Cameron Dallas alla Milano Fashion Week Uomo: nuove star e nuovi media

Chi è Cameron Dallas, l'idolo delle adolescenti che ha paralizzato Milano durante la Fashion Week Uomo. Nuove star e nuovi media per una nuova generazione

Modelli della Milano Fashion week Uomo che si è svolta dal 19 al 24 gennaio (fonte foto: www.bellarte.it)

Modelli della Milano Fashion week Uomo che si è svolta dal 19 al 24 gennaio (fonte foto: www.bellarte.it)

MILANO - Dal 15 al 19 gennaio la città di Milano è stata il palcoscenico della Fashion Week Uomo e la combinazione di elementi e caratteristiche maschili e femminili  l’ha fatta da padrona nel descrivere le tendenze maschili sulle passerelle milanesi per l’ autunno-inverno 2016/2017. Acconciature morbide, con tanti modelli dai capelli lunghi o medi, portati con la frangia o a caschetto, ma anche tirati all’indietro con un bell’ effetto bagnato. Make-up dal sapore femminile, con i modelli di Moncler muniti di ciglia finte. Abiti che sembravano cuciti apposta per il corpo delle donne indossati da ragazzi bellissimi che li hanno portati con estrema classe e completi giacca e pantalone decisamente da uomo indossati da modelle a cui mancavano solo fisicamente gli attributi tipicamente maschili. Insomma, uno stile androgino non solo negli outfit ma anche nel look.

Ma ciò che maggiormente ha colpito chi scrive è stato un modello in particolare, che ha partecipato alla Fashion Week Uomo per Calvin Klein: Cameron Dallas. E chi è? vi chiederete. E difatti me lo sono chiesto anch’io, soprattutto quando, giunta nei pressi dell’albergo nel quale il ragazzo risiedeva a Milano, sono rimasta attonita davanti ad una folla immensamente estesa di adolescenti femmine che aspettavano di vedere il loro idolo che, dopo molto gridare e gemere e piangere delle fan, si è finalmente fatto vivo affacciandosi alla finestra dell’albergo senza maglietta – con una temperatura esterna di circa tre gradi centigradi -, mandando in estasi centinaia, ma che dico, migliaia di ragazzine con l’apparecchio ai denti e i brufoli nascosti sotto più o meno esatte tonalità di fondotinta o di blush o di chissà quale altro prodotto del make up moderno. Ma andiamo con ordine.

Cameron Dallas, modello di Calvin Klein per la Milano Fashion Week Uomo (fonte foto: www.camdallas.com)

Cameron Dallas, modello di Calvin Klein per la Milano Fashion Week Uomo (fonte foto: www.camdallas.com)

CHI E’ CAMERON DALLAS? - Sabato 16 gennaio il giovane californiano – classe 1994 (è per questo che la maggior parte di noi non lo conosce: se non sei un ventenne, non hai figli, nipoti, cugini, parenti lontani o amici adolescenti è quasi impossibile conoscerlo) – è atterrato a Milano e, avendo annunciato il suo arrivo in città su Instagram, si era formato un capannello di fan che già aspettava di vederlo all’aeroporto. Poco dopo il capannello di adolescenti si è trasformato in una folla urlante proprio sotto l’albergo nel quale  ha alloggiato Cameron Dallas. Ma il culmine si è avuto davanti allo show-room di Calvin Klein in Viale Umbria, durante la sfilata di domenica 17 gennaio, quando il traffico è stato completamente paralizzato da una folla indomita di ragazzine: adolescenti provenienti dall’intera Lombardia che si sono messe d’accordo tra loro – senza conoscersi – attraverso i social network e che sono riuscite a bloccare letteralmente Milano.  Adolescenti con gli occhiali e senza occhiali, con i capelli colorati di azzurro, di verde e di fucsia, con i jeans strappati, tutte con lo smartphone in mano ad aspettare il momento in cui sarebbero riuscite a scattare una foto al loro idolo. E’ dovuta intervenire la polizia per ripristinare la viabilità – e per ridare un briciolo di dignità a tutti quei poveri genitori che, pur di non lasciare da sole le proprie figlie in città, si sono beccati non uno, ma ben due pomeriggi di freddo intenso e gelido, oltre ai loro urletti perforatimpani (e tacciamo sul fatto che qualche madre ha tentato di farsi un selfie col modello di turno che passava di lì, innescando una reazione di assoluto sconforto nelle adolescenti urlanti ma pensanti) -.

Ma non ho ancora risposto alla domanda: Chi è Cameron Dallas? Ecco, Cameron Dallas è semplicemente un ragazzo ventunenne che pubblica in rete video demenziali, del tipo che apre il frigorifero coi piedi mentre è sdraiato sul pavimento e sempre coi piedi prende la bottiglia del latte cercando poi di bere e versandone la metà sul pavimento. Cameron Dallas ha più di otto milioni di fan su youTube, su Instagram e su Twitter grazie ai video che diffonde in rete. Chi si occupa di Internet parla di “Internet personality”, ossia di una persona che riesce, a suon di hashtag e video e micropost e foto, a creare una rete di milioni di persone. Cameron Dallas crea condivisione, crea gruppo. Quello che una volta faceva “la piazza”, ora lo fa Cameron Dallas.

New media (fonte foto: www.startup-news.it)

New media (fonte foto: www.startup-news.it)

NUOVI MEDIA E NUOVE GENERAZIONI - E’ qualcosa su cui riflettere il fatto che la condivisione sui social network abbia connesso tra loro centinaia di adolescenti provenienti dall’hinterland milanese, dalle altre province lombarde e dalla stessa Milano che, senza conoscersi fisicamente ma avendo lo stesso idolo, sono riuscite a mettersi d’accordo su come e dove incontrarsi per vedere dal vivo la loro star.

Molti dei genitori che si sono trovati a Milano, immersi nell’immensa folla di ragazze sconosciute che chiacchieravano tra loro come se si conoscessero da anni, che si scattavano selfie e che si davano appuntamento per un futuro weekend, sono rimasti sgomenti perché evidentemente non si sono resi conto di quanto è potente Internet e infatti continuavano a chiedere alle figlie se conoscevano questa o quella ragazzina con la quale parlavano e se frequentavano o non frequentavano la scuola di quella determinata cittadina. Molti di loro sono abbastanza giovani da condividere la passione per la Rete con i propri figli, ma molti – un po’ meno giovani – non hanno pienamente idea delle possibilità – e dei limiti – di Internet. Oggigiorno è impensabile fare a meno della Rete, tanto per gli adulti quanto per i giovani e gli adolescenti. Se venticinque anni fa i genitori davano per esempio il divieto di non usare il telefono per mettersi d’accordo con gli amici oppure di non guardare la tv per l’intero pomeriggio, si prendeva la bicicletta e si andava in piazza, in oratorio, nel luogo insomma dove ci si ritrovava immancabilmente. Oggi, se una coppia di genitori decide di punire il figlio vietandogli l’uso dello smartphone, lo esclude dalla socializzazione.

Sì, perché un adolescente con lo smartphone chatta con gli amici con WhatsApp, si “vede” con gli amici con Skype, ascolta la musica con YouTube, guarda la tv online, gioca, fa ricerche per la scuola e si potrebbe continuare all’infinito. I tempi sono radicalmente cambiati e invece di pensare che si stava meglio quando non si era connessi ventiquattr’ore su ventiquattro, bisognerebbe cominciare a ragionare sulle opportunità e sui limiti da dare a questi adolescenti sull’uso dello smartphone e, in generale, sull’uso di Internet. Perché a mio parere la questione fondamentale oggi è avere consapevolezza dello strumento che si sta usando: Internet dà la possibilità di cercare, imparare, creare, condividere. Ma ha anche molti limiti: la possibilità di venire adescati, soprattutto attraverso i giochi online condivisi tra più utenti, la possibilità di diventare vittime del Cybercrime e, per gli adolescenti, vittime dei  Cyberbulli. Perché è vero che ormai la nostra società è digitale, e chi non usa la tecnologia è praticamente fuori dai giochi, ma non è detto che non si possa creare una “rete” di educazione all’utilizzo sostenibile di Internet, con la consapevolezza soprattutto tra i più giovani di una identità digitale che va curata e rispettata esattamente come quella reale.

Mariangela Campo

@MariCampo81

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