Caso Marrazzo, trovata morta carbonizzata la trans Brenda

Ancora morti nel caso che ha coinvolto l’ex presidente dalla Regione Lazio. La transessuale aveva detto di essere stata minacciata. Trovate in casa delle valigie pronte, forse voleva fuggire

di Alberto Maria Vedova

brenda-1ROMA- Il caso Marrazzo continua a far parlare di sé. Questa volta, però, la cronaca si infittisce di risvolti sempre più tragici e dalle sfumature thriller. Questa notte la trans brasiliana Brenda, già nota protagonista della vicenda di sesso che ha coinvolto l’ormai ex presidente della Regione Lazio, è stata trovata morta carbonizzata nel suo appartamento in via Due Ponti, a Roma. Secondo le fonti investigative la polizia scientifica avrebbe trovato accanto al cadavere, che non presentava segni di violenza, una bottiglia di whisky. Gli inquirenti hanno poi reso noto le testimonianze dei vicini i quali hanno riferito di aver sentito diversi rumori durante la notte provenire da quell’appartamento. Poco dopo le 4, divampato l’incendio, sarebbero arrivati i pompieri, ma era già troppo tardi.

Alcune amiche della vittima, ascoltate dalle forze dell’ordine, avrebbero affermato come Brenda nella serata era apparsa molto depressa, ma comunque sobria. Secondo le fonti, nell’appartamento sarebbero state trovate delle valigie pronte, particolare non indifferente che arricchisce di mistero l’episodio.

La transessuale brasiliana era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell’ambito dell’ inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell’ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L’interrogatorio doveva chiarire, inoltre, la questione dell’esistenza di un secondo video in cui apparirebbero Marrazzo e alcuni transessuali.

Solo pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda era già stata protagonista di una rissa dalla quale era uscita con ferite al viso e rapinata del suo cellulare  I carabinieri, in quell’episodio, dovettero difendersi dalla trans, letteralmente furibonda, dopo essere stata fermata in via Biroli, sulla Cassia.

Questo è il secondo caso di morte di una vicenda che sembra essere sempre meno chiara. Il primo è stato Gianmarino Cafasso, protettore di transessuali, trovato morto per overdose lo scorso settembre in circostanze non del tutto chiare. L’allarme, infatti, fu dato solo la mattina seguente.

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