Bossi dà le dimissioni: al suo posto il triumvirato Maroni, Giorgietti, Calderoli

Milano - Umberto Bossi non è più il segretario nazionale della Lega Nord. Il senatur si è dimesso oggi pomeriggio nel corso del vertice nella sede storica del Carroccio in via Bellerio, a Milano.
Il leader storico della Lega è stato travolto dall’inchiesta sul tesoriere Belsito, indagato per truffa ai danni dello Stato, riciclaggio e appropriazione indebita di denaro. Nelle indagini sono infatti emerse intercettazioni che inchiodano lo stesso Bossi, come la telefonata tra lo Belsito e Nadia Dagrada, segreteria amministrativa di via Bellerio in cui si parla «chiaramente del nero che Bossi dava tempo fa al partito». 

Una “Scelta irrevocabile” quella di Bossi, che ha reso nota la sua decisione in apertura di consiglio federale. Ora si tratta di capire se queste dimissioni possano essere rifiutate dallo stesso consiglio. Dall’interno di via Bellerio, tuttavia, viene confermata una voce che vorrebbe un triumvirato in sostituzione del leader storico: a farne parte sarebbero Roberto MaroniGiancarlo Giorgetti Roberto Calderoli.

Questa ipotesi non era stata ancora confermata per un semplice motivo: si temeva un coinvolgimento di Calderoli nell’inchiesta sui movimenti dell’ex tesoriere Belsito. Timori non ingiustificati, visto che dagli atti d’indagine risulta che anche l’ex ministro della Semplificazione ha ricevuto elargizioni dalle casse del Carroccio.

La notizia delle dimissioni è arrivata anche ai sostenitori del che da stamattina manifestavano all’esterno della sede di via Bellerio in sostegno a Umberto Bossi: i militanti sono stati fatti entrare dal cancello posteriore del fortino di Via Bellerio e si sono ritrovati nel cortile interno della sede, dove hanno continuato a urlare il nome del leader storico della Lega.

Non si son fatte attendere anche le prime reazioni del mondo politico. Il primo ad esprimere solidarietà a Umberto Bossi è stato l’ex ministro Aldo Brancher, anche lui coinvolto nelle indagini sui soldi della Lega. “Sono con lui, ha tutta la mia solidarietà e stima” ha detto Brancher, deputato Pdl nonché da sempre emissario di Silvio Berlusconi presso la Lega.

“Se si è dimesso, avrà le sue buone ragioni. E’ un atto, comunque, che va apprezzato. Ora, mentre si apre una questione morale interna al Carroccio, certamente si chiude una stagione per ciò che la Lega ha rappresentato”: questo il commento al passo indietro di Bossi da parte del vice presidente di Futuro e libertà Italo Bocchino. 

Davide Lopez

 

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