Cambio di custodia per i marò, arriva la richiesta indiana

La polizia investigativa indiana ha richiesto la custodia dei due marò italiani, al momento impiegati presso l'ambasciata italiana

marò

I due marò da oggi potrebbero cambiare regime di custodia (lettera43.it)

Nuova Delhi – Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò accusati di omicidio su territorio indiano, potrebbero passare già in giornata sotto la custodia della polizia investigativa indiana: questa la richiesta avanzata a un giudice, che terrà un’udienza in giornata per decidere della loro sorte a breve termine. La notizia è stata resa nota da due agenzie di stampa indiane, la Pti e la Ians.

GLI SVILUPPI RECENTI – La richiesta al giudice proviene dalla Nia, la National investigation agency, che ha richiesto alla corte competente di adottare quelle “appropriate iniziative” per far passare sotto la propria custodia i due marò italiani, al momento in stato di libertà provvisoria sotto custodia.
A decidere sulla richiesta sarà Darmesh Sharma, un giudice indiano di Nuova Delhi; il giudice ha convocato i due marò, inviando loro un avviso di comparizione. Già il 6 dicembre i militari italiani non si erano presentati all’udienza, ma oggi la situazione potrebbe essere diversa.

IL CASO – I due marò sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani il 15 febbraio 2012; avrebbero aperto il fuoco su un’imbarcazione da pesca, scambiandola per un vascello pirata, mentre incrociavano nel mar Arabico, al largo delle coste del Kerala, uno degli stati indiani.
La situazione si è poi complicata per questioni di giurisdizione tra Italia e India e per le divergenze nelle leggi nazionali riguardo la competenza del processo: i due soldati sono stati trattenuti in India e i rispettivi governi stanno trattando da allora.
Il caso è diventato quindi politico, con strumentalizzazioni tanto da parte del governo indiano quanto da parte della destra italiana, che ha ripetutamente usato i marò per fare pressioni sui governi Monti e Letta e metterli in cattiva luce, nonostante di fatto ne facesse parte.

GIURISDIZIONE – A porre un po’ di chiarezza sulla questione era stata la Corte suprema indiana che, nel 2013, aveva stabilito come il Kerala non potesse avere giurisdizione sul caso, poiché l’incidente sarebbe avvenuto in acque internazionali e su una nave battente bandiera italiana. La Corte indiana ha quindi deliberato il passaggio del caso a una corte speciale.
I due marò, dipinti dalla propaganda italiana come due carcerati, in realtà da oltre un anno vivono e lavorano presso l’ambasciata italiana a Delhi. Da qui la richiesta per un regime di maggior controllo da parte della Nia.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews