“Carnage”, un elegante Massacro da camera

Due ragazzi in un parco: uno ferisce l’altro con un bastone. Due coppie di genitori, quattro persone ansiose di risolvere l’accaduto chiuse in un soggiorno. Pochi ingredienti che miscelati sapientemente danno vita ad un piccolo e ferocissimo “massacro da camera”.

I genitori del ragazzo ferito ricevono i genitori del feritore in un clima all’insegna della concordia e della volontà di appianare i conflitti. I primi (Jodie Foster e John C. Reilly), lei scrittrice attenta alle problematiche del terzo mondo e lui modesto venditore di pentole, aprono la loro casa ai secondi, (Kate Winslet e un impressionante Christoph Waltz) casalinga perfetta e operatore finanziario lei e avvocato rampante lui, in modo da poter chiarire l’incidente in maniera civile. Le cose andranno in maniera molto diversa da come i quattro si aspettavano: la patina di civiltà e cortesia lascerà ben presto il passo alla ferocia della natura umana in un gioco di alleanze mutevoli e ragionamenti che non risparmieranno nessuno dei convenuti.

Un continuo rimescolarsi delle concordanze e delle crudeltà porterà due coppie di “persone per bene” a spogliarsi delle convenzioni sociali e del ruolo che la società impone ad ognuno, senza però mai riuscirci completamente, aggrappandosi con tutte le forze a brandelli di conformismo e buonismo.

Polanski, con Carnage, realizza un piccolo gioiello, di una crudeltà e al tempo stesso di un umanità molto rari al giorno d’oggi. Tratto dall’atto unico della scrittrice franco/iraniana Yasmina Reza il Dio della Carneficina, il film è un dramma da camera carico di una tensione che non pone a suo agio lo spettatore chiamandolo in causa più volte, evitando che si senta superiore a quanto viene mostrato. Il regista non ha paura di metterci davanti a noi stessi, di buttarci in faccia quello che realmente siamo o vorremmo poter essere. I protagonisti ci restituiscono un quadro di un’umanità dolente e aggressiva, interessata solo a se stessa e per questo irrimediabilmente sola. Allo svelamento della natura umana ogni personaggio reagirà in modo diverso: chi visceralmente (nel vero senso della parola!), chi con divertito cinismo, chi con desolazione e chi andando in pezzi.

Il cast, estremamente ridotto a quattro elementi di altissima caratura, riesce a rendere con estrema efficacia l’assurdità terrorizzante della situazione in cui i personaggi si vengono a trovare: intrappolati loro malgrado in una situazione in cui non c’è alcuna via d’uscita se non l’ammissione della propria (dis)umanità. Da notare sopratutto l’interpretazione di Christoph Waltz, estremamente a suo agio nelle vesti del cinico avvocato, un personaggio talemente amorale da risultare paradossalmente simpatico. Kate Winslet come casalinga disperata tratteggia efficacemente un personaggio che sembra sempre sull’orlo della crisi, in bilico tra esasperata conformità alle norme del vivere civile e voglia di evadere da quelle stesse norme.

John C. Reilly nella sua interpretazione di un uomo comune estremamente a suo agio nella mediocrità risulta molto credibile, andando a dar corpo ad un personaggio prigioniero di un ruolo impostogli dalla moglie, apparentemente piena di buoni sentimenti ma che si rivela tirannica nell’adempiere a un ossessiva ricerca di un senso. Jodie Foster che interpreta il personaggio di cui sopra è forse l’unica nota un po’ stonata in un cast altrimenti perfetto, in quanto un po’ troppo sopra le righe (fatto forse dovuto stesso al tipo di personaggio).

Polanski dimostra ancora una volta un talento naturale per l’angoscioso disvelamento degli esseri umani, una passione per le situazioni in cui l’uomo deve mettersi a nudo, rivelando zanne e ferite aperte. Quello che si rileva dalla visione di Carnage è il quadro di un’umanità che sembra avere ben poco di umano, che riesce a sopravvivere solo aggrappandosi a feticci e a convenzioni, anche quando vorrebbe disperatamente denudare la sua natura. Un’umanità impegnata in un costante processo di autocastrazione, un processo perenne di frustrazione delle aspirazioni più profonde per seguire quello che la società pretende sia il modello dell’ essere.

In definitiva, si tratta di un film che non lascia in pace lo spettatore all’uscita dalla sala ma che lo spinge a porsi continue domande su quella che è la sua vera natura e su quello che è il suo rapporto con i propri simili.

Davide Schiano di Coscia

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews