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K. Schmidt  "Tu non morirai"

K. Schmidt "Tu non morirai"

La rubrica mensile di WakeUpNews con le uscite letterarie internazionali sceglie per questo appuntamento due paesi molto diversi, Germania e Canada, e altrettanti autori che con i loro romanzi sono stati in grado di raccontarne alcuni aspetti, ora più concreti e legati alla storia, ora più fantastici.

Germania. Tu non morirai, Kathrin Schmidt, Keller, 2012

Opera vincitrice del Deutscher Buchpreis nel 2009, in queste pagine una donna si risveglia in ospedale senza potersi muovere, senza poter parlare e senza poter ricordare; le toccherà quindi imparare di nuovo a muoversi, a esprimersi e a fare i conti con un’esistenza che forse non le appartiene più. Si troverà divisa tra passato e presente, senza sapere se cercare la sua guarigione davanti a sé o dietro di sé.

Tuttavia, nel romanzo di Kathrin Schmidt sembra possibile anche una certa rilettura in forma storica, se in questo senso si vogliono interpretare il passato, l’inevitabilità del confronto e l’acquisizione di consapevolezza, il desiderio e la paura di slegarsi da quanto è stato. Letti in questo modo, tali spunti non sembrano così disancorati dal viluppo della storia tedesca.

Un romanzo sulla malattia, la lingua e l’identità. E soprattutto sulla distruzione e la ricostruzione di quest’ultima.

Canada. La bambina che amava troppo i fiammiferi, Gaétan Soucy, trad. di Bruno F., Marcos y Marcos, 2003

G. Soucy - "La bambina che amava troppo i fiammiferi"

Il romanzo di Gaétan Soucy, scrittore canadese di lingua francese, si apre in un castello alla fine di un bosco; è mattina, la mattina in cui due fratelli scoprono il cadavere del padre, impiccato nella propria stanza. La morte del padre, che si rivelerà anche padre-padrone posseduto e tormentato dai suoi demoni, li costringe a prendere improvvisamente in mano le proprie esistenze, in un confronto destabilizzante con la libertà improvvisamente acquisita.

Il romanzo bello e terribile di Soucy si gioca soprattutto sull’originalità della storia in sé e sul modo straordinario in cui viene raccontata, tramite stretti cunicoli – poi man mano più agevoli – attraverso i quali si trova condotto il lettore, dove una cortina apparentemente impenetrabile si dipana invece pian piano, gettando una luce tragica e orribile sui misteri di questa famiglia, su cosa davvero sia “Il giusto pentimento” e su qualcosa accaduto nel passato che ha cambiato tutto per sempre. Tutta colpa di una bambina che amava troppo i fiammiferi.

Un libro il cui finale supererà ogni vostra più ardita fantasia.

Marina Cabiati

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