Booksboarding. Libri all’imbarco

Walter  Kempowski: Lei lo sapeva? I tedeschi rispondono. A cura di Marco Castellari, Andrea Gilardoni e Karin Birge Gilardoni-Büch. Traduzione di A. Ruchat. Milano, Mimesis, 2010.

Da sempre oggetto di indagine e ancora oggi una delle questioni irrisolte della coscienza tedesca, questo libro si interroga sulla vita delle persone comuni durante il regime nazista e su consapevolezza, partecipazione o mancata resistenza che sottesero e permisero l’orrore dei campi di sterminio. Lo fa con una domanda semplice e diretta: “Lei lo sapeva?”. Il meccanismo dell’intervista scardina il tabù tedesco per eccellenza e le risposte gettano luce sulle esistenze “normali” di quegli anni.

Per sapere.

Thomas Brussig: Fino a diventare uomini. Traduzione di E. Grassi, K. Thienel, M. Izzi. Roma, 66th and 2nd, 2010.

Che il calcio sia argomento amato da tedeschi e italiani è cosa nota. Lo è meno che questo possa addirittura diventare metafora della realtà, della società della Germania Est e della recente storia tedesca. Come? Basta affidarne l’interpretazione a un allenatore di una squadra di provincia e al suo monologo, sviluppato tra granitiche certezze sportive e fallimenti familiari. Dopo il successo dell’irriverente “Eroi come noi”, Thomas Brussig ci riprova con un altro libro altrettanto intelligente, urticante e, anche questa volta, divertentissimo.

Per scoprire che i tedeschi sanno anche far ridere.

Uwe Tellkamp: La torre. Traduzione di F. Gabelli. Milano, Bompiani, 2010.

Insignito del Deutscher Buchpreis nel 2008 e ora disponibile anche nella traduzione italiana, La torre di Uwe Tellkamp ritrae un quartiere borghese di Dresda negli ultimi sette anni della Repubblica Democratica Tedesca. Scorciati attraverso lo sguardo dei diversi personaggi, vengono rappresentati gli ambienti principali del regime e della società civile, illuminati dalla luce cattiva ma già malata della censura, del controllo e del dissesto che di là a poco condurrà al disfacimento sociale, al collasso del regime e a cambiamenti epocali.

Per chi ama i grandi affreschi storici e non si lascia spaventare da un migliaio (e più) di pagine.

Daniel Kehlmann: Fama. Romanzo in nove storie. Traduzione di P. Olivieri. Milano, Feltrinelli, 2010.  

Toccato lui stesso dalla “fama” con l’incredibile successo internazionale di “La misura del mondo”, Kehlmann si confronta qui con le diverse sfaccettature di questa condizione, proponendo figure che diventano spunti di riflessione sulla notorietà, sul temutissimo anonimato e sull’alienazione che colpisce entrambi. In un rimando continuo tra realtà e letteratura, un compendio di paure e angosce moderne, a intessere un mosaico di nove storie sottilmente intrecciate tra loro e scritte con grande abilità narrativa dal bravissimo autore tedesco.

Per chi ha sempre desiderato avere “fama”.

Marina Cabiati 

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