Caritas Europa contro la Troika: ‘l’austerità non funziona’

Il rapporto di Caritas Europa condanna le politiche di austerità imposte da Ue, Bce e Fmi. Proposte per un mondo più equo

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Forti le critiche di Caritas alla politica di Austerity (beppegrillo.it)

Milano – Le politiche di austerità al centro delle critiche cattoliche: accade per voce della Caritas Europa, che boccia le linee guide imposte da Bce, Fmi e Unione europea, la cosiddetta Troika. Per l’organismo cattolico, l’approccio usato non funziona ed è addirittura dannoso per il tessuto sociale, tanto da richiedere al più presto novità e cambiamenti importanti.

RAPPORTO CARITAS – Il Rapporto sulla crisi di Caritas parla chiaro ed è durissimo contro la Troika: «la politica di austerità non funziona: serve e presto un’alternativa». Un messaggio già lanciato da molte forze politiche, da Sel ai grillini, passando per Fdi, ma che ora è ripreso dall’organizzazione cattolica di sostegno sociale più diffusa nel globo, direttamente con un rapporto raccontato dal portavoce Thorfinnur Omarsson. Il rapporto è incentrato sui paesi più colpiti dalla crisi del debito, i Piigs – Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna – ma l’assalto riguarda l’intera impostazione socio-economica dell’Unione europea in questa crisi.

TAGLI AI SERVIZI – Al centro della critica di Caritas Europa ci sono i tagli ai servizi, prime vittime dell’austerità imposta a molte nazioni: questi hanno colpito «alla fine la parte più debole della società», tanto che il supporto a quel 25% della popolazione europea prossima alla soglia di povertà sta sempre più venendo meno. «L’accesso ai servizi sanitari universali si sta restringendo, con un impatto pesante sulla salute dei cittadini europei – prosegue il portavoce di Caritas, raccontando dei problemi più impellenti – E i paesi in difficoltà sono quelli dove si stanno aprendo i gap maggiori tra ricchi e poveri»: conclusioni durissime per Omarsson, che ha parole di aspra critica per l’Unione europea, sottolineando il fallimento delle strategie di inclusione pensate per il 2020, visto che «stiamo assistendo a una situazione in cui le disuguaglianze stanno crescendo e si sta creando una classe di nuovi poveri».

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Manifestazioni contro l’imposizione dell’austerity in Portogallo (occupynewsnetwork.co.uk)

LA FINE DELLA CRISI? – «A Bruxelles continuano a dirci che la crisi è finita – spiega Omarsson, scendendo nei dettagli – Ma a noi risulta il contrario. E a pagare il pedaggio più salato alla recessione sono le persone che di sicuro non l’hanno causata». A far pensare è un dato numerico, illustrato da Artur Benedyktowitz, responsabile politiche sociali di Caritas Europa, che spiega come il 20% dei ricchi europei guadagna cinque volte quel che guadagna il 20% più povero: una disuguaglianza contraria alla struttura stessa dell’Unione.

RESPONSABILITÀ – A differenza di altri, Caritas Europa non si limita alla critica ma procede con proposte operative per il futuro, cercando un cambiamento: a cominciare dalle banche, che «devono pagare per i loro errori. E le colpe delle loro scommesse finanziarie non vanno scaricate sui depositi dei correntisti».
Caritas Europa chiede alla Troika non solo di cambiare i contenuti delle riforme imposte ai paesi in difficoltà ma anche un nuovo stile: più monitoraggio delle fasce deboli, nuovi indicatori sociali che superino il Pil, salario garantito anche per i disoccupati e azioni e fondi per combattere la disoccupazione giovanile.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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