Caso Meredith: Amanda e Sollecito a casa. Pm sconcertati

pm

pm manuela Comodi e Giancarlo Costagliola

Perugia – Il pubblico ministero Giuliano Mignini, coordinatore delle indagini di polizia sul caso Meredith Kercher non ha dubbi: la Cassazione ‹‹farà giustizia››.

Lo sconcerto degli inquirenti che si sono occupati della vicenda della giovane inglese uccisa 4 anni fa, è palpabile. La sentenza di secondo Appello con la quale i 2 principali imputati dell’omicidio, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, sono stati prosciolti da ogni accusa perché “il fatto non sussiste”, ha lasciato alla magistratura italiana una brutta immagine da gestire a livello internazionale.

Secondo Magnini, sensibilmente irritato dalla sentenza di assoluzione per Raffaele e Amanda, la decisione non mette comunque in discussione l’impianto accusatorio ‹‹C’ è stata – chiarisce Mignini – una condanna pesantissima alla Knox per la calunnia. Perché lo ha accusato? Non si sa››.

La calunnia in questione riguarda le dichiarazioni rilasciate in sede processuale da Amanda nei confronti di Patrick Lumumba, titolare del pub dove Amanda lavorava, poi prosciolto da ogni accusa.

Il recente verdetto rischia, adesso, di mettere in discussione anche le sorti giudiziarie del terzo uomo implicato nella vicenda, l’ivoriano Rudy Guede, condannato a 16 anni di carcere per concorso in omicidio. L’unico, tra i 3 imputati, ad aver ammesso di essere stato nella casa di via dell Pergola la notte dell’assassinio ma di non aver commesso il fatto.

Ora, anche la posizione dell’africano potrebbe essere riconsiderata.

Mignini sull’intera vicenda è senza freni: sul caso Kercher ‹‹l’informazione è fallita››. ‹‹E’ stata una Caporetto dell’informazione. Mai visto una tale pressione mediatica, non si può andare avanti così››. I magistrati sono comunque pronti al ricorso in Cassazione. ‹‹La sentenza di questa sera – sottolinea Mignini – è errata e contraddittoria. C’ è una pronuncia di primo grado che condannava gli imputati e ora ce ne è una d’Appello che li assolve. Sarà la Cassazione – insiste il pm – a stabilire chi ha ragione››.

Di sentenza “clamorosamente sbagliata” parla anche Manuela Comodi, altro pm interessato nella vicenda. ‹‹E’ una sentenza abbondantemente preannunciata››. Stasera al suo arrivo in aula la Comodi aveva stretto le mani di tutti i parenti della vittima presenti in aula: a madre Arline, la sorella Stephanie e il fratello Lyle.

Amanda e Raffaele – Ieri sera, i 2 ragazzi sono usciti dal carcere. Dopo 4 anni, l’assoluzione con formula piena ha dato modo a Raffaele Sollecito di tornare in Puglia e ad Amanda Knox di preparasi per il ritorno nel States.

Amanda – Sono grata a chi ha voluto  ‹‹tenermi la mano e a offrirmi del sostegno e del rispetto attraverso le barriere e le controversie c’erano degli italiani… Chi mi ha scritto, chi mi ha difesa, chi mi è stato vicino, chi ha pregato per me. Vi sono sempre grata. Vi voglio bene. Amanda›› così scrive Amanda in una lettera di ringraziamento alla Fondazione Italia USA. Associazione, che si è battuta in prima linea per difendere l’americana dall’accusata di omicidio.

‹‹Fondazione Italia USA – continua lo scritto – e molti che hanno condiviso il mio dolore e che mi hanno aiutato a sopravvivere con speranza. Sono sempre grata della loro premurosa ospitalità e del loro coraggioso impegno. Chi mi ha scritto, chi mi ha difesa, chi mi è stato vicino, chi ha pregato per me. Vi sono sempre grata. Vi voglio bene. Amanda››.

Raffaele – Raffaele Sollecito è attualmente nella casa paterna in Puglia. Appena uscito dal carcere di Terni, nascosto da una coperta, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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