Cap d’Agde: diatriba tra naturalisti e libertini

Si accende lo scontro tra naturalisti e libertini, a pilotarlo l’opposizione che si schiera contro il sindaco del villaggio

di Claudia Landolfi

CAP D’AGDE (Francia) -Qual è il confine che distingue un naturalista da un voyeur del libertinaggio? All’apparenza possono sembrare esattamente nelle stesse vesti, o meglio, entrambi senza vesti. È questo, quel comun denominatore che li accomuna per luoghi, usi e “non costumi”, alla ricerca di spiagge e spazi dove poter esibire senza remore e vergogna il proprio corpo nella più completa libertà, esattamente come natura li ha creati.

Ma di differenze ce ne sono e a dimostrarcelo è il curioso caso sorto a Cap d’Agde, rinomata località del nudismo francese, che si trova a sud del Paese. È in questa cittadella di mare che è nata la diatriba che vede i naturalisti scagliarsi contro gli esibizionisti del libertinaggio, stufi di vedere le loro spiagge invase da uomini e donne, che in quei luoghi cercano solo eccesso e frenesia.

Ad intervenire la consigliera dell’opposizione Florence Denestebe, che rivolgendosi direttamente al sindaco, Gilles d’Ettore, nonché deputato nazionale dell’UMP, ha mostrato tutta la sua preoccupazione per un andamento che è in continua crescita. La Denestabe ha sottolineato come questa situazione stia pian piano trasformando il volto del posto, riducendolo ad un covo della promiscuità, dove la gente viene a soggiornare per dare libero sfogo ai propri vizi e alle proprie fantasie sessuali, tutto ciò in completa antitesi con quello che era la filosofia originaria del luogo, frequentata da famiglie e tradizionali naturalisti. La consigliera ha quindi chiesto un intervento diretto e deciso da parte del Sindaco, preoccupata che una tale situazione possa sfociare in «un’esplosione della clientela libertina anche al di fuori della zona naturista».

Da parte sua, il sindaco ha invece cercato di abbassare i toni, evidenziando come sino ad oggi nessuna denuncia è pervenuta mai alla polizia, ed il rischio è quello di voler alzare un polverone senza che in realtà ce ne sia bisogno. D’Ettore ha invece ricordato le varie leggi stabilite per la tutela dei soggetti più sensibili, a partire proprio dai bambini, a cui è stato vietato l’accesso a tutte quelle zone dove si pratica nudismo. Sembra quindi che per ora non saranno presi ulteriori provvedimenti ed anzi conclude il sindaco: «Non si può mettere un poliziotto dietro ognuno dei 40.000 naturisti che vi sono nel nostro villaggio d’estate».

Foto in homepage | via http://infosannio.files.wordpress.com

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