#BringBackOurGirls: l’istruzione delle donne sconfiggerà il terrorismo

A quasi un mese dal rapimento delle oltre duecento ragazze nigeriane prende sempre più piede la campagna #BringBackOurGirls

#BringBackOurGirls

AGGIORNAMENTO 12/05: Nel video in alto, fatto circolare oggi dal movimento Boko Haram, appaiono le ragazze nigeriane rapite riunite in preghiera ed il leader Abubakar Shekau. Questi affermerebbe che le ragazze si sono convertite all’Islam. La AFP riferisce che le ragazze non saranno rilasciate fino a quando i prigionieri del movimento Boko Haram non saranno liberati.

Portate indietro le nostre ragazze. È questo lo slogan della campagna che sta facendo il giro del mondo dopo il rapimento delle oltre duecento ragazze nigeriane per mano degli estremisti islamici di Boko Haram. La minaccia che il leader del gruppo terroristico, Abubakar Shekau ha lanciato, quella cioè di vendere le ragazze rapite dalla scuola di Chibok lo scorso 14 aprile, è concreta. Del resto il personaggio in questione è noto all’attenzione dell’intelligence internazionale per essere uno spietato terrorista capace di tutto, come da lui stesso dichiarato: «Mi piace uccidere chiunque Allah mi ordini di uccidere, allo stesso modo in cui mi piace uccidere le galline».

#BRINGBACKOURGIRLS – La campagna lanciata dall’attivista pakistana Malala Yousafzai, #BringBackOurGirls, è stata accolta da tantissimi  personaggi del mondo politico e dello spettacolo. Tra loro anche Michelle Obama e Papa Francesco, coinvolti direttamente nel mandare una richiesta per la liberazione delle ragazze. Il Papa ha aderito alla campagna su Twitter, scrivendo: «Uniamoci tutti nella preghiera per l’immediato rilascio delle liceali rapite in Nigeria».

LA PROMESSA DI MICHELLE – La First Lady americana ha dichiarato: «Barack ed io vediamo le nostre figlie. Vediamo le loro speranze, i loro sogni. Voglio che sappiate che Barack ha dato disposizioni al nostro governo perché faccia tutto il possibile per sostenere il governo nigeriano e trovare le ragazze e riportarle a casa». Michelle Obama ha poi parlato della situazione generale delle donne in quella parte dell’Africa e non solo: «Ciò che è successo in Nigeria non è un incidente isolato, è una storia che vediamo ogni giorno mentre ragazze nel mondo rischiano la loro vita per perseguire le loro ambizioni. È la storia di ragazze come Malala Yousafzai, a cui un talebano ha sparato alla testa perché aveva parlato a favore dell’istruzione per le ragazze della sua comunità. Malala fortunatamente è sopravvissuta e quando l’ho incontrata l’anno scorso ho potuto vedere la sua passione e determinazione, quando mi ha detto che l’istruzione per le ragazze è la sua missione».

L’ACCUSA DI AMNESTY INTERNATIONAL – Ma non ci sono in questa vicenda solo le responsabilità dirette da parte di Boko Haram: Amnesty International, infatti, ha accusato il governo nigeriano di non aver dato ascolto a un allarme lanciato qualche ora prima del rapimento delle ragazze che avvisava dell’avvento del gruppo terroristico nella città di Chibok: «Alcune testimonianze di condanna raccolte da Amnesty International rivelano che le forze di sicurezza nigeriane non hanno agito di fronte a degli avvertimenti sul possibile raid di Boko Haram».

LE DONNE ISTRUITE CHE SPAVENTANO I TERRORISTI – Tra accuse di responsabilità  e campagne per riaverle indietro, i fatti oggi parlano della scomparsa delle oltre duecento ragazze nigeriane da quasi un mese. Un dolore troppo forte per le famiglie, un senso di rabbia e frustrazione che ha colpito l’intera popolazione mondiale. Perché se in Italia i dibattiti sul femminismo e sulla condizione della donna si ricollegano a un sedere mostrato per una campagna elettorale in vista delle Elezioni Europee, in moltissime parti del mondo la donna subisce ancora violenze e soprusi inconcepibili. Cosa potrà mai simboleggiare la donna per l’estremismo di Boko Haram e tutti gli estremismi del mondo, al punto da volerle fare “sparire”? La realtà è che le donne istruite e integrate nella società sono un pericolo troppo grande per l’egemonia di un potere basato sulla codardia e la violenza.

#BringBackOurGirlsUNA LEZIONEViene infatti da domandarsi perché siano state rapite proprio un gruppo di studentesse durante le lezioni in una scuola. Una popolazione cresce con la cultura e l’istruzione e arriva ad armarsi in questo modo contro i soprusi del potente o dei terroristi, la storia ci ha raccontato di numerose situazioni di questo tipo, del resto si parla dell’evoluzione della società nel mondo. Potere più forte non esiste nel cambiare una società che quello della cultura, dell’educazione e dell’istruzione e lo sviluppo dei Paesi asiatici in questi ultimi anni ne è un esempio evidente: una maggiore educazione messa a disposizione anche delle donne ha permesso loro di studiare, raggiungere le grandi città, trovare un lavoro e contribuire in un circolo virtuoso allo sviluppo economico e sociale del proprio Paese. In attesa che si abbiano notizie positive al più presto, quello che è accaduto in Nigeria serva a tutti noi per ricordare l’importanza delle donne nelle nostra società occidentale, a partire dall’Italia, dove ancora esistono discriminazioni e soprusi che le vedono coinvolte.

Gian Piero Bruno

@GianFou

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