Casa Montecarlo. L’Espresso riapre il caso e Fini è di nuovo nei guai

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Elisabetta Tulliani e Gianfranco Fini. A Destra: Giancarlo Tulliani

Roma – Delle due l’una: o L’Espresso propina notizie vecchie come fossero scoop di prima mano o sulla vicenda della casa di Montecarlo, in cui è coinvolto il presidente della Camera Gianfranco Fini e famiglia, ha trovato davvero qualcosa di nuovo. Si propende per la seconda ipotesi anche se poi la notizia – leggendo le anticipazioni sul sito del giornale (il numero sarà in edicola domani) – appare tra le righe. Con ordine.

Luca Piana e Paolo Biondani, giornalisti de L’Espresso, sostengono di aver scoperto la “pistola fumante” sul caso Montecarlo. I due hanno spiegato che Giancarlo Tulliani, cognato di Fini e apparente usufruttuario senza ragione del locale al 14 di Rue Princesse Charlotte, sarebbe il reale proprietario della casa. Alla buon’ora.

La tesi si basa sulla liquidazione di una società per transazioni immobiliari fondata nel 2008 a Saint Lucia, la Jayden Holding, di cui Tulliani era il “beneficial owner”, ossia il proprietario. La società è stata venduta nel 2011, ovvero quando il caso Montecarlo esplodeva sui quotidiani Giornale e Libero, accusati di sollevare vagonate di fango contro Fini, con squadre di cretini antiberlusconiani a caldeggiare la teoria.

Il liquidatore fiduciario della Jayden sarebbe certa Cathy Walfenzao, il cui recapito è quello del più celebre James Walfenzao, figura centrale nella vicenda Montecarlo in quanto uno dei fiduciari di quella off-shore Printemps che comprò l’appartamento monegasco da An nel 2008 per poi rivenderlo a una seconda off-shore, Timara Ltd, la quale poi lo affittò al Tulliani.

Ora, fin qui, nulla di nuovo. La relazione tra Montecarlo, le off-shore, Walfenzao e Tulliani è vecchia come il cucco e più volte evidenziata malgrado le resistenza della Procura di Roma ad aprire un’indagine seria sul caso. Rispolveriamo.

Fu Tulliani ad avvisare che la Printemps era interessata all’acquisto della casa lasciata in eredità nel 1999 dalla Contessa Colleoni ad An. La transazione avvenne nel luglio 2008, di fronte al notaio Paul Luise Aureglia. Presente anche Walfenzao come direttore della Jaman Directors Ltd, società cui faceva parte anche Printemps. Poi, nell’ottobre dello stesso anno, il notaio firmò anche la seconda transazione di vendita, quella tra la Printemps e la Timara Ltd, quest’ultima rappresentata da Suzi Beach per la Janom Partners, solo che qui tutto si complica. L’atto di vendita per Printemps è siglato da Tony Izelaar, rappresentante ufficiale di Janom, e dallo stesso Walfenzao.

Se il giro appare ancora poco contorto, si ricordi che Printemps e Timara, oltre ad avere lo stesso curatore per due società esterne diverse, avevano anche la medesima sede ed indirizzo a Saint Lucia. Inoltre, nel contratto di affitto tra Timara e Tulliani, sotto le voci prenuer (affittuario) e bailleur (locatario), appare la stessa firma su cui sarebbe interessante sentire il parere di un esperto calligrafo. Senza dimenticare che il recapito di Walfenzao – 27 avenue princesse Grace – venne usato anche come indirizzo per domiciliare varie utenze di Rue Princesse Charlotte, fra cui le bollette della luce pagate tramite un conto aperto alla Compagnie Monegasque de Banque da Tulliani. Infine, nell’estate del 2010 fu lo stesso governo caraibico, per bocca del ministro della Giustizia Rudolph Francis, a chiarire che il documento che accreditava Tulliani come beneficial owner della Printempes e della Timara Ltd era senza dubbio autentico.

Così, se un indizio è solo un indizio, quintali di indizi fanno un casa a Montecarlo finita nella disponibilità del cognato del presidente della Camera. Ma tutto ciò era già noto. E allora?

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Contratto di affitto della casa a Montecarlo

Allora arriva il meglio. Dicono Piana e Biondani che ad riaccendere i riflettori sul caso sia stata una perquisizione della Guardia di Finanza nell’appartamento di Francesco Corallo, faccendiere impegnato nel mondo delle slot machine. Sull’uomo attualmente latitante pende un ordine di arresto per corruzione in merito ai finanziamenti della Bpm al proprietario del gruppo BetPlus.

Durante la perquisizione sono stati rinvenuti dei documenti. Nello specifico, un fax all’indirizzo monegasco di Walfenzao con i passaporti di Giancarlo Tulliani e della sorella Elisabetta, compagna di Fini, nonché la notifica di apertura conto corrente a Saint Lucia, intestato alla Jayden Holding.

Ed è così che si passa dalle beghe nel principato a quelle nostrane perché lo scoop non sta nel quartierino (roba nota) ma nelle relazioni pericolose di famiglia Tulliani in Fini. In sintesi: perché i Tulliani hanno avuto bisogno dei servigi di un ricercato per corruzione? Quali sono i legami tra Corallo e Walfenzao? E Fini che ne sa? E’ lecito ora domandarsi come mai tante off-shore siano girate intorno a Tulliani solo per una casetta a Montecarlo? O c’è dell’altro? E la magistratura adesso che fa: insiste a guardar altrove o in tempi di ruberie politiche si disturberà a bussare a casa Fini/Tulliani per chiarire il quanto giacché Fini, in queste ore, manda a dire che non si fa ‹‹condizionare dalla ciclica comparsa di documenti, più o meno autentici, sulla casa di Montecarlo›› (tradotto: non si dimette). Da quelli forse no ma dal passaporto dei parenti nelle mani di un delinquente, magari sì? Si attendono i prossimi sviluppi.

Chantal Cresta

Foto || espresso.repubblica.it; ilpost.it; notizie.virgilio.it

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2 Risponde a Casa Montecarlo. L’Espresso riapre il caso e Fini è di nuovo nei guai

  1. avatar
    Nicola 19/10/2012 a 00:21

    1) NON ci sono soldi pubblici
    2) NON ci sono reati
    3) Fini poteva disporre come voleva di quel monolocale anche regalarlo se aveese voluto!
    4) C’è Berlusconi che paga gente per creare documenti patacca
    PERCIO’ STA STORIA DEL MONOLOCALE NON CE NE FREGA NULLA!!!

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  2. avatar
    Alex21 19/10/2012 a 00:23

    Ma quali guai?? Queste carte NON PROVANO PROPRIO NULLA!!
    Emerge solamente che il cognato potrebbe avere una Società nello stesso Studio commercialistico, e che razza di prova sarebbe??? Allora tutti i clienti di quello Studio sono i proprietari del monolocale???

    Questo articolo dell’Espresso è ARIA FRITTA!!

    Rispondi

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