Camusso frena la Fornero: troppa fretta sulle riforme del Lavoro. Le proposte

camusso

Susanna Camusso al talk "Che tempo che fa"

Roma – Trattative in corso per la Riforma del mondo del Lavoro. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervistata a Che tempo che fa non molla sull’intervento del Governo che vorrebbe riformulare integralmente lo Statuto dei lavoratori: ‹‹E’ necessario che il Paese abbia un intervento sul mercato del lavoro e credo sia necessario farlo con il contributo delle parti sociali. Ma dire che siamo vicini (ad un accordo), è un po’ presto›› ha chiarito Camusso al conduttore Fabio Fazio.

Secondo il segretario, il ministro del Welfare Elsa Fornero ha troppa fretta  sulle riforme che, per il ministro, dovrebbero essere portate alla lettura delle Camere entro marzo: ‹‹Quando la ministra –ribadisce Camusso – dice, con troppa scioltezza, che la cigs si può eliminare dice una cosa non vera›› perché, secondo il leader sindacale, la questione è di trovare un’alternativa alla cassa integrazione che consente la reindustrializzazione. ‹‹L’indennità di disoccupazione – afferma Camusso – ha due fondamentali difetti: dura 8/10 mesi per il 60% dell’ultima retribuzione e quindi molto meno della cassa integrazione. Non é uno strumento universale e dura di meno››. Così, pare indispensabile creare uno ‹‹strumento universale›› che, però, può essere organizzato solo trovando prima  ‹‹le risorse››. Qui, la domanda inevasa di Camusso: ‹‹Dove le troviamo?››.

Secondo il segretario, una parte potrebbe arrivare dalla contribuzione e un’altra dalla stessa cassa retribuzione in deroga. Inoltre, si potrebbe attingere dalle risorse che sono state utilizzate per gli ammortizzatori straordinari.

Ancora, dice Camusso, ‹‹si potrebbe pensare ad un’imposta patrimoniale progressiva, alla lotta all’evasione. I soldi si può e bisogna trovarli››, anche con il pagamento di pensioni e retribuzioni sopra un certo reddito, per quota, con Titoli di Stato. Il che, secondo il segretario, riporterebbe il debito nel nostro Paese a livelli accettabili di rifinanziamento senza offrirlo alla speculazione. Senza contare, chiosa Camusso, che bisognerebbe ‹‹dire alle banche di investire i soldi che hanno nell’economia reale›› perché esiste già da ora l’urgenza di sollecitare gli Istituti bancari ‹‹a dare credito alle imprese e alle famiglie››.

Chantal Cresta

 Foto || ansa.it

 

 

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