Breaking News: l’Olimpia Milano torna nelle mani di Dan Peterson

Dan Peterson torna in panchina a 75 anni (libero-news.it)

La voce del basket contemporaneo, il mito della panchina, il vate dei pronostici, il punto di riferimento per appassionati di Eurolega, Serie A e soprattutto NBA. Signori e signore, Dan Peterson torna ad allenare là dove aveva concluso la sua carriera: con quei colori biancorossi con cui aveva 4 conquistato scudetti, 1 Eurolega, 2 coppe italia e 1 coppa Korac. Altra grande vittoria per i romantici del basket, per quelli che vivono per i grandi ritorni, per i miti dello sport che non tramontano mai, nemmeno a quasi 75 anni!

Milano riabbraccia uno degli uomini simbolo della sua storia, il capo dello squadrone che ha visto sul parquet Dino Meneghin, Bob McAdoo e Mike D’Antoni, Gallinari senior, Premier e Barlow: ora Il Coach si troverà tra le mani Morris Finley, criticato a più riprese nelle cronache di Eurolega, David Hawkins, Stefano Mancinelli ed un settore lunghi deficitario e gravato da costanti problemi fisici.

DOPO 25 ANNI - Ovviamente, non ci sono solo i sentimenti e nello sport gli anni passano: dopo la sconfitta contro Cantù, Milano ha lanciato la monetina azzardando una mossa che potrebbe rivelarsi epocale. Riuscirà coach Peterson ad adattare il suo basket ai ritmi moderni? Gli equilibri di una squadra sono da sempre ben lontani dall’essere una scienza esatta. Ma l’occhio per il basket, il sapore del parquet, la capacità di percepire come valorizzare le caratteristiche dei propri giocatori… sono cose che con il passare degli anni non si smarriscono mai: personalmente non nascondo che morirei dalla voglia di vedere già domani come andrà a finire questa grande scommessa. Tecnicamente parlando, a Milano negli ultimi anni sono mancate tre componenti per creare un team con reali possibilità di fare strada in Italia e in Europa:

- un playmaker: Finley e Jaaber sono ben lontani dall’essere delle point guard nel vero senso della parola. Il Coach lo sa, ma nel poco tempo a sua disposizione dovrà cercare di inventarsi geometrie e movimenti per evitare di ridurre l’Armani ad una squadra di “ciapa e tira”, di gente che appena in svantaggio inizia subito con i tiri da 3 o gli uno contro tutti.

- un settore lunghi che combinasse tecnica e potenza: i lunghi puri sono merce rara, ma la differenza nel basket moderno è fatta dalla completezza soprattutto offensiva. In NBA dominano i Nowitzki, i Bosh, i Duncan, i Garnett, i Gasol, ovvero giocatori in grado di attaccare il ferro ma anche di tirare da fuori, giocatori che sanno muoversi con innata classe, con stile, con maestria: in Europa avere un lungo come si deve fa inequivocabilmente la differenza, perché permette di dare sbocco al gioco senza ridursi solo al perimetro, permette di evitare i raddoppi sui tiratori, permette di avere un matchup in grado di fare male in qualsiasi zona del campo.

- una guida tecnica stabile e affidabile: e chi meglio del Coach?

Avventura finita sulla panchina dell’AJ Milano per Piero Bucchi (justnapoli.it)

CIAO CIAO BUCCHI - Se ne va con le pive nel sacco Piero Bucchi, forse per troppo tempo su una panchina per cui si è dimostrato non all’altezza. Ha come attenuanti il fatto che il roster Armani nel passare degli anni è cambiato unicamente per nomi, ma non per lacune: si è puntato sul talento senza disciplina, sulla fama e sul valore – soprattutto in Italia – dei giocatori, senza soffermarsi invece sui macigni che pesano in termini di lunghezza della panchina e di carenze di organico, come appena accennato. Bucchi per contro non è esente da colpe, viste le decisioni a volte cervellotiche, il nervosismo esasperato nel vivere le partite e nel gestire le fasi decisive dove non ci si può permettere di perdere la lucidità: contestato per larga parte della stagione, abbandonato dai suoi tifosi e forse mai amato fino in fondo.

Probabile che Peterson decida di partire dal blocco storico italiano, con Mordente e Rocca a far compagnia in quintetto a Stefano Mancinelli, mentre Finley e Jaaber si giocheranno il posto di playmaker, con Maciulis e Hawkins varianti tattiche nello small ball o nel quintetto alto: interessante anche vedere in che modo sarà impostata la crescita dei giovani, che ci sono e di talento. Niccolò Melli ha il potenziale per diventare un lungo dominante, ma necessita assolutamente di un punto di riferimento stabile che ne direzioni l’allenamento e che ne migliori la personalità e lo sfruttamento del fisico: Peterson ha avuto per le mani fior di giocatori, ha osservato per lunghi anni i migliori centri e le migliori ali grandi della storia del basket, sia in America che in Europa.

Inutile dire che la moneta ha sempre il proprio rovescio e che potrebbe anche darsi che di questo gran parlare alla fine non rimanga che un cumulo di macerie. Però sono i grandi rischi che scrivono le pagine epocali dello sport, che gettano le premesse per le imprese di cui si sentirà parlare per tanto e tanto tempo ancora: applaudiamo al coraggio della dirigenza Armani Jeans Milano, al coraggio del coach Dan Peterson nel rimettersi in gioco dopo tanti anni di inattività e alla voglia che uno sport – ormai diventato minore in Italia – ha di tornare ad essere grande. Buona fortuna coach!

Andrea Samele

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews