium wp-image-56741 " style="margin: 5px;" title="galline1" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/09/galline1-300x216.jpg" alt="" width="180" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Un allevamento di galli e galline</p></div>
<p style="text-align: justify;">Roma – Belgio, Bulgaria, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Romania sono i tredici membri dell’Unione Europea che hanno ricevuto una lettera di costituzione in mora dalla Commissione Europea relativamente all’abolizione dell’uso delle gabbie per le galline ovaiole.</p>
<p style="text-align: justify;">La missiva è partita per sollecitare l’attuazione della normative Ue sul benessere degli animali, nello specifico del divieto delle gabbie “non modificate” – cioè le gabbie tradizionali in batteria – usate per l’allevamento delle galline ovaiole.</p>
<p style="text-align: justify;">La normativa al riguardo doveva applicarsi in tutta l’area Ue a decorrere dal 1° gennaio2012 inbase a quanto stabilito dalla direttiva <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:1999:203:0053:0057:it:PDF">1999/74/CE</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre all’importanza che il mettersi in regola può avere dal punto di vista puramente animalista, in gioco c’è anche una questione legata a dinamiche di mercato: infatti chi non si adeguerà alla normativa metterà in svantaggio concorrenziale tutte le aziende che hanno investi capitali nella conversione degli allevamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">I Paesi sollecitati hanno due mesi di tempo per rispondere alla missiva della Commissione Europea con le dovute spiegazioni e i provvedimenti presi in merito.</p>
<p style="text-align: justify;">Spetterà poi all’organo europeo valutare le situazione e spingere tutti gli Stati ad adottare al più presto le nuove norme per l’allevamento delle ovaiole, ma a quel punto altri due mesi saranno il termine massimo per operare l’adeguamento.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Penza</strong></p>
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		<title>Vuoto a rendere: torna in base al decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si pagherà una cauzione sugli imballaggi e sui contenitori, resa al consumatore al momento della riconsegna ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71618" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/riciclaggio-di-vetro-bottiglie-da-birra-vuote.jpg"><img class="size-medium wp-image-71618" title="riciclaggio-di-vetro-bottiglie-da-birra-vuote" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/riciclaggio-di-vetro-bottiglie-da-birra-vuote-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Vetro: materiale &#39;privilegiato&#39; nel sistema del vuoto a rendere (it.dreamstime.com)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ci sono Paesi in cui di fatto non è mai scomparso, come la Germania che da sempre ha una buona pratica per il riciclo soprattutto del vetro, mentre in Italia forse se lo ricorda a malapena chi oggi ha 30 anni. Si tratta  del <strong>vuoto a rendere</strong>, destinato a rientrare nelle abitudini quotidiane e nei nostri consumi. Si tratta di una sorta di <strong>cauzione</strong> pagata all&#8217;acquisto di un prodotto e legata al <strong>contenitore</strong> &#8211; di plastica o vetro che sia &#8211; che ne costituisce l&#8217;imballaggio: alla restituzione del &#8216;vuoto&#8217; al negozio si riceve indietro la somma versata.</p>
<p style="text-align: justify;">Un sistema semplice che il <strong>decreto sulle liberalizzazioni</strong> presentato dal Governo Monti ha voluto ripristinare: difficile riuscire a capire con chiarezza quali saranno i materiali su cui verrà applicato il meccanismo, ma è verosimile che si tratti  <strong>soprattutto del vetro</strong> anche se nella sostanza pure tetrapak, cartone, alluminio e plastica possono tranquillamente essere riutilizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Si attende entro fine giugno <strong>un apposito decreto</strong> del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, per fissare tutte le norme che regoleranno il vuoto a rendere. Per ora basti l&#8217;anticipazione offerta dal decreto che recita, in un articolo: «I venditori al dettaglio devono ritirare dai consumatori finali, contestualmente alla cessione del singolo prodotto, il deposito cauzionale, <strong>garantendo la restituzione</strong> dello stesso o la corresponsione di un titolo all’acquisto di valore almeno equivalente, a fronte della restituzione degli imballaggi usati».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo di <strong> diminuire la produzione di rifiuti</strong> è evidente, ma anche <strong>l&#8217;incentivo al riciclo</strong> non va dimenticato. Il vuoto a rendere consente di immettere di nuovo nel ciclo produttivo i contenitori &#8211; talvota anche senza frantumarli come ora succede per vetro e plastica &#8211; risparmiando notevolmente su costi e tempi di produzione. Riportare bottiglie e altri imballaggi, indistintamente, direttamente al negozio in cui li si è acqusitati toglierebbe inoltre le famiglie dall&#8217;imbarazzo di gestire la raccolta differenziata: molti <strong>sbagliano</strong> nella divisione del materiali e ciò rende spesso impossibile procedere con il riciclo.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sperimentazione sugli animali: un convegno a Roma il 1 febbraio contro il &#8216;modello animale&#8217;</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/sperimentazione-sugli-animali-un-convegno-a-roma-il-1-febbraio-contro-il-modello-animale/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 17:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[L'incontro è organizzato alla Camera dei Deputati, Sala delle Colonne, da Enpa, Lav e altre associazioni animaliste]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_36384" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/03/Animali-da-Laboratorio-Vivisezione.jpg"><img class="size-medium wp-image-36384" title="Animali-da-Laboratorio-Vivisezione" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/03/Animali-da-Laboratorio-Vivisezione-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">Una scimmia da laboratorio</p></div>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; Il 2012 sarà in Italia l’anno decisivo per una serie di <strong>cambiamenti legislativi</strong> a regolamentazione dell’uso degli animali in ambito sperimentale. Entro il prossimo 10 novembre, infatti, il nostro Paese dovrà infatti recepire<strong> la direttiva 2010/63/U</strong>E ed adeguarsi a norme ben precise sull&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche di questo si discuterà mercoledì 1° febbraio a Roma, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati (via Poli 19), in un incontro voluto dalle associazioni che da sempre sono in prima linea nella lotta contro ogni forma di violenza verso gli animali: <strong>Enpa, I-Care, Lav, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Limav e Oipa</strong>. Alla giornata di convegno parteciperanno alcuni rappresentanti del Ministero della Salute, oltre al Professor Eugenio Picozza, Cassazionista e docente di Diritto Amministrativo presso Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli Studi di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">In sede di dibattito sarà illustrato l’emendamento cofirmato dalle varie associazioni, completo delle considerazioni tecnico–scientifiche di vari esperti di settore, e si discuterà dei <strong>poteri dell’Unione Europea</strong> nonchè dell’<strong>autonomia</strong> dei vari Stati membri riguardo al recepimento della già menzionata direttiva 2010/63/UE. La volontà delle diverse organizzazioni animaliste è che si giunga ad un testo legislativo che, nel rispetto delle direttive di Bruxelles, sia a livello nazionale <strong>più restrittivo</strong> nel ricorso alla sperimentazione animale e favorisca <strong>metodi alternativi</strong> nella ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Ente Nazionale Protezione Animali, la Lega antivivisezione e tutte le associazioni promotrici invitano alla partecipazione, un modo per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e anche quella politica (l&#8217;evento sarà a due passi da Montecitorio) e un&#8217;occasione per «dare una speranza concreta agli oltre <strong>900mila animali</strong> utilizzati dalla sperimentazione».</p>
<p>Appuntamento mercoledì 1° febbraio 2012, alle ore 9.30, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati in Via Poli 19 a Roma. L&#8217;incontro si concluderà alle 13.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
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		<title>In Italia si mangiano settemila gatti ogni anno</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 16:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La denuncia arriva dall’Aidaa, l’Associazione italiana difesa animali e ambiente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Gattini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71473" style="margin: 5px;" title="Gattini" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Gattini-300x300.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Roma – Dall’Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente – l’Aidaa – è arrivata la sconvolgente statistica: ogni anno nel nostro Paese vengono uccisi, cucinati e mangiati settemila gatti.</p>
<p style="text-align: justify;">A sconvolgere è il fatto che non si tratta di una misura estrema messa in atto per non morire di fame, i nostri amici felini vengono mangiati solo per vezzo culinario, un’abitudine diffusa soprattutto nel centro nord dell’Italia: in Veneto – con a capo le zone di Vicenza e Verona – in Lombardia – soprattutto le province di Bergamo Brescia e Mantova – e poi alcune zone del Piemonte e dell’Emilia Romagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la legge proibisca il consumo alimentare di carne felina e l’articolo 544 del codice penale stabilisca pene detentive per chi violi la legge, i gatti continuano ancora a essere una pietanza diffusa e richiesta, di solito cucinati in umido o con la polenta.</p>
<p style="text-align: justify;">I responsabili dell’associazione hanno spiegato alla stampa: «Il dato degli ultimi dodici non si discosta molto da quello degli anni precedenti. Certamente non mancano anche le segnalazioni “esotiche” come quelle provenienti dalla zona del litorale romano dove è stata segnalata a più riprese la scomparsa dei gatti dalle colonie, cosi come avviene (anche se in misura ridotta rispetto al passato) che si segnalino cacciatori in cerca di gatti da impallinare nelle zone classiche della cucina dei <em>magnagatti</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancano le segnalazioni di persone che nel corso degli anni hanno allevato gatti con il solo scopo di ucciderli e proporli poi come portata principale di gustosi banchetti.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Penza</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Terremoto: altra forte scossa nel Nord Italia, epicentro nel Reggiano</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 10:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni edifici e scuole sono stati fatti evacuare e molte persone si sono riversate per le strade]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Milano &#8211; Una <strong>scossa di terremoto</strong> di magnitudo <strong>5.1</strong> con epicentro nel <strong>Reggiano</strong> è stata nitidamente avvertita stamani nelle province di Parma e Reggio Emilia, a Milano, Torino, Genova, nel Veneto, in Trentino Alto Adige e nell&#8217;alta Toscana. Intorno <strong>alle 9.06</strong> la scossa sussultoria ha fatto tremare i piani alti di alcuni palazzi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/scossa-di-terremoto-nel-nord-italia-L-aLm8yu.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71171" style="margin: 5px;" title="scossa-di-terremoto-nel-nord-italia-L-aLm8yu" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/scossa-di-terremoto-nel-nord-italia-L-aLm8yu-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Una <a href="http://www.wakeupnews.eu/reggio-emilio-la-terra-trema-ancora/">replica</a> è stata registrata alle 9,24 di magnitudo 2,3, è avvenuto nella stessa zona, compresa fra le province di Reggio Emilia e Parma. Un&#8217;altra scossa di magnitudo <strong>2.4</strong> è stata percepita alle 10.04 anche in <strong>provincia di Foggia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni edifici e scuole sono stati fatti evacuare e molte persone si sono riversate per le strade. Molto lo <strong>spavento</strong> ma <strong>nessun danno di rilievo</strong>. In molti casi è stato infatti attivato il sistema di allarme che ha lanciato l&#8217;ordine di evacuazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto accertato dall&#8217;<strong>Istituto di geofisica</strong>, i comuni più vicini all&#8217;epicentro sono Poviglio, Brescello e Castel di Sotto. In alcune zone del Reggiano più vicine all&#8217;epicentro del terremoto a una profondità di 33,2 km sono caduti calcinacci dagli edifici e la rete di <strong>telefonia mobile</strong> è rimasta <strong>intasata</strong> per alcuni minuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma al momento non sono segnalati danni rilevanti, né feriti. In qualche comune del <strong>Veronese</strong> c&#8217;è stato il distacco di intonaco o cornicione già pericolanti. Alcuni sindaci hanno però <strong>sospeso le attività didattiche</strong> in alcune scuole di costruzione non proprio recente che hanno evidenziato crepe nella struttura.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via http://m2.paperblog.com</p>
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		<title>Riso a prova di tsunami</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Create nuove piante resistenti al sale per i campi colpiti lo scorso anno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71082" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/riso-e-tsunami.jpg"><img class="size-medium wp-image-71082" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/riso-e-tsunami-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Risaie cinesi</p></div>
<p style="text-align: justify">Raccolto positivo l’anno prossimo, per i giapponesi colpiti dallo <a href="http://www.wakeupnews.eu/a-fukushima-arruolate-delle-scimmie-per-rilevare-i-livelli-di-radioattivita/">tsunami</a> lo scorso 11 marzo: <strong>piante di riso resistenti al sale</strong>, adatte alle risaie giapponesi colpite dal nefasto fenomeno, sono state create da un gruppo di ricercatori giapponesi ed inglesi, coordinati da <strong>Ryohei Terauchi</strong> dell’<a href="http://www.iwate-u.ac.jp/coe/en/terauchi.html"><strong>Iwate Biotechnology Research Centre</strong></a>.<br />
I campi destinati alla coltivazione del diffusissimo cereale sono stati infatti inondati l’anno passato da acqua e fanghi salati che li han resi inutilizzabili. Per far fronte a tale situazione si sono concentrate le menti di ricercatori e studiosi che, come descrive la rivista <a href="http://www.nature.com/nbt/index.html"><em>Nature Biotechnology</em></a>, hanno creato piante di riso resistenti al sale. Ciò mediante un <strong>nuovo metodo chiamato <em>Mut Map</em></strong>, che permette di ottenere le piante con le caratteristiche desiderate molto più velocemente rispetto agli altri metodi: &#8221;Lavorando con una specie già usata dagli agricoltori e già adattata alle condizioni locali, il metodo permetterà di sviluppare nuove varietà adatte alle coltivazioni nell&#8217;arco di un anno, piuttosto che 5 o 10&#8221; spiega uno degli autori, <strong>Sophien Kamoun</strong>, del centro di ricerca britannico <a href="http://www.tsl.ac.uk/"><em>The Sainsbury Laboratory</em></a>.<br />
Per creare queste nuove Super Piante i ricercatori hanno incrociato una <strong>varietà di riso molto pregiata coltivata nel Nord del Giappone</strong>, chiamata <em><strong>Hitomebore</strong></em>, con delle piante mutate con etil metano sulfonato, che ha attribuito a queste ultime mutazioni genetiche specifiche quali seminanismo, resistenza alla siccità e al sale.<br />
Dalla progenie nata dall&#8217;incrocio è stata poi prodotta, per autoimpollinazione (il processo nel quale il polline cade dalla parte maschile a quella femminile dello stesso fiore) una seconda generazione di piante adatta alle coltivazioni.</p>
<p>Non devono spegnersi quindi le speranze dei coltivatori di riso giapponesi che hanno assistito all’<strong>inondazione di 20.000 ettari di risaie nel nord del Giappone</strong>. L’uomo non deve illudersi di poter dominare la Natura, sarebbe presuntuoso; ma quanto meno può ingegnarsi studiando alcuni <em>escamotages</em> (quando non mette in pericolo la Natura stessa), nel suo perenne percorso di adattamento.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
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		<title>Il Concordia si muove lento verso l&#8217;abisso</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 09:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Ferrarato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sospese nelle prime ore del mattino le operazioni di recupero per un improvviso movimento della nave. Recuperata la scatola nera]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_70422" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Costa-Concordia-Gabbianara.jpg"><img class="size-medium wp-image-70422 " style="margin: 5px;" title="Costa-Concordia-Gabbianara" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Costa-Concordia-Gabbianara-300x199.jpg" alt="Il relitto del Costa Concordia" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Il relitto del Costa Concordia</p></div>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Si muove, si muove. Fuori tutti</strong>&#8220;. E&#8217; di poche ore fa la conferma di un <strong>brusco</strong> movimento del Concordia, la nave da crociera che dallo scorso sabato si è arenata sullo scoglio della <strong>Gabbianara</strong> situato in prossimità di <strong>Giglio Porto</strong>.  Per i vigili del fuoco impegnati nelle ricerche all&#8217;interno della struttura, allo scopo di trovare un sistema per poter portar via la nave dalla zona ed evitare un disastro ambientale, <strong>non c&#8217;è stato nulla da fare</strong> e sono stati costretti per l&#8217;ennesima volta ad interrompere la propria opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi minuti fa tuttavia è stata recuperata la scatola nera, che aiuterà a fare luce sull&#8217;intera vicenda. Sono già al vaglio degli inquirenti <strong>i video del disastro</strong> direttamente ripresi dalla dalla plancia: la posizione del comandante <strong>Schettino</strong> si fa  sempre più critica. Il movimento della nave della Costa è continuamente sotto monitoraggio sia via cielo (mediante strumenti satellitari accuratissimi), sia via terra, con gli strumenti collocati sulla nave come radar, laser e gps. Ogni minimo movimento dell&#8217;imponente imbarcazione, in bilico su uno scoglio, è immediatamente registrato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il rischio più grande</strong> è che il Concordia possa scivolare definitivamente lungo il fondale ad una profondità di circa <strong> 90 metri</strong>, il che renderebbe quasi impossibili le possibilità di recupero.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, si sta pensando <strong>di imbracare</strong>l&#8217;imbarcazione per evitare possibili scivolamenti, ma il tempo stringe. E nelle prossime ore si inizierà lo svuotamento del bunker della nave, la cui tempistica è stata calcolata, considerati anche i rischi possibili, di circa quattro settimane. È stata rimandata <strong>a livello interministeriale</strong> invece, il riesame delle norme &#8220;anti-inchino&#8221; e quelle relative alla navigazione in prossimità delle coste.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Adriano Ferrarato</strong></p>
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		<title>Neve chimica in Val Padana</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo strano fenomeno si è manifestato per la presenza di sostanze inquinanti nei cieli milanesi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69953" class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/4-Neve.jpg"><img class="size-full wp-image-69953" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/4-Neve.jpg" alt="" width="350" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Fiocchi di neve</p></div>
<p style="text-align: justify">MILANO –dalle <strong>prime ore del mattino</strong> di oggi, <strong>candidi fiocchi di neve</strong> hanno ricoperto, per un breve tempo, strade e tetti di Milano e hinterland, sino a interessare la zona bresciana e del veronese. Nulla ci turberebbe se le precipitazioni fossero state effettivamente naturali, e non frutto di reazioni chimiche. I gelidi venti provenienti dalla Russia, infatti, non solo hanno abbassato drasticamente la temperatura generando inaspettate gelate, ma incontrando l’inquinamento della Val Padana, hanno dato luogo a <strong>neve “chimica”</strong> . <strong>Vincenzo Levizzani</strong> dell’<a href="http://www.isac.cnr.it">Isac</a>, l&#8217;Istituto di scienze dell&#8217;atmosfera e del clima del Cnr, spiega al <em>Corriere della Sera</em> come il fenomeno sia raro, e come a provocarlo siano delle “sostanze prodotte dall&#8217;inquinamento industriale come il solfuro di rame, l&#8217;ossido di rame, gli ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e i silicati. Queste particelle hanno una struttura simile a quella dei cristalli di ghiaccio esagonali e quindi funzionano bene da inneschi dei fiocchi di neve”. Il fenomeno comincia a verificarsi ad un&#8217;altezza di circa un chilometro, dove la temperatura si manifesta intorno ai 15 gradi sotto zero; ma rimanendo la temperatura bassa anche al suolo, i cristalli rimangono integri e non si sciolgono (come avverrebbe invece se la temperatura fosse sopra lo zero). La brevità di queste nevicate pare sia dovuta al fatto che terminano nel momento in cui si esauriscono anche le particelle inquinanti. “Tuttavia”, continua Levizzani, “è l&#8217;inequivocabile segnale di una situazione ambientale grave con livelli che richiederebbero degli interventi decisivi per porvi rimedio”. A Milano <strong>le polveri sottili non hanno al momento risentito della diminuzione del traffico in centro</strong> per l’avvio di <a href="http://www.wakeupnews.eu/lotta-allo-smog-area-c-a-milano-e-targhe-alterne-a-roma-oggi-ferme-le-pari/">Area C</a>, avvenuto giusto ieri. Le centraline dell’<a href="http://ita.arpalombardia.it/ita/index.asp">Arpa</a> in città hanno tutte registrato <strong>valori di Pm10 doppi rispetto alla soglia consentita</strong> (50 mg/mc) e in crescita rispetto al giorno precedente. Così, con lunedì, sono sette i giorni consecutivi oltre i limiti. Le previsioni meteo dell’Arpa segnalano per ieri e oggi condizioni climatiche favorevoli all’accumulo di inquinanti nell’aria.<br />
Aspettiamoci altre probabili nevicate chimiche. E non lasciamoci più ingannare dalla candidezza della neve</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Benedetta Rutigliano</strong></p>
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		<title>Lotta allo smog. Area C a Milano e targhe alterne a Roma: oggi ferme le pari</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 09:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I due capoluoghi affrontano il problema delle polveri sottili in modi diversi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_63242" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/11/vista_sulla-citt%C3%A0-di-Milano-con-smog.jpg"><img class="size-medium wp-image-63242" title="vista_sulla città di Milano con smog" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/11/vista_sulla-citt%C3%A0-di-Milano-con-smog-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Inquinamento a Milano: vincerlo con l&#39;Area C?</p></div>
<p style="text-align: justify;">A <strong>Milano</strong> è &#8216;partita&#8217; l&#8217;<strong>Area C</strong> sinonimo di divieto di accesso (gratuito) alle auto nella zona del centro. Ha debuttato ieri nel capoluogo lombardo il  <strong>ticket da 5 euro</strong> per circolare in auto in centro città. In mattinata una certa tensione tra i vigili, poi l&#8217;arrivo di dati confortanti: buona tenuta dei mezzi pubblici e <strong>-30-35%</strong> di veicoli in ingresso. Soddisfatto il sindaco, Giuliano Pisapia, alla luce delle<strong> 40.000 auto in meno</strong> nella sua città: una settimana fa il numero rilevato era stato di 122.000, ieri è sceso a 82.000.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono stati i furbetti che hanno aggirato il divieto arrivando in centro prima delle 7.30, quando entrano in azione i varchi elettronici, ma pare che la maggior parte dei milanesi si sia fin da subito <strong>adeguata</strong> alle nuove norme, supportati da più di <strong>200 corse supplementari</strong> di autobus, tram e metro.  Proprio sulle tre linee della metropolitana si è registrata una crescita degli utenti, ben 15.500 in più, alle 16.30, rispetto a lunedì scorso. Segno positivo crescente anche per l&#8217;uso di bus e tram (+10%), parcheggi di interscambio e bike sharing (+10%); in calo invece il ricorso allo scooter (-11%). Hanno funzionato bene l&#8217;infoline del Comune, i centralini dei vigili, il sito Internet e il numero verde Atm, tutti strumenti in grado di<strong> aiutare i cittadini</strong> in queste prime giornate di &#8216;rodaggio&#8217;. Qualche difficoltà soltanto all&#8217;ufficio dei vigili nella centrale piazza Duomo, affollatissimo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma</strong> è invece ancora legata al vecchio sistema delle <strong>targhe alterne</strong>. Ieri sono state ferme le dispari, oggi invece stop  alle pari sempre all&#8217;interno della fascia verde che corrisponde più o meno all&#8217;anello ferroviario: l&#8217;orario del fermo è 9-13 e 16-21, valido per motocicli ed auto ad esclusione di auto euro 5, ciclomotori a 2 ruote 4 tempi euro 2 e i motocicli euro 3, veicoli a trazione elettrica, ibrida, alimentati a gpl e metano.  Ieri la Polizia romana ha effettuato, fino alle 19, circa<strong> 4.500 controlli</strong> che si sono trasformati in 1.180 sanzioni per un importo di 155 euro ciascuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma pare che la Capitale abbia in progetto di tutelare l&#8217;ambiente anche <strong>riducendo le auto blu</strong>, almeno così ha detto il ministro dell&#8217;Ambiente, Corrado Clini: «La riduzione farà bene a Roma perché sicuramente farà diminuire il traffico di queste auto, comprese quelle del mio ministero, che <strong>passano dappertutto</strong> e potrebbero evitarlo». Il ministro ha accennato agli ostacoli più grandi alla lotta all&#8217;inquinamento, tra cui l&#8217;abitudine tutta italiana di usare l&#8217;auto per ogni spostamento e la carenza di mezzi pubblici, ma si è detto convinto che<strong> la sfida</strong> si possa vincere con altrenative qual il telelavoro.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
<p>foto www.wakeupnews.eu</p>
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		<title>Automobilisti al &#8220;verde&#8221; per salvare l&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 12:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Ferrarato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I risultati di uno studio sulle abitudini ecologiche degli italiani dell’Osservatorio sui servizi della Linear Assicurazioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69342" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/auto_verde.jpg"><img class="size-full wp-image-69342 " style="margin: 5px;" title="Auto Verde" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/auto_verde.jpg" alt="auto verde ecologica" width="250" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Auto Verde</p></div>
<p style="text-align: justify;">Italiani sempre più affezionati al <strong>verde</strong>. Ma stavolta non si tratta di quello delle loro tasche.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio condotto infatti dall&#8217;Osservatorio sui servizi della <strong>Linear Assicurazioni</strong> sulle abitudini ecologiche dei cittadini dello Stivale ha dimostrato l&#8217;enorme affetto italiano per le tematiche relative allo sfruttamento e alla <strong>protezione dell&#8217;ambiente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attenzione, secondo i dati, risulta evidente a partire <strong>dalla scelta di un automobile</strong>: con maggiore predilezione per modelli ecologici, con la possibilità di enormi risparmi di carburante.</p>
<p style="text-align: justify;">Auto a consumi &#8220;naturali&#8221; come quelle <strong>elettriche e ibride</strong> risultano non a caso tra i modelli più gettonati in fase di acquisto. E se una buona motivazione di questa scelta è data dagli enormi rincari del carburante, è innegabile l&#8217;occhio di riguardo verso la diminuizione dell&#8217;impatto ambientale causato dai gas di scarico.</p>
<div id="attachment_69345" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Fiat-Verde.jpg"><img class="size-medium wp-image-69345 " style="margin: 5px;" title="Fiat Verde" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Fiat-Verde-300x225.jpg" alt="Fiat Verde" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Fiat Verde</p></div>
<p style="text-align: justify;">Oltre al fattore spesa, gli italiani si mostrano ottimi ambientalisti anche sulla pratica di guida: il 58 % degli intervistati ha dichiarato di mantenere <strong>un andatura costante</strong> per evitare frenate e accelerature improvvise, il 51 % <strong>spegne addirittura la vettura</strong> durante la permenza in code lunghe e improvvise. Una buona percentuale (pari al 26 %) cerca su internet possibili <strong>percorsi alternativi</strong> per ridurre tragitti e consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri importanti dati provengono dalla <strong>dichiarazioni sull&#8217;uso dei mezzi pubblici</strong>: sono molti infatti disposti a rinunciare alla propria automobile in cambio di bus, metro e tram sempre più efficienti. E anche per l&#8217;utilizzo del<strong> bike-sharing</strong>, seppur molto indietro rispetto agli altri paesi europei, si inizia a vedere una sempre <strong>più maggior richiesta</strong>. Risultati sicuramente segno di una maggior consapevolezza e rispetto per lo spazio in cui tutti viviamo. </p>
<p style="text-align: right;"><strong>Adriano Ferrarato</strong></p>
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		<title>Cambiamenti climatici: New York rischia di essere sommersa?</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 07:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Piras</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scenario preoccupante emerso dal rapporto ClimeAid]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_69037" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/newyorksottacqua.jpg"><img class="size-medium wp-image-69037 " style="margin: 5px;" title="newyorksottacqua" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/newyorksottacqua-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">New York sommersa, una ricostruzione di ciò che potrebbe accadere a breve</p></div>
<p>New York – La Grande Mela rischia di essere sommersa nel giro di poco tempo, probabilmente <strong>entro dieci anni</strong>. Non si tratta del classico scenario apocalittico descritto nei tanti film di Hollywood, piuttosto, <strong>il risultato allarmante emerso dalla ricerca denominata <em>ClimeAid</em></strong>, realizzata dalla Cornell University, Columbia University e City University of New York. Uno <strong>studio durato due anni</strong>, a cui hanno lavorato cinquanta scienziati e, che ha fortemente impressionato Michael Bloomberg, attuale sindaco della città.</p>
<p>Un destino segnato per una delle città più amate. La causa scatenante, secondo gli studiosi, è da ritrovarsi senza dubbio negli attuali e sempre più frequenti <strong>cambiamenti climatici, nonché nel riscaldamento globale.</strong> A risentire maggiormente della situazione sarebbero i ghiacciai: questi sciogliendosi comporterebbero un notevole <strong>innalzamento dei mari</strong>. Di conseguenza New York sarebbe esposta a maggiori eventi atmosferici, divenendo così particolarmente vulnerabile. Gli esperti affermano che i recenti episodi dell’uragano Irene e la tempesta tropicale Lee non sono stati altro che una prima manifestazione dell’imminente variabilità climatica.</p>
<p>Secondo quanto delineato dagli stessi scienziati, nello stato di New York, <strong>le temperature potrebbero innalzarsi</strong> dai 4 ai 9 gradi entro il 2080 e le precipitazioni aumenterebbero dal 5 al 15 per cento. Il livello del mare invece, potrebbe innalzarsi di 25 centimetri, fino a sfiorare i 75 centimetri entro il 2050, ben 1,3 metri nel 2080.<br />
Le zone più esposte alle conseguenze catastrofiche sarebbero le parti più basse di Manhattan e il Bronx, nonché i trasporti della città. Tutto il sistema dei trasporti infatti, subirebbe dei danni, dai tunnel della metropolitana, agli aeroporti che sarebbero invasi dall’acqua in meno di un’ora. Gli abitanti non avrebbero neanche il tempo di mettersi in salvo.</p>
<p>In uno scenario di lungo periodo tra i cambiamenti climatici, <strong>molte le avversità da fronteggiare</strong>. Tra le altre conseguenze più rilevanti di tale situazione: la minor produzione di latte, inondazioni delle zone umide costiere, scomparsa delle foreste di abeti, aumento della richiesta di energia nei mesi caldi, così come la presenza di erbacce e parassiti, e la scomparsa alcuni tipi di frutta. Molte <strong>aeree della città diventeranno inabitabili</strong>, soprattutto quelle ove oggi si conta una forte concentrazione di popolazione. A risentire di più della situazione, le persone anziane e quelle con problemi di salute, in quanto più vulnerabili e esposte a malattie legate al caldo, come l&#8217;asma. Inoltre i lavoratori agricoli potrebbero essere esposti maggiormente a sostanze chimiche, qualora l&#8217;uso di pesticidi dovesse aumentare in risposta ai cambiamenti climatici.<a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/new-york-sommersa2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-69038" style="margin: 5px;" title="new-york-sommersa2" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/new-york-sommersa2-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a></p>
<p>Gli studiosi, nel loro rapporto, indicano comunque alcuni accorgimenti che si potrebbero adottare fin da ora, al fine di adattarsi ai cambiamenti climatici. Tra questi: migliorare l&#8217;isolamento e l&#8217;utilizzo di materiali di copertura in modo da mantenere gli edifici più freschi in estate o ridurre la domanda di aria condizionata. Ancora, evitare lo sviluppo e l’edificazione nelle zone costiere e le pianure alluvionali del fiume, in modo da ridurre i danni da inondazioni.<br />
Uno scenario spaventoso, proprio per questo gli scienziati invitano gli amministratori a prendere provvedimenti per limitare i danni. In particolare auspicano la realizzazione nel concreto di tali accorgimenti, al fine di abituarsi a fronteggiare gradualmente i cambiamenti che arriveranno, e per evitare o contenere un fenomeno che, come ha affermato il climatologo a capo del team di scienziati DeGaetano, potrebbe avere “ rischi e conseguenze enormi”.</p>
<p><strong>                                                                                                                                                                                       Angela Piras</strong></p>
<p>Foto: liquida.it; il sussidiario.net, travel.biz</p>
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		<title>Pasquina e l&#8217;oroscopo 2012 degli animali della Lav &#8211; Lega antivivisezione</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 15:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[I pensieri di Pasquina]]></category>
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		<description><![CDATA[La 'pasquinata' di oggi come espediente per parlare dell'importanza di proteggere il mondo animale, non solo per amore ma per senso di responsabilità verso il Pianeta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/PASQUINAoroscopoanimali.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-68520" title="PASQUINAoroscopoanimali" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/PASQUINAoroscopoanimali.jpg" alt="" width="642" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Promossa sul <a href="http://www.lav.it/">sito della Lav</a> e rimbalzata sui media si tratta di una singolare &#8216;campagna&#8217; per porre all&#8217;attenzione di tutti <strong>i problemi di molte specie animali</strong>, alcune a rischio di estinzione altre semplicemente vittime della &#8216;cattivera&#8217; dell&#8217;uomo. Prendendo spunto dallo zodiaco, la Lega antivivisezione ha tracciato alcune <strong>previsoni per il 2012</strong> per gli animali corrispondenti a quelli dei diversi segni, dal leone ai pesci, chiamando poi in causa anche qualche bestiola presa in prestito dall&#8217;oroscopo cinese &#8211; ad esempio il coniglio &#8211; e aggiungendo poi quelli che non hanno un corrispettivo tra le stelle, dalla mucca alla gallina.</p>
<p style="text-align: justify;">I messaggio che accompagna l&#8217;originale oroscopo, affidato alle parole del presidente della Lav Gianluca Felicetti, è che per il 2012 le scelte di tutti &#8211; semplici cittadini come Istituzioni con poteri decisionali &#8211; siano ispirate nei confronti degli animali ad una maggiore solidarietà, <strong>senza violenze gratuite</strong> e con forte senso di responsabilità verso la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Segno per segno e animale e per animale si passano i rassegna <strong>i pericoli</strong> più gravi che le diverse specie stanno correndo: l&#8217;estinzione (leone), il <strong>commercio illegale</strong> di specie esotiche (scorpione), la caccia non disciplinata (pesci, allodole), le sperimentazioni in laboratorio (coniglio), l&#8217;allevamento crudele (gallina, mucca), il consumo irresponsabile (agnello), l&#8217;abbandono e il randagismo (cane, gatto).<em></em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;augurio è che per tutti, compresi i cuccioli di beagle o bulldog divenuti emblema di traffici clandestini sul mercato della tratta degli animali, il 2012 non sia un anno&#8230;da cani.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Pasquina</strong><em><br />
</em></p>
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		<title>Germania, arriva l&#8217;autostrada per biciclette</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/germania-arriva-lautostrada-per-biciclette/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 15:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[In Germania è allo studio la realizzazione di una vera e propria autostrada ciclabile lunga 60 km, per decongestionare il traffico tra Dortmund e Duisburg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_68390" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/bici-autostrada-germania.jpg"><img class="size-medium wp-image-68390 " title="bici-autostrada-germania" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/bici-autostrada-germania-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Un prospetto virtuale del progetto Radler B-1 (ilikebike.org)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Dortmund-Duisburg, A40. La chiamano l&#8217;<strong>autostrada delle lumache</strong>, uno dei tratti più congestionati dal traffico dell&#8217;intera Germania. La soluzione? Un&#8217;autostrada parallela a quella già esistente. Da percorrere solo ed esclusivamente in <strong>bicicletta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto si chiama <strong>Radler B-1</strong> ed ha attirato l&#8217;attenzione del mondo sulla regione del Ruhr, nella quale si trovano le due suddette città. Non così distanti in chilometri, ma terribilmente lontane in termini di tempo, a causa dell&#8217;immensa mole di autoveicoli che percorrono quotidianamente il tratto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il piano per decongestionare il traffico prevede la realizzazione di una <strong>pista ciclabile lunga 60 km e larga 5 metri</strong>. Completamente asfaltata, in pianura, senza curvoni o tornanti, niente incroci ma solo uscite, come se fosse <strong>una vera e propria autostrada.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro socialdemocratico <strong>Harry Voigtsberger</strong> plaude all&#8217;idea, affermando che molti sono i cittadini tedeschi che già utilizzano la bicicletta per gli spostamenti cittadini, e sarebbero ben felici di poter utilizzare il più ecologico dei mezzi per itinerari anche di lunghezza maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Inevitabili le <strong>ripercussioni positive sulla qualità dell&#8217;aria</strong>, che sarebbe potenzialmente ripulita di una grande quantità di CO2. Jens Hapke, dirigente dell’azienda che gestisce i trasporti urbani e regionali del Rurh, ricorda che nella zona vivono più di due milioni di persone e l&#8217;impatto sul sistema ecologico e della viabilità potrebbe essere sorprendente.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Guarino</strong></p>
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		<title>Etna: colata lavica dal cratere di Sud-Est</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/etna-colata-lavica-dal-cratere-di-sud-est/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[prima eruzione 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal vulcano una colonna di cenere alta 5.000 metri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Catania &#8211; Si è conclusa la <strong>prima eruzione del 2012</strong> sull&#8217;<strong>Etna</strong>. Come le 18 attività dello scorso anno, quasi tutte a carattere stromboliano, ovvero caratterizzate da esplosioni, fontane di lava, emissione di cenere nera e la fuoriuscita di una colata, è durata alcune ore. Ma, secondo gli studiosi dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, è stata <strong>ad alta criticità</strong>, nella <strong>zona sommitale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/etna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-68337" style="margin: 5px;" title="etna" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/etna-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a>Qui la colata di lava, che ha origine dal <strong>Nuovo Cratere di Sud-Est</strong>, è stata registrata alle <strong>ore 4.34</strong> dalle reti di monitoraggio dell&#8217;<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività stromboliana dell&#8217;Etna, la prima del 2012, ha dato vita ad una <strong>colonna di cenere alta più di 5.000 metri</strong> che, in assenza di vento, si è aperta ad ombrello in direzione Sud Ovest.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>voli</strong> nell&#8217;aeroporto di Catania sono stati <strong>regolari</strong>. La lava emessa dal vulcano si è diretta verso la desertica Valle del Bove, lontano dai centri abitati.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività stromboliana dell&#8217;Etna è divenuta più intensa intorno alle 22 di ieri sera. L&#8217;Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Catania, che tiene sotto controllo l&#8217;Etna, non ha registrato scosse sismiche ma <strong>solamente un aumento del tremore</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via www.mediatouring.it</p>
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		<title>A Fasano pannoloni per i greggi di pecore</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 12:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriano Ferrarato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E'terminata con una bizzarra soluzione una curiosa disputa tra il sindaco e un pastore locale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_68139" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/gregge.jpg"><img class="size-medium wp-image-68139 " style="margin: 5px;" title="Gregge" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/gregge-300x214.jpg" alt="Gregge" width="300" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">Gregge</p></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;terminata con una bizzarra soluzione una curiosa disputa tra il<strong> sindaco di Fasano</strong> e un <strong>pastore</strong> locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Causa della discordia il gregge di pecore dell&#8217;uomo, che nel loro passaggio sporcavano e dissestavano la strada del centro urbano.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine di una lunga battaglia legale, al padrone dei numerosi animali è stato imposto di cambiare percorso, o, in alternativa,<strong> di adottare strumenti idonei a mantenere la pulizia</strong>, come scope, palette o pannoloni all&#8217;intero gruppo di animali. Esattamente come viene fatto già da qualche anno <strong>con i cani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i giudici, il pastore ha a disposizione un ottimo <strong>percorso alternativo</strong> per il pascolo. Inoltre il provvedimento è diretto a &#8220;prevenire ed eliminare  gravi pericoli che minacciano l&#8217;incolumità dei cittadini, individuati nella «diffusione di malattie a causa <strong>della prolificazione di insetti</strong>», nella necessità di «<strong>garantire il decoro urbano</strong>» e nell&#8217; evitare «incidenti con i veicoli e i danni alle persone o cose&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Adriano Ferrarato</strong></p>
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		<title>La Catalogna dice addio alle corride</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 22:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Catalogna dice addio alle corride]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Col nuovo anno entra in vigore il provvedimento che vieta le corride in tutta la Catalogna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/corrida.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-67959" style="margin: 5px;" title="corrida" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/corrida.jpg" alt="" width="156" height="155" /></a>Roma – Da ieri è entrato in vigore il provvedimento firmato dal Parlamento catalano nel luglio del 2010 e che vieta le corride in tutto il territorio dopo che il tentativo del Partito popolare e del partito Ciudadanos di rettificare l’abolizione è fallito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il divieto è un trionfo per gli animalisti che da anni si battono per l’abolizione delle corride, ma non è particolarmente ben visto dagli spagnoli più conservatori e legati alle tradizioni del Paese in cui la corrida rientra a pieno titolo, tanto da ispirare la letteratura non solo iberica.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in altre parti del mondo si sta intraprendendo la strada legislativa per fare in modo che certe usanze cessino di esistere, come nel caso della famosa caccia alla volpe diffusa in Gran Bretagna, seppure con prede, “procedure” e riti differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’abolizione si deve soprattutto all’iniziativa portata avanti dalla piattaforma Prou! – Basta! – che ha raccolto più di 127 mila firme.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge fissa nei primi sei mesi di quest’anno il periodo per la determina degli indennizzi economici per la cessazione dell’attività dei gestori delle arene e degli operatori del settore. Si parla di circa 300 milioni di euro, anche se le stime del governo parlavano solo di alcune decine di migliaia di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso anno si sono svolti quindici corride, soprattutto nella Plaza de la Monumental di Barcellona, dove l’ultima corrida si è svolta a settembre con la partecipazione di diversi famosissimi matador come Josè Tomas e Serafin Marin.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Penza</strong></p>
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		<title>Botti di capodanno: i dati sugli animali morti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 14:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno molti animali sono morti a causa dei botti di fine anno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25345" class="wp-caption alignleft" style="width: 157px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2010/10/animali-cani-15.jpg"><img class="size-medium wp-image-25345  " style="margin: 5px;" title="animali-cani-15" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2010/10/animali-cani-15-300x164.jpg" alt="" width="147" height="81" /></a><p class="wp-caption-text">Animali: più di trecento tra cani e gatti sono morti la notte di Capodanno</p></div>
<p style="text-align: justify;">Roma – Anche quest’anno la notte di Capodanno centinaia di animali sono morti a causa della cattiva e incivile abitudine di sparare i famosi, e illegali, botti di Capodanno che causano vittime e feriti anche tra gli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno il bilancio è di 237 cani e gatti morti, un numero alto, ma in calo rispetto alle circa 500 vittime dello scorso anno, come riporta l’Aidaa – Associazione italiana in difesa degli animali e dell’ambiente – mentre sempre lo scorso anno erano più di quattromila gli altri animali morti.</p>
<p style="text-align: justify;">«L’anno scorso erano deceduti circa 800 animali in Campania a Capodanno, quest’anno dai primi dati siamo arrivati a oltre 900: una strage. Molti cani e gatti sono morti in modo orribile investiti da fuochi, dalle macchine in corsa e addirittura con bengala o petardi legati alle code» ha dichiarato il commissario regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il numero più alto di vittime si registra a Sud – in Campania, Puglia e Sicilia – dove la maggior parte di cani e gatti morti sono – e questo sorprende e preoccupa – di proprietà. Invece è al Nord che gli animali fuggono maggiormente, soprattutto in Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le ordinanze municipali e il ruolo giocato dalla rete – in cui nei giorni e nelle ore precedenti la notte di Capodanno continuavano a circolare video e post su come evitare problemi all’animale di casa e sulle possibili conseguenze pagate dagli animali stessi – anche quest’anno sembra che la battaglia ai botti di fine anno sia stata persa.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Penza</strong></p>
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		<title>Botti di Capodanno: rischiano di morire 5mila animali</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 09:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Dabbene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allarme lanciato dall'associazione Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente): 5.000 animali domestici e selvatici potrebbero morire a causa delle esplosioni ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25345" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2010/10/animali-cani-15.jpg"><img class="size-medium wp-image-25345" title="animali-cani-15" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2010/10/animali-cani-15-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">Animali: 5mila potrebbero motire a causa dei botti di San Silvestro</p></div>
<p style="text-align: justify;">MILANO &#8211; Si avvicina la notte più lunga dell&#8217;anno, quella di San Silvestro, e parte delle tradizioni saranno &#8211; là dove<a href="http://www.wakeupnews.eu/capodanno-2012-nuovi-divieti-per-botti-e-fuochi-artificiali/"> le ordinanze non ne abbiamo vietato l&#8217;uso</a> &#8211; le esplosioni dei fuochi artificiali o dei botti artigianali. Ma ci sono rischi che spesso non vengono calcolati, come <strong>i danni ai nostri amici animali</strong>: circa 20 milioni tra cani e gatti e altri 40 considerando pesci, uccellini, tartarughe, conigli, furetti, tartarughe d&#8217;acqua, animali esotici e tutte le tipologie di animali domestici; non bisogna però dimenticare anche tutti quelli selvatici!</p>
<p style="text-align: justify;">Per loro la notte di Capodanno potrebbe essere letale a causa dei botti e circa <strong>5.000 rischiano la vita</strong>. Lo ha denunciato l&#8217;Aidaa rilanciando così la sua consueta campagna  «No ai botti», già attiva da qualche anno e che in questo scadere di 2011 è riuscita a raccogliere oltre 10.000 adesioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a scoraggiare l&#8217;uso dei botti, l&#8217;associazione animalista ha stilato <strong>un vademecum</strong> consultabile online con tutti i consigli e le regole per evitare agli animali di casa ogni tipo di stress: per averla gratuitamente basta scrivere una mail, entro le 12 di oggi, a <strong>direttivo.aidaa@libero.it.</strong> Tutti i ritardatari potranno comunque contare sull&#8217;aiuto di Aidaa fino alle 22: l&#8217;associazione resta raggiungibile al telefono  (347-88.83.546).</p>
<p style="text-align: justify;">Lodevole l&#8217;impegno di Aidaa per proteggere bestiole domestiche e selvatiche dal frastuono dei botti, così come quello di molti comuni che con <a href="http://www.wakeupnews.eu/smog-codacons-a-sindaco-milano-vieti-botti-di-fine-anno-alzano-pm10/">ordinanze-divieto hanno tentato </a>di tutelare anche i cittadini e l&#8217;ambiente, ma non sono mancate<strong> critiche e disappunto</strong> come quello del sindaco rottamatore Matteo Renzi. Sulla sua bacheca Facebook è apparso un post: «In un Paese che non riesce a combattere l&#8217;evasione fiscale possiamo fare un&#8217;azione penale per chi accende un petardo? Facciamo piuttosto <strong>un appello alla responsabilità</strong> dei cittadini e al rispetto degli animali (e anche degli umani, se permettete). Vale per i botti illegali, vale per le bottiglie, per tutto».</p>
<p style="text-align: justify;">Forse il sindaco Renzi è troppo fiducioso nella bontà e nel rispetto umano, sperando che spontaneamente molti rinuncino ai botti per salvaguardare il cane o il gatto del vicino terrorizzato dal rumore. Un po&#8217; scettici noi &#8216;sposiamo&#8217; la causa di Aidaa, perchè sia un buon inizio 2012 anche per fido e micio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Dabbene</strong></p>
<p>foto wakeupnews.eu</p>
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