“Black and white America”, lo sguardo di Lenny Kravitz sull’America di ieri e di oggi

Black and white America, l’ultimo lavoro di Lenny Kravitz, uscito il 30 agosto, dopo tre anni di silenzio da It Is Time for a Love Revolution,  ci racconta l‘America bianca e quella nera con un disco che rimanda al passato in cui l’artista riesce a fondere sapientemente rock, funk e soul. Il suo tour a novembre prevederà due tappe in Italia, a Treviso e Milano. Il concerto, ha anticipato il musicista sulla cresta dell’onda da 20 anni, sarà un mix di pezzi del nuovo album e dei classici.

L’artista, ospite d’onore a Miss Italia“, confessa di amare molto il nostro paese e descrive così l’ultimo album: «Questo disco è la mia vita. E’ un bilancio di quello che sono adesso. L’anno scorso ho passato molto tempo alle Bahamas, immerso nella giungla. Ad un certo punto volevo uscirne, tornare sulla strada. E volevo farlo con un disco funky, che mischiasse quei suoni con il rock: è venuto fuori un risultato “meticcio” che mi piace molto».

Il disco contiene 16 tracce ed è stato anticipato dal brano Come on get it e poi da Stand, uscita a giugno. «La versione originale del disco è un doppio vinile, quello è lo spirito con cui ho voluto farlo. Tutte queste canzoni mi hanno dato la possibilità di creare una panoramica sulla mia musica», ha dichiarato il musicista. Il videoclip di Stand è nato da una idea di Lenny: «La canzone parla degli ostacoli della vita, dei demoni e delle situazioni che devi combattere ogni giorno. Ma per raccontarla ho scelto la chiave dell’ironia, così è nato questo strano gioco a premi in tv». Nell’originale videoclip, Lenny Kravitz abbandona le vesti di icona sexy e ci mostra un’altra parte di se, molto più goliardica. Oltre a Stand, gettonatissima dalle radio, ricordiamo anche la bellissima ballata Dream, Liquid Jesus e Super love.

Black and white America, dunque, rappresenta un trait d’union tra il passato ed il futuro dell’America di oggi e di ieri ma rispecchia anche uno spaccato personale della vita di Lenny che parla di razzismo: «Sento che questo è l’album più varo e ricco della mia carriera. Ho passato molto tempo da solo perché avevo bisogno di riflettere ed affrontare alcune cose [...]. Nel silenzio, a contatto con la natura, giorno dopo giorno ho potuto rielaborarle ed una mattina mi sono svegliato ed ero felice come non mi capitava da tanto tempo: così è nato il brano Life ain’t ever ben better than it is now».

Affrontando, poi, il tema della droga, Lenny ha dichiarato che può aiutare la creatività di tanti artisti «ma non ha portato nulla di buono alla loro carriera [...]. La droga è senz’altro distruttiva, soprattutto quando viene usata per mascherare un dolore profondo. Anche in Amy Whinehouse, ad esempio, c’era qualcosa di questo tipo, una grande sofferenza che e’ stata alla base di quanto le é successo».

Clelia Moscariello

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