By-pass letale, ma Pino Daniele poteva essere salvato

Nuove luci sulla morte di Pino Daniele: l'infarto fu causato dal bypass, ma a decidere le sorti del cantante fu il viaggio a Roma. Indagine in corso

Pino Daniele

Pino Daniele poteva essere salvato: così dice l’autopsia

Roma – Pino Daniele è morto a causa di una «occlusione del bypass aortocoronarico»: di fatto l’innesto chirurgico che aveva subito tempo addietro non ha funzionato a dovere – può succedere – e ha limitato l’afflusso di sangue al cuore, causando così l’infarto letale al cantante. Lo stabiliscono le prime perizie, a quanto trapela sui media, le stesse perizie che sembrano dire che Pino Daniele avrebbe potuto essere ancora vivo, se fossero state compiute scelte differenti nelle azioni di soccorso.

SCIENZA MEDICA – Tanto attesi e tanto temuti, ecco arrivati i risultati delle prime perizie post-mortem sul cantante napoletano; anziché frenare le polemiche, ne siamo sicuri, contribuiranno a consolidarle. Nel mirino è ora il lungo viaggio da Magliano a Roma, in cerca del cardiologo di fiducia: il pm Marcello Monteleone sembra concentrarsi su questa opzione, infatti, dopo aver ricevuto le carte mediche circa la morte di Pino Daniele.

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Pino Daniele, polemiche per la sua morte e indagine ancora in corso (napolidavivere.it)

BYPASS PROBLEMATICO – Per Pino Daniele, infatti, sarebbe stato più sicuro attendere i soccorsi nella sua villa, in particolare l’ambulanza dotata di medico e di assistenza per le crisi cardiache. In un’indagine contro ignoti per omicidio colposo, quindi, il prossimo passo determinante sarà stabilire a chi sia imputabile la decisione di lasciare Magliano, se al cantante stesso o a qualche membro della sua famiglia, e se questa scelta costituisca in qualche modo reato. Il pm, inoltre, verificherà se il malfunzionamento del bypass sia rientrato nei parametri ordinari della tipologia di strumento o se nell’indagine possa essere coinvolta anche la casa produttrice.

LA PRIMA RICOSTRUZIONE – Le ricostruzioni fatte fin qui non sono state chiarissime. Sembra che Pino Daniele abbia avvertito il primo malore verso l’ora di cena e che, a quel punto, abbia contattato il cardiologo di fiducia, Achille Gaspardone. Su suo consiglio, poi, sono stati messi in moto i soccorsi, con l’ambulanza. Ma accade qualcosa di non chiaro e non ancora spiegato, che induce il cantante a mettersi in viaggio con la sua auto verso Roma. Ci sono dei precedenti, inoltre: era almeno la terza volta che Daniele, in presenza di malori, aveva voluto recarsi a Roma per farsi visitare.
Un mistero che si infittisce, insomma: la scelta sbagliata è costata la vita a Pino Daniele, ma probabilmente è stata sua, dettata forse dalla paura, forse dalla fiducia. Su questo terreno, comunque, si combatterà anche la durissima battaglia ereditaria, ne siamo quasi sicuri.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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