Bonus caregiver: il fondo per l’assistenza ai disabili

Sta pian piano crescendo il riconoscimento dell’importanza sociale del caregiver. Lo dimostra la promessa dell’arrivo del bonus per chi assiste incondizionatamente i disabili. Ecco di cosa si tratta

assistenza-disabili

A volte abbattere le barriere architettoniche (tramite ad esempio montascale a poltroncina, miniascensori, rampe, specifici accessori per il bagno, protesi, ecc.) non basta a rendere autonoma la vita di un disabile.

Quando il livello di disabilità è particolarmente alto, infatti, l’indipendenza personale è totalmente compromessa, anche nelle pratiche più basilari come camminare, piegarsi per afferrare un oggetto o persino mangiare, comunicare, lavarsi.

Ma, come Papa Francesco insegna: “La mancanza di salute e la disabilità non sono mai una buona ragione per escludere o, peggio, per eliminare una persona; e la più grave privazione che le persone anziane subiscono non è l’indebolimento dell’organismo e la disabilità che ne può conseguire, ma l’abbandono, l’esclusione, la privazione di amore”. Ed è proprio per questo che risulta sempre più fondamentale il ruolo del caregiver, ossia del familiare-assistente.

Per caregiver si intende, dunque, una persona che aiuta, quotidianamente e gratuitamente, un proprio caro non autosufficiente fisicamente e/o mentalmente.

Sono tre i principali fattori che differenziano tal figura da quella del/della badante:

  • la mancata retribuzione;
  • la piena disponibilità (24 ore su 24);
  • la familiarità.

Da qualche anno lo Stato ha avviato la promozione di iniziative atte a premiare le persone che sacrificano gran parte del loro tempo e della loro energia, posponendo a volte persino la loro salute, per amore di chi è loro vicino e in difficoltà.

Esistono infatti già cinque disegni di legge (frutto della precedente Legislatura ma non ancora approvati in Parlamento e quindi “congelati”). Essi non solo prevedono il bonus per il caregiver ma anche tutte i provvedimenti necessari affinché venga riconosciuto il suo fondamentale ruolo sociale.

Tali disegni di legge sono stati ripresi in esame dall’attuale governo Conte che ha intenzione di crearne un Testo Unico da far approvare in tempi ancora incerti. Si attendono novità a riguardo nel testo definitivo della Legge di Bilancio 2020 che andrà consegnato entro la scadenza del 31 dicembre 2019 in modo da entrare in vigore a partire dal 1 gennaio 2020.

Tuttavia, anche se è ancora tutto da confermare, in base alle prime indicazioni sul bonus caregiver (detto anche bonus disabili) è possibile farsi perlomeno un’idea sull’importo di quest’incentivo e sui requisiti necessari per ottenerlo.

In particolare esso spetterebbe a coloro che:

  • assistono un familiare
    entro il III grado di parentela,
    - di almeno 80 anni,
    - e, come anticipato, non autosufficiente (con invalidità al 100% o grave disabilità riconosciuta dalla Legge 104/1992),
  • e sono senza reddito oppure hanno un ISEE fino a 25.000 euro.

 disabile

Per quanto concerne invece l’importo, esso è pari a 1900 euro. Ed è ottenibile:

  • come detrazione fiscale, riducendo l’irpef da versare al fisco;
  • come importo in denaro. È il caso del caregiver senza reddito (poiché non avendo reddito ovviamente non deve versare nulla all’irpef e, di conseguenza, non può detrarre nulla).

Queste due opzioni disponibili per ricevere il bonus sono conciliabili nei casi, ad esempio, in cui il caregiver ha pagato all’irpef una quota inferiore ai 1900 euro che gli spetterebbero di diritto. Si procederà, dunque, in primis detraendo quanto più possibile dalle spese irpef per poi ottenere in denaro l’importo rimanente.

Ancora nessuna notizia invece sulle modalità di richiesta e di invio della domanda in quanto manca anche una circolare INPS applicativa.

Va ricordato, inoltre, che il caregiver, essendo stato inserito tra le mansioni gravose, ha diritto, oltre al bonus disabili, anche ad altri benefici, tra cui:

- i contributi figurativi,
- la possibilità di entrare in pensione in anticipo,
- le ferie solidali,
- più permessi,
- la tutela per la malattia,
- privilegi a livello di assicurazione,
- la possibilità di chiedere il part time o di svolgere lo smart working (telelavoro).

È evidente che dal 2017, anno in cui è nato, grazie all’approvazione all’unanimità da parte della Commissione Bilancio del Senato, il fondo per il sostegno dei caregiver familiari (di 20 milioni di euro l’anno per il triennio 2018-2020) fino ad arrivare ad oggi di passi avanti ne sono stati fatti e anche tanti.

Si spera comunque che tal tendenza non si arresti a questo punto perché c’è sicuramente ancora molto altro lavoro da fare, a partire ad esempio da un aumento dell’importo del bonus stesso.

Perché quando un’intera e coraggiosa categoria di persone si rivela incapace di abbandonare egoisticamente un proprio caro nel momento di massimo bisogno. Quando un’intera e coraggiosa categoria di persone scegliendo la strada dell’assistenza illimitata va incontro, consciamente, a sua volta a tante complicazioni. Quando un’intera e coraggiosa categoria di persone mette avanti l’umanità ai propri interessi, non deve e non può essere abbandonata dallo Stato.

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