Biodiversità a Nagoya: il WWF insegna a “mettere in conto” la natura

Fino al 29 ottobre ben 193 Paesi cercheranno di trovare una soluzione al problema dell’estinzione inarrestabile di sempre più rare specie animali e vegetali

di Adriano Ferrarato

Biodiversità

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12 giorni per salvare il pianeta dall’estinzione di specie animali e vegetali: parte da oggi a Nagoya (Giappone) la decima conferenza dei 193 partecipanti alla Convenzione sulla diversità biologica, che avrà termine il prossimo 29 ottobre. Tra i temi più importanti che saranno discussi nel summit, oltre a quello della scomparsa progressiva di sempre più rari esemplari di flora e fauna, le modifiche degli habitat naturali a causa dell’industrializzazione e le drammatiche conseguenze dovute ai cambiamenti climatici.

Scopo definitivo dell’evento sarà, pena il suo fallimento, quello della firma tra tutti i membri rappresentanti di un fondamentale “Protocollo ABS” (per accesso e condivisione dei vantaggi) in cui tutti i Paesi garantirebbero di impegnarsi con fermezza per fermare i declini delle biodiversità entro il 2020, garantendo inoltre valide possibilità di accesso industriale e aiuti economici ai paesi più poveri per la tutela delle proprie risorse ambientali.

Non mancherà per l’occasione il WWF, che sarà presente attraverso una sua delegazione internazionale e che illustrerà nell’arco di tempo di tutto il convegno, numerosi “side events” e importanti tematiche che saranno portate all’attenzione dei delegati. Prima fra tutti, quella della valorizzazione  della natura, mettendola letteralmente “in conto” allo scopo di proteggerla attraverso l’inserimento dei problemi ecologici all’interno dei piani nazionali di economia (secondo i dati del rapporto Living Planet, vi è un consumo in eccesso di ciò che la natura offre pari ad una volta e mezzo: uno spreco intollerabile).

Andando oltre il livello monetario, l’associazione ambientalista richiederà anche ad ogni singola nazione la creazione di aree protette pari al 20 per cento del territorio, veicolando in tal modo la riproduzione e la ripopolazione di tutto quello che rischia definitivamente di eclissarsi. Ciò passerebbe anche attraverso l’abolizione delle sovvenzioni che favoriscono lo sfruttamento eccessivo del pianeta: una su tutte, la pesca, che sta depredando i mari. Una versione riveduta e più in linea con l’ecosistema potrebbe favorirne senza ombra di dubbio la salvaguardia.

Ultimo punto, il problema delle foreste, cui il WWF auspica un totale azzeramento (sempre entro il 2020) delle continue operazioni di disboscamento e sfruttamento selvaggio dei terreni. I vantaggi a tal proposito sarebbero incredibili, riducendo enormemente le emissioni da deforestazione e il degrado. Senza contare l’incredibile apporto che ogni singola pianta offre nell’opera di cattura del carbonio e di ossigenazione.

Sono richieste che potrebbero vedere proprio l’Italia in prima linea sul tavolo dei 193 di Nagoya. In una lettera indirizzata al governo e al ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, la massima associazione a tutela di Madre Natura ha ricordato il ruolo che lo Stivale dovrebbe ricoprire nei negoziati: quello cioè di “tradurre gli obiettivi e gli strumenti individuati” in misure concrete “per contenere e invertire la perdita di biodiversità in veri e propri piani di azione, sostenuti da adeguate risorse”.

In particolare, allo stato italiano sono state fatte quattro richieste specifiche: quella di destinare adeguate risorse economiche alla protezione ecologica, creare piani di azione a livello regionale, mettere sui libri contabili tutto ciò che riguarda l’ambito del “verde” e predisporre adeguate manovre finanziarie a sostegno, per arrivare infine alla definizione di una legge quadro nazionale sulla biodiversità, così come stabilito lo scorso 7 ottobre nella Strategia nazionale approvata dalla Conferenza Stato – Regioni.

La speranza in proposito non è solo che la penisola faccia bella figura, il che sarebbe già molto, ma che stavolta, a differenza di quanto accaduto solamente pochi mesi fa a Copenaghen, si arrivi a risultati validi e tangibili da parte di tutti i gli aderenti. Per la salvezza dell’intero pianeta.

Foto: via sxc.hu, ilgiornaledelmolise.it

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