Blue Valentine, quando l’amore logora l’anima – Recensione

Blue Valentine

Locandina del film (foto: screenweek.it)

La relazione tra Dean (Ryan Gosling) e Cindy (Michelle Williams) è ormai a un punto critico: anche la morte del cane di famiglia e l’incontro casuale della donna con un vecchio amore liceale sembrano non far altro che alimentare la rabbia repressa tra i due. Approfittando del giorno di San Valentino, Dean e Cindy lasciano la loro figlia al padre di lei per rifugiarsi in un motel, dove scopriranno che un amore già da tempo in crisi non può trovare riparo da un incontrollabile disfacimento.

Presentato in concorso al Sundance Film Festival del 2010 e giunto anche al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard, Blue Valentine arriva inspiegabilmente solo ora nelle sale italiane, nonostante abbia ricevuto un ottimo giudizio dalla critica e la splendida Michelle Williams sia stata candidata all’Oscar nel 2011 proprio per il ruolo di Cindy (vinto poi da Natalie Portman per la memorabile performance ne Il Cigno Nero di Darren Aronofsky). La regia è di Derek Cianfrance, da tempo attivo nel campo del documentario (ha infatti realizzato numerosi cortometraggi per MTV e VH1) e della cinematografia indipendente. Sua è anche la sceneggiatura, scritta proprio per Michelle Williams e Ryan Gosling nel 2006, ma pensata già nel lontano 1998.

La storia, spiazzante nella sua semplicità, è di una malinconia dilaniante: in un costante confronto e sovrapposizione tra passato e presente, il logoramento dell’amore tra Cindy e Dean viene raccontato attraverso due modalità differenti, tanto da creare due storie all’apparenza diverse, tanto diversi sono i personaggi e i loro sentimenti. La prima, spenta, dai toni blu e dai lunghi silenzi, mostra la fine naturale di una storia in cui stanchezza, rabbia, depressione e alcol sopraffanno rispetto e fiducia. Nella seconda, invece, l’impetuosità, i sogni e i colori della giovinezza sono affidati al racconto di un’affascinante quanto nostalgica 16mm e ad un’instabile macchina a mano che sembra quasi presa in prestito alla Nouvelle Vague. In un crescendo di rabbia e silenzi, l’incomunicabilità tra i protagonisti si fa sempre più spazio, creando distanze incolmabili dal semplice dialogo, e la passività e l’estenuazione sembrano prendere possesso dei loro corpi, mirabilmente trasformati da un trucco indubbiamente efficace accompagnato a due performance davvero magistrali.

Blue valentine

Ryan Gosling e Michelle Williams (foto: sharpenedlead.com)

Blue Valentine è ciò che di più lontano possa esserci dal romanticismo del lieto fine, quando tutto sembra avere in un modo o nell’altro un’ottimistica conclusione. Dall’indubbia forza emotiva, il film è diretto a chiunque abbia provato sulla propria pelle non l’amore che tutti sognano, ma quello che nasce con un impeto coinvolgente per poi logorarsi e, infine, distruggersi. Quell’amore che nasce, forse, per nascondere a se stessi che in realtà, inevitabilmente, si è soli sempre, nella buona e nella cattiva sorte.

(Foto: fanpop.com / screenweek.it / sharpenedlead.com)

David Di Benedetti

@davidibenedetti

[youtube]http://youtu.be/WOkMccvVz5M[/youtube]

 

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