Black Label Society: la recensione di ‘Catacombs of the Black Vatican’

black label society - blabbermouth net

I Black Label Society (foto via: blabbermouth.net)

Zakk Wylde è sinonimo di passione, costanza e dedizione, oltre che di una grandissima tecnica chitarristica e di un’immagine iconica che lo hanno portato ad essere uno dei più imitati e invidiati guitar hero degli ultimi 25 anni. Chitarrista di Ozzy Osbourne a partire dalla seconda metà degli anni ’80 (all’incredibile età di 21 anni), Wylde ha poi sfornato un bellissimo ma sfortunato album con Pride and Glory, uno splendido album solista acustico, fondando infine i Black Label Society, una band che in un tempo relativamente corto ha sfornato numerosi album di successo, ritagliandosi un’importante spazio nel panorama heavy degli ultimi 15 anni. Catacombs of the Black Vatican, che uscirà il prossimo 8 aprile, è il nono album in studio per la band di Zakk Wylde: ennesima prova del valore assoluto di questa band e del suo leader in particolare, massimo ispiratore, songwriter e mastermind di questo progetto musicale.

CATACOMBS OF THE BLACK VATICANFields of Unforgiveness apre le danze con classe: un granitico riff portante, un ritornello di più ampio respiro ma sempre massiccio, un assolo tecnicissimo ma costruito in virtù del brano. Tutti gli ingredienti che hanno fatto la fortuna della band di Zakk Wylde concentrati in un brano d’apertura che lascia presagire un album di spessore. Speranze che vengono peraltro confermate già con il successivo brano, My Dying Time, altro pezzo di granito sbattuto in faccia all’ascoltatore, dal tiro potente e minaccioso. Believe completa perfettamente il trittico iniziale dell’album: tre midtempo pesanti e quadrati e senza cadute di tono. Segue Angel of Mercy, che stacca la spina della distorsione, immergendosi completamente in territori acustici, il cui risultato è una splendida ballata da toni malinconici e dolceamari.

Black Label Society - Catacombs of The Black Vatican (2014) - amazon.com

La copertina di Catacombs of The Black Vatican (amazon.com)

POTENZA E MELODIA – La distorsione viene prontamente riattivata nella successiva Heart of Darkness, costruita su un bellissimo riff veloce. Beyond the Down diminuisce la velocità, ma non la pesantezza; mentre Scars è un’altra prova acustica profonda e ricca di sentimento. Dawn the Flood preme di nuovo sul gas senza pietà: un violento riffone, l’ugola infuocata di Zakk Wylde, e un assolo pazzesco gli elementi ben amalgamati, per un risultato di grande spessore musicale. I’ve Gone Away alterna un riff pesante con un più cantato melodico, mentre Empty Promises è oscura e cupa, incalzante e trascinata. Conclude Catacombs of the Black Vatican Shades of Grey, un’altra ballata delicata e profonda, nella quale spicca un lunghissimo assolo finale di uno Zakk Wylde in grande spolvero.

BLACK LABEL SOCIETY ISPIRATISSIMI – I Black Label Society sono tornati in grande stile con un nuovo album di ottima fattura, composto da brani accattivanti, potenti e ben scritti, dove una produzione di buon livello esalta le qualità tecniche di uno Zakk Wylde macina riff che non sembra perdere l’ispirazione nemmeno dopo 25 anni di ottima musica e una discografia lunga e articolata. Catacombs of the Black Vatican si lascia ascoltare con piacere e non stanca nemmeno dopo numerosi ascolti: un ottimo punto di partenza per gli amanti del heavy metal che ancora non hanno dimestichezza con le performance di Zakk Wylde, se mai ce fossero ancora.

Voto: 7,5

Alberto Staiz

@AlStaiz

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