Canada, approvata la coltivazione di uova di salmone transgenico

Il salmone reale, i cui geni sono stati utilizzati per realizzare il "salmone ogm"

Il salmone reale, i cui geni sono stati utilizzati per realizzare il “salmone ogm” de

Ottawa – Il Canada è il primo paese al mondo ad approvare la coltivazione di uova di salmone geneticamente modificate. L’autorizzazione è stata concessa all’azienda statunitense AquaBounty Technologies, che ha lavorato alla realizzazione del primo animale al mondo transgenico per consumo umano, nello specifico un salmone a crescita accelerata.

DAL MAIS AL PESCE - Negli anni passati, il principale terreno di applicazione delle tecniche sugli Ogm era quello dei vegetali, e in particolare il mais, con la produzione del cosiddetto Mais Bt, la cui maggiore resistenza a siccità e batteri lo rende potenzialmente coltivabile anche in aree del mondo dove le infrastrutture di irrigazione sono scarsamente o del tutto assenti. I salmoni della AquaBounty verranno invece fatti crescere in un allevamento nell’Isola del Principe Edoardo (una delle province marittime del Canada, grande poco più del Molise), e le uova importate dagli Stati Uniti potranno raggiungere un massimo di 100.000 unità, salvo poi essere trasportate a Panama, nell’America centrale, per successive fasi di crescita del prodotto.

INNOVAZIONE - L’idea della società statunitense non è quella di realizzare in proprio l’intero processo di sviluppo dei salmoni, bensì quello di coltivare le uova geneticamente modificate per accelerare la crescita dei pesci, e successivamente di rivenderle ad allevamenti sparsi in tutto il mondo, che possano far crescere il prodotto e poi immetterlo sul mercato tradizionale. AquAdvantage, questo il nome commerciale del salmone, è stato realizzato da ingegneri biochimici partendo dagli ormoni del salmone reale (Oncorhynchus tshawytscha), che può raggiungere i 150 cm di lunghezza e un peso di oltre 60 kg.

LA SCIENZA - Il Consiglio Superiore delle Investigazioni Scientifiche, agenzia statale spagnola, ha espresso un parere rilevante sulla questione dei salmoni ogm. Secondo il professor José Pio Beltran, intervistato dal quotidiano El Pais, «si tratta di un progetto commercialmente interessante», poiché si tratta di «un salmone atlantico la cui commistione di due geni differenti permette una crescita più rapida, e le cui prove strumentali hanno accertato la non produzione di allergia o di effetti dannosi sulla salute umana». Il problema maggiore rimane quello dell’effetto ambientale di allevamenti così estesi di salmoni, pesci notoriamente molto “esosi” in termini di risorse naturali, i cui allevamenti sono spesso soppiantati da altri di pesci simili (come la trota salmonata), che hanno un impatto minore. Soprattutto, gli scienziati dubitano che i salmoni geneticamente modificati possano apportare un contributo significativo alla soluzione della crisi peschiera mondiale, in quanto le specie a rischio estinzione, o riduzione significativa, sono molte.

Stefano Maria Meconi

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