Burkina Faso in fiamme, il popolo chiede il cambio di regime

E' scoppiata la rivolta in Burkina Faso, i manifestanti chiedono un nuovo governo mentre per strada si contano i morti

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Il presidente del Burkina Faso Blaise Compaoré (Africanaarguments.org)

Il Presidente del Burkina Faso Blaise Compaoré, a capo del Paese da 27 anni, sembra essere arrivato al termine – in un modo o nell’altro – del suo lungo mandato. Questo giovedì migliaia di manifestanti hanno contestato i piani del Presidente di rimanere in carica prendendo d’assalto il parlamento a Ouagadougou, la capitale, incendiando il municipio – sede del partito di governo – e le case di alcuni dei parenti e dei consiglieri di Compaoré. Durante le proteste nei pressi del palazzo presidenziale le forze di sicurezza hanno ucciso una trentina manifestanti aprendo il fuoco sulla folla che tentava di assaltare l’edificio.

REAZIONI – Dopo diverse ore di reazioni sempre più violente, un portavoce del governo ha annunciato con colpevole ritardo di aver abbandonato il disegno di legge per estendere il “regno” di Compaoré. Inoltre Nabèrè Honorè Traorè, capo di Stato maggiore delle forze armate ha confermato la dissoluzione del governo e dell’Assemblea Nazionale e soprattutto ha annunciato un esecutivo di transizione di dodici mesi aperto a tutte le realtà politiche. Tuttavia secondo l’Associated Press il Presidente avrebbe parlato brevemente in televisione promettendo di rimanere in carica.

DINAMICHE – Il Burkina Faso è un’ex colonia francese, esportatrice di oro e cotone, e uno dei paesi più poveri dell’Africa. Comparoré ha ottenuto il potere attraverso un colpo di stato nel 1987 e da allora ha vinto quattro elezioni. Dal 2000 un emendamento costituzionale ha fissato un limite di due mandati presidenziali (di cinque anni) eppure il Parlamento si era detto pronto a votare una proposta-deroga che consentisse all’attuale Presidente di ricandidarsi al termine del suo ultimo mandato – che scade il prossimo anno.

SITUAZIONE INSTABILE - Per il Paese africano non sono certo i primi episodi di violenza contro Compaoré che è stato contestato almeno altre sei volte a partire dal 1999, l’ultima nel 2011. Il governo è però sempre riuscito a rimanere in carica attraverso negoziazioni con i manifestanti e accordi con le opposizioni, non è ancora chiaro se le promesse fatte questa volta basteranno. E’ difficile comprendere cosa possa accadere dato che i dimostranti sono fuori controllo, un solo nome è invocato a gran voce: Kouame Lougue, generale in pensione, cacciato dal governo nel 2003 quando rivestiva la doppia carica di capo di Stato maggiore e ministro della Difesa. Intanto i vertici militari stanno provando a ripotartare la calma a Ouagadougou, con tale obiettivo hanno incontrato gli influenti capi tradizionali dei Mossi, il più numeroso gruppo etnico del Burkina.

kouame lougue burkina faso

Kouame Lougue, generale in pensione cacciato nel 2003 (fri.fr)

CONTESTO – Se le proteste riuscissero a spodestare Compaoré sarebbe la prima volta dopo la Primavera araba che un movimento popolare cacciasse un autocrate nell’Africa sub-sahariana. Difatti quando l’ondata di proteste della primavera araba infiammò l’Africa settentrionale, gli analisti sostennero che avrebbe trovato diffusione anche più a sud dove alcuni dei leader più longevi del mondo continuano ad aggrapparsi al potere.

 Francesco Malfetano
@FraMalfetano

Foto || repubblica.it; fri.fr

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