Caso Cucchi: omicidio colposo?

La procura di Roma indaga per il reato di omicidio colposo. Sotto la lente del pm ci sono i trattamenti medici che sono stati somministrati al 31enne. Nei prossimi giorni le udienze con i medici del Pertini

Di Nicola Gilardi

Stefano Cucchi con la sorella Ilaria (Ansa)

Roma – Per la morte di Stefano Cucchi il pm valuta l’ipotesi di omicidio colposo. Rimangono dei dubbi infatti sui trattamenti medici somministrati al giovane che risultava, oltretutto, visibilmente dimagrito. La ricostruzione è ancora poco chiara. Il ministro della giustizia Alfano nel discorso al Senato di ieri ha sostenuto che il giovane si è mostrato poco collaborativo con i medici ed ha rifiutato più volte di alimentarsi.

Secondo la ricostruzione operata dallo stesso ministro, il giovane già nel giorno del suo arresto ha mostrato segni di malessere, ma rifiutò di essere portato al pronto soccorso. Il mattino del 16 Ottobre, però, alle 9.20 Cucchi è stato condotto in tribunale per la convalida dell’arresto non mostrando alcuna “anomalia”, e prima del giudizio avrebbe incontrato anche il padre.

Alle ore 13.30 è passato sotto la tutela della polizia penitenziaria e non venne riscontrato alcun segno di percosse o traumi. Soltanto mezz’ora dopo, però, alle 14.05 il referto medico della città giudiziaria riscontra “lesioni ecchimotiche in regione palpebrale inferiore bilateralmente” ed il giovane sostiene anche di avere dolori nella zona coccigea. Da controlli successivi verrà infatti confermata la frattura della vertebra coccigea, ma Cucchi sostenne di essere caduto dalle scale.

Nella serata venne trasferito all’ospedale Fatebenefratelli per ulteriori controlli, ma rifiuta il ricovero e contro la volontà dei medici viene dimesso con la prognosi di 25 giorni pur lamentando nausea e dolori diffusi. Il giorno successivo viene condotto nuovamente allo stesso ospedale dove però accetta il ricovero sostenendo di aver subito le vistose ecchimosi ed il trauma coccigeo dopo una caduta.

Nei giorni del ricovero ai genitori fu impedito di vedere il figlio, ad eccezione di un’occasione nella quale poterono vederlo soltanto dietro un vetro di separazione.

Ministro Alfano

Il ministro Alfano sostiene che i familiari si recarono soltanto due volte all’ospedale e che il giovane rifiutò l’autorizzazione delle visite, mentre la sorella di Cucchi dice che vi si recarono tutti i giorni e che tale rifiuto sia impossibile. Le motivazioni di queste mancate visite sono tuttora poco chiare. A rendere pubblico il bollettino medico di Cucchi sarebbe dovuto essere il giudice responsabile e questo avrebbe rallentato l’iter che avrebbe dovuto autorizzare le visite da parte dei parenti.

Dal 17 al 22 Ottobre Stefano Cucchi è stato ricoverato al reparto di medicina protetta Sandro Pertini. Quello che accadde in quei cinque giorni sono ora al vaglio del pm che vuole fare chiarezza sui trattamenti somministrati al giovane che morirà “presunta morte naturale”. Nei prossimi giorni il pm convocherà i medici dell’ospedale e gli uomini della polizia penitenziaria per ricostruire tutti gli eventi. Il mosaico rimane per ora molto complicato, ma se gli uomini del governo si mostrano granati del buon operato delle forze dell’ordine, la famiglia del giovane morto invoca la verità senza dichiarazioni di garanzia a priori.

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