Cancro. La nuova frontiera per la diagnosi: il naso dei cani

cancro cane

Il naso dei cani possiede un numero di recettori 10 volte maggiore di quello umano (eticamente.net)

New York – L’esperimento è avventuroso: utilizzare il fiuto di un cane per diagnosticare il cancro alla tiroide. Questo è lo studio condotto da un team di esperti della University of Arkansas for Medical Sciences (UAMS) il quale ha presentato i dati delle ricerche al raduno annuale Endocrine Society. James Gallagher di Bbc News racconta il resto.

NASI E CANI IN MEDICINA – Il team dell’Arkansas non è nuovo all’uso di cani in ambito medico: già in passato l’olfatto degli animali era stato usato con successo per distinguere campioni di urine di soggetti affetti da cancro tiroideo e soggetti sani, dimostrando come alcuni ‘nasi’ canini – se ben addestrati – sono in grado di fiutare la malattia.

Ora, però, il team ha provato a fare un passo avanti: utilizzare l’olfatto dei cani e dei loro sensibilissimi recettori nasali come strumento diagnostico per la preparazione di nuovi test meno invasivi ma altrettanto efficaci per l’individuazione del tumore.

L’ODORE DEL TUMORE – La tiroide è una ghiandola del collo necessaria alla produzione ormonale e la regolazione del metabolismo. Benché rari, i tumori alla tiroide sono normalmente diagnosticati con l’analisi del sangue e l’introduzione di un ago nel collo al fine di prelevare cellule da analizzare. Il tutto per quantificare la chimica degli organi testati allo scopo di valutarne le possibili variazioni fuori norma, comunque sempre individuali da soggetto a soggetto giacché ogni anomalia tumorale o cellula fuori controllo sprigiona dei composti organici volatili unici e irripetibili nel corpo.

Ed è a questo punto che l’olfatto canino può offrire un aiuto diagnostico insostituibile. Il cane, infatti, possiede in media circa 10 volte il numero dei recettori olfattivi di un essere umano ed è potenzialmente in grado di ‘raccogliere’ le informazioni odorose del tumore. E non solo per i casi di cancro alla tiroide, ma anche per pazienti affetti da anomalie intestinali e polmonari.

IL SENSO DI FRANKIE PER IL CANCRO – L’esperimento ha chiesto la partecipazione di Frankie, pastore tedesco, già avvezzo all’individuazione di tumore nelle fiale di urina: si sdraia se l’urina è ‘inquinata’ da volatilità organica tumorale; si allontana dalla fiala in caso di normalità della secrezione.

Per la prova diagnostica, invece, sono stati presi in esame 34 potenziali pazienti ai quali era stato prescritto l’iter test convenzionale per l’accertamento della presenza di anomalia tumorale.

Su 34 soggetti, Frankie ha fornito 30 diagnosi corrette. I 4 in avanzo erano 2 falsi positivi e due pazienti ai quali sarebbe stato dato il via libera per errore.

Secondo il dottor Donald Bodenner dell’UAMS: «La capacità dei cani di odorare piccole quantità è incredibile. La comunità medica nei prossimi anni avrà un grande apprezzamento per loro».

cancro tiroide

L’olfatto canino si è dimostrato affidabile anche per le anomalie polmonari e intestinali

NASI ARTIFICIALI – Così grande che, ricorda Gallagher, alcuni laboratori di ricerca stanno da tempo tentando di riprodurre artificialmente la sensibilità canina creando un ‘naso elettronico’ in grado di riprodurre le stesse doti olfattive dei fiuti migliori.

Al momento il naso di Frankie fa ben sperare la medicina. Spiega il Dr Jason Wexler: «Questo è un affascinante, interessante studio e ha un alto potenziale di applicabilità in aree del mondo che non possono avere accesso alle tecniche di biopsia». Inoltre «ci sono molti pazienti che sono riluttanti a sottoporsi all’agospirato quindi penso che se si potesse progettare una tecnica in cui si dispone di una procedura non invasiva, questo potrebbe avere un enorme appleal (sui pazienti)».

Ma non tutti condividono gli entusiasmi. La dottoressa Emma Smith del Cancer Research Uk, per esempio, è scettica: «Anche se c’è qualche evidenza che alcuni cani addestrati possano fiutare le molecole maleodoranti emesse dai tumori, ci sono stati risultati contrastanti su quanto accurate siano (queste evidenze) e non è davvero pratico pensare di utilizzare cani su vasta scala per rilevare la malattia».

Tuttavia, continua la Smith, i test di laboratorio potrebbero aiutare a comprendere fino in fondo come i cani fiutano il mondo esterno al fine di sviluppare nasi elettronici infallibili.

Chantal Cresta

Foto || eticamente.net; tiroideonline.eu

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