Catalogna, proposta l’adozione del solo catalano come lingua ufficiale

Rappresentazione della bandiera catalana (www.termometropolitico.it)

Rappresentazione della bandiera catalana (www.termometropolitico.it)

Barcellona – In Catalogna continua senza alcuna risoluzione la questione dell’indipendenza. Mentre il neoeletto governo Puigdemont, tra una dichiarazione di rottura e l’altra, continua a mettere in piedi la strategia per la separazione consensuale con Madrid, un gruppo consistente di uomini di cultura catalani propone il Manifesto del catalano come lingua ufficiale unica in Catalogna.

LE RAGIONI – Il gruppo Koiné con l’appoggio di centinaia di letterati ed intellettuali catalani sta portando avanti l’iniziativa per un “reale processo di normalizzazione linguistica della Catalogna indipendente”. Secondo questo gruppo il castigliano, meglio conosciuto come spagnolo, ha subordinato sistematicamente in questi anni il catalano, ponendolo in secondo piano. I letterati propongono di ritrovare la genuinità della lingua adottando solo il catalano come lingua ufficiale del futuro stato catalano; viene inoltre sottolineato come l’unità linguistica sotto un’unica lingua venga messa in secondo piano nel processo indipendentista.

Carles Puigdemont (s6.eestatic.com)

Carles Puigdemont (s6.eestatic.com)

L’ANTICO DUALISMO  - Il bilinguismo è riconosciuto in Catalogna dalla fine del franchismo. Per via dei numerosi migranti provenienti del sud della Spagna che hanno arricchito la Catalogna, lo spagnolo è stato in una prima fase privilegiato e poi lentamente messo sempre più da parte. In Catalogna lo spagnolo è per lo più studiato come seconda lingua, come in Italia si studia l’inglese. D’altronde per i catalani la lingua è una delle cose più preziose che li unisce, l’elemento cardine per eccellenza. Nel 2015 una sentenza della corte suprema ha imposto che almeno un 25% delle lezioni fossero insegnate in castigliano in presenza di studenti che esplicitamente richiedono l’insegnamento in spagnolo.

LA STASI DEL PROCESSO – Nel frattempo la Spagna non riesce ad avere un governo nazionale e quindi un interlocutore credibile con il quale il governo autonomico catalano possa relazionarsi per iniziare il “proces” verso l’indipendenza. La stasi non aiuta nessuno come le frasi dell’attuale presidente catalano che oggi ha detto che il ministero dell’economia si limita a “succhiare le imposte dei catalani”, criticando i nuovi tagli imposti da Madrid alla Comunità Autonoma. Non sappiamo come andrà a finire ma è possibile almeno  immaginare quale lingua prevarrà in Catalogna nei prossimi anni.

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