Bimbo di quattro anni fa il saluto fascista: scoppia il caso

Cantù: bimbo di 4 anni fa il saluto fascista quando entra o esce dall'asilo. Scoppia il caso nella scuola dell'infanzia: o la smette o non torni a scuola

Il saluto dei bambini italiani all'epoca fascista (www.lombardiabeniculturali.it)

Il saluto dei bambini italiani all’epoca fascista (www.lombardiabeniculturali.it)

CANTÚ – I primi “maestri di vita” dei bambini, si sa, sono i genitori. Sono loro che insegnano ai piccoli a muovere i primi passi nel mondo, anche in un mondo fascista. Quello che sta succedendo in una scuola dell’infanzia di Cantù, in provincia di Como, sembra infatti riportarci all’era fascista quando, per annunciarsi o per congedarsi, anche i bambini dovevano alzare il braccio destro e stendere la mano. Il saluto romano o fascista, appunto. E nel 2015 c’è un bimbetto di quattro anni che ogni mattina, quando arriva a scuola, o quando se ne va al pomeriggio, mette in atto il saluto fascista per salutare i compagni, i bidelli e le maestre.

LO STRANO CASO DEL PICCOLO BALILLA 2015 – All’inizio le educatrici pensano a un atto involontario: qualcosa che avrà visto fare alla tv e che ripete. Ma il saluto fascista del piccolo continua di giorno in giorno: chiunque incontri, alza il braccio destro e schiude il palmo della mano. Così, le maestre chiedono al bambino il perché di quel saluto così particolare: lui risponde che gliel’hanno insegnato mamma e papà, i quali lo incoraggiano a salutare proprio così. Le educatrici decidono di incontrare i genitori del balilla in erba: con loro sgomento, si rendono conto che il padre e la madre sono fascisti e che hanno intenzione di educare il figlio con rigore e secondo i loro valori nazi-fascisti. Le insegnanti ricordano amabilmente ai due che nelle scuole pubbliche questo genere di saluto non si può fare, perché viola palesemente la Costituzione. Il padre per tutta risposta si arrotola la manica della camicia sul braccio mentre afferma che educherà suo figlio secondo i suoi principi: spunta fuori un tatuaggio, una svastica.

LA SOLUZIONE DELLA SCUOLA – Quando è chiaro alle insegnanti che i genitori del piccolo balilla non hanno alcuna intenzione di modificare il loro atteggiamento, parte la soluzione interna della scuola: o il bambino smette di fare il saluto fascista o non potrà più frequentare quella scuola. I genitori del bambino prendono atto della decisione e, almeno per il momento, il braccio del bambino rimane giù.

Manifesto Festival Boreal (www.milano.forzanuova.info)

Manifesto Festival Boreal (www.milano.forzanuova.info)

COME È POSSIBILE? – Molti di voi si chiederanno come sia possibile che accada un fatto del genere nel 2015. Vi basterà sapere che Cantù, teatro della vicenda, è anche il palcoscenico del Festival Boreal, raduno dei neo nazi-fascisti italiani ed europei. Svolgendosi all’interno del parco Campo Solare, quindi di proprietà del Comune di Cantù, in molti si sono chiesti che cosa sia passato nella mente del sindaco per permettere questa riunione. E il sindaco Claudio Bizzozzero ha risposto: «Il primo dovere della democrazia è garantire la libertà di parola a chi la pensa diversamente. Se fossi stato un semplice cittadino avrei detto che questa riunione va vietata, ma in quanto amministratore ho riflettuto in modo diverso». Bizzozzero ha quindi citato la Costituzione italiana e alcuni dei suoi articoli, tra cui il 17 che riconosce ai cittadini il diritto di riunirsi e il 21 che garantisce la libertà di pensiero e poi ha concluso il suo discorso citando una frase di Rosa Luxemburg (1871-1919), teorica del socialismo rivoluzionario marxista: «la libertà è sempre e solo libertà di chi la pensa diversamente».

Mariangela Campo

 

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