Mentre l’emisfero boreale affronta i rigori dell’inverno, in quello australe i problemi sono di tutt’altro tipo. Stagione estiva, caldo torrido e, indubbiamente, voglia di cocktail rinfrescanti. Chissà se il furto avvenuto nel Parco nazionale Bernardo O’Higgins, in Cile, voleva “semplicemente” accontentare i gusti di qualche turista particolarmente assetato.
Dalla parete del ghiacciaio millenario Jorge Montt, raggiungibile via mare dopo ben 4 ore di navigazione e il cui porto più vicino si raggiunge dopo 128 km di strata sterrata, sono state asportate infatti più di cinque tonnellate di ghiaccio, rinvenute dalla polizia di Aysen in un camion frigorifero e destinate all’utilizzo commerciale in bar e locali del sud del Cile.
Il valore commerciale del carico non supera i 7mila dollari (il doppio per alcuni, ritenuta “l’età” del ghiaccio, alimentando non del tutto infondati dubbi su una vera e propria borsa valori dei cocktail…), ma, ovviamente, sono insorti gli ambientalisti, per la barbara violazione di un Parco nazionale e del suo patrimonio millenario.
Probabilmente l’oggetto del furto sarebbe comunque parzialmente scivolato a mare in caso di innalzamento delle temperature, ma è inutile sottolineare i rischi di sicurezza e paesaggistici dello scalpellare senza criterio 5 tonnellate di ghiaccio da una montagna gelata. Inoltre la notizia, riportata dal quotidiano La Vanguardia, ha fatto scattare l’allarme in Cile e sono già state identificate rotte sospette in direzione del Parco nazionale.
I responsabili, poco ma sicuro, pagheranno il loro atto criminale con un bel po’ di tempo al fresco. Ironie della sorte.
Francesco Guarino

