Bullismo in gita, la rivolta delle mamme contro i provvedimenti della preside

Secondo i genitori non si tratterebbe di bullismo ma di un semplice scherzo. La preside del liceo scientifico di Cuneo difende il suo operato

 

bullismoScolaresca di Cuneo in gita a Roma, ragazzini tra i 15 e i 16 che non vedono l’ora di divertirsi in quei pochi e speciali giorni, ridendo e scherzando. Una sera però, secondo quanto riportato dalla Stampa, un gruppetto esagera e lo scherzo si trasforma in un vero e proprio atto di bullismo contro un compagno di classe, che viene denudato, insultato, rasato e per finire “agghindato” con dei marshmallows. E visto che il bullo del 2015 è anche ipertecnologico, tutta la scena viene ripresa da uno smartphone e il video inizia a girare tra gli studenti, finchè non arriva anche a qualche professore.

I PROVVEDIMENTI DELLA PRESIDE - Com’era prevedibile, appena venuta a conoscenza del fatto, la preside prende provvedimenti, sospendendo gli autori del gesto e facendo fioccare i 4 in condotta su tutta la classe. Una decisione la cui gravità fa discutere, costringendo in qualche modo ad interrogarci se le misure punitive siano davvero il modo migliore per far comprendere ai ragazzi l’errore commesso, così come perplessi lasciano le reazioni di alcuni genitori, che, oltre a contrastare la decisione del dirigente scolastico, hanno bollato l’evento come un semplice scherzo.

A DIFESA DEI FIGLI - «Macchè bullismo, macchè violenze – ha dichiarato telefonicamente una delle madri alla Stampa – lo sbaglio è una punizione tanto severa. Parlo a nome di molte mamma – ha proseguito- anche se non ho figli al liceo, state raccontando una storia che non esiste. Se c’è qualcosa di grave è che abbiano sospeso quattordici studenti e dato il quattro in condotta a tutti. Non li fanno neppure accedere ai programmi per prepararsi a casa significa condannarli ad essere bocciati a perdere un anno di scuola. Una rovina per molti, anche in termini economici, con quello che costa». Se l’obiettivo è quello di far comprendere gli errori, forse la bocciatura, sopratutto se fine a se stessa non sarà di grande aiuto, ma ad un genitore che non distingue uno scherzo da un atto di bullismo il 3 in condotta non glielo leva nessuno.

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: 12alle12.it

 

 

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