Caro Saviano, la mafia al nord c’è sempre stata

Maroni infuria e lo scrittore glissa ma quanta ragione c’è nelle affermazioni dell’anti-camorrista per antonomasia?

Roberto Saviano

Roberto Saviano

Lunedì scorso, Roberto Saviano, lo scrittore più scortato d’Italia, ha fatto il botto con alcune dichiarazioni shock a Vieni via con me, programma cult dell’intellighenzia di sinistra. Egli ha comunicato a 9 milioni di spettatori che la mafia è arrivata anche in Lombardia grazie a collusioni con la Lega. Come lo Scortato sia arrivato a queste conclusioni è presto detto.

Primo – L’’ndrangheda, per sua organizzazione, ha bisogno di espandersi ovunque e nel nord Italia è sbarcata con l’appoggio di esponenti leghisti. Termine ultimo del ragionamento: se alcuni leghisti sono corrotti, la Lega è la referente della camorra.

Secondo – Il prof. Gianfranco Miglio, ideologo del Federalismo dal quale si è evoluto il partito Lega Nord, durante un’intervista a Il Giornale (anno di grazia, 1999) sostenne: “Io sono per il mantenimento della mafia e dell’’ndrangheda. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando (…). Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clienterismo buono, che determina crescita economica. Insomma, partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate”. Termine ultimo del ragionamento: se l’ideologo del Federalismo caldeggiava la mafia, la Lega è mafiosa per sua natura ideologica.

Ora, i concetti esposti dallo scrittore sono tali da meritare un approfondimento a partire dalla presa d’atto che la mafia esiste anche al Nord. Vero. E non si può che giorire del fatto che anche lo Scortato se ne sia accorto. Quello che gli sfugge o che sa ma fa finta di non sapere è che la mafia al Nord c’è sempre stata, solo che agisce in modo più “discreto” proprio in virtù del diverso assetto socio-economico rispetto a quello meridionale. Inoltre, essa da sempre dialoga con qualsiasi parte politica la voglia avvantaggiare. Obiezione: Saviano cita avvenimenti di cronaca recente e inchieste della Procura di Milano guidate dal pm Ilda Boccassini a supporto della sua tesi. Bene, facciamo lo stesso. Febbraio 2010, l’ex sindaco di Trezzano sul Naviglio, Tiziano Butturini (Pd) e l’ex consigliere comunale, Michele Iannuzzi (Pdl) vengono arrestati con l’accusa di corruzione mafiosa. I 2 hanno utilizzato le loro cariche pubbliche per favorire burocraticamente le cosche interessate a mettere le mani su alcune zone del “Parco Sud” di Milano. Ancora. Luglio 2010, l’ex assessore e segretario della Provincia milanese, Antonio Oliverio (Udeur) è arrestato con l’accusa di associazione mafiosa avendo favorito l’imprenditore Ivano Perego, vicino alla famiglia ‘ndranghedina degli Stangio la quale tentava di monopolizzare il mercato degli appalti a Milano e dintorni per l’Expo 2015. Si potrebbe continuare a lungo perché l’inchiesta Boccassini è molto articolata. Magari lo Scortato, un giorno finirà di leggerla.

Per quanto riguarda l’intervista a Miglio, è stupefacente che Saviano tragga le sue fonti (senza citarle) proprio da uno di quei quotidiani che la settimana prima aveva definito “macchine del fango”. Evidentemente, anche il fango può tornare utile quando serve ai propri scopi. E sia. Ognuno porta avanti le opinioni che ritiene più puntuali. Tuttavia, a titolo di onestà intellettuale è bene ricordare chi fu il defunto professore universitario il quale, se avesse sentito l’intervento dello Scortato, sarebbe risorto dal letto di morte per dargliele di santa ragione.

Roberto Maroni

Roberto Maroni, ministro dell'Interno

Miglio era un eccentrico ideologo e storico convinto che l’Italia fosse il risultato di un’unificazione forzata. Essa – secondo il professore – aveva avuto il solo effetto di unire sotto un’unica Istituzione popoli troppo diversi obbligando il Sud a diventare la ruota di scorta di un Nord iper-produttivo. Per questo, egli sosteneva che lo stivale si sarebbe dovuto dividere in 3 cantoni (Nord, Centro e Sud) ognuno provvisto della propria costituzione, leggi e un individuale apparato amministrativo che trovasse la propria ragion d’essere nella storia delle rispettive genti. In riferimento al Sud, il professore era dell’avviso che la mafia fosse una struttura di Potere la quale, una volta portata alla luce del sole, regolamentata e costituzionalizzata avrebbe potuto favorire il Meridione. Pensieri criticabili, siamo d’accordo, degni d’uno studioso ottantenne che voleva rioganizzare l’Italia a tavolino e non in Parlamento ma da qui a cassarlo come il promotore di un’ideologia governativo-criminale, ce ne corre.

Quindi, arriviamo all’attuale crisi politica in corso. Viene un dubbio: se giorni fa Gianfranco Fini, leader Fli e Umberto Bossi, leader Lega Nord, fossero arrivati ad un’intesa anti premier per un governo tecnico, Lo Scortato si sarebbe lasciato andare a certe interpretazioni parziali? Il responsabile del programma, Loris Mazzetti avrebbe detto al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni – l’uomo che in 2 anni ha portato nelle patrie galere 6500 persone tra mafiosi e collusi – che se ha qualcosa da ribattere alle analisi fatte, lo può fare dove crede ma non durante lo show perché: ” i politici vengono solo se sono funzionali al racconto delle puntate”? E tutto questo, seguendo i criteri del “pensiero libero” di sinistra, non si chiama censura?…Mah!

Chantal Cresta

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

2 Risponde a Caro Saviano, la mafia al nord c’è sempre stata

  1. avatar
    marcora 18/11/2010 a 01:40

    D’accordissimo tranne quando dici che la Lega e’ nata dal pensiero di Miglio e che la mafia è arrivata in Lombardia grazie a collusioni con la Lega (quali? non e’ questo lo stesso pensiero di Saviano?!)

    Rispondi
  2. avatar
    Chantal Cresta 23/11/2010 a 19:30

    Spiacente di non essermi spiegata bene, riformulo.

    Miglio, come mi pare di avere scritto, era ideologo del federalismo non della Lega, animale che dalle idee del prof. ha tratto molto rivivendolo in chiave politica-fattuale e non solo concettuale.
    Invece, nego di avere mai scritto che la mafia è sbarcata il Lombardia grazie alla Lega. Al contrario. Sostengo che la mafia è (Saviano sarebbe d’accordo con me) un organismo che tende a propagarsi ovunque. Un cancro socio-economico che va dove lo portano soldi, guadagni, affari e corruzione. Da almeno 3 decenni è presente al Nord e forse c’era anche da prima. Non ha bisogno della Lega per estendersi così come non ha bisogno di qualsiasi parte politica. Sono gli uomini che le interessano e gli appoggi che essi possono offrirle.
    Detto questo, può darsi vi siano collusi nella Lega, non perchè essa sia un covo di criminali, ma perchè la corruzione – ahimè – si annida ovunque. Resta il fatto che senza prove, non si può accusare nessuno. Hai ragione.

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews