Burlando e ticket sanitari: dalla Liguria con amore

Dalle rane alle dorate consulenze: ecco come una Giunta di sinistra ha reso la regione “rossa” di conti in rosso

di Chantal Cresta

Nota: Intro – Sprechi Regioni

Nella lunga estate calda dei Fini, Tulliani e delle case a Montecarlo è accaduto anche dell’altro: il Governo, lo scorso luglio 2010, ha approvato la manovra del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che comprende anche un taglio dei fondi alle regioni anche e soprattutto con lo scopo di contenerne gli sprechi. Un salasso di 8,5 miliardi direttamente sottratti dalle mani dei governatori sui 25 miliardi decisi nella manovra. I presidenti regionali, di fronte alla prospettiva di tale cura dimagrante, prima hanno protestato, poi hanno minacciato di restituire le deleghe allo Stato (o solo alcune, la questione non è mai stata chiarita) infine, hanno dovuto mandare giù il rospo continuando ciascuno a garantire la bontà delle rispettive amministrazioni. Insomma, secondo i governatori d’Italia, se vi sono sperperi, questi non sono a casa loro, impossibile, inamissibile, inconcepibile…E allora, non restava che andare a controllare.

Cominicia qui un tour d’Italie (non in bicicletta ma virtuale) da nord a sud per scattare alcune rapide cartoline delle ultime amministrazioni 2005-2010 con 2 uniche eccezioni: Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige i cui conti sono, nel complesso, ampiamente sotto controllo. Per il resto d’Italia, invece, vale la pena soffermarsi a dare un’occhiata perchè quello che si scopre sono avvicendamenti locali poco noti, esborsi piccoli e grandi, gestioni disinvolte, scelte finanziarie azzardate e dubbi rapporti tra pubblico e privato. In questi pochi articoli non si cerca, dunque, di dare luogo a ogni singola voce di spesa (ci vorrebbe Tremonti in persona con tutto il suo staff di ingegneri per un’impresa titanica come questa). Si tenta solo di capire come Giunte locali che giurano di non scialacquare, siano riuscite (quasi tutte) a creare buchi di bilancio esorbitanti dove a farne le spese maggiori è il comparto Sanità che – per usare un’espressione cara al giornalista Sergio Rizzo – è stata usata come “l’albero della cuccagna”. Un pozzo di soldi sempre disponibile dal quale attingere a piene mani fino a toccarne il fondo e ora, il ministro dell’Economia ha dato una sforbiciata anche quello. Dunque, buona lettura. E per concludere un’avvertenza: lo scialaquio – neanche a dirlo – non ha colore politico.

Claudio Burlando
Il governatore della regione Liguria, Claudio Burlando

GENOVA – Chi vive in Liguria probabilmente avrà sentito parlare della rana Ululone dal ventre giallo e dell’insetto Cinipede Galligeno. La conoscenza delle suddette creature non dipende tanto dalla loro presenza sul territorio, ma dal fatto che la Regione ha stanziato, tra il 2007 e il 2009, la bellezza di 129.900 € in progetti di studio su questi animali. Risultato degli investimenti pubblici: spreco assoluto.

Questi sono solo un paio di esempi di come la Giunta ligure di Claudio Burlando (Pd), nel quinquennio scorso, abbia buttato via milioni di euro in progetti inconsistenti, consulenze dorate, viaggi, fiere, convegni, buffet, piani di cooperazione sociale estera senza criterio, che hanno avuto il solo effetto di ridurre la Liguria, da regione tra le più parsimoniose del Nord a una tra le più indebitate della nazione. Capire come Burlando & soci siano riusciti in tale impresa sulle spalle dei cittadini è materia alquanto articolata. Proviamo a riassumere.

Consulenze – Se le ambizioni ecologiste della Regione hanno prodotto una spesa di 1 milione 253mila € distribuiti in analisi, studi e ricerche sui più disparati animali – dal monitoraggio dei volatili nel Parco del Beigua al miglioramento dell’habitat del bisonte nell’est europeo – esborsi ben maggiori ha procurato la voce “consulenza”. Dal 2005 al 2010, le assistenze esterne della regione Liguria sono state tante, anzi tantissime, molto costose e piuttosto inutili. Snocciolando qualche cifra si potrebbe cominicare con 193mila € pagati nel 2006 per 16 esperti in materie agricole e arrivare ai 24 milioni e 514mila € versati per collaboratori socio-sanitari nel 2009.

I più costosi capitoli di consulenza sono stati il lavoro e il turismo, due settori saldamente correlati all’economia della Liguria e fortemente in crisi, tanto che avrebbero necessità di investimenti generosi per un pronto rilancio. Negli anni 2007 e 2008, la giunta Burlando ha erogato 500mila € per due edizioni della “Fiera Internazionale di Genova” sul tema orientamenti lavorativi. Tre giorni di convegni e conferenze con relativi buffet ed omaggi agli ospiti intervenuti per parlare di lavoro. Difficile credere che tali manifestazioni abbiano diminuito il tasso di disoccupazione regionale, certo è che il turismo ligure non ne ha beneficiato. Al contrario, si è dovuta reclutare un’agenzia bolognese per orchestrare un piano di recupero di tutto il settore a partire dai dati vivi sulla domanda e l’offerta. Costo della consulenza: 98mila € che si sono sommati ad altri 54mila € dati a una società di Bari, contattata per la stessa ragione.

Tra il 2006 e il 2007, la Regione decide di soddisfare tutti i tecnici ed esperti in attesa di ingaggio e dispone un maxi investimento di 477mila €. Insomma, trippa per tutti finanziando di tutto: da uno studio sul modo di lavorare l’aglio di Vessalico (10mila €) a una ricerca su “Eguaglianza e non discriminazione nell’Unione Europea allargata” (61mila €), fino a un consulto topografico per la costruzione di una pista ciclabile fra il comune di Borghetto S. Spirito e la frazione di Toirano (3,8 km al prezzo di 35mila €).

Dai monti ai mugugni – Vi sono delle cose incomprensibili nei bilanci della Presidenza della Liguria. Per esempio, non è ancora chiaro come una regione estesa lungo la costa mediterranea abbia 12 comunità montane per le quali, l’anno scorso, è stata disposta a sborsare circa 1 milione di euro. Altra stranezza sono i continui viaggi promossi dalla Giunta che riguardano ogni uomo: dal presidente all’ultimo assessore. Ma dove vanno i marinai del collegio ligure? In tutto il mondo e tra le mete più fequentate vi sono Cina, Amsterdam, Berlino, Miami, Toronto, Shangai, New York, Montecarlo, Nizza e Cuba. A proposito del perché in Regione si muovano tanto, non è possibile dare risposte sicure. Certi, invece, sono gli oneri di tali spostamenti. Tra il 2006 e il 2007, il prezzo delle pazze gite fuori porta è costato all’ignaro contribuente la pazza cifra di 2 milioni 385mila €. Se, poi, qualche cittadino incattivito da tanti spechi e scarsi servizi volesse far sentire la propria voce di protesta, può rivolgersi alla “Casa dei Mugugni”, ente istituito nel cuore del Centro storico di Genova per permettere – come si legge nell’home page del sito – alle “persone coinvolte in un litigio: di vicinato, a scuola, in famiglia, nell’ambito lavorativo, di trovare ascolto, accoglienza ed accompagnamento”. Costo per la libertà di mugugnare, 25mila €.

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Palazzo della Regione Liguria

AAA Sanità vendesi – Alle ultime regionali del marzo 2010 la giunta Burlando è stata riconfermata e si è trovata a fare i conti con due realtà urgenti: un colossale buco di bilancio nei conti della Sanità, più o meno di 200 milioni di euro, e la manovra Tremonti che prevede un radicale ridimensionamento dei finanziamenti alle regioni. Per la Liguria si parla di un mancato trasferimento statale di circa 400 milioni in 2 anni. Risultato: computi in rosso e tagli ovunque. Si va dalla riduzione di 3 milioni di euro per il fondo alle famiglie e alle imprese, al quasi depennamento della voce “investimenti infrastrutturali” che prevede edilizia pubblica, sedi scolastiche e servizi sociali.

Il settore più colpito resta la Sanità per la quale la Giunta ha deliberato la chiusura e la vendita di quasi tutti gli immobili Asl e l’accorpamento delle strutture in 4 grandi poli assistenziali. Inevitabili, la perdita dei posti di lavoro, l’aggravio delle tasse e la possibilità dell’introduzione di un ticket di 32 € per prestazioni ambulatoriali e pronto soccorso.

Se di fronte a tale disastro qualcuno pensasse che i tagli non abbiano toccato presidente & Co., si sbaglia. Nei bilanci 2010 è previsto un ridimensionamento nell’utilizzo delle auto di rappresentanza secondo il volere del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. Burlando, tuttavia, non ha preso bene la cosa e lo scorso giugno ha trovato il fiato per sfogarsi prendendosela con le regioni a statuto speciale e ricordando che la Sicilia: “ha 170 auto blu mentre noi solo 12”. Chiaro, no? In regime di democrazia anche l’abuso della res publica deve essere uguale per tutti, se no che democrazia è?

FOTO/ via http://upload.wikimedia.org; http://www.sal2009.com

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