Carrara: frana a Colonnata, due operai sotto le rocce

Nel bacino di Colonnata sono ora al lavoro i soccorsi, un terzo cavatore è stato tratto in salvo, mentre un altro ha avuto un malore in seguito allo choc

carrara

Sul posto anche un elicottero partito da Arezzo. Si teme per le sorti dei due cavatori intrappolati sotto le rocce (foto: quotidiano.net)

Due cavatori sotto i massi, uno sospeso nel vuoto e un altro colpito da malore. Questo il bilancio provvisorio del crollo di un costone di roccia in una cava di marmo nel bacino di Colonnata, in provincia di Massa Carrara. Lo ha riportato nel primo pomeriggio l’agenzia di stampa Adnkronos, secondo cui sotto i detriti sarebbero rimasti due cavatori, mentre un terzo sarebbe sospeso nel vuoto fino all’arrivo dei soccorritori. Sul posto sono già intervenuti, dietro sollecitazione del 118, i vigili del fuoco di Massa, per prestare soccorso alle persone che potrebbero essere tuttora sepolte dal materiale crollato nella cava.

LA DINAMICA – Al momento sono trapelate poche informazioni sulla dinamica dei fatti. Secondo le prime ricostruzioni, all’interno della cava si sarebbero staccati dei massi, che avrebbero portato giù i due operai. Un quarto cavatore è stato colpito da un malore dovuto allo choc e trasportato al pronto soccorso delle cave di Colonnata. Al momento le squadre dei vigili del fuoco stanno operando anche con l’ausilio di un elicottero partito dalla base di Arezzo.

TROPPI INCIDENTI SUL LAVORO – «Un’altra giornata inaccettabile – ha dichiarato il segretario generale della Cgil di Massa Carrara, Paolo Gozzani – Gli incidenti sul lavoro non si fermano, c’è sempre più lavoro e preoccupazione tra i lavoratori, tutti dobbiamo domandarci come fare di più per combattere questa piaga. Esprimiamo cordoglio e vicinanza ai familiari dei lavoratori coinvolti». Sulla stessa linea le parole della segretaria generale di Cgil Toscana, Dalida Angelini, secondo cui «i numeri degli incidenti sul lavoro sembrano ormai quasi quelli di un bollettino di guerra, ogni giorno a Carrara i lavoratori escono la mattina per fare il loro mestiere nelle cave e si chiedono se torneranno a casa. Andare a lavoro – ha proseguito – non deve mettere a rischio la vita.  Avevamo chiesto un tavolo permanente per trovare strumenti di controllo e prevenzione sul tema dei rischi alla sicurezza sul lavoro, oggi siamo a riproporlo alle istituzioni locali e regionali.

 

Carlo Perigli

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