Casini al Quirinale? Storia del voltagabbana per eccellenza

Casini

Nel 2015 sarebbe bello non dover più parlare di alcuni dinosauri politici come Pier Ferdinando Casini. Ed effettivamente per parecchi mesi non lo si è fatto. Sembrava quasi che Casini fosse scomparso, andato in pensione. Ultimamente però si è ritornati a fare il suo nome sui telegiornali e sui giornali. E non per una questione qualsiasi, ma in quanto papabile erede di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica. Secondo il giornalista de Il Foglio Claudio Cerasa, sarebbe il nome che il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha proposto a Silvio Berlusconi. È dunque importante ricordare chi è Pier Ferdinando Casini, il più grande voltagabanna d’Italia.

 

UNA VITA DA POLITICO - Casini entrò per la prima volta in Parlamento, precisamente alla Camera, all’età di 27 anni. Oggi ne ha 59. In questi trentadue anni ha sempre ricoperto incarichi istituzionali (le volte che gli è andata male è stato un semplice deputato o senatore). È quindi un signore che il cosiddetto paese reale non lo vede da parecchio tempo.

BERLUSCONI CHI? - Dopo essere stato eletto per tre volte con la Democrazia Cristiana, nel 1994 fondò insieme a Clemente Mastella il Centro Cristiano Democratico e decise di allearsi con Berlusconi. Fece la stessa scelta per le elezioni politiche nel 1996 e del 2001. Nel 2005 fondò con Rocco Buttiglione l’Udc e nel 2006 si alleò di nuovo con Berlusconi. Nel 2007 però arrivò lo strappo con il Cavaliere. E così un signore che con Berlusconi ci è stato insieme per tantissimi anni, cominciò a criticarlo come nulla fosse. L’ 11 maggio 2011 arrivò a dire: «Il presidente del Consiglio sta diventando un comico di Zelig o di Striscia la Notizia». Ma allora chi con il comico si è alleato per quattro volte cos’è?

Casini

PORCELLUM E MAFIOSI - Casini e il suo gruppo parlamentare votò per il porcellum. Peccato che poi a criticare fortemente quella legge elettorale fu proprio Casini. Alle elezioni del 2008 Casini candidò Salvatore Cuffaro, all’epoca condannato in primo grado per favoreggiamento semplice. In seguito la Corte d’Appello condannò Cuffaro per favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio e la Cassazione confermò.

MONTI: SEDOTTI E ABBANDONATO - Il 18 aprile 2011 Casini dichiarò al Corriere della Sera: «Berlusconi su un punto dice una cosa vera: è doveroso restituire la parola agli elettori (…) chiedere un parere agli italiani su quello che è successo negli ultimi mesi serve a tutti». Il primo agosto sempre del 2011 disse anche che i governi tecnici sono una sconfitta della politica. Ovviamente poi diventò un gran fan di Mario Monti e del suo governo tecnico. Il 23 aprile 2012 disse: «L’Italia con Monti ha adempiuto ai suoi doveri, ora devono essere i tedeschi a capire che vivere bene da soli in un Ue disastrata non serve». Non solo, ecco altre dichiarazioni di stima nei confronti del noto economista: «Deve essere ancora la politica dopo le elezioni, col suffragio degli elettori, a richiamare Monti» e non c’è «alternativa alla sua affidabilità e credibilità» (17 novembre 2012), «Io auspico un Monti-bis, spero che l’Italia continui ad essere affidata a mani capaci, ad una persona seria», c’è «la necessità di continuare con l’agenda Monti. Per la prima volta si parla un linguaggio duro, impopolare. Monti dice la verità, non ci sono più promesse e demagogia, dice che siamo messi male e che bisogna fare sacrifici» (19 Novembre 2012 ). Disse anche: «Il risultato positivo e migliore per noi è vincere le elezioni. Un risultato soddisfacente sarebbe ottenere intorno al 20%. Mentre sotto il 15% sarebbe un risultato del tutto insoddisfacente» (23 Gennaio 2013). Gli italiani però bocciarono Monti e Casini che si era candidato con lui. Alla Camera la coalizione centrista prese il 10,56% e al Senato il 9,13%. Dopo aver elogiato Monti in tutti i modi, il 7 aprile 2013 Casini disse al Corriere della Sera di essere «deluso da una scelta cui anche io ho concorso e che si è rivelata sbagliata».

L’ultimo amore politico di Casini è Alfano. Ovviamente prima aveva detto il contrario. Il 21 novembre 2013, infatti, parlando dell’Udc e di Ncd disse che «hanno due percorsi molto diversi e siamo su strade diverse». Infatti oggi l’Udc e l’Ncd sono nello stesso gruppo parlamentare sia alla Camera che al Senato e alle elezioni europee si sono presentati insieme. Può un signore così, che ha cambiato idea praticamente su tutto, diventare Presidente della Repubblica?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi


foto: bottadiclasse.files.wordpress.com; polisblog.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews