Cannes, confermato film sulla Diaz. Nuovi dettagli sodalizio Allen/Benigni

Domenico Procacci

Cannes – La quinta giornata della 64esima edizione del festival di Cannes continua all’insegna di anticipazioni e rivelazioni inattese, dimostrando come questa edizione rappresenti un apice qualitativo.

Si inizia con l’annuncio di un film che promette di causare un bel pò di clamore: “Diaz – non pulire questo sangue (Don’t clean up this blood)“, film sulla notte sanguinosa tra il 21 e 22 luglio 2001 alla scuola Diaz durante il G8 di Genova. A darne l’annuncio è il produttore Domenico Procacci (Fandango), che ha dichiarato di aver chiuso a Cannes gli accordi internazionali: realizzerà il film con un budget di 7 milioni di euro finanziandolo con la francese Le Pacte (la stessa compagnia con cui aveva finanziato Habemus Papam di Moretti) e i romeni di Mandragora.

Nella pellicola, di Daniele Vicari (il regista scelto), per raccontare l’assalto dei 300 del VII nucleo alla scuola Diaz dove dormivano 93 ragazzi è stato messo insieme un cast internazionale, ricco di star: Elio Germano che interpreterà un giornalista del Resto del Carlino, Claudio Santamaria che sarà Michelangelo Fournier, il vicequestore che si pentirà per primo della scellerata operazione, Rolando Ravello, Alessandro Roja, Pippo Del Bono, Paolo Calabresi, Pietro Ragusa e poi ancora la tedesca Jennifer Ulrich e la romena Monica Barladeanu. «Non è un film schierato, racconta quello che è successo lì dentro e i fatti sono fatti. Non è contro la polizia, anzi sarei contento se collaborasse.

«Sono in attesa di incontrare il dottor Manganelli al quale ho fatto avere la sceneggiatura»», ha detto ancora Procacci. Ci sono stati ostacoli per avviare il progetto? «Ho tentato di comportarmi come fosse un film normale, non mi sono mosso in maniera clandestina. Mi sono reso conto, però, che è un film da cui tutti vogliono restare lontani: sia i tradizionali investitori cinematografici, come le reti televisive, sia le banche. Sono andato avanti lo stesso, ho deciso di farlo cercando i fondi europei e italiani, ancora senza riuscirci, ma intanto vado avanti. Potevo fare un film molto piccolo, oppure andare all’estero, come ho fatto: sarà un film corposo, c’è tanto da raccontare, e deve risultare evidente la sproporzione che ci fu tra i poliziotti e i ragazzi». Procacci conclude dichiarando di voler andare avanti anche con il film su Carlo Giuliani, morto durante il G8.

Altro film non facile ma molto personale è il documentario Arirang del sud coreano Kim Ki Duk, da lui stesso definito “il mio autoritratto e un film sul cinema stesso”. Realizzato con il solo ausilio di una camera digitale, Arirang si configura come una straziante confessione e ciò che viene messo in scena è il scivolare del regista in una cupa depressione senza scampo. Quest’operazione di Cinema molto sofferta nasce da una riflessione originatasi nel regista a causa di un grave incidente avvenuto all’attrice protagonista di Sad Dreams sul set . Arirang è il frutto della riflessione del regista sulla propria esistenza e sulla vita in generale, reso sullo schermo con il vagare solitario e il filosofeggiare di un eremita volontario rinchiuso in una baita di montagna. Una pellicola che probabilmente rimarrà un esperimento e che difficlmente troverà un distributore dotato del coraggio necessario che serve per lanciare un prodotto cosi ermetico e personale.

Allen e Benigni

Una nota decisamente più allegra è data dalla diffusione di nuovi particolari riguardanti la collaborazione tra due maestri della risata, Woody Allen e il nostro Roberto Benigni. Il titolo non sarà più The Wrong Picture bensì Bop Decameron. Il film si articolerà in quattro episodi, ispirati all’opera di Boccaccio, che si incroceranno per le strade di Roma. Un film corale all’insegna della comicità. «Roma è capace di far coesistere antico e moderno in un bel caos urbanistico che la rende la città più carismatica del mondo», ha dichiarato Allen alla La Stampa. A quanto pare, due episodi avranno protagonisti americani tra cui Alec Baldwin, Jesse Eisenberg, Ellen Page, Penelope Cruz e Judy Davis. Gli altri due saranno interpretati da italiani. E qui Benigni interpeterà un impiegato «dimesso e tranquillo» che si trova coinvolto in una trama fantastica. Non si sa ancora se Allen e Benigni avranno la possibilità di duettare. I sopralluoghi a Roma inizieranno il 18 giugno, le riprese a luglio.

Michel Hazanavicius

Altre pellicole che vale la pena di sperare approdino nelle sale italiane sono The Artist del francese Michael Hazanavicius, film muto che racconta, per l’appunto, la parabola di un divo del muto George Valentin, dall’apice della fama alla rovina per colpa dell’avvento del sonoro e infine la salvezza grazie alla primadonna un tempo da lui lanciata a Hollywood. Girato con rigore assoluto (in 4/3) e dispendio di mezzi (pensiamo solo alle auto d’epoca…), The artist regala autentiche perle (folgorante la “scoperta” del sonoro da parte di Valentin), in un crescendo di sorrisi e risate cui contribuiscono appropriati comprimari (John Goodman è grosso – in tutti i sensi – il produttore col sigaro di prammatica) e uno straordinario attore-cane, nel senso di un vero quattro zampe, un jack russel terrier cui, come dice il protagonista in una delle memorabili battute, “manca solo la parola”.

L’altra pellicola è Footnote (Hearat Shulayim) di Joseph Cedar che racconta la storia degli Shkolnik, ricercatori di padre in figlio. Eliezer Shkolnik , il padre, è un professore misantropo che ha sempre avuto poca fortuna con i suoi colleghi; mentre Uriel, è molto stimato dai suoi colleghi. Un giorno però il padre riceve una telefonata: l’Accademia ha deciso di assegnargli un prestigioso premio.Un film drammatico ma significativo.

Davide Schiano di Coscia

 

 

 

 

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