Caso Orlandi, aperta tomba De Pedis. Il corpo è del boss

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scomparsa Emanuela Orlandi

Roma – Giornata storica per le indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi avvenuta il 22 giungo 1983. Nella basilica romana di Sant’Apollinare è stata riaperta la tomba del boss della Banda della Magliana, Enrico De Pedis, nome associato alla scomparsa della ragazza. Da fonti qualificate si apprende che nella bara tumulata nella basilica di Sant’Apollinare “c’è il corpo di un uomo corrispondente a quello di Enrico De Pedis”. Risultato confermato,pare, anche dai primi esami delle impronte che hanno confermato si tratti di Enrico De Pedis.

Emanuela aveva 15 anni quando un pomeriggio di giugno si persero le sue tracce. Figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia e cittadina dello Stato del Vaticano, venne vista per l’ultima volta poco dopo le 19.30 in compagnia di un uomo.

Da allora le indagini non hanno portato a nessuna risoluzione del caso, ma furono coinvolti nella vicenda lo Stato Pontificio, la Banda della Magliana e i servizi segreti di diversi Paesi. Parecchie le piste e le ipotesi che gli investigatori hanno seguito in questi anni assieme al fratello Pietro che non ha mai smesso di lottare per avere la verità.

Tante inoltre sono state le telefonate anonime o meno pervenute alle autorità, a casa di Emanuela e alla trasmissione di Rai Tre Chi l’ha visto? le quali hanno dato notizie considerate anche false o imputate a personaggi associati alla banda della Magliana.

Come quella del 2005 in cui la voce anonima di un uomo afferma che per risolvere il caso bisognava scoprire chi fosse stato sepolto nella Basilica di Sant’Apollinare. Oggi – dopo aver avuto conferma che il cadavere presente sia effettivamente del boss De Pedis, chiamato in causa dalla testimonianza di una sua ex fidanzata che lo accusò di aver rapito la giovane ragazza – la Procura ha deciso di chiedere l’apertura della tomba. «È solo un passo avanti per le indagini, speriamo si faccia chiarezza» commenta Pietro Orlandi. E intanto la salma sarà trasportata all’Istituto di medicina legale della Sapienza per gli accertamenti e il test del Dna. Dopodichè non tornerà al suo posto nella Basilica, ma sarà seppellita in un cimitero romano, probabilmente Prima Porta.

 Angela Nitti

 

Foto || ansa.it

 

 

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