Caso Boateng: violata legge Mancino

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Kevin Prince Boateng: bombardato di fischi da un gruppo di tifosi a Busto Arsizio, ha reagito scagliando contro di loro il pallone (11freunde.de)

Busto Arsizio – Continuano le polemiche sul caso Boateng: «Per colpa di venti pirla da oggi tutta Busto sarà cattiva e razzista. Non più Pro Patria, ma patria dei violenti» ha detto Lele Magni, capo tifoso anziano della Pro Patria dopo gli spiacevoli cori indirizzati a Boateng e che hanno portato il Milan ad abbandonare il campo del dello stadio Speroni. E la polemica la spiega beneLa Stampa.

Nonostante i responsabili dei cori razzisti indirizzati a Boateng siano già stati identificati – pochi individui conosciuti nell’ambiente e che al massimo saranno colpiti con il divieto di entrare allo stadio per qualche settimana – il sindaco di Busto sottolinea: «Quattro deficienti, d’accordo. Però con quella pallonata a 200 all’ora Boateng ha avuto una reazione impropria. Ma l’avrebbe fatto se i cori fossero avvenuti a San Siro, o al Bernabeu in Champions League?».

Ora sul caso Boateng si pronuncia anche la giustizia perché l’episodio è una chiara violazione della legge Mancino, legge introdotta nel 1993 che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali.

«Abbiamo deciso di aprire lo stadio Speroni a tutte le persone di colore ospitandole in tribuna d’onore per festeggiare insieme la gioia di una partita di calcio. Mi auspico che possa succedere anche in altre società» ha dichiarato Pietro Vavassori, patron della Pro Patria, ai microfoni di Sky Sport.

Francesca Penza

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Una risposta a Caso Boateng: violata legge Mancino

  1. avatar
    mogol_gr 05/01/2013 a 04:15

    Credo dire o scrivere la parola negro sia altamente offensivo specie se rivolta da un bianco (o negro) dotato con intenzioni illatorie nei confronti di soggetti (anche bianchi) subordinati.

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