Bettino Craxi: grande statista o politico corrotto?

A dieci anni dalla morte del politico italiano si scatena la polemica tra chi lo vorrebbe riabilitare come grande statista e chi, al contrario, vorrebbe che non ci fosse un revisionismo storico  e l’uomo e il politico venissero giudicati per le azioni commesse

di Sabina Sestu

Sono ormai settimane che il nome di Bettino Craxi rimbomba sui media italiani, infiammando gli animi di amici e nemici del politico italiano. L’ultima in ordine di tempo è la diatriba che si è accesa tra il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, e il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. A dare il via al botta e risposta mediatico tra i due è stato l’editoriale dedicato all’ex leader socialista durante l’edizione del telegiornale delle 20 del 13 gennaio, nel quale il direttore afferma che Craxi è stato trasformato in un capro espiatorio. “La verità – dice Minzolini – è che ad un problema politico  fu data una soluzione giudiziaria e l’unico che ebbe il coraggio di porre in questi termini la questione, cioè Craxi, fu spedito alla ghigliottina. Per questo Craxi non volle mai vestire i panni dell’imputato”.

Il direttore del Tg1, infatti, ritiene che la costosa politica italiana di quegli anni abbia impedito che l’Italia perdesse la sua libertà ed entrasse nell’orbita della potentissima URSS. A suo parere ciò giustifica qualsiasi  “problema politico” come la corruzione, la concussione e il finanziamento illecito ai partiti che era stato oggetto di amnistia due anni prima delle inchieste di Tangentopoli e quindi depenalizzato politicamente. Nell’editoriale gli statisti di quel periodo storico vengono dipinti come vincitori che, per il paradosso italiano, dopo la caduta del muro di Berlino, invece che essere premiati sono stati posti alla sbarra. In fondo, conclude Minzolini:  ”Il destino di Craxi, la sua carriera fatta di luci e ombre, è comune a molti dei grandi personaggi di quel periodo complesso. Addirittura Helmut Kohl riunì le due Germani e poi finì sotto processo. Ma per la storia Craxi va già ricordato oggi come uno statista”.

Bettino Craxi

Dura la risposta di Antonio Di Pietro che, durante la trasmissione Otto e mezzo di La7 e a pochi minuti dalla fine dell’editoriale di Minzolini, ribatte che non bisogna confondere un problema politico con un reato giuridico visto che Craxi è stato più volte condannato. L’ex magistrato, chiamato in causa per la funzione svolta durante il periodo di “Mani pulite”, ha poi sottolineato: “Sarà la storia a giudicare Bettino Craxi come statista. Io l’ho indagato come magistrato e non spetta a me stabilire se era uno statista. E’ stato condannato perché aveva tre  conti correnti non per il partito ma per se stesso, era un corrotto e ha fatto il latitante“. Per Di Pietro le parole del direttore del Tg1 non sono altro che bugie e tentativi di diffamazione verso coloro che hanno fatto il loro dovere di giuristi.

Di Pietro è comunque deciso a querelare Minzolini e a denunciarlo alla Camera per le sue affermazioni, lanciate, oltretutto, dal servizio pubblico. È sorprendente come in Italia si continui a discutere su questioni tanto irrilevanti come quelle di riabilitare o meno un personaggio politico che non può influire sulla politica odierna. Sembra che ancora oggi si voglia far passare per “problemi politici” quelli che nella maggior parte degli altri paesi civili sono considerati reati giuridici. Tangentopoli ha fallito?

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4 Risponde a Bettino Craxi: grande statista o politico corrotto?

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    sandro carlucci 15/01/2010 a 15:29

    Bottino Craxi e’ stato un politico corrotto e lungi dall’essere uno statista. Dire che fu uno statista e’ come bestemmiare. Era un LADRO. Soltanto un grade LADRO.

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    Sabina 15/01/2010 a 16:19

    Però Minzolini su una cosa ha ragione, è l’unico che ha pagato! Sarebbe stato bello se fosse stato lui l’unico ladro……

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    GIANCARLO F. 17/01/2010 a 09:04

    CRAXI E’ L’UOMO CHE TEORIZZO’ LA TANGENTE COME STRUMENTO UNICO E NECESSARIO A GARANTIRE LA DEMOCRAZIA DEI PARTITI MAGNA MAGNA…CHI PIU CHI MENO TUTTI.
    IL PSI (NON SONO SOLO IO A DIRLO)ERA UN ASSOCIAZIONE A DELINQUERE DI CUI PROPRIO BETTINO IL CAPO SUPREMO.QUALCHE RARA ECCEZIONE NON EBBE VITA LUNGA NEL PARTITO.
    CRAXI E’ STATO GIUDICATO E CONDANNATO NELLE SEDI OPPORTUNE E A NULLA SERVONO I MAGGIORDOMI(MINZOLINI,CICCHITTI ECC) DELL’ATTUALE PREMIER CHE NON PERDONO OCCASIONE PER LUCIDARE LA FOTO DI UN LADRO MORTO LATITANTE SENZA RESTITUIRE IL MALTOLTO E PEGGIO ANCORA FA LA FIGLIA STEFANIA(PATETICA E SENZA DIGNITA’) AD OCCUPARE TV E GIORNALI PER CERCARE DI CONVICERE LA GENTE CHE LA COLPA E’ SEMPRE E SOLO DELLA MAGISTRATURA. FORSE I CONTI MILIARDARI(PRIVATI ) ALL’ESTERO LI AVEVA RIMPINGUATI CON LE OFFERTE DEI MILITANTI? O DI CHI (DALLA VERGOGNA) SI TOLSE PERSINO LA VITA??
    PERCIO’ IO DIREI PACE ALL’ANIMA LORO MA PER FAVORE PIANTIAMOLA CON LE IPOCRISIE E CON I PROCESSI (quello si che e’ breve) DI BEATIFICAZIONE.
    OGNUNO RICORDI I SUOI MORTI E TUTTI DOBBIAMO RISPETTARLI MA NON OBBLIGATECI A VENERARLO ,QUESTO E’ VERAMENTE ECCESSIVO !

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    arnaldo 17/01/2010 a 14:57

    Minzolini ha ragione ! Craxi è stato l’unico fra tutti i politici
    a pagare per una prassi consolidata da sempre e della quale gli altri politici si sono dimenticati. Soldi ne hanno preso tutti i partiti di allora e tutti i dirigenti ne erano al corrente, tuttavia solo craxi ha avuto il coraggio di ammetterlo in parlamento.. Gli altri (chi nei servizi sociali, chi al proprio domicilio, chi riabilitato e reintegrato nei ranghi di altri partiti,) se la sono cavata con una lavata di testa. A Craxi è stato vietato tutto!.
    Io ero democristiano, ma credo che Tangentopoli sia stata una manovra per scalzare dal potere PSI e DC con ogni mezzo poichè per via democratica la sinistra non sarebbe mai andata al potere. Non aveva sufficiente forza elettorale ! Una buona spinta è venuta da una parte esigua della magistratura che ora siede in parlemento, (al posto di Craxi?)

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