Caso Lega: licenziato autista di Renzo Bossi

Alessandro Marmello, ex autista e bodyguard di Renzo Bossi

Roma – Fino a qualche settimana fa ricopriva il ruolo di autista, nonché di bodyguard di Renzo Bossi, il figlio dell’ex leader del Carroccio Umberto Bossi. Ma anche Alessandro Marmello, si è trovato coinvolto in prima persona nello scandalo che ha colpito la Lega Nord.

Marmello ha infatti ricevuto una lettera di licenziamento, direttamente dalla Lega. Come lui anche il collega Oscar Morando. Un ben servito prevedibile, alla luce delle rivelazioni che lo stesso Marmello ha rilasciato nelle scorse settimane ai magistrati e agli organi di stampa. Rivelazioni scottanti, su come lui stesso consegnasse direttamente nelle mani di Renzo Bossi, i soldi del partito da utilizzare per spese personali. Marmello consegnò addirittura dei video che testimoniavano questi pagamenti, definendosi come un vero e proprio “bancomat”. Rivelazioni che gli costarono anche una querela da parte di Renzo Bossi, che si affrettò anche a smentire queste voci.

«Non ce la faccio più – aveva sostenuto Marmello in un’intervista rilasciata al settimanale Oggi – non voglio continuare a passare soldi al figlio di Umberto Bossi in questo modo: è denaro contante che ritiro dalle casse della Lega a mio nome, sotto la mia responsabilità. Lui incassa e non fa una piega, se lo mette in tasca come fosse la cosa più naturale del mondo».

Addio quindi al contratto a tempo indeterminato. Il licenziamento arriva in quanto, secondo il Carroccio, è venuto meno il rapporto di fiducia tra le parti. Marmello, però non ha accettato la decisione del proprio datore di lavoro, e anche attraverso il proprio avvocato ha manifestato l’intenzione di impugnare il provvedimento. A suo dire, infatti, alla base del licenziamento ci sarebbero dei “motivi pretestuosi e infondati”.

Angela Piras

Foto: cadoinpiedi.it, ultimora.net

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Una risposta a Caso Lega: licenziato autista di Renzo Bossi

  1. avatar
    FRANCESCO BUFFA DESIGNER 29/04/2012 a 09:45

    “Licenziato per giusta causa ….. e Giustificato motivo” – Una perfetta selezione del personale praticata all’interno di un partito che ha esigenze peculiari. La dice lunga su cosa intende questo partito per “giusta causa” – è fin troppo facile a capirsi, basta poi la lettera di un legale, scritta bene o male, con motivazioni anche in questo caso facili a capirsi – cosa cambia? – il comportamento onesto e deontologicamente ineccepibile di un lavoratore autista, che tra l’altro corre il rischio di essere scoperto e pagare un giusto prezzo alla giustizia, per una più o meno tacita richiesta di trasformarsi in bancomat, per chi l’ho “assunto”, è un “giustificato motivo di licenziamento” – questi “signori” non hanno capito che e meglio lasciare in pace, almeno le persone oneste che rifiutano sporche complicità, anche perché tra l’altro, non dispongono di diamanti e lingotti d’oro per pagare un avvocaticchio qualsiasi per evitare il carcere.

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