Canone Rai in bolletta. Tassa più bassa ma paga (forse) anche chi non ha Tv

Anche se con qualche mese di anticipo ecco tornare di attualità il pagamento del canone Rai. Tema urticante che a gennaio diventa inevitabilmente oggetto di discussione, vuoi per il bombardamento mediatico, vuoi per le polemiche sulla legittimità che da anni accompagnano questa tassa. Il governo è però intenzionato a cambiare in modo sostanziale il canone, la cui riforma potrebbe già essere inserita nella legge di stabilità in discussione in Parlamento, e diventare legge a partire già dal 2015. In alternativa il Cdm potrebbe varare un decreto ad hoc da varare in tempi rapidi.

LA RIVOLUZIONE DEL CANONE RAI IN BOLLETTA

Da tempo si parlava di inserire il pagamento del canone Rai nella bolletta elettrica per frenare il fenomeno dell’evasione che fa mancare all’appello, ogni anno, un miliardo e 850 milioni. Il governo Renzi sembra dunque essere indirizzato verso questa soluzione che porterebbe con sé un risvolto positivo e uno negativo. Il primo è che il canone Rai sarà molto meno costoso, ma dovrà essere pagato anche da chi non ha una Tv.

La rivoluzione sta proprio nel tentativo di sdoganare la tassa dal possesso di un apparecchio televisivo accorpando anche il canone alla bolletta elettrica.

CANONE PIÙ BASSO NON SOLO A POSSESSORI TV

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo aumento del canone Rai che nel 2014 ha raggiunto la cifra di 113,50 euro. Una tassa che deve essere pagata da tutti i possessori, in casa o ufficio, di un apparecchio in grado di ricevere i canali del servizio pubblico. Ma se la riforma pensata dal governo dovesse trasformarsi in realtà le cose potrebbero cambiare drasticamente. Infatti la tassa verrebbe estesa anche a tutti i possessori di dispositivi in grado di trasmettere i programmi Rai, e quindi pc, smartphone o tablet.

canone-rai

COME SI PAGA IL NUOVO CANONE RAI

Il pagamento della tassa rimarrebbe vincolata all’Isee, con fasce di esenzione e bonus per famiglie disagiate (anche se solo il 30% ne ha fatto uso). Per gli altri il range oscilla dai 35 ai 75/80 euro. In media, come anticipato da Il Messaggero, circa 60 euro.

Dunque il piano di Mamma Rai è di fare cassa non aumentando il canone ma allargando il numero dei contribuenti. Come a dire “se paghiamo tutti paghiamo meno”. E visto che il pagamento in bolletta diventerebbe automatico, nessuno è esente a prescindere.  Toccherebbe al cittadino dimostrare  di non possedere un televisore, un tablet, un pc o uno smarthphone. Ma esiste davvero qualcuno in grado di farlo?

RIFORMA CANONE RAI, QUACHE PERPLESSITÀ

A discutere nelle ultime ore della riforma lo stesso premier Matteo Renzi che ha ricevuto il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. Non sono pochi i problemi che si potrebbero presentare al Governo se confermasse la linea emersa fin qui dalle indiscrezioni. Da una parte c’è infatti l’Autorità per l’energia che, all’ipotesi di far pagare il canone in bolletta, attraverso il presidente Guido Bortoni, ha parlato di «uso improprio», sollevando il problema della privacy.

In effetti a livello giuridico bisognerà capirne la fattibilità in quanto lo Stato, in questo modo, presume che chi ha un’utenza elettrica abbia anche anche un apparecchio per guardare i programmi del Servizio Pubblico. Una forzatura che segue un ragionamento viziato invertendo, come dice il deputato di Scelta Civica Gianfranco Librandi “l’onere della prova e consolidando quella stortura secondo cui il canone è dovuto da chiunque abbia un computer, un tablet o un telefono intelligente”.

 A questo si aggiungono la difficoltà che avrebbe qualsiasi cittadino nel volere dimostrare di non essere fruitori della Rai. Sarebbe questo,  sul modello della Bbc, l’unico modo per non pagare il canone. Soluzione che in passato si è risolta con una sentenza che  ha fatto molto parlare, ovvero: se fatta la disdetta e la Rai non ha risposto allora l’utente è libero di non pagarlo.

Valentina Gravina

@valegravi

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