‘Black block’: la vicenda della Diaz raccontata in prima persona

Come l’Argentina o il Cile, l’unica immagine possibile che possa essere usata per descrivere la violenza cieca, la ferocia e l’inumanità di ciò che accadde nei giorni del G8 di Genova del 2001. Sette persone, sette vittime, sette esseri umani che raccontano quella che è stata la loro esperienza, il trauma e come sono riusciti ad affrontarlo.

Attraverso i racconti di Lena e Niels (Amburgo), Chabi (Zaragoza), Mina (Parigi), Dan  (londra), Michel (Nizza) e Muli (Berlino), il film intende restituire una testimonianza di chi ha vissuto in prima persona le violenze del blitz alla scuola Diaz e le torture alla Caserma di Bolzaneto. Dal racconto corale emerge la storia di Muli seguita fin dalla decisione di essere al G8 di Genova per arrivare a un presente in cui c’è ancora la volontà di fare e di esserci, un presente di speranza che le violenze e le intimidazioni non sono riusciti a strappare ma solo a rendere più saldo e determinato.

Muli ripercorre i motivi che lo hanno spinto a dedicarsi alla politica, la sua partecipazione alle giornate di Genova 2001, le violenze, la scelta di tornare a Genova per testimoniare ai Processi. Ritorna nei luoghi del trauma subito per trasformarlo in un occasione di riscatto morale e impegno civile. ”Dentro quella scuola non ce l’hanno fatta”. Una vita (tante vite), cambiate ma non distrutte. Una vera e propria azione di intimidazione e di repressione, descritta dai testimoni come un azione di guerra. Quando lo Stato diventa il nemico.

Il racconto dello shock è affidato a  sette persone, parti offese costituitesi al processo Diaz e Bolzaneto, che hanno vissuto sulla propria pelle l’episodio più violento mai messo in atto dalla polizia italiana, il Blitz al complesso scolastico Diaz. Attraverso i rispettivi racconti, che procedono in parallelo, si restituisce la storia di tanti manifestanti che in modi differenti portano ancora oggi una ferita aperta. Il trauma subito è stato improvviso quanto devastante e ha costretto alcune parti offese a ricominciare da zero, per ritrovare il senso della loro identità e della loro vita.

Lo sfondo del racconto è la città di Genova, teatro degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine e dei massacri indiscriminati compiuti da queste ultime. La stanza dell’intervista è un luogo astratto che meglio rappresenta lo stato d’animo di ciascuno dei sette testimoni. Per ognuno di loro c’è un elemento scenografico diverso a ricordare alcuni particolari di quella terrificante notte. Gli esterni mostrano ai testimoni un altra Genova, qualcosa di irrisolto rimasto nella città e il ritorno, i processi e gli amici hanno permesso di riconquistare le strade, la fiducia in se stessi e una ragione in più per continuare a vivere e lottare.

Unico strappo è la città di Berlino, dove troviamo Muli, il protagonista del documentario e veicolo per l’immedesimazione e la compartecipazione dello spettatore. Protagonista della sua storia, individuale e collettiva a un tempo, Muli ha dovuto reinventarsi e reinventare il suo vissuto per scoprire nuove motivazioni e nuovi modi di agire. Muli è una delle possibili risposti a quanto avvenuto dieci anni fa.

Il regista, Carlo A. Bachschmidt, riesce a raccontare quei dolorosi e traumatici avvenimenti senza romanzarli, senza cedere a facili sentimentalismi o indignazioni ma lasciando parlare i testimoni che raccontano gli avvenimenti senza alcuna forma di retorica o di rabbia ma solo con lo stupore e lo smarrimento di chi si trova a vivere situazioni al di fuori di una qualsiasi logica umana e civile. Black Block è un documentario consigliato a tutti, per ricordare e per riscoprire una pagina nerissima di cronaca italiana (della “civile” Italia), per sentire il sapore dell’indignazione e per riappropiarsi della volontà di indignarsi e darsi da fare.

Un documentario asciutto, senza artifici retorici o pietismi ma ricco di una forza che tende a travolgere lo spettatore e ad attaccarglisi addosso a visione ultimata e oltre. Una vicenda che raccontata attraverso le parole arriva allo spettatore in modo molto più diretto rispetto alle immagini. In uscita in libreria in versione cofanetto dvd + libro contenente: Black block (documentario, durata 77 minuti) + extra (documentario La provvista, durata 47 minuti, ricostruzione del blitz alle due scuole Diaz e le fasi più rilevanti del processo)+ libro (175 pagine: La costruzione del nemico a cura di Carlo A. Bachschmidt, con testi di Carlo A. Bachsmidt, Donatella Della Porta, Laura Fazio, Chabi Nogueras, Salvatore Palidda, Mina Zapatero).

Davide Schiano Di Coscia

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