Cassazione: per i militari è vietato stressarsi durante la pausa caffè

Roma - La pausa caffè – scrive la Cassazione nella sentenza 4509 – deve essere usata per “finalità di ristoro” e non per discutere di cose familiari o in generale di argomenti stressanti che possono danneggiare emotivamente il militare alla ripresa del turno.

Da oggi costa caro ai militari in servizio prendersi un momento di pausa durante il lavoro e utilizzarlo, non per recuperare energie psicofisiche con un buon caffè, ma in discussioni conflittuali. Lo sottolinea la Cassazione convalidando la condanna a due mesi e venti giorni di reclusione a carico di un maresciallo capo dei carabinieri accusato di violata consegna per essersi fermato nella casa della ex moglie per discutere brevemente della vendita di una casa.

Il militare, Massimo B., ha fatto presente che la sosta era durata meno di un quarto d’ora, il tempo di una regolare pausa caffè, e non aveva comportato alcuna deviazione dall’itinerario di lavoro. La Suprema Corte non ha pero’ voluto sentire ragioni replicando che questo tipo di pausa, seppur di giusta durata, avrebbe potuto distogliere emotivamente e intellettualmente il militare dalla “doverosa concentrazione nel servizio comandato”.

Redazione

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