Bypass burger, il panino killer da ottomila calorie della Heart Attack Grill

Triple e quadruple bypass burger (heartattackgrill.com)

Spesso la realtà supera il marketing. Ma la cattiva pubblicità non sempre è deleteria, soprattutto nell’immenso panorama del junk food a stelle e strisce. L‘Huffington Post ha dato notizia di una donna di 40 anni morta dopo aver pranzato con un double bypass burger, uno dei maxi-panini orgoglio dell‘Heart Attack Grill, fast food di Las Vegas che ha puntato tutta la propria immagine sulla dichiarata ipercaloricità del menu.

La donna trovata morta, di per sé, potrebbe anche non fare molta notizia, in quanto nota fumatrice e bevitrice. Ma a rendere l’accaduto più rilevante è il fatto che la 40enne è la terza vittima dei maxi-panini della Heart Attack Grill: due mesi fa un cliente aveva avuto un infarto divorando un triple bypass burger e un anno fa era morto addirittura un 29enne ai tavoli del fast food.

L’intero lavoro dell‘Heart Attack si muove attorno ad una provocatoria campagna marketing: la struttura è costruita come un ospedale e la cameriere sono vestite da sexy-infermiere che prendono prescrizioni (invece degli ordini) dai pazienti (nome con cui vengono definiti i clienti). Dopo l’ordinazione, al polso del cliente-paziente viene attaccato un cartellino e un finto dottore gli si avvicina con uno stetoscopio per esaminarne le condizioni.

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Il menu è letteralmente da brivido intestinale: accanto alle terrificanti formule all you can eat per le fritture (preparate con l’aggiunta di strutto), campeggiano orgogliosamente i single, double, triple e quadruple bypass burger. Giganteschi panini da un minimo di 230 ad un massimo di 910 grammi che possono contenere fino a 4 hamburger, 8 fette di formaggio e 20 di pancetta, più cipolla e salse assortite. Il Guinness dei primati ne ha contribuito alla fama (ed alla fame), incoronandolo sandwich più calorico al mondo, con le sue 8mila calorie.

Il fondatore Jon Basso aveva aperto il suo punto vendita nel 2005 in Arizona, a Chandon, con l’intento dichiarato di fare “pornografia alimentare” e di vendere cibo “così cattivo da essere scioccante”. Per lanciare l’attività, Basso propose un premio per chi riusciva a finire il triplo o quadruplo bypass burger, unendo ad esso uno sketch che consisteva nel far riaccompagnare l’ingordo cliente alla propria macchina su una sedia a rotelle.

A marzo 2011 il portavoce del ristorante Blair River, 261 chili, è morto di polmonite e pochi mesi dopo l’attività è stata trasferita a Las Vegas. Sotto gli occhi inesorabili dei media. Alla faccia della dieta mediterranea.

Francesco Guarino

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