Bettino Craxi: ritratto a 10 anni dalla scomparsa

A 10 anni dalla morte, Bettino Craxi continua ad essere oggetto di discussione. La destra lo ossequia, mentre la sinistra ne prende le distanze

di Nicola Gilardi

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Bettino Craxi

Moriva 10 anni fa ad Hammamet, in Tunisia, Bettino Craxi, uno dei politici più importanti della Prima Repubblica, ma rimasto sempre una figura controversa, la cui integrità morale venne macchiata dall’inchiesta della Procura di Milano, “Mani Pulite”. Da quell’evento la classe politica italiana uscì fortemente delegittimata e Craxi divenne il simbolo di una politica sporca e corrotta.

Nato a Milano nel 1934, Craxi entrò giovanissimo in politica. Ha solo 19 anni si iscrisse al Partito Socialista e dopo soli 4 anni ne divenne funzionario. La sua carriera fu in salita costante divenendo in pochi anni il segretario del partito arrivando a strappare la Presidenza del Consiglio alla Democrazia Cristiana nel 1983.
La sua guida riuscì ad imprimere nuova linfa al Psi che vide i suoi voti aumentare diventando il perno alla quale la Dc dovette aggrapparsi per scongiurare l’entrata del Pci nel governo.

simbolo2009La politica interna di Craxi è stata contraddistinta dal taglio della scala mobile. Luci ed ombre vengono, invece, gettate dal punto di vista economico. Se è vero che l’inflazione scese incredibilmente dal 16% al 4%, i salari aumentarono e l’Italia divenne il quinto paese industrializzato al mondo, dall’altro il debito pubblico dello Stato raddoppiò, passando da 234 miliardi di euro a 522.
Alle elezioni del 1992, con Tangentopoli solo agli inizi, gli venne rifiutata la presidenza del Consiglio da Oscar Luigi Scalfaro, che vestiva i panni del presidente della Repubblica, sostenendo che tutti coloro che erano vicini alle inchieste dovevano restare fuori dalle stanze del potere.

Fu indubbiamente un uomo della sinistra, ma sempre in contrasto con il Partito Comunista con il quale non condivideva l’aspetto totalitaristico. Dopo Spadolini, fu l’unico non Dc ad accedere alla presidenza del Consiglio avviando una campagna di revisione costituzionale che prevedeva, fra le altre cose, il presidenzialismo.
Le inchieste di Mani Pulite, guidate dal magistrato Antonio Di Pietro, portarono a numerose inchieste sui politici italiani per il finanziamento illecito dei partiti. Per Craxi arrivò anche l’autorizzazione a procedere per l’arresto, ma il Parlamento lo rigettò. Questo portò a numerose manifestazioni di piazza contro tutto il mondo politico, ed in particolare contro il segretario del Psi. Divenne celebre il lancio di monetine all’uscita dell’hotel Raphael. A questo seguì la fuga ad Hammamet per sfuggire all’arresto dove morì il 19 gennaio 2000.

TOMBA_DI_CRAXIA 10 anni di distanza la figura di Craxi continua a far discutere, ma a fazioni invertite. Se la sinistra, in gran parte, ne prende le distanze, gli uomini della destra continuano a celebrarne il mito tanto da volergli intitolare una via di Milano.  Il prezzo pagato da Craxi fu molto alto, forse più alto di altre personalità della politica che erano parte integrante di quel sistema corrotto, ma che subirono una condanna, anche mediatica, inferiore. Il discorso di Craxi alla Camere del 29 aprile 1993 fu un segno inequivocabile della compromissione di gran parte dei politici italiani. «Basta con l’ipocrisia. Tutti i partiti si servivano delle tangenti per autofinanziarsi, anche quelli che qui dentro fanno i moralisti» disse. La sua difesa fu quindi un’ammissione di colpevolezza, tanto quanto quella degli altri.

Grande statista o politico corrotto? Forse entrambe le cose. La levatura politica di Craxi è indiscutibile, ma dal punto di vista etico paga un coinvolgimento, troppo stretto, con quella politica sporca fatta di mazzette, che non può che ricevere una condanna morale.

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Una risposta a Bettino Craxi: ritratto a 10 anni dalla scomparsa

  1. avatar
    Sè... 20/01/2010 a 13:17

    Ma xkè c’è mai stato un esponente politico con le carte in regola?

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